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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 23 maggio 2026

Cipressi (Cupressus sempervirens)

Vincent Van Gogh -"Due cipressi"

Nel paesaggio rurale, specialmente in Toscana, i filari di cipressi venivano usati storicamente per delimitare i confini poderali o per indicare ai viandanti la presenza di una dimora, di una chiesetta o di un luogo dove trovare riparo.

 
Vigili indifferenti

 All’angolo della via,
come due enormi carabinieri,
fanno la guardia
due cipressi neri.
E alle lor rigide gambe
l’ultimo avanzo s’affida
d’un vecchio tabernacolo rotto.
Si legge ancora sotto:
«Salutate Maria».

Aldo Palazzeschi 

I cipressi (genere Cupressus) sono alberi sempreverdi appartenenti alla famiglia delle Cupressaceae, celebri in tutto il mondo come simbolo iconico del paesaggio mediterraneo e toscano.
Il cipresso è un millenario simbolo di immortalità, eternità e connessione tra il mondo terreno e quello divino;
simboleggia principalmente l'immortalità, la vita eterna e l'elevazione spirituale.
La sua forma slanciata che punta verso l'alto ricorda una fiamma, rappresentando il legame tra la terra e il divino.

Edicole di campagna nel sole
che ricordo e l'estate fuggeva
in fretta tra frescure e risorgive
dove il tempo e alcuni cipressi...
 
La sua associazione profonda con il lutto e la vita oltre la morte deriva sia dalle sue caratteristiche biologiche sia da antichi miti. Oltre al significato spirituale di vicinanza a chi soffre, i cipressi si piantano nei cimiteri per ragioni pratiche. Le loro radici si sviluppano in senso orizzontale o scendono a fuso senza espandersi lateralmente in superficie, evitando così di danneggiare le tombe circostanti.  
(dalla rete)

domenica 8 giugno 2025

protocollo cittadino #169 (Four-leaf clover)

Four-leaf clover

Due quadrifogli raccolti
prima dllo sfalcio, quasi una nemesi;
mantenere un concetto nel travaglio
di anime così impreviste...
 
Gujil

Il quadrifoglio è un'anomalia, relativamente rara, del trifoglio bianco.
Essa si manifesta con la presenza di quattro foglioline invece che di tre.

L'intero quadrifoglio simboleggia il mondo e si dice che colleghi le quattro direzioni cardinali con i quattro elementi del fuoco, dell'acqua, dell'aria e della terra.
Inoltre, la prima foglia è sinonimo di fama, la seconda di ricchezza, la terza di amante fedele e la quarta di buona salute
.
(dalla rete)

sabato 10 maggio 2025

Minareto

Un minareto è una torre di una moschea, da cui il muezzin (o chiamato alla preghiera) invita i fedeli alla preghiera cinque volte al giorno. In sostanza, è una torre slanciata, spesso con un design unico, utilizzata per annunciare l'inizio del tempo di preghiera nell'Islam.
 
 
 Notte di maggio

Il cielo pone in capo
ai minareti
ghirlande di lumini

Giuseppe Ungaretti

Il minareto, con la sua altezza, simboleggia la salita verso il cielo, verso Dio, e l'invito alla spiritualità.
 
Sonno, rannicchio storie
infinitesimali, stantie;
risorge il sole e le nubi
nascondono il mondo...
 
Il minareto è una delle caratteristiche architettoniche più riconoscibili della cultura islamica, simbolo di fede e di comunità; è principalmente un luogo da cui viene pronunciato l'adhān, la chiamata alla preghiera, per informare i musulmani sull'orario della preghiera (dalla rete).

mercoledì 28 febbraio 2024

Cervus elaphus

Il Cervo

Non odi cupi bràmiti interrotti
di là del Serchio? Il cervo d’unghia nera
si sèpara dal branco delle femmine
e si rinselva. Dormirà fra breve
nel letto verde, entro la macchia folta,
soffiando dalle crespe froge il fiato
violento che di mentastro odora.
Le vestigia ch’ei lascia hanno la forma,
sai tu?, del cor purpureo balzante.
Ei di tal forma stampa il terren grasso;
e la stampata zolla, ch’ei solleva
con ciascun piede, lascia poi cadere.
Ben questa chiama «gran sigillo» il cauto
cacciatore che lèggevi per entro
i segni; e mai giudizio non gli falla,
oh beato che capo di gran sangue
persegue al tramontare delle stelle,
e l’uccide in sul nascere del sole,
e vede palpitare il vasto corpo
azzannato dai cani e gli alti palchi
della fronte agitar l’estrema lite!

Ma invano invano udiamo i cupi bràmiti
noi tra le canne fluviali assisi.
Tu non ti scaglierai nel Serchio a nuoto
per seguitar la pesta, o Derbe; e il freddo
fiume non solcherà duplice solco
del tuo braccio e del tuo predace riso,
fieri guizzando i muscoli nel gelo.
Inermi siamo e sazii di bellezza,
chini a spiare il cuor nostro ove rugge,
piú lontano che il bràmito del cervo,
l’antico desiderio delle prede.
Or lascia quello il branco e si rinselva.
Forse è d’insigni lombi, e assai ramoso.
Ei piú non vessa col nascente corno
le scorze. Già la sua corona è dura;
e il suo collo s’infosca e mette barba,
e fra breve sarà gonfio del molto
bramire. Udremo a notte le sue lunghe
muglia, udremo la voce sua di toro;
sorgere il grido della sua lussuria
udremo nei silenzii della Luna.

(Romena, 20 agosto 1902) 

Gabriele D'Annunzio

 
Il cervo è un animale misterioso e affascinante legato alla simbologia della rinascita per le sue corna che cadono in inverno per poi ricominciare a formarsi e crescere in primavera.  Il cervo nobile conosciuto anche come cervo europeo, cervo reale o cervo rosso è un mammifero erbivoro di grosse dimensioni appartenente alla famiglia dei cervidi.
 
Possenti animali agitano il bosco
umido fiato, ne sento il percorso;
Ricordi nel freddo di visioni passate
mi chiudo al pensiero e sospiro...
 
Questo animale selvatico può raggiungere notevoli dimensioni, i maschi hanno un’altezza media al garrese di 1,30 m, una lunghezza di circa 2 metri e un peso compreso tra gli 80 e i 200 kg, mentre le femmine sono leggermente più piccole.
Questo mammifero, nonostante la notevole mole, è dotato di un’estrema agilità e velocità nella corsa.
Il colore del mantello varia in base alle stagioni, in estate è bruno-rossastro mentre assume delle tonalità grigie in inverno. I piccoli, invece, nei primi mesi di vita hanno una pelliccia maculata.
Il cervo maschio è dotato di un palco, ovvero di corna, che cade in inverno per poi riformarsi dopo pochi mesi.

La figura del cervo occupa una figura di primo piano nella mitologia celtica che lo considera un animale soprannaturale. Il potente dio di tutti gli animali della foresta, Cernunnos era raffigurato con la testa di un cervo dal cui palco si irraggiava una luce divina.
(dalla rete).