...........................................................................................................................................

L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


...........................................................................................................................................

Visualizzazione post con etichetta Strumenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Strumenti. Mostra tutti i post

domenica 26 luglio 2026

Oboe



Oboe sommerso
è la seconda raccolta di poesie di Salvatore Quasimodo, pubblicata nel 1932 dalle Edizioni di Circoli di Genova. L'opera rappresenta uno dei testi più emblematici e radicali dell'Ermetismo italiano (dalla rete).

Oboe sommerso

Avara pena, tarda il tuo dono
in questa mia ora
di sospirati abbandoni.

Un òboe gelido risillaba
gioia di foglie perenni,
non mie, e smemora;

in me si fa sera;
l'acqua tramonta
sulle mie mani erbose.

Ali oscillano in fioco cielo,
labili: il cuore trasmigra
ed io son gerbido,

e i giorni una maceria.
 
Salvatore Quasimodo 

L'omonima poesia che apre la raccolta poetica racchiude l'essenza di questa stagione poetica, caratterizzata da un linguaggio estremamente denso, analogico e di difficile interpretazione.
Gerbido è un termine regionale (soprattutto piemontese) che indica un terreno arido, brullo e incolto, simile a una brughiera, o uno stato di abbandono della terra ("lasciare in gerbido").
“Oboe sommerso” è una raccolta che include poesie intrise di un forte senso lirico e di una profonda sensibilità verso la natura e il paesaggio. Attraverso queste poesie, Quasimodo estende la sua indagine sul dolore umano alla sofferenza collettiva, collegando la sfera personale con l'ambito universale.
 
Nel tramonto rivedo vite
passate, nei ricordi filmati;
la gioia che provo è inferiore
al dolore di ciò che manca...

L'oboe è uno strumento musicale aerofono a fiato ad ancia doppia appartenente alla famiglia dei legni. È celebre per il suo suono dolce, espressivo e penetrante, che ricorda la voce umana, ed è lo strumento che tradizionalmente dà il "La" per accordare l'orchestra grazie alla stabilità e alla chiarezza del suo timbro (dalla rete).

martedì 24 marzo 2026

Sistro

 
Debole sistro al vento
d’una persa cicala,
toccato appena e spento
nel torpore ch’esala.

Dirama dal profondo
in noi la vena
segreta: il nostro mondo
si regge appena.

Se tu l’accenni, all’aria
bigia treman corrotte
le vestigia
che il vuoto non ringhiotte.

Il gesto indi s’annulla,
tace ogni voce,
discende alla sua foce
la vita brulla.

Eugenio Montale

Nei suoni rimasti il vago
sentore di bosco, natura
colori dispersi, primavera
e fuori dal cuore il sole...

Il sistro è un antico strumento musicale a percussione, originario dell'Egitto (circa 3000 a.C.), costituito da una cornice metallica a forma di "U" con asticelle mobili che, scosse, producono un suono acuto e tintinnante.
Simbolo sacro legato alle dee Iside e Hathor, veniva usato in cerimonie rituali, processioni e scene di culto, specialmente da sacerdotesse.
Il poeta è quindi il sacerdote, intermediario fragile con i suoi versi che vorrebbero convincere con il vibrare tinnente del sistro, la dea-luna ad esser luminosa e a far chiaro il suo regno fin oltre la notte.
Il canto del poeta nasce dal profondo della sua mente, come quello della cicala dal profondo misterioso del suo corpo (dalla rete).

giovedì 8 gennaio 2026

Macchina per scrivere

Tentava la vostra mano la tastiera,
i vostri occhi leggevano sul foglio
gl’impossibili segni; e franto era
ogni accordo come una voce di cordoglio.

Compresi che tutto, intorno, s’inteneriva
in vedervi inceppata inerme ignara
del linguaggio più vostro: ne bruiva
oltre i vetri socchiusi la marina chiara.

Passò nel riquadro azzurro una fugace danza
di farfalle; una fronda si scrollò nel sole.
Nessuna cosa prossima trovava le sue parole,
ed era mia, era nostra, la vostra dolce ignoranza

Eugenio Montale 

La macchina per scrivere è uno strumento dotato di tastiera collegata a vari dispositivi meccanici, elettrici e/o elettronici, che permettono di ottenere su un supporto, generalmente un foglio di carta, l'impressione di caratteri simili a quelli della stampa tipografica (dalla rete).

Dita sui tasti una volta
era macchina per scrivere:
il nastro, i fogli, gli errori;
oggi si sbaglia lo stesso...

sabato 6 settembre 2025

Organetto

L'organetto

Hai tu la notte mai, giacendo in letto
Fra sonno e veglia a tard’ora sospeso,
Hai tu la notte mai da lunge inteso
Singhiozzar nella strada un organetto?

Singhiozzar lento, affaticatamente,
Un’aria dolce che piange ed implora,
Un’aria udita da fanciul sovente
E non scordata più dopo d’allora?

Sono povere note di soprano
Un po’ rauche, un po’ rotte, un po’ stonate;
Ma singhiozzan nel bujo e di lontano
Così dolenti, così sconsolate!

E tu pensando ai dì fuggiti, al santo
Riso materno, ad un perduto amore,
Piover ti senti giù dagli occhi il pianto,
Senti una lama che ti passa il core.

Arturo Graf

Bellini Enzo
"Suonatore di organetto", china, 1979
Organetto 

L'organetto è uno strumento musicale a mantice appartenente alla famiglia degli aerofoni (strumenti il cui suono è generato da un flusso d'aria).
L'organetto usa la scala diatonica, mentre la fisarmonica utilizza la scala cromatica.
L'organetto è uno strumento "bitonico": ogni tasto premuto emette due suoni a seconda della direzione del mantice, mentre la fisarmonica è "unitonica".
(dalla rete)

L'eterno potere della musica,
ora la sento poco, lontana, sola;
nella presenzialità del quotidiano
diventa mera utopia, anche lei...

domenica 20 aprile 2025

Corno (da caccia)

Corno Inglese

Il vento che stasera suona attento
– ricorda un forte scotere di lame –
gli strumenti dei fitti alberi e spazza
l’orizzonte di rame
dove strisce di luce si protendono
come aquiloni al cielo che rimbomba
(Nuvole in viaggio, chiari
reami di lassù! D’altri Eldoradi
malchiuse porte!)
e il mare che scaglia a scaglia,
livido, muta colore
lancia a terra una tromba
di schiume intorte;
il vento che nasce e muore
nell’ora che lenta s’annera
suonasse te pure stasera
scordato strumento,
cuore.

Eugenio Montale 

 Il corno inglese è uno strumento musicale a fiato ad ancia doppia, appartenente alla famiglia degli oboi. È un oboe più lungo e più basso, intonato una quinta sotto l'oboe, e ha un suono caratteristico, spesso descritto come pastorale e malinconico (dalla rete).

Suoni di caccia e bruma,
campagna all'inglese e mist.
torno con la mente al vento
riappare Cornwall negli occhi...

lunedì 2 dicembre 2024

Bongos

Visioni rubate

Chi ha rubato i miei bonghi?
Chi ha fermato il battito al cuore della città?
Non più sante ciambelle ribelli &
frenetiche danze zen tra veli narcotici
Mentre hipster barbuti & eremiti tropicali
perdono spontaneamente la testa
Soffiando acuti lamenti beep bob
urlando folli grrrroar & strilli-guaiti a go-go
Versando benzina sull’er(b)a della bomba h,
celebrando la nostra (o)scena
Trasformando la grigia inquadr-ealtà
in un cerchio d’amore sempreverde.

 Karen Blessed

Preda di un inconscio stuprato
il seme dell'indifferenza assolve
peccati commessi in giovane età;
distolgo lo sguardo e medito...

Il bongo, generalmente definito al plurale Bongos (in spagnolo: bongó), è uno strumento musicale a percussione.
È costituito da una pelle di origine africana a una sola membrana (posta nella parte alta) e di un risuonatore di legno a corpo doppio con due suoni di diversa altezza: medio e acuto.
Si percuote con una o più dita a seconda dell'intensità desiderata.
È usato nella musica latina.
In Africa il bongo si usa in occasione di danze, feste e riti.
In genere questo tamburo viene fabbricato a mano usando una pelle di vero animale, solitamente di capra.

(da wikipedia)

domenica 1 dicembre 2024

Poesia e suono di corno

 
Freddo e aria

Freddo e insieme aria
fredda, come i pensieri
nell'unico attimo di requie
ritornano i dubbi e la via
si restringe, è preclusa.

In continui avvisi di come
ripassare ciò che è stato,
rincuora un suono di corno
al mattino, tra la nebbia,
come sereno orizzonte.

Anonimo
del XX° Secolo
Poesie ritrovate

Il corno da caccia è un aerofono a bocchino, usato originariamente in ambito venatorio e successivamente passato in ambito orchestrale e bandistico militare. Lo strumento è alla base del corno moderno (da wikipedia).

mercoledì 16 ottobre 2024

Lume a petrolio

La lampada a cherosene o lampada a petrolio è un sistema di illuminazione, ancora utilizzato, che sfrutta come fonte di energia la combustione del cherosene o di altri oli animali o vegetali. 
(da wikipedia)

Il lume a petrolio

Questo grigio d’opale d’ogni vuota
bottiglia che rammemora la luce,
e la sera si dedica all’ignota
che veglia la sua mano mentre cuce.
L’appannato liquore, un taglio obliquo
nel vetro, si consuma questa cera
d’impronte vane, resta un lume esiguo
di trasparenza per la notte nera.

Alfonso Gatto

Temporali improvvisi e candele
a rischiarare paure ancestrali;
ricordi da bimbo sbiaditi nel cuore
passato incrinato, pace e dolore... 
 
La lampada è composta da un bulbo contenente il combustibile, uno stoppino che va dal bulbo all'esterno e un "coprilampade" aperto di vetro che permette quindi il passaggio dell'ossigeno indispensabile per attivare il processo della combustione e l'intensità della fiamma stessa.
Durante la combustione il cherosene risale lungo le fibre dello stoppino per  il fenomeno di capillarità garantendo così un rifornimento costante di combustibile alla fiamma.
In passato, prima della scoperta della raffinazione del petrolio (o altri oli minerali), si usavano oli vegetali o di balena (i quali producevano molto fumo e poca luce).

giovedì 30 novembre 2023

Protocollo cittadino #108 (Buio!)

Buio!

Improvviso il buio irrompe,
tutto è scuro e si teme;
una candela come salvezza
quel poco di luce, di sicurezza...
 
Gujil
 
Candela
 
La candela è uno strumento di illuminazione tipicamente costituito da uno stoppino immerso in una colonna di combustibile solido, in genere un qualche tipo di materiale ceroso.
(da wikipedia)

domenica 15 gennaio 2023

Sciaterica (scioterica)

Il movimento del nostro orologio da polso è meccanico o al quarzo, quello della meridiana è il Sole che con le sue ombre scandisce lo scorrere delle ore sul quadrante. Lo studio delle ombre solari (
Sciaterica o scioterica)  è stato alla base delle prime osservazioni scientifiche e fu applicato in astronomia fin dai suoi inizi (dalla rete).

Del tempo scorgo solo l'ombra

Del tempo scorgo
solo l’ombra,
se mi volto
mi scivola addosso
e mi pesa
quel che pur m’appare
lontano e leggero.
Fermo nell’istante
osservo il futuro
che mi viene incontro,
con un volo
ahimè
basso e breve.

Clirim Muça

 
Nel buio rivedo confini
spesso evasi, sconvolti;
nel senso delle cose individuo
il fare, a volte sconnesso...

La meridiana, detta anche, impropriamente, orologio solare o quadrante solare, è uno strumento di misurazione del tempo basato sul rilevamento della posizione del Sole. 
In senso stretto, con meridiana si deve intendere unicamente l'indicatore del passaggio del Sole a mezzogiorno, anche se nella sua accezione più generale il termine viene utilizzato per indicare, erroneamente, gli orologi solari presenti sui muri degli edifici. 
Il termine "quadrante solare", che caratterizza 'non' le meridiane bensì gli orologi solari, trae la sua origine dal latino quadrans che indicava nel Rinascimento la quarta parte di cerchio sulla quale veniva generalmente tracciato un orologio solare portatile, denominato appunto quadrante. 
Tuttavia, il suo significato è stato generalizzato nel linguaggio popolare, in tempi moderni, divenendo sinonimo di meridianae  orologio solare. 
A differenza dell'orologio solare, la meridiana indica ogni giorno, lungo una linea retta, l'istante in cui il Sole transita sul meridiano del luogo. Gli orologi solari e le meridiane erano già conosciuti nell'antico Egitto e presso altre civiltà, e successivamente tra quella dei Greci e dei Romani. L'origine di questa scienza è tuttavia ancor più antica rispetto alla civiltà egizia e le prime testimonianze risalgono addirittura al Neolitico. Lo studio degli orologi solari è chiamato gnomonica o, meno frequentemente, sciaterica (da wikipedia).

martedì 7 dicembre 2021

Flauto

Il flauto

Stanotte liberami dalla verità dello specchio
Chiamami, perché la notte sta per finire, e l’alba è già qui
In questa spiaggia dove ho confinato me stessa
Lascia che io mi riconosca
L’inverno ha lasciato una cicatrice azzurra sulle mie spalle
Invitami alla verde stagione primaverile
Che ne sai della paziente melodia del mio silenzio?
Fammi accordare con il flauto
L’infausto bruciare della fiamma sta scritto sulle ali della falena
Fammi andar via dalla buia moltitudine della creazione
Sono già stata condannata al tormento della segregazione
Stanotte liberami dalla verità dello specchio

Ziagol Soltani 

 

 

FLAUTO
(prob. di origine onomatopeica;
fr. flûte; sp. flauto; ted. Flöte; ingl. flute) 
- TRECCANI -

 

Si usa col vocabolo flauto indicare, per quanto non esattamente, quegli antichi strumenti a fiato che prendevano presso i Greci il nome di αὐλός e presso i Latini quello di tibia.
Ora questi strumenti formati di tubi di diversa grandezza avevano anche imboccature di diverso genere e comprendevano oltre che strumenti a imboccatura naturale, anche strumenti ad ancia del genere del nostro clarinetto e degli oboi.
Alcuni flauti poi erano a tubo doppio.

 

  il suono melodioso arriva nel profondo,
istanti di inaspettata requie mi avvolgono;
il pensiero è contiguo, costante e indecente
lo specchio riflette il cuore che batte...

 


sabato 2 ottobre 2021

L'istantanea

L'istantanea

Voi non vedeste questa mattina,
mentre uscivamo per la tranquilla
via solitaria di casa, ed io,
guardando i fiori di mussolina
che trasparivan su un nastro lilla,
dimenticavo di dirvi addio,

voi non vedeste, poco lontano,
il «pocket kodak»  d'una britanna
dal dolce viso lentigginoso,
lunga e sottile come una canna,
che sorprendevaci, la mano in mano,
nel nostro idillio silenzioso.

 Così la piccola fotografia,
entro le pagine d'un albumetto
con i ricordi di Roma bella,
con i costumi di Ciociaria,
le guardie svizzere, l'antico Ghetto,
San Pietro, il Foro, la Navicella ,

andrà lontano, lontano assai,
verso la casa dell'inglesina,
verso un salotto sovra il Tamigi
freddo e nebbioso, donde più mai
vedrà il sol biondo di stamattina
romper ridendo dai cieli grigi.

A volte forse con l'esil mano
alle sue magre pallide amiche
l'ospite bionda ci mostrerà:
a volte gli occhi ceruli, invano
rievocanti le spiaggie apriche
su noi nostalgica rivolgerà,

ché fra le cose rammemoranti
tutto il Baedeker del suo viaggio
la ricordanza più seducente
le saran forse gli ignoti amanti
che in un giocondo mattin di maggio
ella intravide fuggevolmente.

Passeran gli anni. Quanti tramonti
entro al Tamigi s'affogheranno
fra l'alta neb~ia! Diverrem vecchi,
scoloriranno le nostre fronti,
e le memorie scoloriranno
fra i mazzolini di fiori secchi.

E nella piccola fotografia,
un po' sbiadita, noi resteremo
come persone d'un'altra età:
con una pallida. malinconia
ancor la mano ci stringeremo:
ma l'amor nostro dove sarà?

Oh, chi sa dove saremo, amica,
chi sa che avremo nel cuore stanco,
dove saranno quest'ore liete!
Noi già saremo la moda antica:
il vezzo d'ambra, l'abito bianco,
cose lontane... Perché piangete?

Guelfo Civinini
da "I sentieri e le nuvole"

 

Istantanea
 
La fotografia istantanea è un tipo di fotografia che permette di ottenere stampe fotografiche in tempo relativamente breve a seguito di uno scatto. 
Le più popolari macchine fotografiche in grado di eseguire questa tecnica erano prodotte dalla Polaroid Corporation e da Kodak.
(da wikipedia)

non ho che poche immagini a dirmi
chi fosti, chi ero, che fu
il contesto è cambiato, moderno
scenario che stempera affetti...

domenica 24 gennaio 2021

L'organetto di Barberia

L'organetto di Barberia

Nella piazza che inghirlandano le rondini
al cuor ci scendi, canzone lontana.
In un solco di scivoli giocondi
son fuggite le fanciulle che ascoltavan borbottare la fontana.

– L’organetto di Barberia! –
son tornate danzando in tondo
– L’organetto di Barberia
col suo musico vagabondo. – 

Al cielo, al cielo prima che il sole muoia
i tinnuli campanelli della gioia.
Dentro l’erba della brughiera lustreggiante
affondiamo la tarantella zoccolante. 

– L’organetto di Barberia!
O fanciulle, giostriamo in tondo.
L’organetto di Barberia
con le danze di tutto il mondo. – 

Sergio Ortolani


L'organo a rullo o a cartone, detto anche
organetto di Barberia

in onore del suo inventore Giovanni Barbieri che lo elaborò nel 1702, è uno strumento musicale meccanico realizzato con una serie di canne e un mantice o soffietto, in maniera piuttosto simile ad un organo o quanto meno a un organo a pompa, e da un cilindro con delle sporgenze simili a chiodi o punte che corrispondono, in base alla posizione, ad una particolare nota.
Il cilindro viene chiamato in inglese "barile" (barrel), ma è molto più piccolo dei barili utilizzati come contenitori.
Di solito l'organo è costruito con legno e metallo e finemente lavorato e ben rifinito; evidentemente molto resistente, dal momento che la maggior parte di quelli ancora esistenti hanno mantenuto nel tempo la stessa efficienza e precisione nonostante l'evidente lavoro meccanico al quale il gran numero di aste e leverismi è soggetta nell'uso.
La rotazione continua del cilindro, attraverso una vite senza fine e una ruota dentata che fa girare lentamente il cilindro, fa sì che i chiodi tocchino le leve sollevando un pistoncino che apre la valvola che lascia fuoriuscire l'aria dal mantice nella canna d'organo.
Il mantice è azionato dallo stesso meccanismo per mezzo di un albero a gomito.
Il movimento è generato da una manovella azionata da un suonatore d'organetto o dalla sua scimmietta.
 
In musica contemporanea sono molti gli esempi di letteratura per questo insolito strumento.
Lo stesso G. Ligeti gli dedicò diverse composizioni, tra cui spicca la trascrizione del brano pianistico "Musica Ricercata", dedicata al più importante suonatore di organo meccanico francese: Pierre Charial.
È autore di moltissimi brani per organo meccanico anche il compositore tedesco Michael Riessler. (da wikipedia)
Molto amato da alcuni poeti crepuscolari lo ritroviamo anche in una bella e toccante poesia di Sergio Corazzini (da leggere).
 
 ricordi di un passato lontano,
anni luce da me, dal mio odierno;
è un ricordo sereno, di sentimenti,
il mio guidogozzaniano immaginario...