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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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martedì 5 marzo 2024

Vino!

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Ragazzo, se versi un vino vecchio
riempine i calici del piú amaro,
come vuole Postumia, la nostra regina
ubriaca piú di un acino ubriaco.
E l'acqua se ne vada dove le pare
a rovinare il vino, lontano,
fra gli astemi: questo è vino puro.

Publio Valerio Catullo 

Alcoliche notti passate
a pensare, ricordi, presente;
nel vino un sincero dono
di vera e ambiziosa voluttà... 

Gli antichi Romani si appassionarono così tanto al vino che menzioni si ritrovano in moltissime opere di vari autori classici: da Columella a Catullo a Marziale è una cascata di citazioni varie a ceppi e vini e costumi vari: dalla conservazione alla coltivazione e al consumo di vino, soprattutto durante feste e banchetti.
L’apprezzamento nei confronti del vino in epoca Romana fu così vasto che a Roma, ma anche nelle principali città della repubblica prima e dell’impero poi, furono costruiti non solo il forum vinarium, ossia il mercato del vino, ma anche un portus vinarius, porto e mercato erano presumibilmente ubicati nel quartiere Testaccio per essere vicini al Tevere.
(dalla rete)

sabato 11 giugno 2022

Pietre e frecce

Nè freccia, nè pietra

 Ciao! Né freccia né pietra:
io! – La più viva delle donne:
vita. Tutte le mie carezze –
al sonno tuo incompiuto.
Vieni qui! (vale a dire:
Tienimi! – è questione di senso)
Afferrami tutta così felice
e semplice come mi vedi!
Stringimi! – che oggi lontano navighiamo,
stringimi! – che sciamo! – con un filo di seta!
Oggi porto una pelle nuova:
quella dorata, la settima!
– Mio! – altro che ricompense
in cielo, se tra le braccia, sulla bocca
c’è la Vita: la felicità sfacciata
di dirti ciao ogni mattina!

Marina Cvetaeva

Un punta di freccia è una punta, solitamente affilata, aggiunta a un freccia per renderlo più mortale o per soddisfare uno scopo speciale.
Le prime punte di freccia erano fatte di pietra e di materiali organici; come civilizzazione umana sono stati utilizzati altri materiali avanzati. Le punte delle frecce sono importanti manufatti archeologici; sono una sottoclasse di punti proiettili.
(dalla rete)

 

 In compensazione del sogno
sostengo un ruolo desueto;
avrò pensieri sconci in mente
ma il cuore ritma ancora la vita...

martedì 8 febbraio 2022

Non buttiamo via

Non voglio gettare via la vita 
 
Perché si parla soltanto di capelli canuti
e di saggezza?
Quando si va spegnendo l’arbusto della vita,
le esperienze non hanno valore.
Del resto non ne hanno mai avuto.
Dopo la grandinata delle tombe
la colonna fu scagliata in alto con irruenza
e quattro poeti di stato
appoggiarono il dorso alla sua pesantezza,
per scriver sulle pagine dei libri
un loro bestseller.
La fontana è ormai vuota,
cicche vi sono sparse
e solo titubando il sole scopre
il lutto della pietra sconvolta.
Qui si potrebbe anche mendicare.
Ma gettar via la vita,
solo così per nulla,
è questo che non voglio
 
Jaroslav Seifert
 
“Non bisogna buttare via 
il bambino con l’acqua sporca”
  
è un modo di dire che si usa per criticare chi, rifiutando qualcosa del passato (un brutto periodo, un cattivo governo, un amore finito ecc.) finisce con il voler cancellare proprio tutto di quel passato, magari anche quel qualcosa di buono che certamente c’è stato e che potrebbe essere salvato.
 
questo vivere che per qualcuno è peso,
quel rimanere su binari che scartano spesso;
siamo fatti di sogni e di incubi profondi,
ricuciamo strappi soli e lontani...
 
Il modo di dire non è italiano: viene dal tedesco "Kind mit dem Bade ausschütten", documentato già in un libro del 1512 ("Narrenbeschwörung" di Thomas Murner, dove troviamo la bella illustrazione di una donna che butta via l’acqua sporca di una tinozza dimenticandosi che dentro c’è anche un bambino). 
In tempi più recenti è stato usato da scrittori importanti, come per esempio Günter Grass. 
Lo stesso modo di dire è presente poi anche in inglese nella forma “don’t throw the baby out with the bath water”. (dalla rete)

lunedì 20 dicembre 2021

Questione di preferenze

 

La depilazione pubica, non è una pratica recente, infatti era presente e comune fin dai tempi antichi: alcuni dei primi rasoi, realizzati in rame, furono usati in Egitto e in India intorno al 3000 a.C.
Le donne egiziane considerarono i peli pubici sgradevoli; le donne romane dell’alta borghesia del VI secolo a.C. usavano pinzette, pietra pomice e prodotti per la depilazione ottenendo così un effetto glabro molto ambito.
L’era moderna della depilazione è spiegata dalle teorie evoluzionistiche della selezione naturale di Charles Darwin nel testo del 1871, The Descent of Man: secondo questa teoria l’homo sapiens ha meno peli sul corpo dei suoi antecedenti perché i compagni meno pelosi erano più attraenti sessualmente
(dalla rete)
.

 

 
Colloquio

Un uomo qualunque mi domandò:
che cosa pensi del sesso?
Una delle meraviglie della creazione, risposi.
Restò disorientato, poiché confonde le cose
e s’aspettava che io dicessi maledizione,
solo perché prima gli avevo confidato: il destino dell’uomo è la santità.
La donna che mi domandò piena d’odio:
lei si depila là in basso? lo domandò sorridendo,
pensando che così mi poteva meglio assassinare.
Magnifici sono il calice e la verga che contiene,
peloso o no.
Santo, santo, santo è l’amore, poiché viene da Dio,
non poiché uso guanto o rasoio.
Che cosa può contro di lui l’escremento?
Anche la rosa, che cosa può in suo favore?
Se “copre la moltitudine dei peccati ed è benigno,
come la morte duro, come l’inferno tenace”,
riposa nel tuo amore, che starai bene.

Adelia Prado

 

I peli pubici hanno funzione protettiva e termoregolatrice nei confronti dei nostri organi genitali e sono uno strumento che il nostro corpo utilizza per garantire la sopravvivenza della specie e la possibilità di procreare. Al giorno d’oggi, nonostante la moda sia incentrata su donne e uomini sempre più depilati, ci sono molti movimenti femminili che promuovono la presenza dei peli sul corpo e che non demonizzano il corpo come madre natura l’ha fatto.

ricordo la liscia pendenza del crinale
sul monte, la mia libera scelta di vivere;
condivisioni difficili divergono, deragliano,
in lontananza chiamo ma la mia voce non giunge...

La scelta di rimuovere i peli pubici deve essere personale, scegli ciò che ti fa sentire a tuo agio e non farti influenzare da ciò che la società impone! Non c’è nulla di male se non ti depili! Ora che le donne stanno riconquistando la libertà di mostrare il corpo al naturale, sempre più uomini, invece, si avvicinano alla depilazione, parziale o totale (dalla rete).