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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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Visualizzazione post con etichetta Quadri nella mia vita. Mostra tutti i post
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lunedì 22 giugno 2026

Mattina di Giugno

Alfred Sisley
"Mattina di Giugno a Saint-Mammés"
Mattina di Giugno
 
Soppeso nell'alba un silenzio
fatto di piccoli, infinitesimi attimi
sono solo, nell'aria fresca
di una mattina di giugno.
 
Ho riso spesso di me,
trovato scuse e rimproveri,
ora siedo, scrivo, ricordo,
mi manca tanto un caffè...

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
La poesia è un componimento contemporaneo ispirato al celebre dipinto impressionista Mattina di giugno a Saint-Mammès (1884) del pittore Alfred Sisley
Il testo unisce la pittura "en plein air" ad una riflessione intensamente intima, pur non essendo un'opera storica del XX° secolo (dalla rete).

mercoledì 17 giugno 2026

Attesa

Iryna Bondar
«Attesa infinita
Con la poesia "Attesa"  Raymond Carver racconta, in quel suo tipico stile schietto e estremamente diretto, dei mille giri che gli amori fanno prima di giungere alla meta e, soprattutto, della capacità che ha l’amore di superare tempo e distanza. 
Una poesia che tocca nel profondo, chiara e limpida, ma non per questo facile. 
(dalla rete)
 
Attesa

Esci dalla statale a sinistra e scendi giù dal colle.
Arrivato in fondo, gira ancora a sinistra.
Continua sempre a sinistra. La strada arriva a un bivio.
Ancora a sinistra.
C’è un torrente, sulla sinistra. Prosegui.
Poco prima della fine della strada incroci un’altra strada.
Prendi quella e nessun’altra.
Altrimenti ti rovinerai la vita per sempre.
C’è una casa di tronchi con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. È quella appresso, subito dopo una salita.
La casa dove gli alberi sono carichi di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. È quella la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa fino ad ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti: “Come mai ci hai messo tanto?”

Raymond Carver

La frase "qualcuno che aspetta" associata a una silhouette evoca una potente immagine artistica e concettuale, spesso utilizzata nella fotografia, nella grafica vettoriale e nella poesia e letteratura in genere per rappresentare inb modo visivo il concetto di attesa, la solitudine o un momento drammatico di transizione.
Attese infinite stagliano
tristi silhouette di persone;
il bagaglio vuoto che pesa
spesso sulle nostre vite...

Attesa, spesso raffigurata con la figura scura di una persona che aspetta l'arrivo di qualcuno, evoca un'atmosfera misteriosa ed elegante o rappresentata da un passeggero controluce davanti alla grande vetrata di un aeroporto o di una stazione, che osserva i binari o le piste al tramonto (arrivi o partenze?).

domenica 14 giugno 2026

Parca cena

"Natura morta con pane e uova"
Paul Cezanne

La cena degli infelici

Seduti alla tavola lunga, strettina,
gl’infelici sono undici.
Imbandimento del massimo lusso.
Gran copia di fiori
nei vasi d’oro e d’argento,
cristalli squillanti e lucenti.
Tutti in fila, gli undici,
seggono nella massima rigidità,
senza mai volgersi
di qua o di là.
Han tutti le mani congiunte, compunte,
i gomiti stretti,
la bocca serrata,
inarcate le sopracciglia,
e guardano il piatto di scorcio.
Sol uno,
ch’è intento a ripetere sulla tovaglia,
con la sua forchetta,
instancabilmente la solita lettera:
un’o.
E uno,
che rotola rotola il suo legasalvietta
su e giù
giù e su.
I piatti davanti si cambiano in fretta.
Minestre fumanti,
delizia di purè,
centomila saporosi patè.
Non toccano cibo, gli undici,
immobili guardan di scorcio
il passare veloce dei piatti davanti.
Legumi degli orti proibiti
meravigliosamente conditi,
tacchini, beccacce, pernici,
si mutan nei piatti degli infelici.
Tenerissime erbette,
i più ricercati e inverosimili dolci,
biscotti, gelati, sufflè,
rubicondissime frutta.
Si mescono vini di tutti i colori
nei più svariati bicchieri,
champagne, caffè, liquori.

Immobili, gli undici,

le mani congiunte, compunte,
i gomiti stretti
nella massima rigidità,
neppure una volta si volgono
di qua o di là;
la bocca serrata,
inarcate le sopracciglia,
senza mai un cenno di meraviglia
guardano il piatto di scorcio.

AldoPalazzeschi

Sebbene la "cena parca" più famosa della storia dell'arte globale sia il capolavoro pre-espressionista "I mangiatori di patate" (qui a fianco) di Vincent van Gogh (1885), il Neorealismo italiano ha declinato questo tema con uno stile monumentale, spigoloso e profondamente sociale e politico (dalla rete).

Anche quella nostra fu parca
mensa, nostra madre reduce
da povertà affamata da guerra
peraltro mai vinta, solo subita... 
 
Il concetto di una "parca cena contadina" rappresentata immediatamente lo spirito del Realismo Sociale e del Neorealismo italiano del secondo dopoguerra, un movimento artistico e culturale che ha documentato con cruda onestà le condizioni delle classi popolari, la povertà rurale e la dignità del lavoro contadino.

domenica 31 maggio 2026

Marine a Bordighera

Marina a Bordighera, 1926

Le marine rappresentano uno dei temi più celebri e apprezzati della produzione artistica di Pompeo Mariani (Monza, 1857 – Bordighera, 1927), pittore italiano spesso accostato alla corrente dell'Impressionismo italiano per la sua straordinaria gestione della luce e del colore.
A Bordighera (IM) la sua tavolozza si arricchì di trasparenze marine, verdi luminosi e contrasti tra cieli cupi e sprazzi di azzurro.
 

Antico, sono ubriacato dalla voce
ch'esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane,
t'era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l'aria le zanzare.
Come allora oggi in tua presenza impietro,
mare, ma non più degno
mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro. Tu m'hai detto primo
che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento
del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
e insieme fisso:
e svuotarmi così d'ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie dei tuo abisso.

EugenioMontale

Pompeo Mariani a Bordighera

Mari, lontani, vicinanze mentali
negli assidui pensieri, coinvolti
e sogni, svago nell'anima asperse
le vite di altri ancora convergono...
  
Le "marine" di Pompeo Mariani realizzate a Bordighera (IM) rappresentano uno dei vertici della pittura paesaggistica italiana a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento.
L'artista di origine monzese, affascinato dalla luce e dalla natura del litorale ligure, si stabilì definitivamente a Bordighera (IM) fino alla morte, trasformando il mare della Riviera in un soggetto costante e iconico della sua produzione artistica.
(dalla rete)

sabato 23 maggio 2026

Cipressi (Cupressus sempervirens)

Vincent Van Gogh -"Due cipressi"

Nel paesaggio rurale, specialmente in Toscana, i filari di cipressi venivano usati storicamente per delimitare i confini poderali o per indicare ai viandanti la presenza di una dimora, di una chiesetta o di un luogo dove trovare riparo.

 
Vigili indifferenti

 All’angolo della via,
come due enormi carabinieri,
fanno la guardia
due cipressi neri.
E alle lor rigide gambe
l’ultimo avanzo s’affida
d’un vecchio tabernacolo rotto.
Si legge ancora sotto:
«Salutate Maria».

Aldo Palazzeschi 

I cipressi (genere Cupressus) sono alberi sempreverdi appartenenti alla famiglia delle Cupressaceae, celebri in tutto il mondo come simbolo iconico del paesaggio mediterraneo e toscano.
Il cipresso è un millenario simbolo di immortalità, eternità e connessione tra il mondo terreno e quello divino;
simboleggia principalmente l'immortalità, la vita eterna e l'elevazione spirituale.
La sua forma slanciata che punta verso l'alto ricorda una fiamma, rappresentando il legame tra la terra e il divino.

Edicole di campagna nel sole
che ricordo e l'estate fuggeva
in fretta tra frescure e risorgive
dove il tempo e alcuni cipressi...
 
La sua associazione profonda con il lutto e la vita oltre la morte deriva sia dalle sue caratteristiche biologiche sia da antichi miti. Oltre al significato spirituale di vicinanza a chi soffre, i cipressi si piantano nei cimiteri per ragioni pratiche. Le loro radici si sviluppano in senso orizzontale o scendono a fuso senza espandersi lateralmente in superficie, evitando così di danneggiare le tombe circostanti.  
(dalla rete)

domenica 29 marzo 2026

Nazzarene

Nazzareno Cipriani
"Suore al capezzale"
Il passo delle Nazzarene

Nazarene bianche, Nazarene nere.
Del fiume alle rive
si guardan da tanto i conventi,
si guardan con occhio di vecchia amicizia
le piccole torri, una bianca e una nera,
le suore s’incontran la sera,
la sera al crepuscolo.
Due volte s’incontran, le bianche e le nere,
sul ponte, sul ponte che unisce i conventi,
li unisce da tanto per vecchia amicizia,
le piccole torri si guardan ridenti
una bianca e una nera,
le suore s’incontran la sera,
la sera al crepuscolo.
Le piccole chiese al crepuscolo s’aprono,
ne sortono leste le suore ed infilano il ponte,
nel mezzo s’incontran, s’inchinano,
le bianche e le nere,
si recan l’un l’altre alla piccola chiesa al saluto;
vi fanno una breve preghiera
e leste rinfilano il ponte.
Di nuovo s’incontran, s’inchinan le file
una bianca e una nera,
le suore s’incontran la sera,
la sera al crepuscolo.

Aldo Palazzeschi

Ho spesso pensato al ritiro,
spirituale, ascetico, solitario;
leggere, meditare, pregare,
religioso, assoluto, silenzio...
 
Suore Nazarene della Passione, una congregazione religiosa femminile fondata a Torino nel 1865 dal beato Marcantonio Durando. Si dedicano all'assistenza dei malati a domicilio, degli anziani e dei bambini, seguendo lo spirito di carità di San Vincenzo de' Paoli.Sono presenti principalmente in Italia (con sedi storiche a Torino e Milano) e svolgono un'importante attività missionaria in Madagascar, dove gestiscono orfanotrofi e scuole. Nate per servire i sofferenti "nel nome del Nazareno", la loro missione originaria era l'assistenza domiciliare gratuita, una novità assoluta per l'epoca (dalla rete).

venerdì 20 marzo 2026

Il parco di Monza

Il parco umido

Il parco è serrato serrato serrato,
serrato da un muro
ch’è lungo le miglia le miglia le miglia;
da un muro coperto di muffe,
coperto di verdi licheni,
grondante di dense fanghiglie.
Né un varco soltanto nel parco traspare
né un foro vi luce.
Soltanto si posson le muffe cadenti, vedere,
soltanto le dense fanghiglie grondanti.
Altissimi cedri ne passano il muro,
i pini dal fusto robusto ne sporgon l’ombrello;
e salici, salici tanti,
che mischian sul muro cadenti
le lacrime ai verdi licheni,
a grige fanghiglie grondanti.
Di fuori ecco il parco serrato serrato serrato,
serrato da un muro
ch’è lungo le miglia le miglia le miglia.
Fra l’ombre, fra l’ombre potenti,
nel folto degli alberi grandi,
soltanto tre donne s’aggirano lento,
bellissime donne: regine parenti.
S’aggirano lento, in silenzio,
nell’ombre del parco serrato,
pesante trascinano il manto di lu o, le donne,
coperte d’un velo
che appena il pallore del volto ne scopre.

Aldo Palazzeschi 

Il Parco di Monza è uno dei maggiori parchi storici europei, esteso per quasi 700 ettari, noto per essere il più grande parco cintato da mura in Europa . Situato a nord di Milano, istituito da Napoleone nel 1805, ospita il famoso Autodromo Nazionale, la Villa Reale, antiche cascine e i Giardini Reali, offrendo percorsi nel verde.

Attraverso gli angusti percorsi
percorro il mio parco, accanto,
nella solitudine di Marzo il sole
ancora non scalda, non brucia... 
 
Il parco con circa 732 ettari (inclusi i Giardini Reali), è tra i più grandi parchi urbani cintati d'Europa. 
Fu voluto da Napoleone Bonaparte il 14 settembre 1805 come tenuta agricola modello e riserva di caccia.
La cinta muraria storica si estende per circa 14 km. È possibile visitarlo a piedi, in bicicletta o risciò, godendo di aree boschive, prati e zone con animali.
Il parco rappresenta un importante complesso paesaggistico, storico e architettonico, parte integrante del Parco regionale della Valle del Lambro (dalla rete).

martedì 27 gennaio 2026

Angosciosamente

Julio Romero De Torres
"Ore d'angoscia"
Questa vecchia angoscia

Questa vecchia angoscia,
questa angoscia che porto da secoli dentro di me,
è traboccata dal vaso,
in lacrime, in grandi immaginazioni
in sogni tipo incubi senza terrore
in grandi emozioni improvvise, senza alcun senso.

È traboccata.
Quasi non so come comportarmi nella vita
con questo malessere che mi riempie l’anima di pieghe!
Se almeno impazzissi per davvero!
Ma no: è questo essere a mezza strada,
questo quasi,
questo essere sul punto di…

Il ricoverato di un manicomio almeno è qualcuno.
Io sono il ricoverato di un manicomio senza manicomio.
Sono pazzo e freddo,
sono lucido e matto,
sono estraneo a tutto e uguale a tutti:
sto dormendo sveglio con sogni che sono pazzia
perché non sono sogni.
Sono in questo stato…

Povera vecchia casa della mia infanzia perduta!
Chi avrebbe detto che mi sarei tanto disperso!
Che ne è del tuo bambino? È impazzito.
Che ne è di colui che dormiva tranquillo sotto il tuo tetto provinciale?
È impazzito.
Ma chi, fra quelli che fui? È impazzito. Oggi costui è chi io sono.
Se almeno possedessi una religione!
Per esempio, una per quel feticcio
che c’era in casa nostra, la vecchia casa, che veniva dall’Africa.
Era bruttissimo, era grottesco,
ma c’era in lui la divinità di tutto quello in cui si crede.
Se almeno potessi credere a un feticcio
— Giove, Geova, l’Umanità —
uno qualunque servirebbe,
infatti che cosa è tutto se non quello che pensiamo di tutto?

Scoppia, cuore di vetro dipinto!

Fernando Pessoa

Vecchia amica/nemica che urti
il mio vivere in fretta, la furia
dei venti nei sentimenti indica
vie tralasciate oppur perdute...

L'angoscia è uno stato psicofisico caratterizzato da una profonda sensazione di ansia, oppressione e timore indefinito. A differenza della paura (che ha un oggetto preciso), l'angoscia è spesso legata a un senso di minaccia vaga o esistenziale.
Il termine angosciosamente è un avverbio che deriva dall'aggettivo angoscioso.
Si usa per descrivere un'azione compiuta o una situazione vissuta con profonda angoscia, ansia o tormento interiore.
(dalla rete)

martedì 6 gennaio 2026

Fresca marina

Pompeo Mariano
"Marina Ligure"

Fresca marina
 
A te assomiglio la mia vita d’uomo,
fresca marina che trai ciottoli e luce
e scordi a nuova onda
quella cui diede suono
già il muovere dell’aria.

Se mi desti t’ascolto,
e ogni pausa è cielo in cui mi perdo,
serenità d’alberi a chiaro della notte.

Salvatore Quasimodo

Con le correnti vago il mio
mare di sogni, di amori, di vele;
contesto azzardato mi provo
fasciame consunto galleggio...

Pompeo Mariani è nato a Monza nel 1857. 
Nipote del pittore Mosè Bianchi si avviò alla carriera pittorica intorno agli anni '80 dell'Ottocento. 
Nel 1885 espone a Parigi e vince una medaglia d'oro a Londra.
A partire dal 1898, si reca regolarmente a Bordighera, che diventa la sua residenza nei suoi ultimi anni, e comincia a dipingere quelle opere di gusto mondano per le quali è ricordato ancora oggi. Tra il 1914 e il 1920, evita gli anni della guerra spostandosi tra il suo studio di Milano e Bordighera. Torna alla ribalta nel 1925 con una mostra personale alla Galleria Pesaro di Milano, dove presenta 348 opere di Souvenirs and Impressions.
Pompeo Mariani è noto per i suoi paesaggi atmosferici, in particolare le vedute marine (da cui il titolo delle opere) e le scene mondane. Molte delle sue opere intitolate "Marina" raffigurano la costa ligure, specialmente Bordighera, dove il pittore visse a lungo e morì nel 1927.
(dalla rete)

lunedì 29 dicembre 2025

Mattiniero

Francis Seymour Haden

"Un mattiniero" (An early raiser)
Mattiniero
 
Ormai rimane il freddo
e un sapore di ansia
nella bocca riarsa dal sonno.
 
Vorrei poter dormire sempre
nel caldo tepore che sono
avvolto dai miei pensieri.

Lucide idee si affrettano
al mio mattiniero risveglio,
fuori è ancora buio...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
Il termine mattiniero (o mattiniere) si riferisce a una persona od un animale che ha l'abitudine di svegliarsi molto presto al mattino o che predilige le prime ore del giorno per svolgere le proprie attività.
(dalla rete)

giovedì 27 novembre 2025

Tosse e caffè

Vincent Van gogh
"Vecchio uomo che beve caffè"
L'atto di un uomo che beve caffè è un'azione comune con diversi benefici per la salute e la concentrazione, oltre ad associarsi a sensazioni di benessere.
 
Tosse e caffè
 
 Colpi di tosse al, il tempo, le cose.
Si beve un caffè, l'aroma, il sapore
un attimo di serena visione...
 
Anonimo
del XX° Secolo 
poesie ritrovate
 
Un uomo può bere caffè per ottenere benefici come l'aumento della concentrazione, la protezione di cuore, fegato e cervello, e un apporto di antiossidanti.
Un buon caffè quotidiano può essere un prezioso alleato per migliorare la concentrazione e sostenere il metabolismo.
La caffeina interagisce con i neurotrasmettitori della dopamina, il che può contribuire a sensazioni di buon umore e piacere. 
Un consumo moderato di caffè è associato a una migliore salute cardiovascolare, di fegato e del cervello, oltre a supportare il metabolismo e contrastare l'invecchiamento precoce.
La dose giornaliera raccomandata è compresa tra i 200 e i 400 mg di caffeina (equivalenti a circa 4 tazzine), a seconda delle condizioni di salute e del peso della persona, come indicato dall'EFSA. 
Oltre ai benefici fisici, il caffè è spesso visto come un simbolo di socialità e ospitalità, specialmente in Italia, dove offrirlo è un gesto di cortesia.
(dalla rete)