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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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giovedì 30 aprile 2026

Tergicristalli e pioggia



I tergicristalli sono fondamentali per la sicurezza durante la pioggia, garantendo visibilità e mantenendo il parabrezza pulito da acqua e detriti.

(da Twink)

I miei tergicristalli si sono innamorati tra loro.
Davvero? Dev’essere un idillio perfetto.
Tu credi?
Oh sì - andranno ovunque in pieno accordo.
Non saranno felici.
Perché no?
Saranno troppo frustrati.
Come mai?
Quando piove, si inseguono per un bacio fugace,
ma senza mai riuscirci.
Dev’essere insopportabile.
Non credo che saranno in grado di reggerlo.
Forse stanno meglio senza pioggia,
quando possono limitarsi a restare lì a
covarsi con gli occhi. 

Robert Shure 

In caso di pioggia, è obbligatorio accenderli, insieme ai fari anabbaglianti e al climatizzatore per prevenire l'appannamento.

Credere agli oggetti, a vitalità
indotte dal pensare continuo;
l'affezione porta al dolore,
 non sono eterne le cose...
 
Un'ottima visibilità sotto la pioggia dipende sia dallo stato dei tergicristalli che dalla pulizia del parabrezza. Per una guida sicura, è fondamentale che le spazzole scorrano senza lasciare striature o fare rumore, specialmente di notte per evitare abbagliamenti pericolosi.
(dalla rete)

giovedì 8 gennaio 2026

Macchina per scrivere

Tentava la vostra mano la tastiera,
i vostri occhi leggevano sul foglio
gl’impossibili segni; e franto era
ogni accordo come una voce di cordoglio.

Compresi che tutto, intorno, s’inteneriva
in vedervi inceppata inerme ignara
del linguaggio più vostro: ne bruiva
oltre i vetri socchiusi la marina chiara.

Passò nel riquadro azzurro una fugace danza
di farfalle; una fronda si scrollò nel sole.
Nessuna cosa prossima trovava le sue parole,
ed era mia, era nostra, la vostra dolce ignoranza

Eugenio Montale 

La macchina per scrivere è uno strumento dotato di tastiera collegata a vari dispositivi meccanici, elettrici e/o elettronici, che permettono di ottenere su un supporto, generalmente un foglio di carta, l'impressione di caratteri simili a quelli della stampa tipografica (dalla rete).

Dita sui tasti una volta
era macchina per scrivere:
il nastro, i fogli, gli errori;
oggi si sbaglia lo stesso...

sabato 22 luglio 2023

Balaustrata

Una balaustrata è un parapetto formato da una fila di elementi uguali (balaustri) che sorgono da un basamento continuo e sono sormontati da una cimasa anch’essa continua; si trova particolarmente negli edifici sacri, per dividere il presbiterio dalla navata, nelle scale monumentali al posto della ringhiera, nei balconi e nelle terrazze come effettivo parapetto, nelle facciate degli edifici, soprattutto del periodo barocco, in funzione di coronamento (TRECCANI).

Stasera

Balaustrata di brezza
per appoggiare stasera
la mia malinconia

Giuseppe Ungaretti

Sospeso al balcone il senso
di fuori, le auto, la gente;
una tempesta estiva cancella
giorni di attesa, caldo e sole...

venerdì 13 maggio 2022

Fiammiferi e navi...

La capacità di creare è una dote
che non tutti hanno, dal nulla,
solo con idee e pazienza un materiale
qualunque diventa qualcosa;
come disegnare o dipingere,
come scrivere...
 
Gujil
 

Come era bello parlare e ridere,
i messaggi del tempo, le carezze;
ora i suoi quadri sbiadiscono, vanno,
come lui lontano eppure così nel cuore...

 Fiammiferi

Mio padre fabbricava
navi di fiammiferi
navi con troppe vele
e con troppi cannoni
belle perché non erano
metafora di niente.
Stava seduto a terra
con il broncio sospeso
sul docile cantiere
della sua arte sghemba
massacrando fiammiferi
che asciugava e incollava
a uno scheletro d’aria.
Come era contento
di soffiare il respiro
negli ossi di una nave
priva di oceani da immaginare.

Canio Mancuso

sabato 15 gennaio 2022

Lettere

Ormai si sa, il tempo delle lettere scritte a mano, s’intende quelle informali come quelle d’amore, è solo un vago ricordo: modelli predefiniti su pc, email e comunicazioni via sms, hanno surclassato ogni tipologia di impaginazione scritta, lasciando comunque un vuoto asettico nei rapporti tra le persone.

Una lettera

Al risveglio ho trovato
con la luce una lettera.
Ma non posso sapere
che dice: non so leggere

Rabindranath Tagore


 
Le lettere scritte a mano
detengono ancora un certo fascino che resiste al dì là del periodo storico e sapere come impaginare una lettera destinata ad un amico oppure ad un amore è un accorgimento necessario che può essere utile per la vita privata.
 
Scarabocchi su carta incombono precisi
come segni distintivi di classe sociale;
la scrittura comanda alla voce un contegno,
siamo in fondo quello che infine crediamo...
 
 
Le lettere informali, come quelle destinate ad un amico piuttosto che ad un amore devono seguire solo i principi di sincerità che arrivano dal proprio istinto.
Per recuperare un amore perduto ad esempio è consigliabile gettare nero su bianco delle scuse sincere, dove prima di queste vi deve essere inserita una carrellata delle esperienze più belle fatte assieme dando adito al ricordo delle belle vicissitudini passate.
(dalla rete)

sabato 30 ottobre 2021

Haiku e riflesso

君思ひ
揺れずスマホが
重く成る

Kimi omoi
yurezu sumaho ga
omoku naru

Thinking of you
my messageless phone
feels a bit heavier

Mentre ti penso
questo quieto telefono
un po’ più pesante

Lorenzo Marinucci 

essenza di pensiero, odierno, vero,
rimango stupido, incredulo e solo;
caduche idee si schiantano nel giorno,
possiedo il potere di dire
"va bene così"...

giovedì 28 ottobre 2021

Aforisma, riflesso e telefono

Non usare il telefono.
La gente non è mai pronta a rispondere.
Usa i versi.

Jack Kerouac
  
filtra la luce del giorno
il mattino, potente, come sempre;
le didascalie dell'anima ancora
dicono di me, del fiume, del sogno...
 
 
Un telefono (dal greco antico: τηλε-, tēle-, «lontano» e φωνή, phōnḗ, «voce») è un dispositivo di telecomunicazione di tipo elettrico/elettronico dotato di un microfono e di un ricevitore che permette a chi lo utilizza di comunicare (parlare e ascoltare) a distanza verso chi utilizzi un dispositivo analogo. Evoluzione tecnologica sono i telefoni cellulari e gli smartphone, questi ultimi consentono di navigare su Internet, in quanto le schede SIM da essi utilizzati possono utilizzare il traffico dati (da wikipedia).

sabato 28 marzo 2020

Cose

Cose

Dare un nome a queste cose
che sono cose perché la pupilla
cosí le riconosce
e le trasmette a neuroni ripetuti
che si imparano a memoria:
è sempre, comunque,
un compito ridotto

Lo stesso con un viso
la sua tessitura in tono pungente o soave,
la polpa tremula mentre fa tremare
la rete di neuroni

E tanto il cuore

Quello che rimane poi,
una volta che le dimensioni sono definite,
è questo non saper niente di niente
sentire che a poco valgono
queste sillabe

Che ciò nonostante si appoggiano
a declivi e a intagli tiepidi,
vivi di cellule e piccole vene
dove gli avverbi si perdono
e vacillano
 O al colore di quegli occhi
che a poco a poco so essere mio,
e che non so coniugare. Solo declinare,
inclinandomici

 
Per questo, nonostante tutto, parlo di nomi
perché non sono capace
di miglior forma:


 Ana Luísa Amaral

da "What's in a name e altri versi"
 traduzione di Livia Apa
 
 
siamo circondati, avvolti, da cose,
sono oggetti collocati o ricordi;
Loreto impagliato? buone cose?
forse solo pessimo gusto...
 
cosa/cò·sa/
sostantivo femminile 
Nome estremamente generico, che riceve determinazione solo dal contesto del discorso; oggetto ideale o materiale: cose corporee, incorporee, temporali, eterne;
Dinanzi a me non fur cose create Se non eterne (Dante); l'uomo è misura di tutte le cose (dalla rete).

lunedì 25 novembre 2019

Urna

Urna di vetro

Ho provato a seppellirmi, per un poco,
dietro la porta, seduto tra le ante
della piccola bussola. -
                    tutta la botanica del creato
- di là dai vetri, è ridotta a un vialetto
con una quercia, i cedri,
e due emerocallidi.

                    I godimenti di una volta,
quando l'organismo era me stesso
secondo il desiderio - tutta la materia, credo,
vibri così, trascorsa dalla vita,
anche gli antri aridi dei vulcani, quando fuoriescono
le lave che si consolidano, e che s'imponga sempre la giovinezza
per i canalicoli seminali.
                    Come può darsi
che uno come me, senza castità,
possa un giorno salire sino a un eremo,
distaccarsi in preghiera, esalarsi di sera

se non nel maggio, trascinando con sé un'intera foresta
e la volatile polvere dei suoi profumi,
che apre le bocche dappertutto
per nutrimento, per amore?

Questa è un'urna di vetro - ma all'esterno
le generazioni metodiche delle ombre
si spostano, e un tepore penetra il legno,
dà sussulti, scotimenti, moti
d'atomi:
e anche le parole sono fiato, soglia dell'audiogramma,
energia-materia
che rientra nell'eterno.

Pier Luigi Bacchini


Un' Urna
è un recipiente in forma di cassetta, con un'apertura sulla parte superiore, destinato a custodire le cose per impedirne il degrado e mantenerne la conservazione più a lungo possibile nel tempo.
Quelle  fatte di vetro permettono di vedere il loro contenuto anche se non lo proteggono dall'azione negativa esercitata dalla luce. 
(dalla rete)

nelle rune riponiamo noi stessi,
oppure le cose che vogliamo conservare;
tramandare reliquie fa parte dell'uomo,
cerchiamo di fermare la nostra fragilità...



martedì 8 ottobre 2019

Poesia e riflesso

E adesso vieni, entriamo insieme in questo inverno,
sarà stagione di abbandoni e reticenze,
guarda: le ombre che credevamo immaginate,
o risospinte ai margini del bosco,
vòltati: avanzano alle spalle.
Vieni, lascia scorrere il tuo corpo
dal vento acre di resina e di muschio,
lascia la scabra pelle rilevarsi
alle carezze mie, come fossi lei,
quella per cui fiorisce, e sa di cielo,
– dove tu solo sai, e mi conduci –
il fioco fiore giallo d’elicriso.
 
Donata Berra
da "A memoria di mare"
 
 
 L'ombrello, o anche ombrella, o parasole, è un accessorio usato per fornire ombra a chi lo porta e ripararsi dal sole o dalla pioggia: in questa seconda accezione è usato anche il sostantivo parapioggia, oppure paracqua, quest'ultimo oggi in declino nel linguaggio quotidiano.
L'ombrello è solitamente costituito da un'asta fornita di una impugnatura spesso ricurva e da una copertura realizzata in tessuto che può essere tenuta aperta o ripiegata mediante un anello collegato a stecche che scorre sull'asta.
La copertura è normalmente formata da spicchi di tessuto naturale o sintetico cuciti fra di loro in modo da formare una calotta uniforme e impermeabile.
Alcuni modelli di ombrello sono dotati di un meccanismo che permette il rientro del manico e di parte dell'asta in modo da occupare poco spazio al fine di riporre l'accessorio in borse e borsette.
Hanno le medesime funzioni l'ombrellone, di grandi dimensioni e utilizzato dai bagnanti per ripararsi dal sole su spiagge e scogliere, e l'ombrellino parasole, tuttora molto utilizzato nell'Estremo Oriente per ripararsi dal sole diurno e mantenere, soprattutto alle donne, una carnagione chiara e non abbronzata dal sole (da Wikipedia).
 
forse è ancora presto, ma lo sento,
arriva nascosto dai colori d'autunno;
l'inverno, i mesi del sonno profondo,
un bavero rialzato, parole e cristalli...

giovedì 12 settembre 2019

Premio

Il premio
 
Sono un viandante,
senza riposo, senza sonno.
Marcio giorno e notte,
notte e giorno
nella ripida strada
che circonda
questo oscuro Monte.
 
Non m'affanno a giungere.
So che giungerò
La strada è sicura,
se l'hai attraversata
primieramente Tu.
Riconosco le impronte dei Tuoi passi,
riconosco le impronte del Tuo Amore.
 
Rimani sulla cima
e mi fai cenno Tu.
Sopra il tuo capo
i piedi di un Angelo.
Sopra i piedi dell'Angelo
i piedi di Dio.
 
Il premio del mio viaggio sarà,
giungendo all'apice della cima,
carico dei fiori
che spuntarono al tuo passaggio,
d'appoggiare il mio capo insanguinato
sulla candida pietra dei Tuoi piedi,
sul primo scalino di Dio.
 
Ghiorgos Vafòpoulos
 
  Il premio
è un riconoscimento attribuito a qualcuno
per un'attività, un gesto, un'opera
o comunque qualcosa di eccezionale
che abbia fatto o realizzato.
Talvolta viene riconosciuta una gerarchia tra premi,
come accade per i premi olimpici:
la medaglia d'oro è seguita
dalla medaglia d'argento
e da quella di bronzo.
(da Wikipedia)
  
ultimo di troppi ma arriverò,
anch'io, nel gruppo dei rimasti;
mi sento un filo sottile addosso,
riceverò ciò che ho saputo dare...

domenica 1 settembre 2019

Cetra

Sola cetra
 
Sento che forse i miei occhi
sono estinti dalla troppa luce
e dal troppo fissare il sole,
il cielo alto. Sento
d’essere divenuto un cieco
che si muove per istinto
lungo deserte strade.
E il cuore, sola cetra
capace d’illudermi ancora.

David Maria Turoldo
 
 
cetre, lire, musica del cielo,
io amo un arpa, quella di un amico;
vorrei rivederlo presto, vorrei,
lontano per lidi antichi, come la musica...

 
La cetra (in greco antico: κιθάρα, kithára) era uno strumento musicale dell'antichità classica, appartenente alla famiglia dei cordofoni.
Il termine ha radici antiche e comuni alla chitarra, al sitar indiano e al setar persiano, deriva appunto dal persiano "chahar" (quattro) e "tar" (corde), in quanto i primi liuti arabi avevano appunto quattro corde.
La storia della cetra si perde nei tempi bui dell'antichità.
Dalla lettura della Bibbia in Genesi 4:21 l'inventore di tale strumento fu Iubal discendente di Caino.
E sempre nella Bibbia veniamo a conoscenza che la usò molto Re Davide per i suoi salmi, da noi attualmente chiamati anche inni, tanto che in molti di essi compare il nome di questo strumento musicale.
La cetra era utilizzata anche dai cretesi, per dare la cadenza dei passi ai soldati mentre entravano in battaglia.
La cetra ebbe una notevole diffusione sin dall'antica Grecia dov'era suonata da citaredi professionisti ed era molto spesso utilizzata, sia negli atenei che nelle corti; troviamo tracce di questo strumento anche nella grande tradizione della mitologia.
Il suo uso inoltre prese corpo anche a Roma e in Corsica.
Si sono sviluppate molte varianti fra i popoli, come l'arpa turca, il nebhel egizio, il kinnor ed il dulcimer (ebraici), il salterio (romano), il tar (Persia), l'arpa celtica ed il gusli russo, fino a giungere alla chitarra come la conosciamo oggi. 
Vi sono tracce di strumenti tipo cetre anche nell'impero cinese antico, durante la dinastia Chou.

Anonymous
"Apollo che suona la cetra
su uno sfondo di città"
In particolare la prima cetra asiatica fu il Guqin, una cetra a sette corde.
Nel corso dei secoli la sua struttura venne ulteriormente modificata, fino ad arrivare ad intendere per cetra quella che viene più correttamente chiamata cetera, ossia uno strumento in uso nel Rinascimento dalla cassa di risonanza piatta le cui doppie corde metalliche venivano pizzicate, dotato di un lungo manico e dalla struttura paragonabile a quella di una pera.
L'iconografia greca del V e VI secolo, quella relativa alle pitture sui vasi, ci permette di capire la forma di questo strumento che il più delle volte era raffigurato in mano al dio Apollo mentre era intento a suonare.
La cetra era costruita come la lira ma di dimensioni maggiori, arrivando a essere grande circa la metà di una persona umana.
La cetra aveva una cassa armonica con due bracci, che all'interno erano vuoti, e che collegati tra loro da una traversa; tra questa traversa e la base della cassa erano tese le cinque corde: per aumentare la tensione della corda si usava ripiegarla con un legnetto intorno alla paletta che poi veniva bloccato con un pezzo di ferro o di legno.
Dal punto di vista organologico, la cetra antica non appartiene quindi alla famiglia delle cetre definita nella classificazione Hornbostel-Sachs, ma invece a quella dei liuti a giogo (o lire).
(da Wikipedia)
 

sabato 24 agosto 2019

Manoscritti

Manoscritto


Mi arrendo.
La religione la mafia
la politica e il calcio
l’esercito e la moda
muovono più gente di me.

 
Sono milioni o pochi
ma totalmente decisi
al tutto per tutto.
Ho a che fare solo
con le piccole folle
di un cinema notturno
con la solitudine dei giocatori
che officiano una partita di scacchi
con il tepore di alcune donne

 
Leggo
torno a vedere un vecchio film
faccio notte con Coltrane
e allungo il braccio e accarezzo la mia bella
che mi invita fumando.
 
Mario Trejo
 
 
fogli scritti a mano si perdono
in cassetti dimenticati dell'anima;
ricordo manoscritti preziosi,
giacciono spenti in un anfratto montano...
 
 
Un manoscritto
(dal latino manu scriptus, cioè "scritto a mano", abbreviato in inventari e cataloghi come ms) è un qualsiasi documento scritto a mano, in opposizione a quelli stampati o riprodotti in un qualsiasi altro modo.
Rientrano quindi in questa categoria anche i graffiti e le incisioni (su tavolette di qualsiasi materiale).
Comunemente, però, con questo termine si designano testi scritti a mano e redatti in forma di libro.
In editoria sono considerati manoscritti anche i testi dattiloscritti che non sono ancora passati attraverso il processo di stampa.
L'esempio tipico è la copia che l'autore ha scritto personalmente.
Sua caratteristica precipua dev'essere l'unicità.
Il periodo d'oro dei manoscritti è situato nel Medioevo, quando gli amanuensi trascrissero migliaia di testi dell'antichità conservandoli in codici che li hanno preservati nei secoli.
La disciplina che studia i manoscritti in quanto oggetti è la codicologia, mentre lo studio della scrittura è affidato alla paleografia.
Lo studio e l'edizione dei testi contenuti nei manoscritti è di competenza della filologia.
I manoscritti non sono definiti dal loro contenuto, che può essere contraddistinto da testo in prosa come da calcoli matematici, mappe, figure esplicative o illustrazioni.
I manoscritti possono essere in forma di libro, di pergamena o in formato codex.
I manoscritti miniati sono arricchiti da immagini, decorazioni ai bordi, lettere iniziali in rilievo o illustrazioni a piena pagina.
(da Wikipedia) 

giovedì 27 giugno 2019

Maschere


La maschera

Sempre scrivo con una maschera sul viso;
Sì, una maschera alla moda antica di Venezia,
Lunga, con la fronte compressa,
Affine a un grande muso di raso bianco.
Seduto al mio tavolo, sollevando la testa
Mi contemplo allo specchio, di faccia,
Di tre quarti e osservo
Il profilo infantile e animalesco che amo.
Oh, che un lettore, un mio fratello, a cui parlo
Attraverso questa maschera pallida e brillante,
Venga a deporre un bacio grave e lento
Sulla fronte compressa e sulla guancia tanto pallida,
Ad appoggiare più forte sul mio viso
Quest’altro viso scavato e profumato.


Valery Larbaud
da " L’ amante della letteratura"
traduzione di Gio Batta Bucciol 


tutti ne abbiamo una, riposta,
la usiamo per tante situazioni;
la mia è riposta, celata,
un po' me ne vergogno...

martedì 19 marzo 2019

Specchio, luna ed haiku

Uno specchio è una superficie riflettente levigata al punto che la luce riflessa mantiene il suo parallelismo, secondo la legge di riflessione, e quindi può emergere un'immagine definita; contrariamente a quanto accade con una superficie riflettente ruvida la quale riflette la luce in ogni direzione.
Il tipo più noto è lo specchio piano, di uso quotidiano, ma specchi di diverse forme sono usati in molte applicazioni come, ad esempio, specchi curvi adatti alla concentrazione di radiazione solare per generare calore.
(da Wikipedia)
 
 
12
 
Sotto la gronda
lo specchio non riflette
più che la luna.
 
Jorge Luis Borges
Haiku
 
 

L'immagine vista attraverso uno specchio è detta virtuale, in quanto sembra provenire da una direzione diversa rispetto all'oggetto e non può essere proiettata su uno schermo.
In uno specchio piano un fascio di raggi luminosi paralleli viene deviato ma si mantiene il parallelismo dei raggi. Ciascun raggio che colpisce lo specchio viene riflesso di un angolo identico a quello di incidenza. Per esempio se un raggio giunge con una angolazione di 30° rispetto alla verticale del punto di incidenza, esce con un angolo di 30° dalla parte opposta alla verticale. Oltre allo specchio piano esistono specchi parabolici concavi, in cui un fascio di raggi luminosi parallelo all'asse di simmetria subisce una riflessione che manda tutti i raggi in un punto dell'asse detto fuoco. Esistono poi specchi sferici convessi, in cui i raggi luminosi paralleli vengono fatti divergere, con un punto di intersezione apparente all'interno della sfera. Guardando in questi specchi si vede all'interno della sfera una riproduzione in miniatura del mondo circostante.
Si noti che gli specchi sferici, sia concavi che convessi, non hanno un punto focale ben definito, ma soffrono del problema noto come aberrazione sferica.

un'altra perla di ovvietà,
eppure sono così incisive...
nell'ovvio troviamo spesso
risposte che stiamo cercando...