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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 21 maggio 2025

Alone!

Alone
 
Autumn leaves are falling down again
Last year seems like yesterday
What to do now that those days have gone
I have to start again
Inspiration ain't so hard to find
Words already on the page
I just have to write it down
In my own way
To say something worth saying
Time comes and goes
A life unnoticed
Cry out loud
Don't let me awake
From this dream
I won't be a friend in need
No one escapes
From this feeling
I tell myself hold on
Everything is right
Not wrong
Love is what I ask for
Tonight
Hold on to me
I can't breathe
Why am I
Alone
Blaming the dawn
Blame me
I know all the lies disagree
You can't just escape
From the leaving
No no
 
Ray Wilson
La solitudine impera ai cuori
che non lasciano spazi;
le mie cicatrici ancora fresche
son un segno del tempo...

giovedì 14 novembre 2024

Protocollo cittadino #148 (sole novembrino)

Sole di novembre: dettato sull’autunno per i bambini della scuola primaria. Un testo breve, scritto da Renato Fucini, con una equilibrata combinazione di difficoltà ortografiche e adatto ai bambini che frequentano le classi seconda e terza della scuola primaria. Un testo che può essere usato in un percorso sull’osservazione dell’autunno e dei suoi splendidi colori.

Sole novembrino
 
Ancora e adesso mi sento
precario e impreparato al sole
che scalda un Novembre qualunque;
sarò come sempre all'altezza...
 
Gujil

 
dettato per la scuola primaria
 
Il primo sole di novembre si affaccia malinconico alle utile cime della montagna, già biancheggianti per la neve caduta di fresco.
Esso, mandando i suoi languidi raggi attraverso i rami brulli dei castagneti, tinge di rosa la croce di ferro del campanile e l’asta della bandiera confitta sulla vecchia torre del castello.
Qualche nuvola bianca sta fissa sui monti più lontani, uno strato bigio di nebbia allaga la pianura, e il villaggio dorme ancora sotto un freddo e splendido sereno d’autunno.
Renato Fucini
 

mercoledì 20 marzo 2024

Streets Of Heaven, John Illsley

Streets Of Heaven
John Illsley
 
Streets of heaven are paved with gold
I'm only saying what I've been told
It's up to you think it's true
As for me I don't have a clue
But there's one thing that I'm certain of
There is nothing will change my love

Other notions they come and go
Some just sit and let the river flow
Light is fading it's the end of play
As black and white fades to grey
But there is one thing that I'm certain of
There is nothing will change my love

Streets of heaven I'd rather be
Streets of heaven for you and me

I don't need to climb no hill
It's not w way I get my thrill
Running round to pass the time
I was happy just to make you mine
But there's one thing that I'm certain of
There is nothing will change my love

I don't need to climb no hill
It's not w way I get my thrill
Running round to pass the time
I was happy just to make you mine
But there's one thing that I'm certain of
There is nothing will change my love
 
 Strade, percorsi, vie precluse 
si annaspa alla ricerca di vie sicure;
nel sogno tutto è diverso,
il viaggio continua... 
 

Le strade del cielo sono lastricate d'oro
Sto solo dicendo quello che mi è stato detto
Sta a te decidere se pensi che sia vero
Quanto a me, non ne ho idea
Ma c'è una cosa di cui sono certo
Non c'è niente che cambierà il mio amore
Altre nozioni vanno e vengono
Alcuni semplicemente si siedono e lasciano scorrere il fiume
La luce sta svanendo, è la fine del gioco
Mentre il bianco e nero sfuma nel grigio
Ma c'è una cosa di cui sono certo
Non c'è niente che cambierà il mio amore
Preferirei essere nelle strade del paradiso
Strade del paradiso per te e per me
Ma c'è una cosa di cui sono certo
Non c'è niente che cambierà il mio amore
Non ho bisogno di scalare nessuna collina
Non è un modo in cui provo il brivido
Correre per passare il tempo
Ero solo felice di renderti mio
Ma c'è una cosa di cui sono certo
Non c'è niente che cambierà il mio amore

domenica 7 gennaio 2024

Arcimboldo

 Arcimboldo

Eran belle le strade con il vento tagliente, e noi
Coi turisti Maria Teresa girava Schonbrunn, e noi
Comandati da un cicerone colonnello
Che amava i pavimenti del castello
E la carrozza cancellava la realtà.

I cavalli bianchi della scuola spagnola, e noi
E' vero danzano ma sopra hanno un cavaliere, e noi
Anche un grande ballerino può cadere
Anche un marito può picchiare il sedere
Abitava qui Beethoven e sordo morira'.

Come un male che non puoi curare
Come una cancrena, hai deciso tu
Amputare è meglio e razionale
Un taglio netto certo bastera'
Forse a salvare la sua e la tua felicita'
E' facile morire
E' piu' difficile capire.

Sai pregare in tedesco in una chiesa a Vienna e buffa ridi, e noi
Il mercato delle pulci, una torta al cioccolato, i mostri e noi
Suona falso un violino in ungherese
Il goulasch è obbligatorio ma è viennese
E il Bristolone la tua spilla rendera'.

Arcimboldo dipingera' la mia testa per te, e noi
Nei miei occhi il tuo amore, sulla fronte la tua lealta, e noi
Sulle labbra il tuo fiato desiderato
Nella mia gola il tuo palato
Tra le mie rughe la tua sincerita' .

Come un male...
La tua tosse del mattino, uno spazzolino in due, e noi
Fra i miei denti la tua gengivite, una sola in due, e noi
Il tuo corpo che io amo e tu non conosci
E il tuo dolore che mi nascondi
La mia disperazione e mi fai fare l'amore.

Io mi sento bene, sono pronto, è Natale ormai, e noi
Come un albero coi palloncini sorridero' per noi
Non preoccuparti poi se il
sette gennaio
Senza piu' luci ne' radici
Finiro', giu' in cortile o sul solaio.

Come un male che non puoi curare
Come una cancrena, hai deciso tu,
Amputare è meglio, è razionale
Un taglio netto certo bastera'
Forse a salvare, un'altra volta
La sua e la tua felicita'
Non lasciarmi morire
Io voglio ancora capire.

Ricky Gianco

 Vento tagliente e sogni coerenti,
le mie visite all'onirico stremano
quel che di me ancora ripensa
com'eravamo, ma siamo così...

mercoledì 21 dicembre 2022

Words (Neil Young)

Words (between the lines of age)
 
Someone and someone were down by the pond
Looking for something to plant in the lawn
Out in the fields they were turning the soil
I'm sitting here hoping this water will boil
When I look through the window and out on the road
They're bringing me presents and saying hello, singing

Words
Words
Between the lines of age
Words
Words
Between the lines of age

If I was a junk man selling your cars
Washing your windows and shining your stars
Thinking your mind was my own in a dream
What would you wonder and how would it seem
Living in castles a bit at a time
The king started laughing and talking in rhyme, singing

Words
Words
Between the lines of age
Words
Words
Between the lines of age


Tra le linee del tempo ritrovo
me stesso, le mie cose, gli umori;
sedotto dal giorno riprovo la vita,
gli amori lontani premono...
 
 
Parole (tra le linee del tempo)
 
Qualcuno e qualcuno erano giù allo stagno
Cercando qualcosa da piantare nel prato
Fuori nei campi aravano la terra
Io sto seduto qui sperando che l'acqua bolla
Quando guardo dalla finestra e fuori sulla strada
Mi portano regali e mi salutano, cantando

Parole
Parole
Tra le linee del tempo
Parole
Parole
Tra le linee del tempo

Se fossi uno sfasciacarrozze che vende le tue auto
Ti lava i finestrini e ti lustra i fanali
Pensando che la tua mente sia la mia in un sogno
Cosa ti chiederesti e come ti sembrerebbe?
Vivendo nei suoi castelli un po' alla volta
Il re iniziò a ridere e a parlare in rima, cantando

Parole
Parole
Tra le linee del tempo
Parole
Parole
Tra le linee del tempo

lunedì 12 dicembre 2022

Lui adesso vive ad Atlantide...

 Analisi del testo: Colombre racconta "Atlantide" di Francesco De Gregori

Quando ormai tutto è sommerso nei ricordi e affondato nel rimorso di un amore giovane che non si è saputo aspettare con devota pazienza, non si può fare altro che andare a vivere nell'irrealtà di Atlantide, la città perduta. "Atlantide" mi ha sempre attratto e affascinato, è una di quelle canzoni che non si riescono ad afferrare facilmente per le sue visioni poetiche mobili ma saldamente ancorate nel messaggio eterno di un amore sfumato. Credo sia la storia di un uomo che non è stato capace di avere abbastanza coraggio e tenacia nell'inseguire il suo sogno d'amore per una ragazza di Roma e per il suo sorriso e la sua faccia, travolgente e indimenticabile come il crollo di una diga. A volte crede, forse per vanità o per disperazione, di essere un eroe per il sacrificio compiuto nell'abbandonarla, ma è più che altro quasi un'autogiustificazione per aver tradito quel sogno ed essersi accontentato di vivere nella realtà, simboleggiata dalla California, con Lisa, una donna per cui stravede ma non ama. La ruga amara sulla guancia sinistra tradisce e rappresenta il rimpianto di chi ha scelto forse male il suo destino nella svolta decisiva. Ora certo, ha una carriera, è diventato un grande suonatore di chitarra ma vive, aspettando le nuvole, imperscrutabile nel terzo raggio, quello dell'intelligenza secondo i sette raggi teosofici, il raggio dei pensatori e dei filosofi, di chi preferisce allontanarsi dalla realtà che ferisce e buca l'anima, di chi non si può accontentare delle gioie terrene ma che ambisce a qualcosa di sublime, idealizzato, iperuranico e irrimediabilmente perduto, come la ragazza romana, eterna e oramai irraggiungibile. Quella dolce curiosità di lei, così rara e intoccabile , quella che il vizio dell'amore ha offuscato e confuso per fretta e voglia di vivida gioventù carnale è adesso un ricordo, forse quotidiano, o una specie di dubbio che continua a tormentarlo. Una dolce curiosità legata stretta a una complessità magari difficile da gestire e saper attendere, ma di quelle che si comprendono solo quando si tradiscono o si perdono definitivamente. Per questo, ciò che resta è un perdono che assomiglia a una consolazione, visto da lontano, da Atlantide, o da un cielo di Napoli.

Mi sono sempre chiesto il significato
di questa bella e suggestiva canzone;
io... ho conosciuto una ragazza di Roma
e ho percorso (a piedi) il golfo  di Napoli...

 
 
Atlantide
 
Lui adesso vive ad AtlantideCon un cappello pieno di ricordiHa la faccia di uno che ha capitoE anche un principio di tristezza in fondo all'animaNasconde sotto il letto barattoli di birra disperataE a volte ritiene di essere un eroe
Lui adesso vive in CaliforniaDa sette anni sotto una veranda ad aspettare le nuvoleÈ diventato un grosso suonatore di chitarreE stravede per una donna chiamata LisaQuando le dice tu sei quella con cui vivereGli si forma una ruga sulla guancia sinistra
Lui adesso vive nel terzo raggioDove ha imparato a non fare più domande del tipoConoscete per caso una ragazza di RomaLa cui faccia ricorda il crollo di una diga?Io la conobbi un giorno ed imparai il suo nomeMa mi portò lontano il vizio dell'amore
E così pensava l'uomo di passaggioMentre volava alto nel cielo di NapoliRubatele anche i soldi rubatele anche i ricordiMa lasciatele sempre la sua dolce curiositàDitele che l'ho perduta quando l'ho capitaDitele che la perdono per averla tradita.
 
Francesco De Gregori

mercoledì 7 dicembre 2022

Ambulance blues

Back, tornare, col cuore
con la mente... i giorni, i volti;
un disperato accordo in toni maggiori,
la musica, loro, i corpi...


 Ambulance blues

Back in the old folky daysThe air was magic when we playedThe riverboat was rockin' in the rainMidnight was the time for the raid
Oh, Isabela, proud IsabelaThey tore you down and plowed you underYou're only real with your make-up onHow could I see you and stay too long?
All along the Navajo TrailBurn-outs stub their toes on garbage pailsWaitresses are cryin' in the rainWill their boyfriends pass this way again?
Oh, Mother Goose, she's on the skidsShoe ain't happy, neither are the kidsShe needs someone that she can scream atAnd I'm such a heel for makin' her feel so bad
I guess I'll call it sickness goneIt's hard to say the meaning of this songAn ambulance can only go so fastIt's easy to get buried in the pastWhen you try to make a good thing last
I saw today in the entertainment sectionThere's room at the top for private detectionTo mom and dad this just doesn't matterBut it's either that or pay off the kidnapper
So all you critics sit aloneYou're no better than me for what you've shownWith your stomach pump and your hook and ladder dreamsWe could get together for some scenes
Well, I'm up in T.O. keepin' jive aliveAnd out on the corner it's half past fiveBut the subways are emptyAnd so are the cafes
Except for the farmer's marketAnd I still can hear him sayYou're all just pissin' in the windYou don't know it but you are
And there ain't nothin' like a friendWho can tell you you're just pissin' in the wind
I never knew a man could tell so many liesHe had a different story for every set of eyesHow can he remember who he's talking to?'Cause I know it ain't me, and hope it isn't you
 
Neil Young

mercoledì 27 maggio 2020

7 fili di canapa

7: è il numero del nobile sacrificio di sé e con la frase “fili di canapa” aggiunge ulteriori particolari di cui riportiamo il famoso indovinello legata alla canapa: Sono verde e sono nato, porto in testa belli fiori, ma poi vengo incatenato, e nell'acqua imprigionato, e poi tra chiodi e tra gli spini, mi spezzano le reni.
E poi chiaramente c'è un ottavo, che canta fuori dl coro, è l'Abele d uccidere.
Quindi i sette destinati sacrificarsi con il difficile compito, in tutti i modi impedito, di uccidere l'ottavo, e tutto ciò deve avvenire sotto il cielo di rame, tra il 21 Aprile e il 21 Maggio, o in alternativa, tra il 23 settembre e il 23 Ottobre, questi sono i periodi in cui l'Abele può essere ucciso.
Medici a tavola, sette persone con il potere della medicina che è la forza essenziale che presiede all'acquisizione della conoscenza ed esiste ancora l'ottavo fuori dal coro ma è ormai esangue perché i sette medici si sono riuniti al tavolo per decidere della sua fine che è ormai imminente. Poi si afferma che se l'Abele unirà i sette fili avrà perso in quanto la loro unione porterà alla sua morte confermandolo con unirò i sette fili e sarò perduto; l'Abele non può non tentare di unire i sette fili in quanto sa che è il suo compito.
Sette cristi a Follonica, questo è il luogo dell'appuntamento per i sette fili, mentre l'ateo (Abele) bivacca e aspetta che i sette finalmente giungano al punto di riunione.
Da questa riunione essi diventano sette topi (il topo rappresenta l'aspetto sotterraneo della comunicazione col sacro) sull'edera che rappresenta il ciclo eterno delle morte e delle rinascite, dedicata ad Attis della terra e delle messi, dunque del raccolto... e più giù il cavaliere giovane preso dalla tagliola, ormai preda di questa immane caccia, immolato nel sacrificio sacro (dalla rete).

7 fili di canapa

C’erano sette fili di canapa
e un Abele da uccidere,
sotto il cielo di rame
C’erano sette medici a tavola
e un amore già anemico
dissanguato per strada
C’erano sette fili di canapa
e un Abele da uccidere,
sotto il cielo di rame
C’erano sette medici a tavola
e un amore già anemico
dissanguato per strada
Uniro’ sette fili ed avro’ perduto
Uniro’ sette fili e saro’ perduto
C’erano sette Cristi a Follonica
ed un ateo sul Sinai
bivaccava e aspettava
c’erano poi sette topi sull’edera
e piu’ giu’ un cavaliere giovane
preso da una tagliola
C’erano sette Cristi a Follonica
ed un ateo sul Sinai
bivaccava e aspettava
c’erano poi sette topi sull’edera
e piu’ giu’ un cavaliere giovane
preso da una tagliola
Uniro’ sette fili ed avro’ perduto
uniro’ sette fili e saro’ perduto
Uniro’ sette fili e verro’ perduto
uniro’ sette fili e saro’ perduto
uniro’ sette fili e saro’ perduto
e saro’ perduto
..e

Mario Castelnuovo

un testo bello e misterioso, di ieri,
le controversie del tempo le avvertiamo
solo oggi, in questo miscuglio di dubbio;
saremo alla fine liberi e grandi..?

martedì 27 novembre 2018

Sempre parole

Parole coniate per l'occasione
 
La strada presa
per evitare Cavan
mi portò a ovest,
(un’indicazione letta male)
e così a Derrylin
svoltai a est.
 
Sole su ghiaccio,
lanugine
su canne e cespugli,
la gettata del ponte in ferro
in un silenzio d’Avvento
che attraversai,
 
poi accostai,
parcheggiai e sedetti
respirando nebbia
sul,parabrezza.
Requiescat...
Uscii
 
ben avvolto,
in piedi sulla riva
gelata fissavo

l’orizzonte di brina,
la mia prima sosta
del genere dopo anni.
 
E benedii me stesso
in nome di quell’unica occasione
e di ciò che capita per caso,
i chi lo sa
e i che succederà
e i così sia.
 
Samuel Heaney
da District e Circle", 2003
Traduzione di Luca Guerneri
 
 
non mi sono mai mancate le parole,
sempre pronte, vigili, utili;
a volte la gola si stringeva forte,
allora scrivevo, le parole erano lì...
 
 
La parola
è l'espressione orale
o scritta
di una informazione
o di un concetto,
 ovvero la rappresentazione
di una idea
svolta a mezzo e nel presupposto
di un riferimento convenzionale.
In morfologia
la parola è definita
come un elemento linguistico
costituito da un morfema libero
o da una sequenza di morfemi legati
(da Wikipedia).
 

sabato 27 maggio 2017

Libri


E se i libri da lontano
 
Sarete stanco, signor passeggero.
La notte è andata, e voi qui sul mio carro
tutta una tirata sotto le stelle.
Fa freddo? Queste che il rosa addolcisce
sono le mura di Recanati.
E queste le chiavi della città.
Entrate da solo, sarà affar vostro
orientarvi – il dedalo non è
nelle vie dove non si sente un grido
ma semmai nel cuore di chi sapete.
                            Il poco sole forse gioverà.                              
Penso che un paio d’ore basteranno
a farvi capire se questo viaggio
era opportuno o inutile. Se i libri
da lontano dicevano già tutto. 
Io intanto lego il carro a questi lecci
su cui insiste la luna (o cara luna…).
Siate calmo. Io v’aspetto. Mi direte.
 
Silvio Ramat
 
Un libro è un insieme di fogli stampati oppure manoscritti delle stesse dimensioni, rilegati insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina.
Il libro, usato per acquisire informazioni o anche per divertimento, è il veicolo più diffuso del sapere.
L'ambito delle opere stampate inclusi i libri è detto letteratura.
I libri sono pertanto opere letterarie e talvolta una stessa opera è divisa in più libri (o volumi).
Nella biblioteconomia e scienza dell'informazione un libro è detto monografia, per distinguerlo dai periodici come riviste, bollettini o giornali.
Un negozio che vende libri è detto libreria, termine che in italiano indica anche il mobile usato per contenere i libri.
La biblioteca è il luogo usato per conservare e consultare i libri.
Google ha stimato che al 2010 sono stati stampati approssimativamente 130 milioni di titoli diversi.
In alcune nazioni più ricche ai libri stampati si è affiancato l'uso di libri elettronici o e-book (da Wikipedia).
 
 tutti là, ordinati e soli,
scaffali in cui polvere e sogni stanno
assieme, come un abbraccio,
ogni tanto sfoglio, ogni tanto cerco...

mercoledì 1 giugno 2016

Anni


Che cosa sono gli anni?
 
Che cos’è la nostra innocenza,
che cos’è la nostra colpa? Tutti sono
nudi, nessuno è al sicuro. Da dove viene
il coraggio: la domanda senza risposta,
il dubbio fermo che –
chiamando muto, ascoltando sordo –
nella sventura, anche nella morte,
incoraggia gli altri
e nella sua sconfitta esorta
 
l’anima ad essere forte? In profondità
vede ed è felice colui che
sa arrivare alla mortalità
e nella sua prigione si leva
al di sopra di sé come
il mare nell’abisso, lottando
per essere libero e incapace di esserlo,
nella sua resa trova
la ragione di continuare.
 
Chi ha un forte sentire
agisce così. Anche l’uccello,
più alto mentre canta, rafforza
la sua forma in verticale. Benché prigioniero,
con il suo potente canto
dice: che bassa cosa
la soddisfazione, che pura la gioia.
È questa la mortalità,
è questa l’eternità.

Marianne Moore
Traduzione di Nicola Gardini
New York Anthology



 


 
gli anni sono tanti,
quelli che passano,
quelli a venire,
quelli che restano...


 
 
 
Gli anni

Cos'è rimasto delle gioie
E dei miei improbabili dolori?
Dov'è finito il tempo
Dei miei straordinari batticuori?
Avessi inventato qualcosa,
Si fa per dire una pietanza;
Fossi stato un genio
O almeno un terzino dell'Atalanta;
Mia madre mi diceva sempre:
"Smettila di bere!"
E non sapeva ancora
Che dovevo ancora cominciare
Io mi toccavo freneticamene
Pensando alle sue amiche
Ah! le idee già
Da allora le mie preferite
Gli anni t'inseguono
Quando sei solo
Gli anni ti parlano
Ma non è vero

Gli anni rimangono
Silenziosi, leggeri, Stanno dove li metti
E si nascondono
Negli odori, nei fogli,
Nel wysky, nei cassetti
Gli anni si impigliano
E si aggrovigliano

Vorrei parlarti
Vorrei spiegarti
Vorrei lasciarti
E poi cercarti

Vorrei sognare
Che è stato solo un sogno
Che mi hanno raccontato
Senza dormire
Perché il mondo non c'è
Quando io sono addormentato
E poi dormire
Con una poesia
Che da sempre so a memoria
Senza sognare
E la ragazza usciva
Lentamente dalla storia

Gli anni continuano
Telefona almeno per dirmi
Come ti va la scuola
Fatti guardare
Come ti sei fatta bella,
è vero, il tempo vola
Gli anni t'imbrogliano
Io non so più se
Sono buoni o cattivi gli indiani
Però non vale
Che stavo in piedi a vedere
Con chi usciva lei domani
Gli anni sorridono
E un'altra donna leggera
Leggera danza sulle dita
Corrono avanti
E colori, persone,
Giochi giorni, l'Inter, la partita

Gli anni che passano
Non sono mai tanti
Gli anni miei...
Gli anni, gli anni, gli anni.
 
Roberto Vecchioni
 

mercoledì 2 dicembre 2015

Barbaro Preludio

Preludio

Odio l'usata poesia: concede
comoda al vulgo i flosci fianchi e senza
palpiti sotto i consueti amplessi
stendesi e dorme.
A me la strofe vigile, balzante
co 'l plauso e 'l piede ritmico ne' cori:
per l'ala a volo io còlgola, si volge
ella e repugna.
Tal fra le strette d'amator silvano
torcesi un'evia su 'l nevoso Edone:
piú belli i vezzi del fiorente petto
saltan compressi,
e baci e strilli su l'accesa bocca
mesconsi: ride la marmorea fronte
al sole, effuse in lunga onda le chiome
fremono a' venti.
 
Giosuè Carducci
 
Le Odi Barbare sono una raccolta di poesie di Giosuè Carducci, pubblicate dal 1877 al 1889.
Opera della maturità, essa segna, insieme alle Rime nuove, il momento più alto dell'arte carducciana, non tanto per l'abilità con la quale il poeta seppe restituire in una lingua moderna gli antichi moduli strofici, quanto per la rivoluzionaria innovazione che apriva la strada a più libere forme di poesia, affrancate dall'obbligo della rima e arricchite da ritmi più ariosi e concisi. 
Queste odi le intitolai barbare – scrisse lo stesso Carducci – perché tali sonerebbero agli orecchi e al giudizio dei greci e dei romani, se bene volute comporre nelle forme metriche della loro lirica, e perché tali soneranno pur troppo a moltissimi italiani, se bene composte e armonizzate di versi e accenti italiani”.
I temi delle Odi barbare sono quelli fondamentali della lirica carducciana: il canto delle memorie autobiografiche, il vagheggiamento delle grandi memorie storiche, l'affresco del paesaggio italico, ai quali si affianca una più intima religiosità, il mistero d'una realtà mai completamente percepita; anche la natura in quanto tale.
Fra le più note Odi sono: Nell'annuale della fondazione di Roma, Dinanzi alle Terme di Caracalla, Alle fonti del Clitunno, In una chiesa gotica, Nella piazza di San Petronio, Courmayeur, Ruit hora, Mors, Alla stazione in una mattina d'inverno, Sogno d'estate, Presso l'urna di Percy B. Shelley (dalla rete).

 
usata poesia, amata e usata,
le vie del cuore sono strane,
percorsi tortuosi e silenti;
l'anima puramente ricorre...