...........................................................................................................................................

L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


...........................................................................................................................................

Visualizzazione post con etichetta Amicizia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Amicizia. Mostra tutti i post

giovedì 30 luglio 2026

Il sesterzio

Il sesterzio era la moneta più diffusa ed emblematica dell'antica Roma, rimasta in circolazione per quasi cinque secoli.

103

Se vuoi, rendimi quei diecimila sesterzi, Silone,
e poi inalbera pure tutta la tua arroganza;
ma se a te piace il denaro, non fare il ruffiano
e smettila con tutta quella tua arroganza. 

Publio Valerio Catullo

Da sempre il denaro, il contante,
le difficoltà, i pagamenti, i prestiti;
spesso si perdono amico e soldi
mi disse, e fu, da allora nulla...   
 
Durante la Repubblica romana era una piccola moneta d'argento, coniata raramente. 
Durante l'Impero romano era una moneta in oricalco (lega di rame e zinco) di ampio modulo.
Un sesterzio era valutato circa 0,08 grammi d'oro. 
Al prezzo attuale dell'oro di circa €60 al grammo, potremmo ricavare che un sesterzio doveva avere un valore compreso tra i 4 e i 5 euro. Il prestito di Catullo a Silone era quindi assai notevole.
(dalla rete)

mercoledì 15 luglio 2026

Amicizia

Il Carme 102 di Catullo è un breve epigramma in distici elegiaci in cui il poeta giura assoluta e totale segretezza all'amico Cornelio (tradizionalmente identificato con lo storico Cornelio Nepote, già destinatario del celebre Carme 1).
 
102

Se fiducioso un amico poté affidare all'altro
un segreto, sicuro della sua discreta fedeltà,
me stesso vedrai consacrato a questo giuramento
e credimi, Cornelio, muto come una statua

Publio Valerio Catullo

Segretamente inclusivo appare
quell'attimo estorto, rubato;
nel semibuio del dunque tento
riscatti ormai ritenuti vani...

In questi quattro versi, Catullo esalta il valore dell'amicizia basata sulla fiducia e sulla capacità di custodire un segreto.
Catullo
dichiara di far parte della ristretta cerchia di persone "consacrate" dalla legge della segretezza reciproca (illorum iure sacratum).
Per il poeta, la lealtà e la custodia dei segreti sono doveri morali imprescindibili nel codice dell'amicizia.
(dalla rete)

lunedì 11 maggio 2026

Catullo e Celio

100

Per Aufileno e Aufilena, fratello e sorella,
muoion d'amore i piú bei giovani di Verona,
per lui Celio, per lei Quinzio: puoi dirlo,
certo, un sodalizio dolcemente fraterno.
Chi preferite? te, Celio,
che senza riserve m'hai offerto la tua straordinaria amicizia
quando una fiamma feroce mi bruciava il cuore:
sii felice, Celio, e possa arriderti l'amore.

Publio Valerio Catullo 

Il rapporto tra Catullo e Celio è centrale nel Liber catulliano, evolvendo da una presunta amicizia alla rivalità amorosa. Celio è spesso identificato con Marco Celio Rufo, amante di Lesbia (Clodia) e rivale del poeta, destinatario di carmi che esprimono dolore e disprezzo (dalla rete).

Amicizie andate, nuove,
incostanti nel loro essere
essenze indedicibili, presenti
spesso segnati dal dubbio...

giovedì 9 aprile 2026

Fiumi e parole (a Emilio)

Fiumi e parole
(a Emilio)

Le mattine, le nebbie,
le acque nostre rinchiuse
da monti, le valli, ricordi.
Io ruppi quel filo continuo
che univa la nostra passione
subisti senza battere ciglio
il dolore che ancora io provo.
Tutto finì così come cominciò
con poche parole, l'addio
lontano, lontano dal fiume.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

 “…le esatte geometrie che accompagnano un lancio tecnicamente perfetto,
sono espressione ultima ed estrema sintesi filosofica della pesca a mosca…”

Anonimo

mercoledì 1 aprile 2026

Gaio Licinio Calvo

96

Se mai la tenerezza di un conforto può giungere
alle tombe silenziose, Calvo, dal nostro dolore,
dal rimpianto che rivive l'amore passato
e lamenta l'affetto perdutosi nel tempo,
certo Quintilia tanto s'incanta al tuo amore,
che piú non si dispera della sua vita breve.

Publio Valerio Catullo 

Catullo e Licinio Calvo, entrambi poeti neoteroi (poetae novi), erano amici fraterni e colleghi, condividendo un profondo legame basato sull'arte, l'amore per la poesia dotta e la giovinezza vissuta tra "nugae" (poesie leggere) e letteratura.

Nei rimorsi, nei rimpianti,
ricerche imperiose di brevi
passioni, eccitanti momenti
indiscussi attimi di gioia...
 
Il rapporto tra
Gaio Valerio Catullo e Gaio Licinio Calvo rappresenta l'esempio più alto di amicizia intellettuale e solidarietà poetica all'interno del movimento dei neòteroi (i "poeti nuovi").
I due poeti condividevano un gusto per la poesia dotta, raffinata e di breve estensione.
Calvo non era solo un poeta raffinato, ma anche un celebre eccellenteoratore; insieme a Catullo, condivise la rivoluzione letteraria che portò a Roma il gusto alessandrino per la brevità, l'erudizione e la cura formale (labor limae).
Entrambi rappresentano il rinnovamento della poesia latina in epoca cesariana, privilegiando l'erudizione e la raffinatezza formale di matrice alessandrina. 
(dalla rete).

sabato 8 novembre 2025

La tua malattia...

 La tua malattia

La tua malattia suona e canta
fino a notte fonda
corre tra i boschi e le città
rotola nel fiume
esonda dalla cartella
raschia il cemento
ti fa più bella
non è un lamento che ulula
alla luna e al marciapiede
ma una carezza stridula
un’ode alla notte e una lode
alla mattina
secerne brina e poesia
una felicità strana e insolente
la tua dissonante liturgia
è una sincope
che muove le onde
spezza le parole tonde
non combatte non s’arrende
apre al vento una vela
sei tu Michela
la donna che ruba il fuoco
e la mela
che sfonda l’orizzonte
e nuota e danza e vola
fino a sfiorare dio
che sonda l’infinito
il mai iniziato
che abita sveste ammala
il tempo col suo fiato
che stana e accoglie
il buio del passato
col suo spartito di latte e di lana
i solfeggi e le flebo d’amore
il dolore che sbatte le ali
e questa trasfusione di sogni
e di dodecafonia
che scompone ogni sapere
sangue urina peste morfina
e monta questa musica
curativa e celeste
alle porte alle finestre
sul proscenio del discernimento
esposta all’incanto
fatto racconto
arcano nuragico marino
ma tu non sei un grammofono
neppure un manichino
sei vera e lucente come il mattino
mentre seduci la morte
e le fai un inchino.
 
Nichi Vendola 
 
Una dedica infinita a chi
come un amico soffre e geme;
nel dolore di malattie indicibili
scemano le ragioni di Dio...
 
La scrittrice Michela Murgia soffriva di un carcinoma renale al quarto stadio con metastasi, una malattia che le era stata diagnosticata nel 2023. Ha reso pubblica la sua condizione in un'intervista rilasciata a maggio 2023. La Murgia è morta nell'agosto 2023 all'età di 51 anni a causa delle complicazioni legate a questa malattia. Durante i mesi della sua malattia, ha scelto di condividere apertamente la sua esperienza, ribaltando la narrazione convenzionale sul cancro e scegliendo di vivere intensamente il tempo che le restava, rifiutando l'idea di una "guerra" contro il cancro (dalla rete).

sabato 27 settembre 2025

Amico che dorme

Immaginate di essere in apprensione per un amico che sta vivendo un periodo difficile e di volergli stare accanto, comunicandogli un senso di protezione per concedergli un momento di riposo, in cui il nostro amico può abbassare la guardia senza sentirsi minacciato dagli eventi.
Se si cercanoe le parole giuste da rivolgergli, la poesia “L’amico che dorme” di Cesare Pavese è assolutamente indicata e adatta.

L’amico che dorme

Che diremo stanotte all’amico che dorme?
La parola piú tenue ci sale alle labbra
dalla pena piú atroce. Guarderemo l’amico,
le sue inutili labbra che non dicono nulla,
parleremo sommesso.

La notte avrà il volto
dell’antico dolore che riemerge ogni sera
impassibile e vivo. Il remoto silenzio
soffrirà come un’anima, muto, nel buio.
Parleremo alla notte che fiata sommessa.

Udiremo gli istanti stillare nel buio
al di là delle cose, nell’ansia dell’alba,
che verrà d’improvviso incidendo le cose
contro il morto silenzio.
 L’inutile luce

svelerà il volto assorto del giorno. Gli istanti
taceranno. E le cose parleranno sommesso.
[20 ottobre 1937]  

Cesare Pavese

Quando la notte finisce
il buio oltremodo scema;
rimane quel senso di sonno,
ancora i cuori al presente...

Le parole di Cesare Pavese tratte dalla poesia "L’amico che dorme", scritta nell'anno 1937, così struggenti e malinconiche, comunicano la volontà di aver cura del proprio amico, vegliando su di lui nei momenti in cui è più vulnerabile.
I versi richiamano ad eventi autobiografici del poeta, che rimase scosso dalla morte del padre e di tre fratelli.
Il momento del sonno dell’amico rievoca l'ancestrale e comune a tutti paura della morte, il timore di perdere una persona cara, l’apprensione nel vederlo fragile e vulnerabile (e la conseguente voglia irrefrenabile di tentare di proteggerlo ed accudirlo).
(dalla rete)

domenica 10 agosto 2025

Protocollo marino #90 (Paure)

Paure
 
Immerso nelle mie paure bevo
acqua di mare, lontano, la costa;
sospiri nell'assolata spiaggia
ora prego si risolva...
 
Gujil
 
La parola "paure" in italiano può riferirsi sia alla paura come emozione primaria che alle fobie, ovvero paure intense e persistenti verso specifici oggetti, situazioni o attività.  
La paura è un'emozione naturale che svolge un ruolo protettivo, segnalando pericoli e attivando risposte di "lotta o fuga".  
Tuttavia, quando la paura diventa irrazionale e sproporzionata, interferendo con la vita quotidiana, può trasformarsi in fobia.
La paura è un'emozione naturale, mentre le fobie sono disturbi psicologici che richiedono attenzione e, se necessario, trattamento (dalla rete).

giovedì 7 agosto 2025

Protocollo marino #87 (Amicizia)

 Amicizia

In quel senso rimasto di eterno
l'abbraccio diventa suggello;
pensarti vicino mi è caro,
qui, il mare risacca le spiagge...
 
Gujil
 
L'amicizia è un legame affettivo tra due o più persone, basato su affinità, rispetto, fiducia e reciproca disponibilità. È un rapporto che si coltiva nel tempo, caratterizzato da momenti di gioia e sostegno, e che può influenzare positivamente la vita di chi lo vive (dalla rete).

giovedì 15 maggio 2025

Epigramma

Lorella Fermo
"Camillo Sbarbaro ed Eugenio Montale"

Epigramma (II)

Sbarbaro, estroso fanciullo, piega versicolori
carte e ne trae navicelle che affida alla fanghiglia
mobile d’un rigagno; vedile andarsene fuori.
Sii preveggente per lui, tu galantuomo che passi:
col tuo bastone raggiungi la delicata flottiglia,
che non si perda; guidala a un porticello di sassi.

Eugenio Montale

Ancora, nel blu intenso, nel mare
due poeti, il sogno, mareggiare
nel meriggio, levante, in Liguria,
un'amica, al mare, osserva...

mercoledì 14 maggio 2025

Caffè a Rapallo (Eugenio & Camilllo)

La poesia è ambientata all’interno di un “Caffé a Rapallo”, siamo in pieno periodo natalizio, e Montale si ripara dal freddo tipico di dicembre. Il poeta ligure ci dona nei versi di apertura sensazioni sensoriali che diventano dettagli in grado di trasferire l’atmosfera “calda” all’interno del locale e allo stesso tempo la vita “grigia” oltre i vetri dello stesso.

Caffè a Rapallo I

Natale nel tepidario
lustrante, truccato dai fumi
che svolgono tazze, velato
tremore di lumi oltre i chiusi
cristalli, profili di femmine
nel grigio, tra lampi di gemme
e screzi di sete…

Son giunte
a queste native tue spiagge,
le nuove Sirene!, e qui manchi
Camillo, amico, tu storico
di cupidige e di brividi.

S’ode grande frastuono nella via.

È passata di fuori
l’indicibile musica
delle trombe di lama
e dei piattini arguti dei fanciulli:
è passata la musica innocente.

Un mondo gnomo ne andava
con strepere di muletti e di carriole,

tra un lagno di montoni
di cartapesta e un bagliare
di sciabole fasciate di stagnole.
Passarono i Generali
con le feluche di cartone
e impugnavano aste di torroni;
poi furono i gregari
con moccoli e lampioni,
e le tinnanti scatole
ch’ànno il suono più trito,
tenue rivo che incanta
l’animo dubitoso:
(meraviglioso udivo).
L’orda passò col rumore
d’una zampante greggia
che il tuono recente impaura.
L’accolse la pastura
che per noi più non verdeggia.

Eugenio Montale

Sorseggiato al tavolo, lungo mare
di festose grida di bimbi, primavera
marina come una attesa di amica
che scruta orizzonti dal vetro... 
 
Eugenio Montale con questa poesia in modo subliminale rivolge una forte critica alla società, il mondo degli adulti dovrebbe imparare a guardare indietro, a ritrovare i valori sani del buon vivere, in cui autenticità, cultura, sana amicizia, amore vero possano essere non più il ricordo di quando si era bambini e ragazzi. Camillo è Camillo Sbarbaro (dalla rete).

sabato 3 maggio 2025

La lanterna (Alice si è spenta...)

La lanterna

È in fondo alle scale
un’enorme lanterna
di ferro battuto,
dalla luce eterna,
che tutto il suo foco ha spremuto.
Lanterna dalla luce eterna,
non potresti rischiarare
per un poco, per un poco,
l’ora di un sopravvissuto?
Io son breve
e tu sei eterna,
mia lanterna,
un po’ di foco!
Obbligo non hai,
ma se tu me lo darai
ancora un poco,
tu potrai in verità
chiamarti eterna,
mia lanterna.
Io vorrei stasera stessa,
se luce mi farai,
sotto te venire a cena,
se credi che ne valga la pena
su coraggio,
un po’ di foco,
per un poco, per un poco.

Aldo Palazzeschi

La luce, fioca, flebile,
il vento che rischia di spegnerla;
così siamo noi, fiammelle,
come Alice, nel buio, fragile...