...........................................................................................................................................

L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


...........................................................................................................................................

Visualizzazione post con etichetta Piante. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Piante. Mostra tutti i post

lunedì 24 agosto 2026

Eucalipti

La poesia "L'eucalyptus" di Salvatore Quasimodo, pubblicata all'interno della raccolta Oboe sommerso (1932), rivela uno dei testi più emblematici e significativi dell'Ermetismo italiano.
Il testo fonde il paesaggio mediterraneo con il tema del ricordo e dell'esilio interiore.

La lirica utilizza la figura dell'albero come uno specchio dell'anima del poeta, un varco per esplorare la memoria, l'esilio e il dolore dell'infanzia.
(dalla rete)

L'Eucalyptus

Non una dolcezza mi matura,
e fu di pena deriva
ad ogni giorno
il tempo che rinnova
a fiato d'aspre resine.

In me un albero oscilla
da assonnata riva,
alata aria
amare fronde esala.

M'accori, dolente rinverdire,
odore dell'infanzia
che grama gioia accolse,
inferma già per un segreto amore
di narrarsi all'acque.

Isola mattutina:
riaffiora a mezza luce
la volpe d'oro
uccisa a una sorgiva.

Salvatore Quasimodo 

L'eucalipto (Eucalyptus) è un genere di piante sempreverdi originarie dell'Oceania, celebre per il suo profumo aromatico e le sue molteplici proprietà benefiche. Isolando i rami freschi o l'olio essenziale estratti dalle foglie, questa pianta trova ampio utilizzo sia nel benessere personale sia nell'arredamento domestico.

Immagini strabilianti e sogni
indicibili ai sensi dei più
ora ritrovo tristezze e vane
corse affannate incontro...

È una sempreverde che raggiunge altezze molto importanti, anche oltre i 90 metri. La corteccia, liscia e di colore grigio-cenere, ricopre un legno rossiccio e dai rami pendono grappoli di fiori e foglie dalla forma a falce.
L’Eucalipto è noto per le sue proprietà balsamiche, fluidificanti ed espettoranti e viene infatti utilizzato per aiutare a decongestionare le vie respiratorie. 
Il nome deriva dal greco “bene” e “nascondere“, in riferimento al fatto che i petali nascondono il resto del fiore. 
I nativi australiani sono stati i primi a scoprirne le eccezionali proprietà e lo utilizzavano per curare la febbre. Con le foglie preparavano inoltre degli impacchi da mettere sulle ferite e sulle infezioni (come antisettico e riparativo). 
Attualmente le piante di Eucalipto costituiscono gran parte delle foreste australiane e rappresentano la principale fonte di cibo per i koala, che si nutrono delle foglie.
Oggi, oltre ad essere una pianta ornamentale, i principali impieghi dell’Eucalipto riguardano l’uso farmacologico, fitoterapico e cosmetico del suo olio essenziale. Il legno viene usato come legna da opera, da ardere e per la produzione della carta.

domenica 23 agosto 2026

Oleandri

Le
sere estive e gli oleandri evocano in modo incredibile e msitico l'essenza stessa dell'estate mediterranea, fatta di atmosfere calde, profumi intensi e paesaggi suggestivi.

Apro la mia finestra

Il pozzo azzurro del sole
affonda,
nel cielo denso d’amaranto,
nel mezzo agli oliveti porporini
galleggia
il mazzo degli oleandri d’argento.
Mi sento bruciare.

Aldo Palazzeschi 

Dietro l'innegabile bellezza estetica che vanta questa pianta si cela una natura assai pericolosa; infatti la pianta è totalmente tossica se ingerita, un dettaglio che le conferisce da sempre un'aura magnetica e quasi poetica.

Sere d'estate a guardare
tramonti di colori forti e
orizzonti pacati, frescure
ancora scaldano il cuore...
 
L'oleandro (Nerium oleander), con i suoi fiori vibranti che sfumano dal bianco candido al rosa e al rosso porpora, è il re indiscusso della stagione estiva. 
Il suo originario nome greco "nerion" vuol dire acqua, infatti la crescita spontanea dell'oleandro molto spesso rivela una presenza di corsi e vene d'acqua sotterranei. 
Si narra che la pianta sia originaria della Grecia, nella magica e mitologica regione della Colchide.
Quando cala la sera e l'aria si rinfresca leggermente, queste piante rilasciano una delicata fragranza e creano una scenografia perfetta per chi li coltiva in giardini e i terrazzi.
Le sere estive e gli oleandri  formano un binomio tipico del paesaggio mediterraneo, evocando calde giornate all'aperto, cicale e fioriture che resistono rigogliose fino a notte fonda.
L'oleandro cresce rigoglioso prevalentemente lungo le coste, nelle campagne del meridione e persino ai margini delle strade, simboleggiando la resistenza al sole cocente e la bellezza selvaggia.
(dalla rete)

sabato 12 luglio 2025

Piante di Lago (una poesia a T.)

Le piante che si trovano intorno ai laghi sono molto varie, e includono sia specie acquatiche che terrestri.
Lungo le rive di un lago, è comune vedere alberi di alto fusto e tra queste i salici, i pioppi, gli ontani e, in alcune zone, anche olivi, viti e agrumi.
 
Imperfetti circoli viziosi
riportano il tempo "ab libitum";
in uno scenario contestuale
reimmergo la bocca nel sale..
 
Le piante del lago
ti hanno vista un mattino.

I sassi le capre il sudore
sono fuori dei giorni,
come l’acqua del lago.
Il dolore e il tumulto dei giorni
non scalfiscono il lago.
Passeranno i mattini,
passeranno le angosce,
altri sassi e sudore
ti morderanno il sangue
 non sarà cosí sempre.
 Ritroverai qualcosa.
 Ritornerà un mattino
che, di là dal tumulto,
sarai sola sul lago.
[metà giugno 1946]. 

Cesare Pavese

Tra le principali piante di lago troviamo canneti, giuncheti e cariceti, con piante come il carice maggiore, il carice delle sponde e il giunco comune.
Nelle acque, si possono trovare ninfee, fior di loto e altre piante galleggianti o sommerse.
(dalla rete)

lunedì 5 agosto 2024

Protocollo marino #74 (Tamerici)

Salmastre ed arse: non poteva che esserci altro titolo per il pezzo dedicato alle tamerici, quegli arbusti che molti di noi hanno imparato a conoscere dai versi del D’Annunzio, prima ancora di vederli in natura. 

Tamerici

In questo assolato mare aspettami,
nel verde delle tamerici riarse e sparse;
gli anni non contano le ore e i giorni
il tempo delle cose muta veloce...

Gujil 
 
La Tamarix gallica è una specie mediterraneo-atlantica, presente in Spagna, in Francia e nel nostro Paese. In Italia è molto frequente su tutti i litorali; specie abbastanza longeva, predilige terreni sabbiosi e zone assolate (dalla rete).

martedì 7 maggio 2024

I Salici

Il salice è un albero deciduo che può raggiungere un’altezza media di 10-15 metri, anche se in alcuni casi può crescere fino a 25 metri.
Una delle caratteristiche distintive del salice è la forma dei suoi rami, che sono penduli e sottili.

Questa caratteristica è particolarmente evidente nelle varietà ornamentali del salice, dove i rami pendono verso il basso conferendo all’albero un aspetto unico e suggestivo.
Questa particolare conformazione conferisce al salice piangente un portamento elegante e delicato, che si distingue dagli altri alberi.

Sotto il salice

Sovra la cristallina
Spera d’acqua lucente
Un salice piangente
Le verdi chiome inclina
Melanconicamente.

E baciata dall’onde,
Tra quelle verdi chiome,
Una croce, siccome
Vergognosa, s’asconde,
Logora e senza nome.

La croce ignuda e brulla,
Senza un ricordo, un fiore,
La croce, o mie signore,
D’una bella fanciulla
Morta pazza d’amore.

Morta in quell’acqua cheta
Un mattino d’aprile,
Un mattin che lo stile
Di sua doglia secreta
Passolle il cor gentile.

Più di lei non favella
Anima nata: è corta
La sua storia: che importa
S’ella amò, se fu bella?
Son tant’anni ch’è morta!

Non è chi pianga e l’ami;
Solo di quando in quando
Il zeffiro passando
Fra que’ pallidi rami
Scioglie un gemito blando.

Cinta di pruni in giro,
L’acqua chiara e tranquilla,
Come una gran pupilla
Guarda il ciel di zaffiro
E sotto al ciel sfavilla.

Passa nell’alto il sole,
Passa la bianca luna:
Cadono ad una ad una
L’aride fronde sole
Sovra la croce bruna.

Arturo Graf

L'albero a cui bimbo ristetti
a gioir dell'ombra, insicuro
e solo con il naso in aria
a immaginare cavalli e Re....
 
Le foglie del salice sono di forma lanceolata e di colore verde intenso, mentre i fiori sono piccoli e riuniti in infiorescenze pendule. 
Il salice è una pianta appartenente alla famiglia delle Salicacee, che comprende più di 300 specie legnose. Queste piante sono principalmente presenti nell’emisfero boreale, lungo i corsi d’acqua e i laghi. 
Le piante della famiglia delle Salicacee sono caratterizzate dai fiori mancanti di calice e corolla, che sono unisessuali e riuniti in amenti. Il frutto di queste piante è una capsula, mentre i semi sono provvisti di un ciuffo di peli alla base. 
I salici sono piante molto adattabili e sono in grado di crescere in diverse condizioni ambientali. Sono spesso trovati lungo i margini dei corsi d’acqua, dove le loro radici possono raggiungere l’acqua sotterranea. Questa caratteristica li rende particolarmente utili per la stabilizzazione delle rive dei fiumi e dei laghi, in quanto le loro radici aiutano a prevenire l’erosione del suolo.
(dalla rete)

martedì 5 dicembre 2023

Mirto

Con una fronda di mirto giocava
ed una fresca rosa;
e la sua chioma
le ombrava lieve e gli òmeri e le spalle.

Archiloco

Il mirto (Myrtus communis L., 1753) è una pianta aromatica appartenente alla famiglia Myrtaceae e al genere Myrtus. È tipico della macchia mediterranea, viene chiamato anche mortella.
(da wikipedia)

Scene di verde e sole in impeti
come di giovanili ardori, persi
nelle lungaggini di vite rapprese
come travèt qualunque, uomini...

 

martedì 19 settembre 2023

Api nel blù del rosmarino

Il rosmarino è una pianta mellifera: a partire dai suoi fiori le api producono infatti il prezioso miele di rosmarino, un miele uniflorale ottimo per depurare il fegato e migliorarne il funzionamento (dalla rete). 

Api d'oro
cercavano il miele.
Dove starà il miele?
E' nell'azzurro
di un fiorellino,
sopra un bocciolo
di rosmarino.

Federico Garcia Lorca

Nel blù intenso di fiumi e laghi naviga
un cuore malato di verde e natura;
pesci argentati, il rosmarino, l'acqua,
come fresca carezza come l'amore...

mercoledì 31 maggio 2023

Foresta (vergine)

Foresta vergine è l'espressione che si usa per definire una foresta praticamente incontaminata dalla presenza umana, sostanzialmente l'equivalente colloquiale di foresta primaria. All'interno di una foresta vergine si riconoscono contemporaneamente tutti gli strati di crescita delle specie che la compongono e naturalmente non si è mai svolta alcuna pratica di selvicoltura.

Venti che le primordiali foreste vergini
sorvolate, al di sopra delle ali dell’albero,
al di sopra della sterpaglia rimasta dell’ultimo deserto
arrivando fino all’alba polverosa,
ora raccolta assieme dentro fogli di carta
che rimangono come unica cosa
di noi, dopo tutto quel lavoro umano,
perché loro ci sopravvivono.
Ecco un foglio che si lamenta
e geme come fosse un ronzio
d’insetti in una notte estiva.
Ecco un foglio che lo stile
dei giorni più gloriosi
tanto tempo fa ha perduto,
ma che ancora non si è esaurito!

Nguyen Chi Trung

Sfilando rasente il verde riscopro
la terra, i colori, la biosfera devastata;
come malattia mortale si avanza
nel cuore del vivere, esistere... 
 
Talvolta l'espressione "foresta vergine" viene usata erroneamente come sinonimo di "foresta pluviale tropicale". 
In realtà, la stessa espressione si può applicare a una foresta di climi temperati, o subartici o alpini, purché abbia le caratteristiche di incontaminazione proprie di una "foresta vergine". 
(da  wikipedia)

mercoledì 4 maggio 2022

Alberi e vento

Non è il cosiddetto “effetto vela” il modello migliore che può spiegare la reazione dell’albero all’azione di forti venti. Tutta l’architettura dell’albero concorre alla riduzione della forza del vento. Certamente il paragone tra la chioma e una vela è estremamente pratico, soprattutto parlando in termini numerici.
 
 Il vento e l'albero

Come la gran parte del vento
accade là dove ci sono alberi,
così la gran parte del mondo è centrato
su noi stessi.
Spesso là dove il vento ha radunato
insieme gli alberi,
un albero ne prenderà
un altro tra le braccia e lo stringerà.
I loro rami si strofinano
insieme follemente tra loro,
ma non è un vero fuoco:
si stanno spezzando l’uno con l’altro.
Spesso penso che dovrei essere come
l’albero solitario, che non va da nessuna parte,
perché il mio braccio non potrebbe e non vorrebbe
rompere l’altrui. Eppure con le mie ossa rotte
sento che il tempo sta per cambiare.

Paul Mouldon
(
Traduzione di Luca Guerneri)

Vela e chioma però assolvono compiti diversi.
Al primo alito di vento le foglie degli alberi si dispongono parallelamente alla sua direzione, e la nostra vela, che per mare è fatta per catturare e trattenere il vento, diventa subito un drappo tutto bucato.

In un insieme di consigli e pratiche
ci avvitiamo in ragionamenti incerti;
la natura sta gridando, urla e soffre, e noi
ci prendiamo a sberle come stupidi uomini...

Se il vento rinforza, la resistenza delle foglie trascina il ramo in un dolce piegamento, sempre atto ad assecondare il vento, non a resistergli. Con l’aumentare del vento, la tecnica si fa più complessa: flessioni e torsioni dei rami dissipano la spinta del vento, e le forze residue vengono scaricate sulle branche principali, sollecitate a loro volta a compiere movimenti che assecondino le spinte del vento.
Continua così fino al fusto, che a sua volta si flette, disperdendo energie e dando un ulteriore contributo alla riduzione delle dimensioni della vela.
Quello che resta della spinta del vento passa dal fusto fino alla zona radicale, dove si gioca l’ultima partita tra il vento e l’albero.
Quando il vento si infrange in una vela, questa oppone resistenza e trasferisce la forza prodotta lungo “l’albero” fino al veliero; quando il vento cerca di catturare un albero, si scontra con un individuo sfuggevole, flessibile, dalla forma imprevedibile e sempre mutevole (dalla rete).

martedì 5 aprile 2022

Edera

Tranquillo Cremona
"Edera"

 

La vita si aggrappa

La vita si aggrappa sul ciglio del mondo.
Come edera.
O meglio come una cornacchia –
con artigli affilati,
come se fosse risoluta
a restare qui per sempre.
Ma ha anche le ali.

Alexander Shurbanov

 

la vita, la morte, il passato e il presente,
nel futuro si vede confuso, velati;
stiamo a perpetrare il senso di cose
a cui aggrapparci, come alla stessa vita...
 

 

In questo quadro di
Tranquillo Cremona
dal titolo "Edera" del 1878,
l'edera simboleggia la passione morbosa che spinge gli amati ad avvolgersi l'uno all'altra come fa la pianta di edera, che si ramifica e si espande fino a ricoprire e soffocare completamente i muri e le facciate della case
(dalla rete)
.

mercoledì 9 febbraio 2022

Piantina

La pianta di Malus sylvestris (Melo selvatico) è un piccolo albero che spesso assume una forma arbustiva, considerato il progenitore del Melo domestico, può raggiungere circa 9 metri di altezza. Il tronco ha un andamento tortuoso e ricurvo. Possiede rami spinosi ed intricati, con chioma irregolare, bassa, a cupola, corteccia bruno-grigia a scaglie in età avanzata. Foglie ovali, a margine dentellato, lunghe 4-8 cm e fiori profumati, con corolla a cinque petali, di colore bianco e sfumature rosa, riuniti in mazzetti, che sbocciano nel mese di Maggio.
I frutti simili a quelli del Melo domestico, sono più piccoli
(2,5 cm di larghezza) e sono di colore verde giallastro, sfumati di rosso, dal sapore asprigno, che maturano a settembre-ottobre. I frutti si possono consumare freschi, per preparare marmellate e gelatine.
(dalla rete)

un nespolo sul suo balcone, forte,
verde perenne come noi siamo nel cuore;
foglie imbevute di turbinii indicibili
sono appunti presenti dell'anima...

 

Melo

Quando sei via, pendono macine di pietra
dal mio albero.
Quando apri la porta del cortile, spuntano
tante orecchie rosa dal fogliame.
Ma con la pioggia, quando dormi, tutte le civettine
spalancano gli occhi tra le fronde.

Oskar Pastior
Traduzione di Gio Batta Bucciol

domenica 6 ottobre 2019

Forsizia (fuori stagione)



Forsizia
una pianta da giardino coltivabile anche in vaso che, da sola, crea una macchia tipicamente gialla già a inizio primavera capace di mettere subito di buon umore chi non ama il clima freddo dell’inverno.

Primavera
 
La primavera scorre nel sangue come un ruscello,
e sulla riva come un ruscello
forsizie, azalee e fiori di cavolo giallo
 
Io, che ho sopportato l’inverno,
germoglio come erba

Allodola gioiosa,
volo su ogni solco

Il cielo azzurro
splende lassù
 
Yun Dong-Ju

Questo arbusto anticipa molti altri suoi simili con i suoi fiori gialli e non è affatto difficile da coltivare, si adatta a ogni tipo di terreno e ama il sole.
Ultimamente è un po’ trascurata, la Forsizia, a beneficio di altre piante più esotiche, ma a lungo andare tutti si ricrederanno e torneranno, ne sono certa, a scegliere lei. Un classico che non tramonta mai e, soprattutto, che fiorisce sempre (dalla rete).
 
certo l'autunno è diverso,
comincia il declino, il freddo;
nature contorte si avvicinano
al riposo, alla fase di stasi...

giovedì 8 agosto 2019

Ortiche

Le ortiche
 
Altre ortiche ricoprono, come già ricoprirono
Per tante primavere il rugginoso erpice, l’aratro
Che gli anni logorarono, e il rullo di pietra:
soltanto il ceppo dell’olmo le supera in altezza.
Quest’angolo dell’aia è da me prediletto:
Come il più caro incarnato di una corolla
Accarezzo la polvere sulle ortiche, che si perde
Appena per rivelare la dolcezza dello scroscio.
 
Edward Thomas
da Poesie, 1917
Traduzione di Attilio Bertolucci
 
 
Le ortiche sono ancora poco considerate, ma hanno molteplici impieghi sul piano alimentare, medico e tessile.
Sono piante molto utili per l’ecosistema in genere, la loro presenza selvatica segnala il ripristino di ambienti degradati dall’ incuria o dall’ inquinamento.
Ci sono almeno 30 specie di insetti che dipendono da questa pianta per sopravvivere fra cui le   crisalidi di alcune lepidottere.
Se cresciuta in ambienti ricchi di humus risulta   invasiva e difficile da controllare.
Si dice che tagliando alla base le ortiche 3 volte   in un anno le si possa eliminare.
È una pianta da sinergia molto utile e fino a che   viene tenuta sotto controllo migliora la crescita di verdure e alberi da frutto   proteggendo le piante da uccelli e attacchi parassitari.
Questa specie è dioica, ma esistono molte varietà di Ortica, alcune anche monoiche o annuali (Urtica urens).
La sostanza urticante presente nella pianta contiene acido formico, che è poi lo stesso acido presente nel veleno che le api ed alcuni tipi di formiche utilizzano per difendersi.
Ed è la stessa sostanza che viene utilizzata nei trattamenti per il controllo della varroa.
Le ortiche hanno una lunga tradizione come rimedio   erboristico.
La tisana delle foglie è considerata un tonico e purificante del sangue.
Utilizzata quindi spesso per il trattamento di febbre da fieno, artriti e anemia.
Tutta la pianta è antiasmatica, antiforfora, astringente, depurativa, diuretica, galattagoga, emostatica, ipoglicemizzante e tonica.
Sempre l’infuso della pianta è utile per arginare le emorragie interne, mestruazioni abbondanti, emorroidi.  
Esternamente la pianta è usata per trattare eczemi e malattie della pelle, dolori   artritici, gotta, sciatica, nevralgie, problemi dei capelli e le ferite esterne.  
Anticamente si usavano strofinare le foglie e i gambi freschi dell’Ortica per   trattare reumatismi, cattiva circolazione e impotenza; questo trattamento ha due   effetti: migliora la circolazione permettendo di eliminare le tossine nella zona   colpita; la presenza di acido formico nei peli urticanti cura le articolazioni afflitte   da reumatismi.
Questa specie merita ulteriori studi per possibili usi contro   malattie renali e del sistema urinario.
Il succo di Ortica può essere usato come   antidoto alle punture delle stesse foglie o per lenire le ustioni.
È dimostrato che la   radice ha un effetto benefico sulla ghiandola della prostata.
Un rimedio   omeopatico fatto con le foglie è utilizzato nel trattamento di gotta, orticaria e   varicella , esternamente viene applicato a contusioni.
(dalla rete)



le erbe del prato, quelle odiate,
pungono le ortiche se le urti,
è come deve essere anche nella vita
riserviamo cortesie a chi non le merita...

venerdì 7 giugno 2019

Pruno e haiku

Oltre le tende
una quieta profondità -
fiori di prugno del Nord
 
Matsuo Bashō 
 
Il susino cino-giapponese, o prugno cino-giapponese (Prunus salicina), è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rosaceae come pesco e ciliegio.
Anche se non ci sono certezze, molti studiosi suppongo che sia originario dell’Asia minore.
I susini necessitano di una regolare irrigazione, soprattutto durante la fioritura e la fruttificazione. Per assicurare una produzione migliore e abbondante molto spesso è necessaria l’impollinazione incrociata tra varietà differenti (tramite innesto, impianto di più alberi o uso di rami in fiore). È una pianta caratterizzata da un’apparato radicale superficiale che ne permette la crescita anche in suoli poco profondi. L’albero del susino è alto fino a 10 metri, ha una chioma espansa formata da rami che tendono a essere pendenti e abbastanza fragili. La chioma è composta da foglie di forma ovale-allungata, spesse e coriacee. I fiori sono ermafroditi, hanno 5 petali bianchi e la fioritura avviene a metà primavera.

A seconda della varietà, il susino produce in estate drupe di varie dimensioni che possono essere verdi, gialle, rosse o viola. I frutti sono ricoperti dalla “pruina”, un rivestimento protettivo ceroso che ne impedisce la disidratazione. La susina può essere consumata fresca, cotta, secca (in questo caso prende il nome di prugna) o usata per preparare marmellate o confetture (dalla rete).

sapere cosa dire, sempre,
basterebbe pensare un po';
parlare non è come scrivere,
la voce si perde nel tempo...

domenica 12 maggio 2019

Villaggio nel bosco

Hai scordato quel villaggio perso tra cortine e cortine
di paludi in una terra che è tutta boschi di pini
dove anche le strade sono solo pozze e sterpaglia e negli orti
non sta mai uno spauracchio: non li vale il raccolto.
La vecchia Nastasia sarà morta e anche Pesterev, certo,
e, se non lo è, se ne sta seduto in cantina, ubriaco perso,
o sta costruendo qualcosa con la testata del nostro letto:
una specie di steccato, forse, o una parte del tetto.
E in inverno tagliano legna laggiù e solo di rape si vive,
e una stella ammicca per tutto il fumo in un cielo di neve,
e non una sposa in bianco è alla finestra ma il grigio ornato
della polvere, più il vuoto dove un tempo abbiamo amato.
 
Joseph Brodsky
traduzione di Matteo Campagnoli
 
Paul Cézanne,
"Villaggio nel bosco" (1879 circa)
olio su tela, 65×46 cm, collezione privata


Questo incantevole
"Villaggio nel bosco"
datato 1879 (circa)
è sicuramente
uno dei dipinti meno noti di
Paul Cézanne; 
comunque,
 tra i colori tardo primaverili,
forse estivi,
si respira il silenzio,
la calma.
Una ricerca esteriore
di un posto tranquillo,
dove riposare il corpo e la mente,
dove appisolarsi sicuri e protetti...
Si trova in una collezione privata
da qualche parte nel mondo;
chi lo possiede lo può guardare
ogni volta che cerca rifugio,
 nel silenzio del bello
e nella serenità diffusa...


le cose dimenticate,
lontane, nel tempo,
le cose che spaziano
il cuore e l'anima;
ricordi, solo attimi
dilavati da scorrere,
punti fermi
in un perenne agitato...