...........................................................................................................................................

L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


...........................................................................................................................................

Visualizzazione post con etichetta Commenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Commenti. Mostra tutti i post

domenica 9 agosto 2026

Gucciniana 3, di Gujil

“Non riesco neanche a leggere più il giornale e questo mi dà una grande sofferenza, perché leggevo, leggevo, leggevo. La mia vera professione era quella di leggere dei libri”, aveva aggiunto. Nella sua ultima apparizione, ai Chiostri di San Pietro, a Reggio Emilia, per l’inaugurazione di una mostra a lui dedicata, Guccini disse: “Non ho vissuto perdita più grande di questa".



--
Guccini, la lunga malattia e il ricovero in ospedale
https://www.bolognatoday.it/cronaca/guccini-morte-malattia-maculopatia-ricovero.html
© BolognaToday
"Non riesco neanche a leggere più il giornale e questo mi dà una grande sofferenza, perché leggevo, leggevo, leggevo". La mia vera professione era quella di leggere dei libri”, aveva aggiunto. Nella sua ultima apparizione, ai Chiostri di San Pietro, a Reggio Emilia, per l’inaugurazione di una mostra a lui dedicata, Guccini disse: “Non ho vissuto perdita più grande di questa" (Bologna today - dalla rete).

 
 Senza altre parole completo
questa tre giorni gucciniana;
per me un amico nel cuore
che non mi ha mai tradito...
.


--
Guccini, la lunga malattia e il ricovero in ospedale
https://www.bolognatoday.it/cronaca/guccini-morte-malattia-maculopatia-ricovero.html
© BolognaTodaylattia e il ricovero in ospedale
https://www.bolognatoday.it/cronaca/guccini-morte-malattia-maculopatia-ricovero.html
© BolognaToday

giovedì 6 agosto 2026

So Hot!

Il surriscaldamento della Terra, noto come riscaldamento globale, è l'aumento a lungo termine della temperatura media del sistema climatico terrestre causato principalmente dalle attività umane. 
L'accumulo di gas serra nell'atmosfera intrappola il calore solare, alterando profondamente gli ecosistemi e generando fenomeni meteorologici estremi in tutto il pianeta (dalla rete).

Caldo

Il sole da sopra si sporge di sotto.
Il mondo si toglie il cappotto.
L'estate rovescia colore arancione.
Il mondo si toglie il maglione.
Il caldo stordisce la pietra e la serpe.
Il mondo si toglie le scarpe.
E cammina scalza nel corpo che suda.
La vita che è nuda.

Bruno Tognolini

Filastrocca impertinente eppure
fa seriamente caldo, il mondo
ha la febbre e dirlo non basta;
e noi siamo stupidi e ciechi...

Gli effetti del riscaldamento climatico sono già perfettamente visibili, percepibili ed in costante accelerazione:

Scioglimento dei ghiacciai,
Alterazione dell'albedo
,
Eventi meteo estremi
,
Innalzamento dei mari
,
Perdita di biodiversità
,

e noi?
Putroppo ho l'impressione che restiamo solo a guardare.

domenica 26 luglio 2026

Oboe



Oboe sommerso
è la seconda raccolta di poesie di Salvatore Quasimodo, pubblicata nel 1932 dalle Edizioni di Circoli di Genova. L'opera rappresenta uno dei testi più emblematici e radicali dell'Ermetismo italiano (dalla rete).

Oboe sommerso

Avara pena, tarda il tuo dono
in questa mia ora
di sospirati abbandoni.

Un òboe gelido risillaba
gioia di foglie perenni,
non mie, e smemora;

in me si fa sera;
l'acqua tramonta
sulle mie mani erbose.

Ali oscillano in fioco cielo,
labili: il cuore trasmigra
ed io son gerbido,

e i giorni una maceria.
 
Salvatore Quasimodo 

L'omonima poesia che apre la raccolta poetica racchiude l'essenza di questa stagione poetica, caratterizzata da un linguaggio estremamente denso, analogico e di difficile interpretazione.
Gerbido è un termine regionale (soprattutto piemontese) che indica un terreno arido, brullo e incolto, simile a una brughiera, o uno stato di abbandono della terra ("lasciare in gerbido").
“Oboe sommerso” è una raccolta che include poesie intrise di un forte senso lirico e di una profonda sensibilità verso la natura e il paesaggio. Attraverso queste poesie, Quasimodo estende la sua indagine sul dolore umano alla sofferenza collettiva, collegando la sfera personale con l'ambito universale.
 
Nel tramonto rivedo vite
passate, nei ricordi filmati;
la gioia che provo è inferiore
al dolore di ciò che manca...

L'oboe è uno strumento musicale aerofono a fiato ad ancia doppia appartenente alla famiglia dei legni. È celebre per il suo suono dolce, espressivo e penetrante, che ricorda la voce umana, ed è lo strumento che tradizionalmente dà il "La" per accordare l'orchestra grazie alla stabilità e alla chiarezza del suo timbro (dalla rete).

sabato 11 luglio 2026

Cortese Avvocato, ieri sera ho ritrovato ...

 

Torino, (13) aprile 1907

Cortese Avvocato, ieri sera ho ritrovato fra le pagine del suo libro un poco di quella fraternità spirituale che la sua offerta mi rivela.
Il rimpianto di ciò che fu, e l’ansia di ciò che non è ancora, e il sottile tormento del dubbio, e l’ebrezza folle del sogno, tutte le cose belle e perfide di cui noi poeti si vive e ci s’avvelena.
Non ho ancora assaporato le squisitezze dell’arte,
solo ho sfiorato l’essenza, l’anima della sua poesia:
un’anima un poco amara, un poco inferma.
Spero che la sua fraternità non sarà più tanto silenziosa, ch’essa vorrà esprimersi in modo più diretto.
Cordialmente

Amalia Guglielminetti

Giocose lettere, interlocotorie
tracce di visioni comuni, tante
asserragliate ai cuori, gonfi
di cose non sempre dette...

 Il rapporto tra Guido Gozzano e Amalia Guglielminetti rappresenta una delle storie d'amore e dei sodalizi letterari più intensi, complessi e malinconici del Novecento italiano. La loro relazione si è consumata principalmente attraverso un celebre carteggio epistolare specchio delle loro profonde inquietudini e della distanza insuperabile tra le loro personalità (dalla rete).

venerdì 10 luglio 2026

Lontana tra poesia, riflesso

Lontana 
Cantare, il giorno, ti sentii: felice?
Cantavi; la tua voce era lontana:
lontana come di stornellatrice
per la campagna frondeggiante e piana.

Lontana sì, ma io sentia nel cuore
che quel lontano canto era d’amore:

ma sì lontana, che quel dolce canto,
dentro, nel cuore, mi moriva in pianto.
Giovanni Pascoli 
Lontane persone aspirano
a cuori grandi, immensi;
la musica ascolta parole
che sanno di vento, lontane...
 
Lontana di Giovanni Pascoli è una poesia che, in pochissimi versi, riesce ad evidenziare contrasto doloroso tra l’illusione della felicità e la realtà della sofferenza umana, unito al tema della distanza, sia nello spazio che nel tempo. 
La felicità arriva come un suono lontano, distante, sembra riempire l’anima donando gioia, benessere, ma è solo il frutto di un ricordo lontano, incapace di essere trattenuto nell’intimo e proprio perché così fugace finisce per devastare l’essere restituendo solo un grande dolore.
(dalla rete)

lunedì 22 giugno 2026

Mattina di Giugno

Alfred Sisley
"Mattina di Giugno a Saint-Mammés"
Mattina di Giugno
 
Soppeso nell'alba un silenzio
fatto di piccoli, infinitesimi attimi
sono solo, nell'aria fresca
di una mattina di giugno.
 
Ho riso spesso di me,
trovato scuse e rimproveri,
ora siedo, scrivo, ricordo,
mi manca tanto un caffè...

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
La poesia è un componimento contemporaneo ispirato al celebre dipinto impressionista Mattina di giugno a Saint-Mammès (1884) del pittore Alfred Sisley
Il testo unisce la pittura "en plein air" ad una riflessione intensamente intima, pur non essendo un'opera storica del XX° secolo (dalla rete).

venerdì 22 maggio 2026

Mediterraneo

A vortice s'abbatte
sul mio capo reclinato
un suono d'agri lazzi.
Scotta la terra percorsa
da sghembe ombre di pinastri,
e al mare là in fondo fa velo
più che i rami, allo sguardo, l'afa che a tratti erompe
dal suolo che si avvena.
Quando più sordo o meno il ribollio dell'acqua
che s'ingorgano
accanto a lunghe secche mi raggiunge:
o è un bombo talvolta ed un ripiovere
di schiume sulle rocce.
Come rialzo il viso, ecco cessare
i ragli sul mio capo; e scoccare
verso le strepeanti acque,
frecciate biancazzurre, due ghiandaie.
(Mediterraneo)

Eugenio Montale 

Mediterraneo è una celebre sezione centrale della raccolta poetica Ossi di seppia (1925) di Eugenio Montale, configurata come un vero e proprio poemetto unitario diviso in nove testi (o "movimenti") dedicati interamente al mare.
All'interno dell'opera montaliana, quest'ampia ode marina rappresenta il nucleo lirico in cui il poeta esplora il suo tormentato rapporto con la natura, la memoria e l'infanzia vissuta lungo le coste della Liguria.
(dalla rete)

Mare che purifica nel sale
il sole che attraversa il vento;
spuma lattea e sabbia nel cuore
dove vive ricordo feroce e potente...

mercoledì 6 maggio 2026

Comare Coletta

Comare Coletta è una donna ormai anziana, che sicuramente in passato ballava ed era ammirata. 
Oggi è il bersaglio di sguardi malefici. 
Le varie voci che ridono di lei sono quelle del pubblico della strada, luogo in cui è costretta ad esibirsi per chiedere l'elemosina. 
Il peccato di Coletta è sporco; stranamente, nessuno dice che cosa sia stato esattamente: Palazzeschi tende infatti alla reticenza, creando così un'atmosfera di mistero intorno a questa insolita figura femminile.
(dalla rete)
 
Comare Coletta

«Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!»

Smagrita, ricurva, la piccola vecchia
girando le strade saltella e balletta.
Si ferma la gente a guardarla,
di rado taluno le getta denaro;
saltella più lesta la vecchia al tintinno,
ringrazia provandosi ancora
di reggere alla piroetta.
Talvolta ella cade fra il lazzo e le risa:
nessuno le porge la mano.

«Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!»

– La tua parrucchina, comare Coletta,
ti perde il capecchio!
– E il bel mazzolino, comare Coletta,
di fiori assai freschi!
– Ancora non hanno lasciato cadere
il vivo scarlatto.
– Ricordan quei fiori, comare Coletta,
gli antichi splendori?
– Danzavi nel mezzo ai ripalchi,
n’è vero, comare Coletta?
Danzavi vestita di luci, cosparsa di gemme,
e solo coperta di sguardi malefici, vero?

– Ricordi le luci, le gemme?
– Le vesti smaglianti?
– Ricordi gli sguardi?
– Ricordi il tuo sozzo peccato?
– Vecchiaccia d’inferno,
tu sei maledetta.

«Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!»

Ricurva, sciancata,
provandosi ancora di reggere alla piroetta,
s’aggira per fame la vecchia fangosa;
trascina la logora veste pendente a brandelli,
le cade a pennecchi di capo il capecchio
fra il lazzo e le risa,
la rabbia le serra la bocca
di rughe ormai fossa bavosa.
E ancora un mazzetto
di fiori scarlatti
le ride sul petto.

«Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!»

Aldo Palazzeschi 

Vecchie presenze un tempo
gioia per gli occhi e passioni,
ora risa, rughe e vecchiaia;
così come siamo noi tutti...

martedì 10 marzo 2026

Sonetti a Orfeo

 Sonetti ad Orfeo, XI

Guarda il cielo. Non c’è tra le costellazioni
“il Cavaliere”? Perché questo vanto terreno
è stranamente radicato in noi. E un altro ancora
che lo spinga, lo freni e ne sia tratto.

Non è così, cacciata e poi domata
questa tempra dell’essere, asciutta e forte?
Cammino e svolta. Ma una stretta dice:
nuova distesa. E i due si fanno uno.

Ma lo sono davvero? O non intendono soltanto
il cammino che insieme stanno percorrendo?
Già così tanto la mensa li separa e la pastura.

Anche il legame strale è fuorviante,
ma si creda per poco alla figura,
è un piacere per noi. È sufficiente.

Rainer Maria Rilke

I Sonetti a Orfeo (Die Sonnette an Orpheus) sono una raccolta di 55 componimenti scritti da Rainer Maria Rilke nel febbraio 1922, durante un eccezionale periodo di ispirazione creativa presso il castello di Muzot, in Svizzera. L'opera è considerata, insieme alle Elegie duinesi, il vertice della produzione rilkiana e una delle testimonianze più alte del modernismo poetico.

Ci faremo uno in fondo
all'attesa che brucia i corpi,
si incendia l'orizzonte ancora
sono un uomo, come tale...
 
I Sonetti a Orfeo (Die Sonette an Orpheus) sono uno dei vertici della poesia del XX secolo, scritti da Rainer Maria Rilke nel febbraio 1922 in un eccezionale slancio creativo durato pochi giorni.
L'opera è composta da 55 sonetti divisi in due parti (26 nella prima e 29 nella seconda). Sebbene utilizzino la struttura metrica del sonetto, Rilke ne scardina le forme tradizionali attraverso enjambement e ritmi fluidi che riflettono una tensione spirituale e metafisica. La raccolta nacque quasi contemporaneamente alla conclusione delle Elegie duinesi. Lo stimolo immediato fu la morte prematura di Wera Ouckama Knoop, una giovane ballerina figlia di amici del poeta, la cui figura diventa nel testo un archetipo del mutamento e della grazia. Orfeo, il mitico cantore che scende agli Inferi, non è qui solo un personaggio mitologico ma il simbolo dell'arte che "ammansisce" la morte e trasforma la caducità della vita in canto eterno (dalla rete).

sabato 7 marzo 2026

Grattacieli

La felicità rende in altezza
ciò che le manca in lunghezza

O furioso furioso mondo,
i giorni in cui non fosti travolto
da vortici di nuvole e nebbie
o come in un sudario avvolto
e la palla brillante del sole
non fu in parte o tutta
oscurata alla vista mortale –
furono così pochi giorni
che mi domando da dove
mi venga il senso costante
di così tanta luce e calore.
Se è giusta la mia sfiducia
potrebbe venir tutto
da un giorno col tempo perfetto,
quando aprendosi limpido all’aurora
il giorno dilagò limpidamente
per poi finire limpido alla sera.
In verità io credo che la mia

bella impressione sia

tutta di quel sol giorno
senza ombre se non le nostre
mentre tra i fiori accesi in un tripudio
ci spostavamo dalla casa al bosco
tanto per cambiare solitudine.

Robert Frost

I grattacieli sono edifici a sviluppo verticale con un elevato numero di piani (solitamente almeno 15-20, per un'altezza minima di circa 50-70 metri).
Il termine deriva dall'inglese skyscraper.

Neri fumi orribili solcano i cieli
un tempo vasti di Imperatori e Re
fiumi disseccati e deserti infiniti
come la vita di uomini perfidi...
 
I 5 grattacieli più alti del mondo sono: Burj Khalifa (Dubai, 828m), Merdeka 118 (Kuala Lumpur, 679m), Shanghai Tower (Shanghai, 632m), Abraj Al Bait Clock Tower (La Mecca, 601m) e Ping An Finance Center (Shenzhen, 599m), seguiti dalla Lotte World Tower e dal One World Trade Center
(dalla rete)

sabato 21 febbraio 2026

Poesia, commento e riflesso

Il ragazzo che era in me

Va’ a sapere perché fossi là quella sera nei prati.
Forse mi ero lasciato cadere stremato di sole,
e fingevo l’indiano ferito. Il ragazzo a quei tempi
scollinava da solo cercando bisonti
e tirava le frecce dipinte e vibrava la lancia.
Quella sera ero tutto tatuato a colori di guerra.
Ora, l’aria era fresca e la medica pure
vellutata profonda, spruzzata dei fiori
rossogrigi e le nuvole e il cielo
s’accendevano in mezzo agli steli. Il ragazzo riverso
che alla villa sentiva lodarlo, fissava quel cielo.
Ma il tramonto stordiva. Era meglio socchiudere gli occhi
e godere l’abbraccio dell’erba. Avvolgeva come acqua.

Ad un tratto mi giunse una voce arrochita dal sole:
il padrone del prato, un nemico di casa,
che fermato a vedere la pozza dov’ero sommerso
mi conobbe per quel della villa e mi disse irritato
di guastar roba mia che potevo e lavarmi la faccia.
Saltai mezzo dall’erba. E rimasi, poggiato le mani,
a fissare tremando quel volto offuscato.

Oh la bella occasione di dare una freccia nel petto di un uomo!
Se il ragazzo non ne ebbe il coraggio, m’illudo a pensare
che sia stato per l’aria di duro comando che aveva quell’uomo.
Io che anche oggi mi illudo di agire impassibile e saldo
me ne andai quella sera in silenzio e stringevo le frecce
borbottando gridando parole d’eroe moribondo.
Forse fu avvilimento dinanzi allo sguardo pesante
di chi avrebbe potuto picchiarmi. O piuttosto vergogna
come quando si passa ridendo dinanzi a un facchino.
Ma ho il terrore che fosse paura. Fuggire, fuggii.
E, la notte, le lacrime e i morsi al guanciale
mi lasciarono in bocca sapore di sangue.

L’uomo è morto. La medica è stata divelta, erpicata
ma mi vedo chiarissimo il prato dinanzi
e, curioso, cammino e mi parlo, impassibile
come l’uomo alto e cotto dal sole parlò quella sera.
[15-16 luglio 1932]

Cesare Pavese 

La poesia esplora il contrasto tra l'innocenza perduta e la solitudine dell'uomo maturo, un tema ricorrente nella produzione pavesiana. Il testo rievoca immagini d'infanzia e adolescenza, con riferimenti a "prati", "frecce dipinte" e "colori di guerra", simboleggiando un passato selvaggio e vitale che si scontra con la realtà adulta.
 
Passioni, paure ed ansie,
il ragazzo che era in me piange
e si illude ancora di fare
eppure è solo una chimera...
 
L'espressione "il ragazzo che è in me" (o più comunemente "il bambino che è in me") si riferisce generalmente al concetto psicologico dell'infanzia interiore, ovvero quella parte della personalità adulta che conserva la curiosità, la vulnerabilità e la spontaneità dei primi anni di vita (dalla rete).

martedì 3 febbraio 2026

Insonnia

La poesia "Insonnia" di Vincenzo Cardarelli fa parte della raccolta Il sole a picco (1929).
 
Insonnia

Solo in te, alba, riposa
la mia morte affannosa.
Solo in te trova pace
l’insonnia mia, ch’è simile
ad un rombante fiume
rapinoso, infernale,
dov’io vado ogni notte
dibattendomi invano.
Dinanzi a te, che giungi
sempre così furtiva
da far quasi paura, e origli e spii,
spettro anche tu, il più vago,
alba dal freddo viso,
cessan gli orrori, fuggono i fantasmi.
La morte, mia nera
compagna di veglia,
se ne va, s’allontana
a passi di ladro.
Ond’io emergo e mi libero
dall’onda tenebrosa
e affranto mi riduco
al mio sonno di pietra.
 
Vincenzo Cardarelli
 
In questo componimento, l'autore descrive il tormento del non riuscire a prendere sonno, trasformando una condizione fisica in una riflessione esistenziale sulla solitudine e sulla lotta interiore; esplora l'angoscia della veglia notturna, descritta come un fiume impetuoso e un'infernale tortura. Il poeta dipinge l'alba come l'unico sollievo, una "dolce alba" che libera dal sonno di pietra e dai fantasmi.
Cardarelli utilizza uno stile che richiama la lezione leopardiana, incentrato sul "male di vivere" e la meditazione profonda, definendo la propria condizione notturna come un vero e proprio "sonno di pietra".
 
 Questo non sonno che vivo
la mia distruttiva notte;
il non dormire mi pesa
la testa mi sembra vagare... 
 
L' insonnia è un disturbo del sonno comune caratterizzato da difficoltà nell'addormentamento, risvegli frequenti o risvegli mattutini precoci, che portano a un sonno di scarsa qualità e conseguente stanchezza diurna.  
(dalla rete)

mercoledì 24 dicembre 2025

Vigilia

Il concetto di vigilia deriva dal latino vigilia (veglia) e indica il giorno (o la notte) che precede una festa solenne, specialmente religiosa, un tempo dedicato alla preghiera, alla meditazione e all'attesa spirituale (come digiuno o astinenza).
Oggi il significato si è esteso a indicare il periodo di preparazione per qualsiasi evento importante (ad es. "vigilia di guerra", "vigilia di scadenza") o, nel linguaggio comune, la cena e i festeggiamenti del giorno prima di una ricorrenza, come la famosa e festeggiatissima Vigilia di Natale (dalla rete).
 Vigilia

In questa vigilia di bimbi
ancora in attesa, gioiosi
senza la neve che arriva;
ricordo aspettavo dietro vetri
che ora sanno di antico
i disegni dei candidi fiocchi,
ora levo lo sguardo ai sospiri...

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate