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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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Visualizzazione post con etichetta Donne. Mostra tutti i post
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domenica 19 luglio 2026

Riandare

La poesia che segue descrive il contrasto tra il peso della "storia grigia della vita" e l'improvvisa esplosione di gioia e speranza primaverile portata da una donna. 

Ogni giorno che passa è un riandare
tutta la storia grigia della vita.
Una donna che appena mi ha parlato
mi ha messo in cuore come un gran germoglio
gonfio di gioia.
È una gioia vedere tanti rami
verdissimi nel vento e tanti fiori
prepotenti, sboccianti, è una gran gioia
perché nel sangue pure è primavera.
[17 aprile 1929] 

Cesare Pavese  

Riandare significa, in maniera letterale, "andare di nuovo" oppure "ritornare" in un luogo.
Quando il verbo è intransitivo, segue la coniugazione irregolare di andare (es. io rivado, tu rivai, noi riandiamo).
Quando invece  è transitivo, assume una flessione regolare (es. io riando, tu riandi), anche se queste forme con l'accento sulla radice sono rarissime e poco usate nella lingua parlata.

Nel linguaggio comune è usato prevalentemente in senso figurato, specialmente in espressioni come "riandare con la mente", per indicare l'atto di ripensare o rievocare un ricordo.

(dalla rete)

Riandare solo per vecchi sentieri
sperando di essere ancora giovani;
l'età non mente e i sogni, realtà
distorte, si sciolgono al mattino...

martedì 16 giugno 2026

Algida e sinuosa

Le vesti ondose hanno riflessi d’iride,
quando cammina par che muova a danza,
ai serpenti somiglia che i giocolieri
sopra i bastoni agitano in cadenza.

Come la sabbia e il cielo del deserto,
sordi alla sofferenza del vivente,
come dell’onda l’intricato crespo,
lei si disvolge fredda, indifferente.

Gli occhi limpidi son pietre ammalianti,
e in quell’essenza simbolica e strana
che l’angelo all’antica sfinge fonde,

dove tutto è oro, luce, diamante,
sempre risplende come stella vana
l’algida maestà feconda.

Charles Baudelaire

La poesia è un ritratto magnetico e inquietante della donna-idolo, algida, sinuosa e indifferente alle sofferenze umane, incarnazione della bellezza puramente estetica, sterile e geometrica.

Sommerso da pensieri persi
in immagini calde e suadenti
ripeto il mantra continuo
di inuti frasi increspate... 
 
Nell'opera capolavoro di Charles Baudelaire, I fiori del male (all'interno del ciclo di poesie a lei dedicate), la figura della sua musa, la ballerina Jeanne Duval incarna proprio questo dualismo: una sensualità sinuosa, quasi felina, unita a una freddezza glaciale e insensibile (dalla rete).

lunedì 25 maggio 2026

Donne...

Nella poesia di Charles Baudelaire, la "donna vampiro" rappresenta la figura della femme fatale che prosciuga le energie vitali e spirituali del poeta, incarnando un amore distruttivo, carnale e ossessivo da cui è impossibile liberarsi.
(dalla rete)
 
Il vampiro

O tu che con la lama di un coltello
nel mio cuore dolente sei entrata,
tu che con la potenza di un drappello
di demoni sei venuta, adornata

e folle, tu che del mio animo vinto
hai fatto il tuo giaciglio, il tuo maniero,
o essere infame, a te io sono avvinto
come alla sua catena il prigioniero,

come al suo gioco chi l’azzardo sogna,
come al fianco s’attacca il bevitore
e come al verminaio la carogna.
Sii maledetta, e maledetta ancora.

Spesso ho pregato il veloce pugnale
che mi riconsegnasse a libertà,
ho chiesto all’empio veleno mortale
di soccorrer la mia pavidità.

E invece, ahimé, presi da grande sdegno,
il pugnale e il veleno m’hanno detto:
“D’essere liberato non sei degno
da questo tuo servaggio maledetto,

idiota; se da questo tuo martirio
ti liberasse la nostra fatica,
i tuoi baci ridarebbero vita
al cadavere di quel tuo vampiro”.

Charles Baudelaire

Per Baudelaire, l'amore non è una forza salvifica o spirituale, ma una deviazione che accentua lo Spleen (la noia angosciosa dell'esistenza). 
Il vampirismo diventa così l'allegoria di una mutilazione dell'anima: la donna-vampiro succhia l'ispirazione e la dignità dell'uomo, trasformando l'amante in un complice sottomesso della propria stessa rovina.
 
Invaghirsi, consumarsi,dolersi,
in contesti di ridicole mosse
vedo tentativi goffi e vani;
chi va spesso non torna...

mercoledì 20 maggio 2026

Femme fatale

Ti porteresti a letto l’universo,
tu, donna impura, annoiata, perversa.
per aguzzare i denti in questo gioco
devi mettere un cuore al giorno al fuoco.
Gli occhi, come vetrine luminosi,
come fuochi d’artificio festosi,
usano il gran potere e alteri modi
ignorano della bellezza il codice.

Cieco strumento, in crudeltà fecondo,
tu, salutare vampira del mondo,
lo sfiorare negli specchi non cogli
delle tue forme, e neppur ti vergogni?
Il gran male in cui ti credi sapiente
non t’ha trasmesso un poco di spavento,
quando natura, in suo nascosto fine,
di te si serve, o animale vile,
madre del vizio, perché un genio viva?

Sublime fango, ignominiosa diva!

Charles Baudelaire

La femme fatale (tradotta letteralmente in italiano come donna fatale) indica un archetipo di personaggio femminile caratterizzato da un fascino misterioso, seducente e irresistibile, capace di ammaliare gli uomini per trascinarli in situazioni pericolose, compromettenti o distruttive.
(dalla rete)

Passioni incentrate sul tempo
attimi di gioie susblimate;
nell'infinito perdurare del sogno
ricordo solitarie evasioni...

giovedì 14 maggio 2026

Donne perdute

– Donne perdute –

Hanno proprio ragione a trattarle cosí.
E certo è meglio che compassionarle
col cuore e poi godersele nel letto.
«È un bisogno piú forte di tutta la vita»
di’ piuttosto «e siam tutti dannati a quel passo;
ma se mai la ragazza mi facesse il mestiere,
soffocherei di rabbia o saprei vendicarmi».

Sempre compassionare fu tempo perduto,
l’esistenza è tremenda e non muta per questo,
meglio stringere i denti e tacere.
Una sera
ho viaggiato su un treno che c’era una donna,
vesti sobrie, dipinta, serissima in faccia.
Fuori i lumi un po’ pallidi e il verde un po’ grigio
cancellavano il mondo. Eravamo isolati
nel vagone – una terza – la donna ed io giovane.
Non sapevo a quei tempi attaccare discorso
e piangevo pensando alle donne. Cosí
feci il viaggio osservando nervoso e quell’altra
mi guardò qualche volta e fumava. Non dissi,
non pensai certo nulla, ma ancora ho nel sangue
quello sguardo diretto, quel riso di un attimo
di chi ha ben lavorato ed ha preso la vita
come occorre, in silenzio.
Un amico, di quelli
che hanno in mente parole, vorrebbe salvare
una donna e asciugarle le lacrime e darle le gioie.
«No, è un bisogno piú forte di tutta la vita.
E noi, siamo dannati che han l’unica forza
in un’anima dura, che non serve a nulla».

Le potete salvare a migliaia le donne
ma le tante che ho visto fumare e guardare
colla faccia sdegnosa o sorridere stanche
– le mie buone compagne – saran sempre vive
a soffrire in silenzio e pagare per tutti.

 Cesare Pavese 

Il concetto di silhouette femminile (la sagoma o il profilo di un corpo di donna) può graficamente rappresentare l'espressione "le mie donne", che può fare riferimento a diverse interpretazioni sentimentali, passionali, familiari, artistiche, editoriali o fotografiche (dalla rete).

Le mie donne nel cuore
contate, sole, belle e amate:
squilibrio insicuro nel senso
vitale, del vivere, oggi...

venerdì 1 agosto 2025

Leopoldina Rodriguez

«Perché la puttana ha una sorte malsana…»

PERCHÉ LA PUTTANA HA UNA SORTE MALSANA
LA SIFILIDE L’ASPETTA
E LA PASSERA DELLA PUTTANA
SGOBBA TUTTA LA SETTIMANA
MENTRE ANCHE IL SUO CANE NON STA BENE.
Parigi, 1922

Ernest Hemingway 

“I biografi parlano di Leopoldina come una delle prostitute che vagavano per El Floridita e che talvolta finivano nel letto di Hemingway.
Come se fosse una donna insignificante…
in realtà, Hemingway la amava molto.
Era una donna colta e intelligente, che ha influenzato il suo lavoro”.

La donna di turno si chiama Leopoldina Rodríguez; in una fotografia è ritratta mentre beve con Hemingway, a L’Avana, ha un foulard sulla testa, mani bellissime, l’atto con cui tiene la sigaretta denota una connaturata nobiltà.
Zevallos ha ricostruito con devozione la biografia di Leopoldina: figlia di una domestica, padre sconosciuto, è cresciuta nella famiglia Pedroso, abbiente, per cui lavorava la madre
.
Leopoldina
pare aver ispirato la Liliana di Isole nella corrente, fu l’amante di José Antonio Primo de Rivera, il fondatore della ‘Falange Española’, che le facilitò il ritorno a Cuba, Hemingway le faceva leggere i suoi manoscritti.

Una volta donne come cose,
nelle strade, in città affollate;
non ho mai permesso questo,
non mi sono mai prestato... 
 
Leopoldina si ammala di cancro, è il 1950, “Hemingway la ha accompagnata fino alla fine della malattia, ha partecipato al funerale, che ha pagato. 
Incaricò il custode del cimitero di non far mancare mai fiori sulla sua tomba”.
(dalla rete)

domenica 23 marzo 2025

Beat Generation

Della Beat Generation ricordiamo sempre gli uomini, diventati leggendari. Eppure tra loro ci furono anche molte donne che avevano tanto da dire. La storia le ha quasi cancellate, al più considerate muse e compagne dei poeti maschi. Negli Anni 50 sesso, droga, musica e vagabondaggi erano ammessi a patto che fossero una faccenda da uomini. Le donne beatnik però non la pensavano così.

(senza titolo)

Le stelle
Così luminose
(proiettano bagliori nello
spazio tra le foglie)

La strada
Momentaneamente perduta 

Joanna McClure

Vagando disperati soli nel nulla
si cerca il sentiero perduto, il filo
conduttore del senso , la via;
gabbiani distratti sorvolano...
 
 Joanna McClure
(1930 Oracle Arizona)
è una delle molte poetesse beat rimaste all’ombra di un uomo. Pur essendo estremamente prolifica sin dagli Anni 50 riempiendo dozzine di taccuini con le sue poesie – gli stessi taccuini amati da Kerouac – solo dagli Anni 70 inizia a pubblicare il suo lavoro. Tuttora attiva a San Francisco, continua a pubblicare le sue poesie solo in libretti a tiratura limitata (dalla rete).

sabato 8 marzo 2025

8 Marzo 2025

Nella vita di donne deluse
il mio femminile inabissa,
come un sasso affonda veloce,
nel mare dell'inquietudine...
 
Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.

Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.

Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le tue espressioni.

Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libero,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.

Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

Frida Kahlo

 

martedì 18 febbraio 2025

Ingratitudine

L'ingratitudine è un sentimento umano correlato alle strategie cognitive che un soggetto (il beneficato) si trova a elaborare per fronteggiare le conseguenze psicologiche di un "debito di riconoscenza" che, in base alle norme sociali, gli deriva da un beneficio ricevuto da un altro individuo (il benefattore). 

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Non credere piú che l'affetto meriti qualcosa
o che qualcuno possa mai esserti grato.
L'ingratitudine è di tutti; e il bene fatto nulla
anzi fonte di amarezze e di mali peggiori.
Nessuno ora mi odia con piú crudele accanimento
di chi ieri mi considerava l'unico vero amico.

Publio Valerio Catullo

"Perderai tutto, anche l'amico"
mai pensiero fu più veritiero;
l'ingratitudine passa le porte
che la vita spesso dischiude... 
 
L'ingratitudine si realizza in diverse forme e si presenta in varie gradazioni di intensità emotiva. In una forma più lieve, la reazione dell'ingrato è caratterizzata dall'assenza di sentimenti di gratitudine nei confronti del proprio benefattore, o dalla loro mancata espressione. Nelle forme più intense ed estreme, invece, l'ingratitudine può spingere il beneficato a nutrire sentimenti negativi nei confronti del benefattore: ostilità, rancore e risentimento, se non addirittura odio (da wikipedia).

martedì 11 febbraio 2025

Pioggia fredda

Sara Serricchio
"Pioggia fredda"
Pioggia fredda
 
Ancora respiro il vento,
la pioggia contorna il mondo
resto, come spesso accade,
in un limbo di ipotetico sole.

Anonimo
del XX° Secolo
 Poesie ritrovate

 

In questo bel quadro
(dipinto acrilico su tela 30x40 cm)
una donna
(vista di schiena),
cammina solitaria tra le luci sfuocate della città,
sotto una pioggia continua e battente.


venerdì 5 aprile 2024

Ipsililla

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Ti prego, mia dolce Ipsililla,
amore mio, cocchina mia,
invitami da te nel pomeriggio.
Ma se decidi cosí, per favore,
non farmi trovare la porta già sprangata
e cerca di non uscire, se puoi,
restatene in casa e preparami
nove scopate senza mai fermarci.
Se ne hai voglia, però, fallo subito:
sto qui disteso sazio dopo pranzo
e pancia all'aria sfondo tunica e mantello.

Publio Valerio Catullo 

Ipsililla 
era quella cara, quella graziosa fanciulla (probabilmente anche un pò facile), non di severe virtù, ma tanto piacevole, tanto arrendevole che Catullo chiamava «pupattola, bambolina mia»

Esagerazioni palesi nei voglio
stingono comparse ed attori;
simulacro di irreale scenario
il desiderio si inceppa e sorride...

lunedì 11 marzo 2024

Epigramma e riflesso

La donna che preferisco (57)

Tu mi domandi, o Flacco,
quale tipo di donna
vorrei per me e quale non vorrei?
Non troppo compiacente la vorrei
e non troppo scontrosa.
Le qualità intermedie preferisco:
che non mi stia lì a tormentare
e non mi sazi subito di sè

Marziale

L'epigramma è un'iscrizione poetica encomiastica o dedicatoria o, più spesso, funeraria. 
Più comunemente viene inteso come epigramma un componimento poetico di vario carattere che si contraddistingue per la sua brevità e icasticità (da wikipedia).

In un mercanteggiare assurdo
uomini compravano donne;
ancora oggi avviene e nel cuore
il deserto dilaga e sovrasta...

venerdì 8 marzo 2024

Poesia e riflesso per la festa della donna

Inno alla donna

“Stupenda
immacolata fortuna
per te tutte le creature
del regno
si sono aperte
e tu sei diventata la regina
delle nostre ombre

per te gli uomini
hanno preso
innumerevoli voli
creato l’alveare del
pensiero

per te donna è sorto
il mormorio dell’acqua
unica grazia
e tremi per i tuoi incantesimi
che sono nelle tue mani

e tu hai un sogno
per ogni estate
un figlio per ogni pianto
un sospetto d’amore
per ogni capello

ora sei donna
tutto un perdono
e così come ti abita
il pensiero divino
fiorirà in segreto
attorniato
dalla tua grazia”.

Alda Merini

Perduto sogno nel mondo reale
donne come visioni e inizi;
i corpi incedono alteri al passo
perduti amanti ormai lontani...

martedì 20 febbraio 2024

Di amori in...finiti

Furio, Aurelio, che miei compagni
sino all'estremo dell'India verreste
alle cui rive lontane batte sonoro
il mare d'Oriente,
tra gli Arabi indolenti, gli Ircani,
gli Sciti, i Parti armati di frecce
o sino alle acque che il Nilo trascolora
con le sue sette foci;
e oltre i monti aspri delle Alpi
per visitare i luoghi dove vinse Cesare,
il Reno di Gallia, i Britanni
orribili e sperduti;
voi che con me, qualunque sia il volere
degli dei, sopportereste ogni mia pena,
ripetete all'amore mio queste poche
parole amare.
Se ne viva felice con i suoi amanti
e in un solo abbraccio, svuotandoli
d'ogni vigore, ne possieda quanti vuole
senza amarne nessuno,
ma non mi chieda l'amore di un tempo:
per colpa sua è caduto come il fiore
al margine di un prato se lo tocca
il vomere passando.
 
Publio Valerio Catullo

 
Amori infiniti continuano
a pesare il cuore di dubbi;
la fame e la sete di ognuno
come unico assurdo contesto...
 
...gli amori infiniti non sono quelli che durano in eterno, per sempre, sono quelli da definire incompleti, ancora da finire. Ovviamente sono i più tosti, quelli che lasciano traccia profonda, cicatrice sul cuore. Tentare di completarli è una fatica immane anche perchè un amore non finito per uno/a può avere valenza diversa per l'altra/o.
 
Gujil

mercoledì 17 gennaio 2024

Poesia e riflesso

Donna nel domani del mondo

Incinta sono di te,
donna che vivrai nel domani del mondo.
In un anno remoto
genitrice fu la mia carne,
le mie fibre ricordano,
ogni giorno era oscuro travaglio,
fisica sofferenza che volontà dominava
e speranza addolciva
ineffabilmente.
Ora non il seme d'un uomo in me
non un embrione dal mio sangue nutrito,
ma nel mio spirito
l'ansiosa proiezione, donna, di te,
di quella che tu sarai,
che lentamente si plasma s'accresce
batte alle porte vuoi vivere,
compiuta forma finalmente
in aura di libertà e purità,
donna nel domani del mondo.
In me ti reco, imagine chiara,
contrasto e compenso
di quanto nel cuore m'angoscia,
patimento di tante misere oggi,
misere per inumane fatiche
misere per scheletriti figli
o per figli rapiti in guerra,
oppur inanimate cose di libidine,
ah avvilita mia specie, onta per tutte!
E altre odo stridule
ridere inconsapevoli
e altre trasalendo veggo
egoiste più ancor dei loro maschi,
avide insaziate d'oro e tossico.
Come se ti portassi nel mio grembo
io in te mi concentro, creatura nuova,
nei lineamenti che tu avrai,
creatura tutta vera in una vita di raggiunta verità,
redenta la vita da ogni ferino residuo,
più bella questa terra ogni dì più
nel lavoro di tutti fervido come un inno,
inno del concorde genio umano.
E non io sola, molte e molte
al par di me in seno ti recano
e in lampi di benedizione
qualcosa del sereno tuo sguardo in lor già traluce,
in salvo anch'esse la visione di te
la speranza la visione di te portano
mentre il mondo d'oggi ci dileggia,
torvo e cieco ci osteggia,
oh tutte brave in oprare e coraggiose,
fanciulle, spose, tenere gravi vegliarde,
in travaglio fiero e pur soave,
ineffabilmente,
per il tuo avvento, donna, nel domani del mondo,
in questo fraterno asilo
giusto e benigno
e di gloria finalmente degno,
armoniosa sovrana tu di libertà e purità.

Sibilla Aleramo

Donne che contano lunghi secondi,
distanze incolmabili di spazio e tempo;
vorrei spesso tornare su passi passati,
imboccare sentieri nascosti, smarriti...