...........................................................................................................................................

L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


...........................................................................................................................................

Visualizzazione post con etichetta Metafore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Metafore. Mostra tutti i post

martedì 30 giugno 2026

Toilette

Il titolo allude al momento intimo del risveglio e della cura di sé, traslato però sull'intera natura.
Il componimento descrive un paesaggio mattutino, sospeso e silenzioso.

Toilette

I giganteschi cipressi d’argento
attendono in circolo sul prato.
Fra i loro tronchi d’ebano istoriato
pendono distesi
tanti lenzuoli bianchi di bucato.
Intrepida riflette nell’attesa
l’acqua grigia della vasca.
Ecco: tra i veli della mattina nebulosa
il sole che s’affaccia insonnolito
pare una luna rosa.

Aldo Palazzeschi


I panni stesi e l'acqua nella vasca suggeriscono un'immagine di pulizia, freschezza e ordine, in contrapposizione alle figure bizzarre e grottesche spesso protagoniste della poetica palazzeschiana.

Aldo Palazzeschi
crea un contrasto cromatico forte usando l'argento,
l'ebano e il bianco dei lenzuoli.
L'ambiente ricorda un giardino incantato o un'opera d'arte figurativ
.

Immagini prese dal vento
le terre stagliate nel cuore;
ritorno nel tempo che avevo
di vita, di sole,di corse...
 
Il testo, che appartiene alla fase futurista di Aldo Palazzeschi, si articola come un dipinto impressionista o un gioco di specchi in cui gli elementi naturali vengono personificati. La "toilette" non è quella di una persona, ma è un rito mattutino della natura. L'uso delle sinestesie (unione di sfere sensoriali diverse) e delle similitudini serve a trasmettere un senso di pace e di irrealtà ovattata.
(dalla rete)

giovedì 11 giugno 2026

Rifugi

Rifugio d'uccelli notturni

In alto c'è un pino distorto;
sta intento ed ascolta l'abisso
col fusto piegato a balestra.

Rifugio d’uccelli notturni,
nell’ora più alta risuona
d’un battere d’ali veloce.

Ha pure un suo nido il mio cuore
sospeso nel buio, una voce;
sta pure in ascolto, la notte.

Salvatore Quasimodo  

Nella poesia, il pino piegato dal vento e teso ad ascoltare l'abisso fa da rifugio agli uccelli notturni che, nell'ora più alta, si alzano in volo.
Il poeta instaura un parallelismo tra questo albero e il proprio cuore, anch'esso descritto come un nido sospeso nel buio e in costante ascolto nella notte.
La poesia evoca un'atmosfera di solitudine e attesa, in cui il pino distorto funge da riparo per gli uccelli prima del buio.
(dalla rete)

Un rifugio notturno del cuore
nel buio, silenzi perdurano ancora;
nel muoversi piano attenzioni,
non svegliare, lasciare il riposo...

domenica 12 aprile 2026

Arrembando

In ambito navale, arrembare significa assaltare una nave nemica dopo averla abbordata. 
È l'azione tipica dei pirati o delle flotte da guerra storiche che, una volta affiancata l'imbarcazione avversaria, vi salivano a bordo per combattere corpo a corpo.
In contesti meno comuni o poetici, il verbo assume il senso di appoggiare, accostare o attraccare.
 
Arremba su la strinata proda
le navi di cartone, e dormi,
fanciulletto padrone: che non oda
tu i malevoli spiriti che veleggiano a stormi.

Nel chiuso dell’ortino svolacchia il gufo
e i fumacchi dei tetti sono pesi.
L’attimo che rovina l’opera lenta di mesi
giunge: ora incrina segreto, ora divelge in un buffo.

Viene lo spacco; forse senza strepito.
Chi ha edificato sente la sua condanna.
E’ l’ora che si salva solo la barca in panna.
Amarra la tua flotta tra le siepi.

Eugenio Montale

n alcuni dialetti, come quello ligure, il termine arrembare può indicare l'azione di appoggiarsi a qualcosa per stanchezza o necessità di sostegno. 
La "strinata proda" è il limite arido della realtà su cui il "fanciulletto" (il lato ingenuo dell'uomo) deve mettere in salvo le sue fragili "navi di cartone".
Indica un approdo sicuro ma desolato, l'unico rifugio possibile contro quello che è il "male di vivere".
 
Arrembaggi  spesso falliti
e navi che portano segreti
alle stive come muri di seta;
la mano, ancora lei, consuma...
 
La "strinata proda" è il luogo limite dove l'uomo deve accettare la propria precarietà e la vanità di ogni costruzione ideale di fronte all'annientamento della natura. 
Nel testo della poesia la scelta di termini aspri e ricchi di consonanti (come strinata, arremba, proda) serve a riprodurre musicalmente la durezza del concetto espresso, in contrasto con la lirica più dolce o "eloquente" della tradizione.
Il concetto invita a considerare la possibilità di abbandonare le nostre illusioni. 
L'espressione evoca un'immagine di salvezza provvisoria su una riva bruciata e arida, unico riparo possibile contro la distruzione e la "malvagità" del mondo marino, inteso come metafora del caos esistenziale.
(dalla rete)

venerdì 20 febbraio 2026

Specchio poetico

Specchio può essere letta come una poesia di rinascita. Lo sguardo del poeta si concentra sull’incanto dei piccoli germogli che nascono alla luce del sole facendo risplendere i rami che parevano secchi e morti. Salvatore Quasimodo descrive la primavera come il compiersi di un miracolo: è ciò che ridona vita a un paesaggio fermo, congelato nel lungo inverno, che pareva destinato a una perenne immobilità (dalla rete).

 Specchio

Ed ecco sul tronco
si rompono le gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.

E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.

Salvatore Quasimodo 

Secondo la critica Quasimodo in questi versi fa propria una sensibilità biovegetale (denominata dendromorfismo), rintracciabile nell’immagine delle gemme nascenti, in cui il ciclo biologico della vita dell’uomo e delle piante viene trasfuso in un destino comune. L’uomo si fonde con l’immagine dell’albero e i sentimenti umani vengono assimilati, in una sorta di simbiosi, all’esistenza naturale.

Un inno alla Primavera, ora,
che arriva con colori più densi
carichi di vita di aria, di sole;
poi ancora un giorno di gelo...

sabato 17 gennaio 2026

Specchio, specchio... (e la parola botro)

Lo 
specchio  
simboleggia una dualità: 
può rappresentare 
la verità, la conoscenza di sé e la purificazione interiore 
(la mente che riflette la realtà), 
ma 
anche la vanità, l'inganno, la superbia e la fugacità della vita
in quanto riflette solo l'apparenza esteriore.
 
 Specchio

Ed ecco sul tronco
si rompono gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul
botro(*).

E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c'era.

Salvatore Quasimodo 


Lo specchio è un oggetto magico che invita alla riflessione (sia letterale che metaforica), all'autocontemplazione e alla scoperta della propria anima, ma può anche portare al narcisismo e all'illusione.

Voglia di Primavera nel cuore,
oggi che non funziona niente,
oggi che vorrei risposte;
attesa come pietra pesante...

"Gli occhi sono lo specchio dell'anima" così recita  un'antica metafora usata per indicare che gli occhi riflettono le emozioni, i sentimenti e le intenzioni più intime di una persona. Gli occhi rivelano le vere emozioni, i sentimenti e l'interiorità di una persona, spesso più di quanto le parole possano fare, fungendo da finestra sulla sua condizione psicologica, gioia, tristezza, paura o sincerità, e sono fondamentali nella comunicazione non verbale.
(dalla rete)

* il termine, la parola botro  significa e sta ad indicare  un valloncello scosceso, un fossato scosceso, un burrone o un canale di drenaggio scavato dall'erosione.

sabato 21 giugno 2025

Treni che si incrociano

L'immagine di due treni che si incrociano può essere una metafora potente, spesso utilizzata per rappresentare incontri fugaci, destini che si incrociano brevemente o percorsi di vita che si intersecano temporaneamente prima di divergere di nuovo.  Questa metafora può essere applicata a vari aspetti della vita, come relazioni personali, incontri professionali o anche momenti di svolta in un percorso individuale.

 Ho visto partire il tuo treno, tu al finestrino,
t’ho salutata, non visto, dal finestrino del mio treno, bellissima…

Il treno che mi sta trascinando su per l’Italia
e quello che ti porterà verso il Sud

mi paiono un’immagine di feroce violenza,
come due cavalli frustati in direzioni opposte, 
che dilaniano un unico corpo.

 Italo Calvino

I treni che si incrociano, nel contesto ferroviario, si riferiscono all'incontro di due treni che viaggiano in direzioni opposte su binari adiacenti o sullo stesso binario, gestito tramite apposite manovre e segnalazioni.

  Treni come vettori di emozioni,
lontani, su binari inconcludenti;
le stazioni, noi, spesso deserte,
le banchine, noi, a volte affollate...
 
 
In linea, possono esistere punti specifici, a volte segnalati, dove i treni possono incrociarsi, utilizzando scambi per instradare i treni sui binari corretti. 
I sistemi di segnalamento ferroviario guidano i treni, indicando se un binario è libero o occupato e gestendo le precedenze.
L'incrocio di due treni fermi in stazione può verificarsi in diverse situazioni, principalmente legate alla gestione della circolazione e alla necessità di dare precedenza a determinati convogli.
Generalmente, in una stazione con doppio binario, un treno può essere fermato per far passare un altro treno che ha precedenza, oppure per evitare di generare ritardi a catena a causa di un treno già in ritardo.
(dalla rete)

domenica 18 agosto 2024

Nòstos (ritorno)

Con l'enigmatico titolo "Generalizzando", Giorgio Caproni fa riferimento allo smarrimento dell’uomo moderno, alla perdita di identità provocata dalla frenesia del mondo neocapitalistico che poneva l’umanità in secondo piano rispetto al guadagno, al Dio denaro, in una dimensione in cui la collettività aveva ormai inglobato e annullato l’individuo.

Generalizzando

Tutti riceviamo un dono.
Poi, non ricordiamo più
né da chi, né che sia.
Soltanto ne conserviamo
– pungente e senza condono –
la spina della nostalgia.

Giorgio Caproni 

Un’immagine metaforica: la “spina della nostalgia”; il significato è da ricercare nell’origine della parola: nella lingua greca infatti nòstos vuol dire ritorno, dunque “dolore del ritorno”.

Ogni ritorno sconfina e attiva
melodrammatici gesti del cuore;
dal blu rientro nel grigio che sfuma
in attimo di normale quotidiano... 
 
Rimane dunque questa cosa che è la nostalgia, quasi un qualcosa da stringere tra le mani come si farebbe con un fiore contornato di spine. 
Il nostro vagare, secondo questa proposizione, non è che un tornare all’origine, il tentativo di rintracciare quel dono, come per colmare un vuoto, sanare una ferita.
(dalla rete)

martedì 26 settembre 2023

Mare

Mare

M'affaccio alla finestra, e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano l'onde.
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.

Ecco sospira l'acqua, alita il vento:
sul mare è apparso un bel ponte d'argento.

Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni?

Giovanni Pascoli

Abbraccia tutto lo sguardo sognante che fa intuire al lettore il poeta quel mare che ha di fronte. L'immagine finale del ponte è sicuramente una metafora anche se indefinita e imprecisata. Lo scopo della vita? le strade che vengono scelte e percorse? Con tutta probabilità questo ponte vorrebbe superare l'ansia del poeta nei confronti dell'ignoto. 
Il mare sembra comunque rifugio sicuro.
 
Lunghe camminate e sabbia
che scorre come clessidra
immaginaria e fugace nel vento
di un pallido sole marino...
 

sabato 7 gennaio 2023

Gennaio

Il silenzio poetico espresso nei versi di Rainer Maria Rilke attraverso il bianco candore della neve e il freddo intenso dei ghiacci invita alla riflessione, al raccoglimento, per cogliere quell’energia necessaria al cambiamento.
Gennaio
invita a guardare oltre, una sorta di portale che apre le strade dell’esistenza ad un mondo nuovo, rinnovato.

 

Gennaio

Respirano lievi gli altissimi abeti
racchiusi nel manto di neve.
Più morbido e folto quel bianco splendore
riveste ogni ramo, via via.
Le candide strade si fanno più zitte:
le stanze raccolte, più intense.
Rintoccano l’ore. Ne viene
percosso ogni bimbo, tremando.

Di sovra gli alari, lo schianto di un ciocco

che in lampi e faville , rovina.

In niveo brillar di lustrini

il candido giorno là fuori s’accresce,

diviene sempiterno, infinito.

Rainer Maria Rilke

 
Ci troveremo là, insieme,
dove tutto finisce e zittisce;
come un coro di voci sopite
sarà quel gelo a coprirci...

Il freddo, la neve, il colore bianco non sono espressione della statica morte, ma la giusta atmosfera per trovare l’energia necessaria ad andare oltre; la vita si può rinnovare, si deve evolvere in un continuo rimando verso un’esistenza migliore.
(dalla rete)

sabato 9 aprile 2022

la vita in viaggio

Viaggiare con sé stessi mette paura
, f
a sentire terribilmente veri, e la verità è che sé stessi è il luogo più oscuro e bello che ci sia. 
È il luogo in cui ci si incontra, ci si vive, ci si conosce. 
È lì che si trovano paure, tenebre, cicatrici, schiaffi, e tanto amore, carezze, ricordi, sorrisi. Tutto questo fa parte di noi.  
Siamo i migliori compagni di viaggio.  
Dobbiamo essere tanto forti da accettare di percorrere questo viaggio con noi stessi, così da mostrare agli altri l’unica e la più preziosa cosa da portare dietro sé: sé stessi (dalla rete).
 

Il viaggio della mia vita ...
 
E’ qualcosa che nessuno si aspettava
Il viaggio della mia vita
E’ tutt’altro che completo
Ma ora sono bloccato qui,  a metà strada
Non è che difficoltà cosi’, non esistessero prima
Ma non arrivavano
Cosi’ di colpo
Cosi’ ferocemente
Lotto continuamente
Ma è tutto inutile
Voglio rimanere in piedi più che chiunque altro
Ma le mie gambe non collaborano
Il mio stomaco non collabora
Tutte le ossa del mio corpo non collaborano
Posso solo rimanere disteso
Nel buio, mandando
Un silenzioso segnale di sofferenza, ancora e ancora
Solo per ascoltare, ancora e ancora,
L’eco della disperazione
 

Xu Lizhi

 

nel mezzo, durante, ancora in viaggio,
stanco e deluso, o ebbro di felici intuizioni;
solo per sscelta anche tra gli affetti sicuri,
cammino molto, non sò dove andrò...

domenica 13 giugno 2021

Questa strada solitaria

Camminare per quella strada solitaria tutto solo
Non voltare la testa oltre le tue spalle
e fermati per riposarti solo quando la luna d’argento
risplende alta sopra gli alberi.

Se mi fossi fermato per ascoltare una volta o due
Se avessi chiuso la bocca e lasciato aperti gli occhi
Se mi fossi schiarito le idee e riscaldato il cuore
Non percorrerei questa strada questa notte

Va avanti
Non preoccuparti di commiserarti
Non ti distoglierà dai tuoi cattivi pensieri

Cammini per quella strada solitaria tutto solo
Non voltare la testa oltre le tue spalle
e fermati per riposarti solo quando la luna d’argento
risplende alta sopra gli alberi.

 
Walk down that lonesome road all by yourself
 Don't turn your head back over your shoulder
 And only stop to rest yourself when the silver moon
 Is shining high above the trees
 
 If I had stopped to listen once or twice
 If I had closed my mouth and opened my eyes
 If I had cooled my head and warmed my heart
 I'd not be on this road tonight
 
 Carry on
 Never mind feeling sorry for yourself
 It doesn't save you from your troubled mind
 
 Walk down that lonesome road all by yourself
 Don't turn your head back over your shoulder
 And only stop to rest yourself when the silver moon
 Is shining high above the trees
 
 
Ho ripreso questo vecchio post del 2015 per vari motivi uno dei quali è la riproposta del video musicale visto che l'originale non era più disponibile dal web.
Ci sono altri motivi, non tutti poetici e grandi, c'è il fatto che sto camminando da solo da tempo, non fraintendetemi, ci sono persone sulla mia strada ma sono troppo intente a non deragliare dalla loro come probabilmente è giusto che sia. 
Ci sta pure il discorso della solitudine dentro, del cuore triste, dell'anima in subbuglio, degli occhi che piangono spesso etc. perchè chi più ne ha...
Sta di fatto che la strada continua ed il testo di questa bellissima canzone riproposta da un James Taylor invecchiato eppure così nel suo tempo non fa altro che confermare le mie sbalestrate intuizioni.
Siamo miriadi di strade che si incontrano, si incrociano, divergono e, a volte, si riuniscono incredibilmente dopo migliaia di ore , di chilometri percorsi e paesaggi lasciati alle spalle.
Le nostre visioni possono e potranno anche essere condivise ma nessuno potrà mai vederle come le vedono i nostri occhi e le decodifica la nostra anima.
 Per quanto ci si sforzi l'orizzonte è sempre indistinto.
La mia strada mi piace pensare sia come quella della foto che vi propongo e che ho scattato alcuni giorni fa nei pressi di dove vivo ormai quasi da sempre. 
Se volete osservarla con attenzione ci troverete gli alberi, i sassi, il sole, un pò di cielo con le nuvole, tra luce ed ombra e nessuno in vista almeno nella visione frontale. 
La verità è che, con tutta probabilità, forse sto camminando troppo in fretta, dovrei rallentare nella speranza che qualcuno mi possa raggiungere e si affianchi...
 
Gujil

sabato 20 giugno 2020

Semi et al.


Ogni seme che l’autunno getta nelle profondità della terra
 ha un modo suo proprio di separare nucleo e involucro
al fine di formare le foglie, i fiori e i frutti.
Ma quali che siano i modi,
lo scopo delle peregrinazioni di tutti i semi è identico:
arrivare a levarsi innanzi al volto del sole.

Kahlil Gibran
"Iram dalle alte colonne"


Come semi d'autunno (Caging Skies), pubblicato anche con il titolo Il cielo in gabbia, è un romanzo del 2004 di Christine Leunens.
Johannes Betzler, austriaco membro della Gioventù hitleriana con fervidi ideali nazisti e antisemiti, nel 1943, appena diciassettenne, decide di combattere le forze nemiche durante la seconda guerra mondiale.
Gravemente ferito da una bomba, fa ritorno a Vienna, nella casa dove è cresciuto, scoprendo che nel frattempo i genitori hanno deciso di nascondere, nella soffitta, una giovane ragazza ebrea, Elsa.
Benché inizialmente fosse affascinato dall'idea di controllare il destino di uno di quelli che aveva imparato a odiare, l'iniziale compassione di Elsa verso la sua infermità si evolve fino a una passione e una conseguente lunga convivenza. Morti i genitori e terminato il conflitto, Johannes, per non separarsi da Elsa, la inganna facendole credere che sia stata la Germania nazista a vincere la guerra, impedendole così di uscire di casa.
Dal romanzo è liberamente tratto il film Jojo Rabbit (2019) di Taika Waititi

seminiamo nella vita, anche se non ci accorgiamo,
siamo esseri sensienti, eppure ancora animali;
il nostro seme perdura, inquina, feconda, ama,
cosa resterà alfine di me?..