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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 16 maggio 2025

Protocollo cittadino #166 (neverending)

 
La storia infinita (titolo originale in tedesco Die unendliche Geschichte) è un romanzo fantastico dello scrittore tedesco Michael Ende, pubblicato nel 1979 a Stoccarda dalla Thienemann Verlag. Tradotto in più di quaranta lingue, il romanzo ha venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo ed è diventato un classico della letteratura per ragazzi. La prima edizione in italiano risale al 1981, a cura della Longanesi .
 
Neverending
 
Ancora pressioni infinite,
i soldi, i cuori, le mete sfiorate;
senza fine apparente incontro
vicissitudini contigue e dolenti...
 
Gujil 

La maggior parte della storia si svolge a Fantàsia, un mondo fantastico minacciato dall'espansione di una forza misteriosa chiamata Nulla, che causa la sparizione di regioni sempre più estese del regno. 
Il coprotagonista è Atreiu, un coraggioso fanciullo che viene incaricato dall'Infanta Imperatrice di trovare una soluzione al problema di Fantàsia; il protagonista è invece un bambino del mondo reale, Bastiano Baldassarre Bucci, che, leggendo un libro sul Regno di Fantàsia, si ritrova progressivamente coinvolto negli eventi del racconto. Diventato anche lui parte di Fantàsia, Bastiano aiuta Atreiu nel tentativo di salvare il regno e dovrà infine trovare un modo per ritornare nel mondo reale.
L'opera è stata adattata in una varietà di media diversi, che vanno dal teatro ai videogiochi, dal cinema alla televisione. Proprio dal romanzo di Ende, Wolfgang Petersen ha tratto nel 1984 il celebre lungometraggio La storia infinita.  (dalla rete).
 

mercoledì 8 gennaio 2025

James Dean

Ode a un cesso di Tijuana
(o il Famoso Principio Prosaico del Fottiti)

Ritratto di Jim & culo nudo
allo specchio (da dietro le quinte
si dice: È “MORBOSO!”
È MORIBONDO si domanda,
Oh grande incrostata coppa senza fine
CHE MOSTRI LE SUE PALLE AL MONDO
è lui Sebastiano
che cava fuori frecce dal suo deretano
o l’ombra dei coraggiosi toreri
l’ultimo istante allo specchio
È IL PADRE
che grida trattarsi del “FIGLIO MORBOSO”
GIUNGE LA RISPOSTA:
Fottiti pà, caro pà, fottiti.
L’uomo solitario che non riesce
ad uscire
da dietro allo specchio
grande marionetta dell’altro
O infondendo vita
al cadavere sulla sabbia
Secche alghe marine parlanti
cantando canzoni Italiane
su Patchen Place
alla ragazza in gabbia
Il corpo in una lattina
privo dell’anima
Il corvo canta
e due diviene uno
FINE
La penna viene riposta
l’agile dito ha scritto
e ora si fa una cacata. 

James Dean

Finimenti rigidi imbrigliano
fantasie sfrenate, allucinogeni
da cortile impregnano menti che
ancora non passano il limite...
 
L’attore James Byron Dean (1931-1955) ha impersonato, nelle sue più note pellicole, il prototipo dell’adolescente ribelle e insofferente delle regole, proprio come i primi seguaci di Kerouac. Questa derisoria composizione, inclusa come curiosità proto-beatnik, è stata scritta su un fazzolettino di carta all’inizio del 1955, durante le riprese di Gioventù Bruciata, e compare in The Outlaw Bible of American Poetry, 1999 (dalla rete).

mercoledì 27 settembre 2023

Forse un mattino

Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

Eugenio Montale

Il mattino è quella parte del giorno compresa tra il sorgere del sole e il mezzogiorno (per cui le ore del mattino sono dette anche ore antimeridiane). È forma meno popolare di mattina, preferita peraltro in alcune locuzioni:, sul far del mattino; di buon mattino, un bel mattino (da wikipedia).

Il passato scompare improvviso
mattino, si ritorna all'origine, tersi;
poi sovviene l'ansia del nulla
ci si trova a desiderare i ricordi...
 

sabato 13 maggio 2023

Scorci #05, tra le tante partenze (okuribito)

Departures 

(おくりびと Okuribito, lett. "Persona che accompagna alla partenza") è un film del 2008 diretto da Yōjirō Takita.
Una storia delicata che riflette sulla morte con coraggio e consapevolezzaU
na storia delicata che riflette sulla morte con coraggio e consapevolezza.
Il film è stato premiato con l'Oscar al miglior film in lingua straniera nel 2009 a Los Angeles.

 Respiro

Respiro piano per non dolere
il sogno, perplesso, sgradito;
le troppe dipartite, i solitari sfoghi
poi nulla, la pioggia, il sereno...
 
Gujil
 

Basato sull'autobiografia di Aoki Shinmon Coffinman: The Journal of a Buddhist Mortician (納棺夫日記 Nōkanfu Nikki), i lavori per il film sono durati 10 anni. Masahiro Motoki ha studiato personalmente l'arte della preparazione dei defunti da un tanatoesteta e come suonare il violoncello per le prime parti del film. Il regista ha partecipato a diverse cerimonie funebri con lo scopo di comprendere i sentimenti dei familiari del defunto. Nonostante la morte sia al centro di un'importante cerimonia, come viene mostrato nel film, essa è anche considerata un argomento tabù in Giappone; per tale motivo il regista era preoccupato per la ricezione del film e non ne aveva previsto il successo commerciale (da wikipedia).
 

 

giovedì 20 gennaio 2022

Giorni di minime #84

 
Chi non si è mai innamorato in sogno?
"Ricordo i suoi capelli lunghi e biondi..."
Questa canzone mi riporta indietro,
la sensazione di luce svanita,
il pensiero di qualcuno lontano,
o forse è un qualcosa;
rimaniamo insieme alle visioni,
restiamo succubi di noi.
In fondo vorremmo solo e sempre
innamorarci di noi stessi,
o no?
 
Gujil
 

sabato 25 settembre 2021

Giorni di minime #69 (senilità)

 
 
una volta che il senso è palese
si stendono al sole le idee,
madide di rugiada autunnale,
increspate da pensieri obliqui
che sanno di vino buono, di sale,
in un unico contesto di vecchie
passioni, raccolte in un attimo solo,
rinviate nel sogno, sul volo
accentato di un fisico logoro...
 
Gujil
 

Subito, con le prime parole che le rivolse,
volle avvisarla che non intendeva compromettersi in una relazione troppo seria.
Parlò cioè a un dipresso così:
– T’amo molto e per il tuo bene desidero ci si metta d’accordo di andare molto cauti.
– La parola era tanto prudente ch’era difficile di crederla detta per amore altrui,
e un po’ più franca avrebbe dovuto suonare così:
– Mi piaci molto, ma nella mia vita non potrai essere giammai più importante di un giocattolo.
Ho altri doveri io, la mia carriera, la mia famiglia
.

Così inizia Senilità, uno dei più celebri romanzi di Italo Svevo.
La storia è quella di Emilio Brentani, un impiegato triestino che vive con la sorella Amalia.
La routine quotidiana viene interrotta da Angiolina, una giovane popolana di cui l’uomo s’innamora.
Le differenze di età e di carattere, nonché “l’amoralità” della ragazza che passa da un’avventura all’altra, rendono la relazione molto difficile, tra continui litigi, scene di gelosia e incomprensioni varie.
Amalia Brentani, a sua volta, s’innamora poi di uno scultore amico di Emilio, che però non ricambia.
(dalla rete).

sabato 27 marzo 2021

Aquarius

Hair
(Hair: The American Tribal Love-Rock Musical)


è un musical rock scritto da James Rado e Gerome Ragni (testi) e Galt MacDermot (musica).
Rappresenta il prodotto forse più importante della controcultura hippie degli anni sessanta: il suo imponente successo ha significato un autentico terremoto nella cultura sessuale statunitense e ha contribuito a diffondere l'opposizione pacifista alla guerra del Vietnam
(numerose sue canzoni sono diventate autentici inni dell'opposizione all'interventismo USA).
Hair ha inoltre contribuito alla ridefinizione del musical theatre, partorendo il genere del musical rock o rock opera
(da wikipedia)


siamo tutti preda di indicibili sogni
la ricerca è continua spesso costante;
simulacri del passato ritornano in mente,
come le canzoni, come le emozioni...

 La celebre canzone, un inno della contro-cultura californiana, dei figli dei fiori e degli hippy, arrivata alla cultura di "serie A" attraverso prima il musical "Hair" ("Capelli") del 1969, del quale è il tema principale, poi del film omonimo di Milos Forman del 1979, quando la fase hippy era ormai abbondantemente finita (praticamente già una operazione nostalgia), era interpretata nel musical dai 5th Dimension, che la portarono al successo internazionale (6 settimane al numero 1 in USA, 3 milioni di copie vendute).

 When the moon is in the Seventh House
and Jupiter aligns with Mars
Then peace will guide the planets
And love will steer the stars

This is the dawning of the age of Aquarius
The age of Aquarius
Aquarius! Aquarius!

Harmony and understanding
Sympathy and trust abounding
No more falsehoods or derisions
Golden living dreams of visions
Mystic crystal revelation
And the mind's true liberation
Aquarius! Aquarius!

When the moon is in the Seventh House
and Jupiter aligns with Mars
Then peace will guide the planets
And love will steer the stars

This is the dawning of the age of Aquarius
The age of Aquarius
Aquarius! Aquarius!
As our hearts go beating through the night
We dance unto the dawn of day
To be the bearers of the water
Our light will lead the way

We are the spirit of the age of Aquarius
The age of Aquarius
Aquarius! Aquarius!

Harmony and understanding
Sympathy and trust abounding
Angelic illumination
Rising fiery constellation
Travelling our starry courses
Guided by the cosmic forces
Oh, care for us; Aquarius

venerdì 12 febbraio 2021

Nessun tiepido posto

"l'anima ha bisogno di musica,
nella terra dei destini incrociati,
lungo le cornici degli assurdi dipinti,
le immagini cristallizzano i sogni in noi..."
  
 
Nowhere warm

Non vado in alto
in nessun posto tiepido
Fino a quando vedo il tuo sorriso e sento la tua calma
E io lecco un centesimo
Bramo per te ragazzo
Sei come un paracadute che scende dal cielo
Ma sono sicura che sei sul tuo percorso
Sì Sono sicura che sei sulla strada
Non vado in alto
in nessun posto tiepido
Fino a quando non sei al mio fianco
La tua mano nella mia
E ho sempre saputo
tu sei come una piuma
Vai dove il vento e fuoco si fondono
Ma sono sicura che sei sulla via di casa
Sì Sono sicura che sei sulla strada
Ma sono sicura che sei sul tuo percorso
Sì, lo so che sei sulla strada
E sono sicura che sei più veloce di prima
Sì, lo so che sei da qualche parte sulla strada
E suppongo non ci sia niente più da dire

Kate Havnevik

giovedì 24 settembre 2020

Infinitesimale

Infinitesimale

 

Si erge il secolare abete nel bosco,

ritrovo odori passati, il legname,

si compone il discorso in fragranze.

 

Infinitesimale sostanza conosco

nel senso di cose passate, la fame

di sempre, il sapere condensa distanze.

 

Lontano un canto animale risale dal fosco

 

Anonimo

del XX° Secolo, poesie ritrovate

 


Calcolo infinitesimale, l’arte della menzogna e il colore della lava.
Rompere il patto di credibilità e abbandonarsi all’estetica del non-senso: questo è il vero modo per poter gustare Calcolo infinitesimale, un lavoro onirico e grottesco che può offrire un piacere inaspettato. Luca Lionello e Stefania Rocca si cimentano con la sceneggiatura un po’ surreale di Enzo Papetti e recitano sullo straordinario sfondo dell’isola di Stromboli.
Valeria e Roberto sono i protagonisti di una storia straniante che spiazza di continuo lo spettatore sullo sfondo di un paesaggio suggestivo. La fotografia vintage si mescola senza troppi problemi a testi poetici e immagini da fumetto, con richiami continui ai più diversi generi. E abbandonarsi al gusto del non senso è il modo migliore per apprezzare questi 90 minuti di pura allucinazione in cui la menzogna si fa arte (dalla rete).

sabato 20 giugno 2020

Semi et al.


Ogni seme che l’autunno getta nelle profondità della terra
 ha un modo suo proprio di separare nucleo e involucro
al fine di formare le foglie, i fiori e i frutti.
Ma quali che siano i modi,
lo scopo delle peregrinazioni di tutti i semi è identico:
arrivare a levarsi innanzi al volto del sole.

Kahlil Gibran
"Iram dalle alte colonne"


Come semi d'autunno (Caging Skies), pubblicato anche con il titolo Il cielo in gabbia, è un romanzo del 2004 di Christine Leunens.
Johannes Betzler, austriaco membro della Gioventù hitleriana con fervidi ideali nazisti e antisemiti, nel 1943, appena diciassettenne, decide di combattere le forze nemiche durante la seconda guerra mondiale.
Gravemente ferito da una bomba, fa ritorno a Vienna, nella casa dove è cresciuto, scoprendo che nel frattempo i genitori hanno deciso di nascondere, nella soffitta, una giovane ragazza ebrea, Elsa.
Benché inizialmente fosse affascinato dall'idea di controllare il destino di uno di quelli che aveva imparato a odiare, l'iniziale compassione di Elsa verso la sua infermità si evolve fino a una passione e una conseguente lunga convivenza. Morti i genitori e terminato il conflitto, Johannes, per non separarsi da Elsa, la inganna facendole credere che sia stata la Germania nazista a vincere la guerra, impedendole così di uscire di casa.
Dal romanzo è liberamente tratto il film Jojo Rabbit (2019) di Taika Waititi

seminiamo nella vita, anche se non ci accorgiamo,
siamo esseri sensienti, eppure ancora animali;
il nostro seme perdura, inquina, feconda, ama,
cosa resterà alfine di me?..

venerdì 10 gennaio 2020

Sciocchezze #12

Sciocchezze #12

imperativi spiccioli le nostre richieste,
vaghiamo il mondo alla ricerca di posti tranquilli,
cerchiamo il bello ed il facile, sempre vigili;
o almeno così crediamo...

Gujil


A Quiet Place - Un posto tranquillo
 è un film del 2018 diretto da John Krasinski,
con protagonisti Emily Blunt e lo stesso Krasinski.

venerdì 12 aprile 2019

Armoniche

L’armonica a bocca è uno strumento a fiato, inventato secondo alcuni nel 1821, dal tedesco Christian Friedrich Ludwig Buschmann e usato in modo particolare per generi come la musica blues, la musica folk e la musica rock.
Lo strumento è costituito fondamentalmente da tre elementi: un corpo centrale (comb), due placchette porta ance e i gusci esterni (covers).
Il suono viene prodotto dalla vibrazione generata dal passaggio dell'aria sulle ance, sottili lamine solitamente d'ottone o di bronzo al fosforo, ma che possono essere anche d'acciaio, fissate a un'estremità alle placchette superiore e inferiore solitamente realizzato in ottone. Le placchette poggiano su un corpo centrale costruito solitamente in legno o plastica, più raramente in metallo. Il tutto è racchiuso in un guscio metallico che funge anche da cassa di risonanza. Caratteristica dello strumento è il fatto che le note vengono prodotte sia soffiando che aspirando dallo stesso foro (producendo così due note diverse), peculiarità unica fra gli strumenti a fiato. Diffusa particolarmente in America, immancabile, specie nelle performance di musica country, l'armonica è spesso associata al mito del West americano nonostante la sua diffusione risalga alla seconda metà del XIX secolo. Tale associazione è dovuta anche alle tante colonne sonore di film western nelle quali è impiegata l'armonica.
Assieme alla chitarra, al basso e al pianoforte è uno degli strumenti che ha fatto la storia del blues dei neri americani, anche grazie al potenziale espressivo conferitole dalla possibilità di eseguire il bending su alcune note, come descritto in seguito.
Tra i capiscuola dell'armonica blues elenchiamo Sonny Boy Williamson I, Sonny Boy Williamson II, Little Walter, Walter Horton, Sonny Terry, Slim Harpo, James Cotton. Importanti armonicisti contemporanei sono Howard Levy (primo a utilizzare la tecnica dell'over-bending) e Jason Ricci.
In combinazione one man band è usata da molti artisti di strada o famosi come Bob Dylan, Bruce Springsteen, Steven Tyler o Edoardo Bennato. In questo caso è tenuta fissa davanti alla bocca con un sostegno che si porta intorno al collo (da Wikipedia).
 

L'armonica


In una radura – dolce
singhiozzante armonica –
vorrei udirti – a condurre
una danza di fanciulli
davanti a crode
che il tramonto dissangua e lascia esanimi
in braccio al cielo –
non qui – nella via dura
dove canti canzoni di miseria
e la tua voce è un tralcio
lucente d'edera
che abbraccia invano
le alte case nemiche.
 
Antonia Pozzi
19 ottobre 1933
 
 Ennio Morricone scelse l'armonica per alcune celebri colonne sonore create per film diretti da Sergio Leone; fra questi, in C'era una volta il west, il protagonista è soprannominato "Armonica" proprio perché suonatore di tale strumento.
 
musica ricorre in me..,
come una nenia che addormenta,
sono preda del sentimento, ancora,
seppur l'età consenta meno...

mercoledì 27 febbraio 2019

'Hereafter'

Dopo la vita cosa? ma altra vita,
si capisce, insperata, fioca, uguale,
tremito che non s’arresta, ferita
che non si chiude eppure non fa male

– non più, non tanto. Lentamente come
risucchiati all’indietro da un’immensa
moviola ogni cosa riavrà il suo nome,
ogni cibo apparirà sulla mensa

dov’era, sbiadito, senza profumo…
Bella scoperta. È un pezzo che la mente
sa che dove c’è arrosto non c’è fumo
e viceversa, che fra tutto e niente

c’è un pietoso armistizio. Solo il cuore
resiste, s’ostina, povero untore. 

 

Giovanni Raboni

 
 
 
 (Adnkronos Salute)
 
Come in 'Hereafter' di Clint Eastwood: un tunnel di luce, un flash, un sole grande e luminoso o la sensazione di precipitare in acque profonde.
Ma anche i paramedici che rianimano il proprio corpo senza vita, steso sulla barella.
I racconti delle persone che hanno vissuto un'esperienza di pre-morte e poi sono tornate a vivere oggi trovano la conferma dal primo grande studio scientifico in materia, pubblicato su 'Resuscitation'.
La ricerca, condotta dall'Università di Southampton su oltre 2 mila persone che hanno subito un arresto cardiaco in 15 ospedali britannici, americani e austriaci, rivela la possibilità di una 'finestra' di consapevolezza di alcuni minuti dopo che il cuore ha smesso di battere.
Un tema controverso, quello delle esperienze di pre-morte, protagonista di libri e film.
Ora, dopo 4 anni di ricerche, gli studiosi hanno le idee più chiare e sono confortati dai numeri: quasi il 40% dei sopravvissuti a un arresto cardiaco descrive un qualche tipo di consapevolezza nel periodo di tempo in cui erano clinicamente morti, prima che il cuore ripartisse.
Un uomo addirittura ha ricordato di aver lasciato il suo corpo e di aver assistito alle manovre di rianimazione da un angolo della stanza.
Nonostante sia rimasto 'morto' per 3 minuti, il 57enne di Southampton coinvolto nella ricerca ha ricordato le azioni degli infermieri nel dettaglio, descrivendo pesino il suono dei macchinari.    
"Sappiamo che il cervello non può funzionare quando il cuore smette di battere", spiega al 'Telegraph' il coordinatore del lavoro, Sam Parnia, ricercatore un tempo alla Southampton University e oggi alla State University di New York.
"Ma in questo caso la consapevolezza cosciente è continuata per più di 3 minuti nel periodo in cui il cuore non batteva, nonostante il cervello si 'disattivi' 20-30 secondi dopo che il cuore si è fermato".
E non si tratta di immaginazione o autosuggestione.
"L'uomo - prosegue Parnia - ha descritto tutto quello che è accaduto nella stanza.
Ma cosa ancor più importante, ha udito due beep di un macchinario che fa un rumore a intervalli di 3 minuti.
Così possiamo misurare la durata della sua esperienza.
Ci è apparso molto credibile: tutto quello che ci ha detto gli era davvero accaduto".
Dei 2.060 pazienti in arresto cardiaco studiati, 330 sono sopravvissuti e 140 hanno avuto esperienza di un qualche tipo di consapevolezza mentre venivano rianimati.
I racconti, però, non sono tutti uguali.
Alcuni pazienti infatti non ricordano dettagli specifici, ma sembrano emergere dei temi comuni. Un 'resuscitato' su cinque ha sentito un insolito senso di pace, e quasi un terzo ha avuto la sensazione che il tempo rallentasse o accelerasse.
Alcuni hanno ricordato una luce intensa, un flash dorato o un grande sole luminoso.
Altri ricordano paura, o una sensazione come di annegamento.
Il 13% si è sentito separato dal corpo e altrettanti hanno percepito un affinarsi dei sensi.
Parnia crede che più persone possano aver esperienze simili quando sono vicine alla morte, ma i farmaci o i sedativi usati nel processo di rianimazione potrebbero 'cancellarne' il ricordo.
"Stime hanno suggerito che milioni di persone hanno avuto vivide esperienze in relazione alla morte, ma le prove scientifiche finora erano ambigue - nota Parnia - Molte persone hanno dato per scontato che queste fossero allucinazioni o illusioni, ma" i fatti descritti "sembrano corrispondere a eventi reali. Queste esperienze - conclude - necessitano di ulteriori indagini"
(dalla rete).
 
ricongiungersi, ritrovarsi, riunirsi,
enorme catarsi all'orizzonte, forse,
ciò che siamo saremo, vedremo;
l'attesa conduce pensieri lontani...