L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.
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giovedì 5 marzo 2026
Buon Compleanno!
domenica 29 settembre 2024
Ancora parole (una coperta)
sabato 28 settembre 2024
Pescatori di parole
Le parole. Già.
Dissolvono l’oggetto.
Come la nebbia gli alberi,
il fiume: il traghetto.
Giorgio Caproni
(dalla rete)
lunedì 9 settembre 2024
Sleeping Satellite (Satellite addormentato)
I blame you for the moonlit sky
martedì 23 aprile 2024
Goccia
Che piccola cosa, una vita!
La mia, come tutte, è una goccia.
Voglio si perda in un mare d'amore,
perché è l'unica via, altrimenti
è una goccia sprecata:
troppo piccola
per essere felice da sola,
e troppo grande
per accontentarsi del nulla".
Anonimo
venerdì 12 aprile 2024
Male (bene)
Il male
S'appiatta, a guisa d'aspide che dorme,
dentro il più tortuoso penetrale
del cuore, questo immedicabil male,
lo soffoca talor, incubo enorme.
V'imprime gravi e oscure le sue orme,
sigle roventi del dolor vitale,
che il calmo orgoglio del voler non vale
a cancellar con le sue fredde norme.
Se lo lambisce con insidiosa
lingua, v'incita l'anelare muto
che invan dissimulato arde e non posa.
ad invocar perdutamente aiuto,
perchè il mal violento non lo uccida.
Amalia Guglielminetti
giovedì 4 aprile 2024
Filmato, poesia e riflesso tra rimpianti e rimorsi
Un rimorso
O il tetro Palazzo Madama...
la sera... la folla che imbruna...
Rivedo la povera cosa,
la povera cosa che m’ama:
la tanto simile ad una
Ricordo. Sul labbro contratto
la voce a pena s’udì:
«O Guido! Che cosa t’ho fatto
di male per farmi così?»
II.
Sperando che fosse deserto
varcammo l’androne, ma sotto
le arcate sostavano coppie
d’amanti... Fuggimmo all’aperto:
le cadde il bel manicotto
O noto profumo disfatto
di mammole e di petit-gris...
«Ma Guido, che cosa t’ho fatto
di male per farmi così?»
III.
Il tempo che vince non vinca
la voce con che mi rimordi,
o bionda povera cosa!
Nell’occhio azzurro pervinca,
nel piccolo corpo ricordi
Alzò la veletta. S’udì
(o misera tanto nell’atto!)
ancora: «Che male t’ho fatto,
o Guido, per farmi così?»
IV.
Varcammo di tra le rotaie
la Piazza Castello, nel viso
sferzati dal gelo più vivo.
Passavano giovani gaie...
Avevo un cattivo sorriso:
non sono cattivo, se qui
mi piange nel cuore disfatto
la voce: «Che male t’ho fatto,
o Guido per farmi così?»
mercoledì 10 gennaio 2024
Riflesso animato
lunedì 19 dicembre 2022
Specchi
Specchio servo delle mie brame
Questa frase ci rievoca l’immaginario fiabesco ove la matrigna di Biancaneve in un momento di insicurezza chiedeva conferme sulla sua bellezza.
Quanti interrogativi e desideri si celano all’interno di noi stessi?
Quante volte mamme,amanti, figlie, studenti, amiche, parenti, professioniste, First lady nella mitologia così come nell’antichità e nell’attualità si sono osservate scoprendo che le loro fragilità erano celate da false apparenze?
Forse molte di più di ciò che crediamo!
Dietro a molti specchi si riflettono, infatti, turbamenti, aspettative, brame, speranze, rimpianti, vizi e virtù
(dalla rete).
e vi ho visto
una donna
pienamente soddisfatta
con gli occhi brillanti
d’una squisita malizia.
Maram al Masri
mercoledì 18 maggio 2022
French steps #02 (Giverny)
giovedì 20 gennaio 2022
Giorni di minime #84
giovedì 30 settembre 2021
Pogo
Si tratta di un opossum antropomorfo che vive nella palude di Okefenokee in Georgia.
È stata pubblicata negli Stati Uniti dal 1948 al 1975.
La striscia è caratterizzata da una satira sociale e politica accoppiata a uno stile grafico piuttosto tipico dei cartoni animati comici, che la rese molto popolare.
È considerata un classico del fumetto statunitense.
Con il passare del tempo, la striscia perse la sua originaria impostazione, virando in una satira feroce ed implacabile della scena politica degli U.S.A.
Inoltre, durante la sua gestione di Pogo, Walt Kelly ebbe la geniale idea di candidare il simpatico opossum, ogni 4 anni, alla carica di Presidente degli Stati Uniti d'America, con tanto di esilaranti campagne elettorali nelle strip e tour promozionali nelle università. Questa iniziativa, incarnata nello slogan I Go Pogo, contribuì a trasformare l'opera di Kelly in una delle icone della controcultura americana.
Pogo è spesso mostrato mentre conduce una barchetta il cui nome, scritto sulla fiancata, cambia da striscia a striscia.
Kelly era solito in questo modo introdurre nelle vignette pubblici saluti ad amici e ammiratori.
Fino al 1954, Pogo continuò ad esistere in due formati, come striscia quotidiana e come comic book sempre edito dalla Dell, che presentava una sorta di raccolta e rimontaggio delle strisce giornaliere, ma la versione in albo fu interrotta per volere dell'autore che voleva dedicarsi solo alle strip.
Kelly cominciò ad avere problemi di salute nel 1971, per poi morire due anni più tardi, il 18 ottobre 1973, per complicazioni dovute al diabete.
Fino al 1973, anno della sua morte, Kelly si è dedicato interamente alla realizzazione della striscia che è considerata un classico dei fumetti.
Pogo proseguì fino al luglio 1975, curato da Stephen Kelly, figlio di Walt.
(da wikipedia)
lunedì 19 agosto 2019
Memorie e gusci di noce
La memoria
3.
Poco a te la memoria si concede.
Quando i giorni piovosi
filano noia ed ansia, tu ritorni.
Felice eri, devota a un tuo sogno d’amore.
Primizia della vita
da me forse aspettavi
– e mi speravi, e io
quasi non ti sapevo fatta donna.
Io, cornacchia di mare, al mare attento
e ai suoi segni il tuo non riconobbi
Camillo Fonte















