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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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lunedì 2 novembre 2026

Il pane dei Morti

La tradizione contadina (particolarmente viva in Lombardia, tra Milano, la Brianza, Brescia e Bergamo) voleva che nella notte tra l'1 e il 2 novembre i propri cari tornassero dall'aldilà.
Il Pane dei Morti veniva preparato e lasciato sulle tavole apparecchiate — spesso accompagnato da un vaso contenente acqua fresca — per accogliere, onorare, ristorare e rifocillare le anime stanche dopo il lungo viaggio.
(dalla rete)

Agli occhi degli stolti parve che morissero.
La loro fine fu ritenuta una sciagura,
la loro partenza da noi una rovina,
ma essi sono nella pace 

Bibbia
(Libro della Sapienza, 3, 2-3)
 

Il pane dei morti (o pan dei morti)

è un dolce tradizionale lombardo, tipico delle zone di Milano, Brianza, Bergamo e Brescia, preparato in autunno in concomitanza con la festa di Ognissanti e la Commemorazione dei Defunti (1 e 2 novembre).

Eppure la distanza è troppa,
questa sensazione, vago silenzio
nel giorno dedicato ai morti;
 il mio ricordo è sempre potente...
 
Il pane dei morti è nato storicamente come offerta rituale e come ricetta del recupero, si presenta sotto forma di biscotti ovali e schiacciati, dalla consistenza unica: morbidi all'interno, leggermente croccanti fuori e ricchi di spezie.

domenica 1 novembre 2026

Filastrocche di Ognissanti

Il 1° novembre si celebra la
festa di Ognissanti, un giorno che unisce un profondo significato religioso a una tradizione civile e culturale; la Chiesa cattolica celebra collettivamente la gloria e l'onore di tutti i santi e i beati del paradiso, compresi quelli non canonizzati ufficialmente o sconosciuti.
 
I santi sono tanti
il primo di novembre è la loro festa
e hanno tutti una aureola in testa.
San Francesco d'Italia è il patrono
con lui perfino il lupo diventava buono
protettrice della vista è Santa Lucia
che rischiara la notte più lunga che ci sia.
San Martino del suo mantello 
fece dono a un poverello.
 
Il 1° novembre è una data densa di significati: segna l'inizio dell'autunno più profondo con la festa di Ognissanti, introduce la memoria (commemorazione) dei defunti e coincide con l'anniversario della scomparsa della grande poetessa Alda Merini (dalla rete).
Profumi di caldarroste e le mani 
dolenti a ricercare abbracci perduti;
incede stancamente il freddo e perdura
questo senso di eterna inquietudine...
 
La data del 1° novembre fu fissata ufficialmente nel IX secolo da Papa Gregorio IV (con un precedente decreto di Gregorio III o Luigi il Pio) per sovrapporsi e cristianizzare antiche festività celtiche o pagane legate al nuovo anno e alla transizione verso l'inverno. Le origini della festa sono molto antiche e affondano le proprie radici nella cultura celtica. Secondo gli studiosi, le tracce delle prime commemorazioni si possono trovare nel IV secolo ad Antiochia e si svolgevano a maggio. Il passaggio a novembre si deve al tentativo di cristianizzare la festa pagana del capodanno celtico. Sarà poi il re Luigi il Pio nell'835 a decretare che si festeggiasse ogni 1° novembre. 
Ognissanti è celebrata in tutto il mondo cristiano, seppur con tradizioni assai diverse e molto partecipate dalla popolazione. 
In Austria, ad esempio, si regalano ai bambini delle paste lievitate intrecciate. 
In Belgio invece la giornata è dedicata alla visita dei defunti nei cimiteri, come in Italia, anche perché il 2 novembre non è festivo. 
In Messico il 1° novembre è il giorno in cui iniziano le celebrazioni del Dìa de Muertos. 
Infine, in Guatemala è tipico il volo degli aquiloni, che simboleggia il punto di connessione tra morti e vivi.

sabato 31 ottobre 2026

Asfodeli

Nella Grecia e nella Roma antica, l'asfodelo era considerato il fiore dei morti e del sottomondo (creduto come il tramite per parlare con loro). 
Omero,
nell'Odissea, descrive il regno dei morti come una distesa infinita di "prati di asfodelo" (i Campi Elisi). Il prato di asfodeli non è un luogo di punizione né di beatitudine. Nella concezione omerica, le anime vi conducono un'esistenza pallida, senza forza, quasi un'eco della vita. La pianta che vi cresce rispecchia questa condizione: un fiore chiaro, sobrio, che fiorisce in luoghi spogli. Era l'erba dell'oblio, piantata sulle tombe sia come tributo per le anime dei defunti, sia come simbolo di immortalità.

Asfodeli

Madonna, se il cuore v’offersi,
il cuore giovine e scarlatto,
e se voi, con un magnifico atto,
lo accettaste insieme a` miei versi
di fanciullo poeta, e se voi

con l’olio del vostro amore
teneste vivo il suo splendore
e lo appagaste de` suoi
capricci assiduamente,
perché ieri lo faceste

sanguinare, lo faceste
lagrimare dolorosamente?
Tutte le sue gocce rosse
caddero a terra, mute,
poi che furono cadute

il cuore piú non si mosse
e come per incantamento
in ognuna fiorí un asfodelo,
il triste giglio del cielo
da l’eterno ammonimento. 

Sergio Corazzini

L'asfodelo (Asphodelus) è un genere di piante erbacee perenni appartenente alla famiglia delle Asphodelaceae, tipico della macchia mediterranea e noto fin dall'antichità per il suo profondo valore simbolico e la sua straordinaria resistenza al fuoco (dalla rete).

Chi parla nel giorno in cui
si festeggiano i morti? Lontano
di bianco le notti si tingono, è
musica nei cuori, qui solo dolore...
 
Il legame tra l'asfodelo e la comunicazione con i morti affonda le sue radici nella mitologia greca e romana, dove questa pianta era considerata il fiore simbolo del regno degli Inferi. Dal punto di vista scientifico e storico, l'asfodelo rimane una splendida pianta spontanea della macchia mediterranea che porta con sé millenni di storie, poesie e suggestivi miti legati al ricordo di chi non c'è più.
 

venerdì 2 ottobre 2026

Un giorno nel giro del tempo (Carolina)

Nell'antichità la celebrazione della nascita non riguardava le persone comuni. 
Nell'Antico Egitto si festeggiava esclusivamente il giorno dell'incoronazione del faraone (considerata la sua "nascita" come divinità), mentre tra i Greci, Romani e Persiani i festeggiamenti erano riservati unicamente a re, nobili e divinità.

C’è un giorno nel giro del tempo
nel giro dell’anno rotondo:
lo festeggia con te chi è contento.
Tu sei nato in un giorno normale
lungo il giro rotondo dell’anno:
ma quel giorno si è fatto speciale
e lo chiamano il tuo compleanno.
 

Roberto Piumini

Auguri stanchi del tempo
tra le mia braccia solo rifugio
incantantavi la vita con isole
di risa, sguardi, ora vivi...
 
Il compleanno moderno, inteso come festa per la gente comune, ha preso piede in Europa intorno al XIX secolo, inizialmente all'interno delle famiglie aristocratiche e borghesi. 
Si ritiene che la prima festa di compleanno documentata con le modalità odierne (torta e candeline per ogni anno di età) sia stata organizzata il 28 agosto 1802 in Germania per il 53° compleanno del celebre scrittore Johann Wolfgang von Goethe.
(dalla rete)

venerdì 1 maggio 2026

Primo Maggio di festa

Primo Maggio

Onirche immagini e visi
come bandiere rosse al sole
e ancora umidi percorsi
di pioggia o lacrime dense.
 
Attimi, istanti, insieme, invisi
al potere che dispensa parole
inutili e ancora vani discorsi
che il tempo magnanimo spense.
 
Primo maggio ancorato a derisi
ideali come al cuore ora duole
il ricordo dei tempi trascorsi,
 canzoni, emozioni, immense...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
Il 1° maggio 1900, all'alba del nuovo secolo, la festa dei lavoratori era già una tradizione consolidata da quasi un decennio (dal 1891 in Italia), nata per commemorare le lotte per le 8 ore (dalla rete).

mercoledì 22 aprile 2026

Festa grigia

Festa grigia

 Iersera la festa dei vivi colori,
vampata di risa e di lazzi iersera!
La festa del grigio è stamane,
del grigio di piombo.

S’è fa a la luce assai tardi,
la strada è ravvolta nel grigio silenzio.
Non s’ode che l’eco di sonno,
di sonno di piombo.

La nebbia leggera purifica l’aria
siccome i vapori d’incenso,
ricopre di grigio lo specchio macchiato
che ancora nell’ombra rifle e
gli sprazzi scarla i di risa,
di risa e di lazzi.

Riposano ai piedi dei le i di sonno profondo
gualciti gli stracci dai vivi colori.
La festa del grigio è stamane.

Rasentan le mura,
coperte di brune mantiglie,
beghine ricurve,
rasentan le mura silenti.

Insiste argentino l’invito alla messa:
la prima.
Con passo fasciato vi corron le piccole figlie.
La strada è ravvolta nel grigio silenzio.

L’invito argentino si tace.
Più nulla.
La messa incomincia.

Più ratte rasentan le mura le brune mantiglie,
più rade si fanno ed il passo ne cessa.

Soltanto la nebbia leggera
tranquilla rimane al suo giorno di festa:
la festa del grigio è stamane.

Aldo Palazzeschi 

E forse pioverà anche oggi,
il grigio, le nubi, i silenzi;
come un ascolto dettato
il tempo picchietta i minuti.

Festa grigia porta la dedica al poeta ed amico Marino Moretti, probabilmente per quel colore grigio così amato dallo scrittore romagnolo, come si può evincere dai tanti suoi versi in cui viene evocato.
Ma non è da dimenticare che il grigio è uno dei colori preferiti un po' da tutti i poeti crepuscolari.
Quanto all'argomento trattato da questi versi, si tratta di un mattino nebbioso che segue una notte di festa grande (forse carnevalesca).
Come in molte altre poesie di Palazzeschi - e si fa riferimento soprattutto alle sue prime raccolte - il tutto è avvolto da un'atmosfera altamente misteriosa e da un'immobilità spaventosa, che fa apparire quel paesaggio, quasi ultraterreno: sia per la sola presenza vitale rappresentata dalle beghine che si recano quasi furtivamente alla prima messa; sia per l'unico rumore presente, che è quello delle campane che annunciano l'inizio del rito religioso. Inutile aggiungere che in questa poesia, il poeta toscano riesce, una volta di più, ad affascinare il lettore come pochissimi altri poeti hanno saputo fare (dalla rete).

domenica 5 aprile 2026

Pasqua e guerra

Il concetto di Pasqua in tempo di guerra rappresenta un profondo paradosso spirituale e umano, contrapponendo il messaggio di "passaggio" e rinascita alla realtà distruttiva dei conflitti globali.
 
 Pasqua in trincea

Non una madre a noi con braccia alacri
aperse la finestra al nuovo sole,
nessuno aggiunse a tepidi lavacri
odor di viole.

Non c'è per noi nel vecchio canterale
tra nafta e alloro l'abito di festa,
nessuna donna al riso mattinale
per noi s'è desta.

Un abito pareggia ed accomuna
i figli della terra multiforme,
nella vicenda varia di fortuna
con noi s'addorme

l'abito grigioverde sulla paglia:
nella licenza lo mendò con cura
la madre: l'abito tuo di battaglia,
di sepoltura. 

Ferdinando Bernini

Guerre ancora, basta, basta...
il mio essere rigurgita incredulo
odio che è radice di guerra
che ancora... basta, basta...

La Pasqua in tempo di guerra assume il significato di una dolorosa resistenza spirituale e umana, contrapponendo il messaggio di vita e pace della resurrezione alla morte e distruzione dei conflitti. 
Rappresenta una speranza irriducibile e un richiamo alla solidarietà, specialmente per chi vive sotto i bombardamenti o in zone di crisi.
Il concetto sottolinea la necessità di una pasqua di pace in un mondo dilaniato dai conflitti, ricordando il valore della vita umana sopra le logiche belliche.
In sintesi, il concetto di Pasqua in guerra trasforma la festa in un momento di riflessione sofferta sul ruolo delle religioni e sulla necessità di una fraternità universale che vada oltre le giustificazioni della violenza.
(dalla rete)

venerdì 3 aprile 2026

Freccia, uova sode e ulivo

In spagnolo, "saeta" significa letteralmente "freccia", ma indica anche un tipico canto religioso del folklore andaluso, intonato durante le processioni della Settimana Santa.

La freccia

Oh, la freccia, il canto
al Cristo degli zingari,
sempre con il sangue sulle mani,
sempre da sbloccare!
Canta del popolo andaluso,
che ogni primavera
chiede le scale
salire sulla croce!
Canta della mia terra,
che getta fiori
al Gesù dell'agonia,
ed è la fede dei miei anziani!
Oh, non sei la mia canzone!
Non posso cantare, né voglio
a quel Gesù sull'albero,
ma a chi camminava nel mare!

Antonio Machado 

Nella poesia, Machado critica la devozione tradizionale focalizzata sul "Gesù dell'agonia" (il Cristo inchiodato alla croce), contrapponendogli un "Gesù che camminò sul mare". Il poeta esprime il desiderio di cantare a un Dio vivo e in cammino (dalla rete).

Un canto nel buio notturno
passione di Cristo, mia madre,
mia nonna, le uova sode deposte
e una foglia di ulivo, ricordo...

La tradizione dell'uovo sodo preparato o consumato durante il periodo pasquale, spesso legato simbolicamente all'ulivo, affonda le radici in antichi riti cristiani e contadini che uniscono sacro e profano. Alcune tradizioni contadine attribuivano poteri particolari alle uova deposte o bollite proprio il giorno del Venerdì Santo, considerandole simboli di vita che resiste nonostante il lutto della giornata (dalla rete).

giovedì 5 marzo 2026

Buon Compleanno!

Il compleanno è l'anniversario della nascita di una persona, celebrato annualmente. 
È un'occasione per festeggiare con amici e familiari, spesso con una torta, regali e auguri speciali. Sinonimi includono genetliaco e anniversario  
(dalla rete).
 
Compleanno

Con te mai festeggiai
compleanni passati, nel tempo
ora il sole traballa l'inverno
che passa, che sta perfinire.
 
Le molte parole mai dette
riassunte in un piccolo gesto
nel bacio che ancora non diedi
passione irrisolta e sospesa...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

giovedì 1 gennaio 2026

Auspici e oroscopi

Il termine auspicio (dal latino auspicium, composto da avis, "uccello", e specere, "osservare") indica un desiderio, una speranza o un segnale relativo a un evento futuro.
 
Buon anno, buon tutto, a tutti
a voi, cari compagni di viaggio,
l'augurio che come un auspicio
vi arrivi sereno e si sparga...

Nell’antica Roma con la parola Auspicia ci si riferisce alla pratica della divinazione basata sull'osservazione di segni naturali (volo degli uccelli, fenomeni celesti, comportamento degli animali,altri segni come fulmini e tuoni o il modo di mangiare dei polli sacri) per interpretare la volontà divina, ma oggi indica anche un buon auspicio, un presagio favorevole, una protezione o un incoraggiamento da parte di un'autorità (es. gli auspici del Capo dello Stato). 
(dalla rete)
 

Oroscopo

O anno nuovo, che vieni a cambiare
il calendario sulla parete,
ci porti sorprese dolci o amare?
Vecchie pene o novità liete?
Dodici mesi vi ho portati,
nuovi di fabbrica, ancora imballati;.
trecento e passa giorni ho qui,
per ogni domenica il suo lunedì;
controllate, per favore:
ogni giorno ha ventiquattr’ore.
Saranno tutte ore serene
se voi saprete usarle bene.
Vi porto la neve: sarà un bel gioco
se ognuno avrà la sua parte di fuoco.
Saranno una festa le quattro stagioni
se ognuno avrà la sua parte di doni.

Gianni Rodari 

L'oroscopo è una pratica astrologica che interpreta l'influenza degli astri (pianeti, stelle) sulla vita umana, basandosi sulla loro posizione al momento della nascita o in periodi specifici, per offrire predizioni sul destino e la personalità individuale, solitamente collegata ai (12) dodici segni dello zodiaco.
Non è una scienza, ma un'arte divinatoria che trova radici antiche, diventata popolare grazie a giornali e media, e risponde a bisogni psicologici di senso, identità e controllo.