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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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martedì 1 settembre 2026

Nostra vita

Il concetto di "la nostra vita" può essere interpretato attraverso almeno un paio di chiavi di lettura principali: il significato psicologico e filosofico dell'esistenza e i pilastri biologici che la definiscono.

104

Come avrei potuto maledire la mia vita
se degli stessi occhi mi è piú cara?
Fosse cosí non ti amerei con questa rabbia:
ma tu d'ogni sciocchezza fai un dramma.

Publio Valerio Catullo

Nelle riflessioni con me stesso
ritrovo un ragazzo distratto,solo;
la mia vita è ancora grande e unica
come è quella di tutti in fondo...
 
Il concetto insito nell'espressione "nostra vita" unisce la dimensione esistenziale del valore dell'esistenza umana alla ricerca personale e collettiva di coerenza, scopo e direzione (dalla rete).

giovedì 30 luglio 2026

Il sesterzio

Il sesterzio era la moneta più diffusa ed emblematica dell'antica Roma, rimasta in circolazione per quasi cinque secoli.

103

Se vuoi, rendimi quei diecimila sesterzi, Silone,
e poi inalbera pure tutta la tua arroganza;
ma se a te piace il denaro, non fare il ruffiano
e smettila con tutta quella tua arroganza. 

Publio Valerio Catullo

Da sempre il denaro, il contante,
le difficoltà, i pagamenti, i prestiti;
spesso si perdono amico e soldi
mi disse, e fu, da allora nulla...   
 
Durante la Repubblica romana era una piccola moneta d'argento, coniata raramente. 
Durante l'Impero romano era una moneta in oricalco (lega di rame e zinco) di ampio modulo.
Un sesterzio era valutato circa 0,08 grammi d'oro. 
Al prezzo attuale dell'oro di circa €60 al grammo, potremmo ricavare che un sesterzio doveva avere un valore compreso tra i 4 e i 5 euro. Il prestito di Catullo a Silone era quindi assai notevole.
(dalla rete)

mercoledì 15 luglio 2026

Amicizia

Il Carme 102 di Catullo è un breve epigramma in distici elegiaci in cui il poeta giura assoluta e totale segretezza all'amico Cornelio (tradizionalmente identificato con lo storico Cornelio Nepote, già destinatario del celebre Carme 1).
 
102

Se fiducioso un amico poté affidare all'altro
un segreto, sicuro della sua discreta fedeltà,
me stesso vedrai consacrato a questo giuramento
e credimi, Cornelio, muto come una statua

Publio Valerio Catullo

Segretamente inclusivo appare
quell'attimo estorto, rubato;
nel semibuio del dunque tento
riscatti ormai ritenuti vani...

In questi quattro versi, Catullo esalta il valore dell'amicizia basata sulla fiducia e sulla capacità di custodire un segreto.
Catullo
dichiara di far parte della ristretta cerchia di persone "consacrate" dalla legge della segretezza reciproca (illorum iure sacratum).
Per il poeta, la lealtà e la custodia dei segreti sono doveri morali imprescindibili nel codice dell'amicizia.
(dalla rete)

domenica 21 giugno 2026

Carme 101

Il fratello di Catullo (da alcune fonti storiche identificato con il nome di Quinto) è una figura centrale nella vita e nella produzione del poeta latino. Egli morì prematuramente lontano da casa e fu sepolto nella Troade, una regione dell'Asia Minore (nell'odierna Turchia) (dalla rete).

101

Di mare in mare, da un popolo all'altro
vengo a queste tue misere esequie, fratello,
per donarti l'ultima offerta che si deve ai morti
e invano parlare alle tue ceneri mute:
ora che la sorte a me ti ha strappato,
cosí crudelmente strappato, fratello infelice.
Pure, amaro dono per un rito estremo,
nell'uso antico dei padri accogli l'offerta
che ora ti affido: cosí intrisa del mio pianto.
E in eterno riposa, fratello mio, addio.

Valerio Catullo 

Nel 57 a.C., Catullo si recò in Bitinia al seguito del pretore Gaio Memmio. Durante questo viaggio, il poeta colse l'occasione per visitare la tomba del fratello. Da questa dolorosa esperienza nacque il celeberrimo Carme 101 (noto anche come "Multas per gentes et multa per aequora vectus"), una delle elegie funebri più intense dell'intera letteratura classica .

Amore fraterno, così strano,
diverso dal resto, intenso
come può essere l'odio
cospetti di umori ancestrali...

venerdì 5 giugno 2026

Aufileno e Aufilena

100

Per Aufileno e Aufilena, fratello e sorella,
muoion d'amore i piú bei giovani di Verona,
per lui Celio, per lei Quinzio: puoi dirlo,
certo, un sodalizio dolcemente fraterno.
Chi preferite? te, Celio, che senza riserve
m'hai offerto la tua straordinaria amicizia
quando una fiamma feroce mi bruciava il cuore:
sii felice, Celio, e possa arriderti l'amore

Publio Valerio Catullo

Tra umori dissoluti, vaghi
come lettere affidate al mare
ci pensiamo permeati di sole,
invece siamo colmi di ombre...

In base ai carmi di Catullo, Aufileno (in latino Aufillenus) e Aufilena (in latino Aufillena) sono due fratelli, protagonisti di una serie di componimenti dai toni sarcastici e moraleggianti. Aufileno e Aufilena sono due fratelli veronesi che diventano oggetto del desiderio e dei pettegolezzi della cerchia di amici del poeta. all'interno del Liber (dalla rete).

lunedì 11 maggio 2026

Catullo e Celio

100

Per Aufileno e Aufilena, fratello e sorella,
muoion d'amore i piú bei giovani di Verona,
per lui Celio, per lei Quinzio: puoi dirlo,
certo, un sodalizio dolcemente fraterno.
Chi preferite? te, Celio,
che senza riserve m'hai offerto la tua straordinaria amicizia
quando una fiamma feroce mi bruciava il cuore:
sii felice, Celio, e possa arriderti l'amore.

Publio Valerio Catullo 

Il rapporto tra Catullo e Celio è centrale nel Liber catulliano, evolvendo da una presunta amicizia alla rivalità amorosa. Celio è spesso identificato con Marco Celio Rufo, amante di Lesbia (Clodia) e rivale del poeta, destinatario di carmi che esprimono dolore e disprezzo (dalla rete).

Amicizie andate, nuove,
incostanti nel loro essere
essenze indedicibili, presenti
spesso segnati dal dubbio...

mercoledì 29 aprile 2026

Giovenzio e Catullo

Catullo dedica a Giovenzio, un giovane di nobile famiglia probabilmente originario di Verona, un piccolo ciclo di carmi (15, 24, 48, 81, 99) che esplorano il tema dell'amore omoerotico con un tono differente rispetto a quello per Lesbia
Mentre il rapporto con Lesbia è segnato da un'intensità tragica e dolorosa, la relazione con Giovenzio è descritta con una leggerezza ironica e giocosa, tipica della pederastia ellenistica (dalla rete).

99

Mentre tu giocavi, dolcissimo Giovenzio,
io t'ho rubato un bacio piú dolce del miele.
Ma l'ho pagato caro: crocifisso
per piú di un'ora sono rimasto, ricordo,
a scusarmi con te senza che le mie lacrime
potessero spegnere la tua collera.
Subito ti sei asciugato le labbra umide
d'ogni goccia con tutte e due le mani,
perché non restasse traccia della mia bocca
quasi fosse la sborrata d'una puttana.
E m'hai fatto subire tutte le torture
d'amore, ogni supplizio possibile:
cosí quel bacio che m'era sembrato tanto
dolce, si è rivelato piú amaro del fiele.
Se questa è la pena a cui condanni un amore
infelice, mai piú ti ruberò un bacio. 

Publio Valerio Catullo 

Il poeta racconta di aver rubato un bacio a Giovenzio, venendo però punito con un'ora di "croce" e freddezza.
Il ragazzo si pulisce le labbra con disgusto, trasformando la dolcezza dell'ambrosia nell'amarezza dell'elleboro.
 
I confini dell'amare, oggi
come insondabili sensi, pure
accovacciati dentro di noi;
siamo animali d'affetti...

Il legame con Giovenzio segue le convenzioni sociali del tempo: un uomo adulto (Catullo) che corteggia un ragazzo più giovane in una gerarchia di ruoli ben definita.
Questo testo, mostra un amore passionale e a volte ironico, specchio dei costumi romani del I sec. a.C. in cui tali relazioni erano tollerate.

sabato 18 aprile 2026

Catullo, Vezio e uno sciocco vagabondo

Vezio rappresenta per Catullo una delle figure grottesche e spregevoli bersaglio della sua satira personale; il rapporto tra Vezio (Vettius) e Catullo non è di amicizia, bensì di aspro disprezzo (dalla rete).

98

A nessuno peggiore di te, Vezio schifoso, si può dire
quel che si dice a ciarlatani e sciocchi:
se mai ne avessi bisogno, potresti leccar culi
e scarponi con questa tua linguaccia.
E se in un colpo, Vezio, vorrai ammazzarci tutti,
apri la bocca: otterrai in un colpo ciò che tu vuoi.

Publio Valerio Catullo 

Non ci sono certezze storiche sull'identità precisa di questo personaggio. Alcuni studiosi ipotizzano potesse trattarsi di un delatore o di un avversario politico, ma nel contesto del Liber rimane la figura emblematica del "leccaculo" o del maldicente che Catullo, seguendo la poetica dei neoteroi, amava colpire con il suo spirito caustico.

 Mi viene in mente uno, 
in particolare, si crede dio
ed è una grande sciocco
solo pieno di armi e di sé...

mercoledì 1 aprile 2026

Gaio Licinio Calvo

96

Se mai la tenerezza di un conforto può giungere
alle tombe silenziose, Calvo, dal nostro dolore,
dal rimpianto che rivive l'amore passato
e lamenta l'affetto perdutosi nel tempo,
certo Quintilia tanto s'incanta al tuo amore,
che piú non si dispera della sua vita breve.

Publio Valerio Catullo 

Catullo e Licinio Calvo, entrambi poeti neoteroi (poetae novi), erano amici fraterni e colleghi, condividendo un profondo legame basato sull'arte, l'amore per la poesia dotta e la giovinezza vissuta tra "nugae" (poesie leggere) e letteratura.

Nei rimorsi, nei rimpianti,
ricerche imperiose di brevi
passioni, eccitanti momenti
indiscussi attimi di gioia...
 
Il rapporto tra
Gaio Valerio Catullo e Gaio Licinio Calvo rappresenta l'esempio più alto di amicizia intellettuale e solidarietà poetica all'interno del movimento dei neòteroi (i "poeti nuovi").
I due poeti condividevano un gusto per la poesia dotta, raffinata e di breve estensione.
Calvo non era solo un poeta raffinato, ma anche un celebre eccellenteoratore; insieme a Catullo, condivise la rivoluzione letteraria che portò a Roma il gusto alessandrino per la brevità, l'erudizione e la cura formale (labor limae).
Entrambi rappresentano il rinnovamento della poesia latina in epoca cesariana, privilegiando l'erudizione e la raffinatezza formale di matrice alessandrina. 
(dalla rete).

giovedì 19 marzo 2026

Zmyrna (o Smirna)

95

Dopo nove inverni e nove estati di lavoro
finalmente la Zmyrna del mio Cinna è pubblicata,
mentre Ortensio mezzo milione di versi scrive
all'anno...
La Zmyrna arriverà sino alle acque profonde
del Sàtraco e ancora in secoli lontani sarà letta.
Gli Annali di Volusio invece moriranno a Padova
o forniranno cartaccia per avvolgere gli sgombri.
Mi rimanga dunque in cuore il suo piccolo gioiello
e i profani si godano pure l'enfasi di Antímaco.

Publio Valerio Catullo

La Zmyrna (o Smirna) è un famoso epillio perduto scritto da Gaio Elvio Cinna (I sec. a.C.), poeta neoterico e amico di Catullo, che celebra la perfezione formale e la laboriosità, essendo stato composto in nove anni. L'opera, elogiata nel Carme 95 di Catullo, narra il mito dell'amore incestuoso di Mirra per il padre (dalla rete).

 
Momento intermedio, rifletto
su condizioni maturate;
la vie delle cose perdute
imperscrutabili i futuri...

martedì 10 febbraio 2026

Razzismo

93

Non me ne importa niente di piacerti, Cesare,
né di sapere se sei bianco o nero.

Publio Valerio Catullo

Oggi è troppo razzismo,
diffuso, strisciante, inutile;
abbiamo paura dell'altro
e spesso noi siamo l'altro...
 
Il razzismo si basa sulla falsa convinzione che l'umanità sia divisa in "razze" biologicamente distinte e gerarchizzabili, con gruppi "superiori" e "inferiori". Sebbene la scienza moderna (genetica e antropologia) abbia dimostrato che le razze umane non esistono a livello biologico, il razzismo persiste come costruzione sociale e ideologica (dalla rete).

 

 

venerdì 12 dicembre 2025

Odio... amore... odio

92

Lesbia sparla sempre di me, senza respiro
di me: morissi se Lesbia non mi ama.
Lo so, son come lei: la copro ogni giorno
d'insulti, ma morissi se io non l'amo.

Publio Valerio Catullo 

"Amore odio" (Love-hate) descrive una relazione emotiva complessa e ambivalente, caratterizzata dalla presenza simultanea di sentimenti intensi e opposti. 
È un concetto molto utilizzato nella narrativa, nel cinema e nella psicologia per esplorare la complessità delle emozioni umane.

Il tema dell’odio e dell’amore
è forse uno dei più dibattuti all’interno delle relazioni amorose, non sfuggendo agli studiosi la complessità del gioco di alternanza e compresenza dei due sentimenti.

Labili i confini dell'amore vero
sembra odiare più che amare
in turbini di rabbia e passione
ci si prende e ci si lascia ancora...

L’odio non solo si alterna all’amore, ma ne è parte integrante. Indipendentemente dalla volontà o dalla virtù umana, i due sentimenti sono destinati a intrecciarsi non lasciando altra scelta che un’amara, e a volte straziante, accettazione della loro inevitabile coessenzialità da parte di poeti e scrittori che, gettando uno sguardo all’interno dell’animo umano, sono riusciti ad anticipare molte delle scoperte della scienza e della psicologia.
(dalla rete)

venerdì 17 ottobre 2025

Carme 91... e urlo

91

Nel mio infelice, nel disperato amore mio
certo non speravo, Gellio, che tu mi fossi amico
perché ti leggessi nel cuore o ti ritenessi fedele
e incapace di tramare le infamie piú turpi,
ma perché, pensavo, non ti è né madre né sorella
questa donna che d'amore forsennato mi divora.
E malgrado lunga consuetudine mi legasse a te,
non credevo che ciò fosse per te sufficiente.
Ma lo è stato: tanto è il piacere che tu provi
in ogni colpa dove vi sia un margine d'orrore. 

Publio Valerio Catullo

I rancorosi gesti o presunti tali si
stagliano come mendaci messaggi;
In una solitudine di gente assurda
ripiego il capo in sottomesso urlo...
 
L'urlo è un grido acuto e incontrollato: un u. di gioia, di spavento; l'u. della folla; al pl., serie di parole o frasi pronunciate a voce alta e concitata: mi ha assordato con le sue u.; anche, sgridata, violento rabbuffo (dalla rete).

domenica 28 settembre 2025

Catullo e Gellio

90

Un mago nasca dall'unione nefanda di Gellio
con la madre e apprenda l'arte persiana dei presagi.
Se l'infame religione dei Persiani è vera,
solo da madre e figlio potrà nascere un mago
che con i suoi scongiuri ottenga il favore degli dei
sciogliendo tra le fiamme il grasso delle viscere.

Publio Valerio Catullo 

 

Fra i destinatari dei suoi carmi Catullo menziona varie volte Gellio, una figura che appare per molti aspetti particolarmente importante fra le amicizie del poeta. Dei componenti catulliani legati alla figura di Gellio si è voluta presentare una rilettura complessiva che, analizzando i testi alla luce della loro collocazione in un ciclo unitario, fosse anche accompagnata e sostenuta da un commento puntuale dei principali problemi esegetici e filologici di ciascun testo esaminato (dalla rete).

Possono odio e rancore domare
la vita di persone che sfiorano
la nostra, come fastidi continui;
siamo solo giudicati e giudici...

giovedì 4 settembre 2025

Gellio e Catullo

89

Gellio è ridotto uno scheletro. Certo, con una madre
cosí attraente e sfrenata, quell'incantevole sorella,
con uno zio tanto accomodante e tutta quella schiera
di ragazze sue parenti, che sia stremato è naturale.
Anche se non toccasse niente oltre ciò che è proibito,
vi son fin troppe ragioni perché sia cosí stremato.

Gaio Valerio Catullo

"Gellio Catullo" non identifica una singola persona, ma si riferisce alla figura di Gellio, che è attaccato da Catullo in diverse poesie (Carmi 74, 80, 88, 89, 90, 91, 116) per i suoi presunti rapporti incestuosi.
Gellio (forse) potrebbe essere il figlio del console e generale romano Lucio Gellio Poblicola.
(dalla rete)

Ridurre a mera fisicità l'amore o
credere nell'immensa bugia cosmica?
Catullo non sapeva o non voleva,
ai posteri la sentenza pare ovvia...

 

 


martedì 17 giugno 2025

"Amori delusi"

 "Amori delusi" 
 
in italiano si traduce come "disappointed loves" in inglese, e si riferisce a situazioni in cui le aspettative amorose non vengono soddisfatte, causando dolore e sofferenza. 
Questa delusione può manifestarsi in diverse forme, come amori non corrisposti, rotture dolorose, o tradimenti.
 
87

Nessuna donna potrà dire 'sono stata amata'
piú di quanto io ti ho amato, Lesbia mia.
Nessun legame avrà mai quella fedeltà
che nel mio amore io ti ho portato.

Publio Valerio Catullo

Amori grandi, delusi, andati
perpetrando il mistero respiro
la fatica del primo mattino;
più non devo retrarre dolori...
 
Quando l'amore si trasforma in una delusione, il corpo reagisce in modi sorprendenti. 
Il primo sintomo è noto con il nome di “cuore spezzato“ (sindrome del cuore spezzato), risultato delle reazioni del corpo allo stress emotivo: un dolore fisico al torace, a volte descritto come una sensazione di oppressione o peso.
La guarigione emotiva non segue un calendario predefinito e il percorso verso la ripresa è profondamente intimo e personale.
(dalla rete)