Svelti i miei pensieri da lontano ove dimoro
ma ecco che la vista immaginaria del mio cuore
fa la cupa notte bella e il suo vecchio volto nuovo.
Ti vedo meglio per gli anni
che s’inarcano in mezzo.
Al minatore basta la sua lampada
per annullare la miniera.
E ti vedo ancor meglio nella tomba –
le sue brevi pareti
si rischiarano, rosse, per la luce
che così in alto sollevai per te.
Emily Dickinson
Quando tutto intorno è buio, allora l’immagine della persona amata è più
chiara e forte.
Non occorre altra luce. Anzi. L’invisibile si fa
visibile attraverso la magia di un amore che oltrepassa l’oscurità.
Neanche la distanza fisica rappresenta un ostacolo per due cuori che si amano. Nemmeno la morte ha potere sull'amore.
(dalla rete).
Toilette
I giganteschi cipressi d’argento
attendono in circolo sul prato.
Fra i loro tronchi d’ebano istoriato
pendono distesi
tanti lenzuoli bianchi di bucato.
Intrepida riflette nell’attesa
l’acqua grigia della vasca.
Ecco: tra i veli della mattina nebulosa
il sole che s’affaccia insonnolito
pare una luna rosa.
Aldo Palazzeschi
I
panni stesi e l'acqua nella vasca suggeriscono un'immagine di pulizia,
freschezza e ordine, in contrapposizione alle figure bizzarre e
grottesche spesso protagoniste della poetica palazzeschiana.
Aldo Palazzeschi crea un contrasto cromatico forte usando l'argento, l'ebano e il bianco dei lenzuoli.
L'ambiente ricorda un giardino incantato o un'opera d'arte figurativ.
È scrivere a qualcuno
o lanciarsi in silenzio,
nuotando nell’oscurità,
accendendo una fiamma
sebbene affoghino i dubbi.
Una lettera a chi non esiste?
Ci sono porta lettere alate
che si scagliano da soli
e una posta senza indizi
ne tragitto sicuro.
Iersera la festa dei vivi colori,
vampata di risa e di lazzi iersera!
La festa del grigio è stamane,
del grigio di piombo.
S’è fa a la luce assai tardi,
la strada è ravvolta nel grigio silenzio.
Non s’ode che l’eco di sonno,
di sonno di piombo.
La nebbia leggera purifica l’aria
siccome i vapori d’incenso,
ricopre di grigio lo specchio macchiato
che ancora nell’ombra rifle e
gli sprazzi scarla i di risa,
di risa e di lazzi.
Riposano ai piedi dei le i di sonno profondo
gualciti gli stracci dai vivi colori.
La festa del grigio è stamane.
Rasentan le mura,
coperte di brune mantiglie,
beghine ricurve,
rasentan le mura silenti.
Insiste argentino l’invito alla messa:
la prima.
Con passo fasciato vi corron le piccole figlie.
La strada è ravvolta nel grigio silenzio.
L’invito argentino si tace.
Più nulla.
La messa incomincia.
Più ratte rasentan le mura le brune mantiglie,
più rade si fanno ed il passo ne cessa.
Soltanto la nebbia leggera
tranquilla rimane al suo giorno di festa:
la festa del grigio è stamane.
Aldo Palazzeschi
Festa grigia porta la dedica al poeta
ed amico Marino Moretti, probabilmente per quel colore grigio così amato dallo
scrittore romagnolo, come si può evincere dai tanti suoi versi in cui viene
evocato.
Ma non è da dimenticare che il grigio è uno dei colori preferiti un
po' da tutti i poeti crepuscolari.
Quanto all'argomento trattato da questi versi, si
tratta di un mattino nebbioso che segue una notte di festa grande (forse
carnevalesca).
Come in molte altre poesie di Palazzeschi - e si fa riferimento
soprattutto alle sue prime raccolte - il tutto è avvolto da un'atmosfera
altamente misteriosa e da un'immobilità spaventosa, che fa apparire quel
paesaggio, quasi ultraterreno: sia per la sola presenza vitale rappresentata
dalle beghine che si recano quasi furtivamente alla prima messa; sia per
l'unico rumore presente, che è quello delle campane che annunciano l'inizio del
rito religioso. Inutile aggiungere che in questa poesia, il poeta toscano
riesce, una volta di più, ad affascinare il lettore come pochissimi altri poeti
hanno saputo fare (dalla rete).
Guillaume Apollinaire
ti guardo
cavalcare le onde –
spazio azzurro
in cui cielo e mare
si confondono
Tawara Machi
Il concetto "tra cielo e mare" evoca l'orizzonte, punto di incontro simbolico e visivo tra l'infinito celeste e la profondità marina. Rappresenta uno spazio di transizione, libertà e sogno, spesso associato a scenari panoramici, riflessione interiore e bellezza naturale (dalla rete).
Lasciate piangere il mio cuore tra le vostre mani refrattarie,
il cielo scolorito fa appassire lentamente
il fiore dei vostri occhi chiari che quietamente
abbassa sul mio cuore le sue corolle affascinate.
Che le vostre ginocchia mi siano pacifico giaciglio,
vestito dei vostri sguardi avrò caldo per la notte
e, sorvegliante magico, il vostro afflato terrà lontano
tutto ciò che insudicia e ciò che schernisce e ciò che nuoce.
Il porto e i campi sono neri; dopo il giorno beffardo
la consolante notte viene intrisa di lacrime
e permeando di dolcezza la nebbia dispersa
i fuochi del desiderio di te si accendono nel mio cuore.
Marcel Proust
Un cuore che piange è un'immagine potente che simboleggia tristezza profonda, solitudine o il dolore di una perdita amorosa.
Laissez pleurer mon cœur
Laissez pleurer mon cœur entre vos mains fermées
Le ciel décoloré se fane lentement
La fleur de vos yeux clairs comme un apaisement
Abaisse sur mon cœur ses corolles charmées.
Que vos genoux me soient la couche pacifique,
Vêtu de vos regards, j’aurai chaud pour la nuit
Et votre souffle écartera veilleur magique
Tout ce qui souille et ce qui raille et ce qui nuit.
Marcel Proust
La penosa immagine di un cuore piangente richiama sensazioni di tristezza, di pena, di grande malinconia.
Il tutto associato ad una
colpa o ad una promessa che non si è riusciti a mantenere, i cuori che
piangono vengono associati a qualcosa che non si è riusciti a realizzare
o di cui ci si pente di aver fatto.
Il pianto è una manifestazione fisiologica che ci permette di riequilibrare l'umore, è per questo che piangere fa bene al nostro organismo.
Secondo William Shakespeare infatti il nostro corpo è come un giardino e la mente è il suo giardiniere.
(dalla rete)