Lontana e sola
Può essere usata per descrivere una persona che si sente emotivamente distante dagli altri oppure che si trova fisicamente isolata.
Lontana e sola
Può essere usata per descrivere una persona che si sente emotivamente distante dagli altri oppure che si trova fisicamente isolata.
Nebbie. E il tonfo dei sassi
dentro i canali. Voci d’acqua
giù dai nevai di notte.
Tu stendi una coperta per me
sul pagliericcio:
con le tue mani dure
me l’avvolgi alle spalle, lievemente,
che non mi prenda il freddo.
Io penso
al grande mistero che vive
in te, oltre il tuo piano
gesto; al senso
di questa nostra fratellanza umana
senza parole, tra le immense rocce
dei monti.
E forse ci sono più stelle
e segreti e insondabili vie
tra noi, nel silenzio,
che in tutto il cielo disteso
al di là della nebbia.
Breil, 9 agosto 1934
Antonia Pozzi
Ahimè come ritorna
sulla frondosa a mezzo luglio
collina d’Algeria
di te nell’alta erba riversa
non ingenua la voce
e nemmeno perversa
che l’afa lamenta
e la bocca feroce
ma rauca un poco e tenera soltanto.
(Saint Cloud, luglio 1944)
Vittorio Sereni
E verde e fósca l’alpe e limpido e fresco è il mattino,
e traverso gli abeti tremola d’oro il sole.
Cantan gli uccelli a prova, stormiscono le cascatelle,
precipita la scesa nel vallone di Niel.
Ecco le bianche case. La giovine ostessa a la soglia
ride, saluta e mesce lo scintillante vino.
Per le fórre de l’alpe trasvolan figure ch’io vidi
certo nel sogno d’una canzon d’arme e d’amori.
Gaby (Issime), 27 agosto 1895
Giosuè Carducci
boschi, prati e parchi giochi
per i più piccoli, un sentiero facilmente percorribile che vi farà
respirare l’intenso profumo della montagna fra i suoi splendidi e
rilassanti colori ai piedi della Valle di Gressoney.Cresce l’aurora; e da quell’alta cima,
come mi sporsi, le convalli io vidi
incoronate dal levar del sole.
– Ecco – dicevo che beato gridi,
e la tua gioia spunta le parole,
e le parole tue nascon la rima –.
E come s’io brandissi una fanfara
a rincorare gli echi della terra,
– Viva – gridai piú volte e risi forte.
Era in una domenica di guerra,
e intorno a me, nemico della morte,
le valli si gremivano di spari.
Monte Cristallo agosto 1916
Sergio Ortolani
Il lampo più comune è l'effetto luminoso di un fulmine, di una violenta scarica elettrica all'interno di una nube o tra una nube e il suolo durante un temporale; i lampi possono raggiungere i 3 km di lunghezza e dipendono dalla dinamica del fulmine.
Un lampo è un improvviso bagliore luminoso che si verifica nell'atmosfera. Esso precede sempre il rumore del tuono (da wikipedia).
E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d'un tratto;
come un occhio, che,largo,esterrefatto,
s'aprì si chiuse, nella notte nera.
Giovanni Pascoli
![]() |
| Giovanni Segantini "Mezzogiorno sulle alpi" 1892; olio su tela; Kurashiki (Giappone), Ohara Museum of Art |
Regna incontrastata la natura in questa poesia di Carducci, ogni parola rimanda a un suono, un rumore che ci riporta spesso ai silenzi delle nostre montagne immote nel sole del mezzodì.
Per quanto mi riguarda conosco fin troppo bene la sensazione che suscitano gli ampi scenari degli alpeggi e le cascate impetuose dei torrenti che li percorrono.
Gujil
Mezzogiorno alpino
Nel gran cerchio de l'alpi, su 'I granito
Squallido e scialbo, su' ghiacciai candenti,
Regna sereno intenso ed infinito
Nel suo grande silenzio il mezzodí.
Pini ed abeti senza aura di venti
Si drizzano nel sol che gli penètra,
Sola garrisce in picciol suon di cetra
L'acqua che tenue tra i sassi fluí.
Giosuè Carducci
La tua vita è giovane, il tuo sentiero lungo;
tu bevi in un sorso l’amore che ti portiamo,
poi ti volgi e corri via da noi.
Tu hai i tuoi giochi e i tuoi compagni.
Non vi è colpa se non ti resta tempo per pensare a noi.
Noi, invece, abbiamo tempo nella vecchiaia
di contare i giorni che son passati, di rievocare
ciò che le nostre annose mani hanno dimenticato per sempre.
Il fiume corre rapido tra gli argini, cantando una canzone.
Ma la montagna resta immobile, ricorda e veglia col suo amore.
Rabindranath Tagore
E così ecco la seduzione che esercita la musica sequenziale, ogni volta che il Riff è riprodotto, esso acquisisce un valore diverso:
in prima istanza l‘attenzione dell‘ascoltatore è catturata proprio
dall‘immediata reiterazione della cellula melodica-ritmica, in un
secondo tempo è confortato dalla prevedibilità dell‘evento sonoro,
quindi facilitato nel seguire il brano, infine si abbandona al suo
incedere inesorabile... (dalla rete)
Un esempio calzante potrebbe essere il Bolero di Ravel?