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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 21 agosto 2021

Il tuo soave ritratto

Il tuo soave ritratto.
Lì per lì l'ho stimato poco,
quando avevo ancora davanti agli occhi l'originale;
ma ora, tutte le volte che lo guardo,
diventa sempre più simile all'amata;
mi aspetto di vedere imporporarsi le pallide guance,
del colore delle nostre rose,
che le tenere braccia si distacchino dalla superficie
per afferrare la mia mano,
ma la cara immagine resta ferma e sembra dire:
pazienza, pazienza,
io sono soltanto un segno,
un'ombra proiettata sulla carta,
l'essere reale ritornerà,
e allora potrai di nuovo trascurarmi.

Sigmund Freud
lettera a Martha Bernays, 1882


 
Vorrei essere quel mare che accoglie
il corpo già stanco di me;
sognare in un brivido passa
il reale si pone di fronte...

sabato 24 luglio 2021

Protocollo cittadino #49

 
 
forse la riflessione è necessaria
si deve raggiungere il momento importante
riuscire a capire la linea di confine,
perpetrando situazioni borderline siamo
vulnerabili cose di fronte al mondo;
la continua catarsi è frenata
dalla mente, dal momento, dalla contingenza
eppure credo ancora possibile
trovare una via, un sistema che permetta
di rimarginare crepe antiche, lontane
e dare sollievo, una via celata
dove camminare dimentichi di tutto il resto,
dove assaporare attimi indicibili
e sentirsi dentro giovani e sereni...
 
Gujil

sabato 19 giugno 2021

Dal "Diario di un inguaribile vecchio" -11-

Diario di un inguaribile vecchio

la mia vita, il mio scorrere incessante
è da tempo troppo spesso temporale,
infinitesimi attimi di pioggia rigano
sguardi che non sanno più inveire...
 
-11-
 
Rammento il senso dei sorrisi e quello dei ritorni inaspettati dopo lunghi silenzi fatti di giorni impassibili scanditi dalla tarda primavera che ora il sole scalda di pesanti ore assetate.
I percorsi stretti avvisano dlle difficoltà da incontrare ma noi non sappiamo vedere, ci limitiamo a subire i contraccolpi del senso che vogliamo dare alle cose che ci toccano.
Vorrei essere una leggera brezza, accarezzare e consolare il mio lento incedere che non sa direzione se non quella del primordiale istinto di andare avanti, di non fermarsi e chiedersi.
Lo scenario esterno è sole che scalda un verde trionfante, sono un contrasto vivente per il grigio che ho dentro, un colore che scalpita e comprime il sentimento che cerco anch'io di soffocare.
I lunghi crinali delle vallate che amavo ancora mi chiamano con voce pacata da un senso di immediato ristoro e riposo, non la ascolto da tempo, non voglio; conservo scampoli di ricordi sereni che non mi va di rimettere in gioco.
Il sibilo di una raffica di vento trasporta i semi di pioppo in tutte le direzioni, come fossero fiocchi di vita che cabrano nei cieli delle esistenze terrene in cerca di un fertile approdo.
I pappi si posano leggeri sulla mia strada, ora sembra innevata.
Una tranquillità artificiale pervade il mio essere intero, assaporo il respiro e placo il temporale che ho dentro... ricordo... ed ero sereno.
Le sagome della città mi riconducono qui.
Il sole mi brucia la pelle ma non scaccia ancora il freddo che provo, giù nell'anima, in fondo.
Costringo alla luce un pensare fuori tempo.
"Gli amanti non gridano mai, sussurrano perchè non hanno bisogno di imporsi, amano solo farsi capire"; urla solo chi non vuole ascoltare, chi deve sopraffare la solitudine che prova.
Nella mia vita non ho sussurrato spesso ma ho gridato tanto.
Una rondine garrula e felice volteggia sul tetto.
Un acclarato e dimensionato contesto mi spinge ad usuali gesti, ora sono nella mia casa, preparo un caffè, riassetto sogni e fantasie notturne in un elenco ordinato.
Mi cerco disperatamente allo specchio, ho tagliato i capelli e cresciuto la barba per sembrare più vecchio, per non piacermi, per non amarmi più così tanto, troppo.
Fuori è ancora alba, il mattino presto è solo per pochi.
"Io ti penso" dopo tanto silenzio e un migrare afinalistico e continuo mi dice che non mi devo illudere, che devo razionalizzare il contesto senza dare importanza ai contorni.
La forza del respiro irrompe in questo clima di attesa.
Sorseggio dalla mia tazza preferita mentre assisto impassibile al giorno che arriva, cercherò di viverlo con propositi contingenti ed ordinatamente allineati.
 
Claude Monet
"Pioppi sull'Epte"

sabato 20 giugno 2020

Semi et al.


Ogni seme che l’autunno getta nelle profondità della terra
 ha un modo suo proprio di separare nucleo e involucro
al fine di formare le foglie, i fiori e i frutti.
Ma quali che siano i modi,
lo scopo delle peregrinazioni di tutti i semi è identico:
arrivare a levarsi innanzi al volto del sole.

Kahlil Gibran
"Iram dalle alte colonne"


Come semi d'autunno (Caging Skies), pubblicato anche con il titolo Il cielo in gabbia, è un romanzo del 2004 di Christine Leunens.
Johannes Betzler, austriaco membro della Gioventù hitleriana con fervidi ideali nazisti e antisemiti, nel 1943, appena diciassettenne, decide di combattere le forze nemiche durante la seconda guerra mondiale.
Gravemente ferito da una bomba, fa ritorno a Vienna, nella casa dove è cresciuto, scoprendo che nel frattempo i genitori hanno deciso di nascondere, nella soffitta, una giovane ragazza ebrea, Elsa.
Benché inizialmente fosse affascinato dall'idea di controllare il destino di uno di quelli che aveva imparato a odiare, l'iniziale compassione di Elsa verso la sua infermità si evolve fino a una passione e una conseguente lunga convivenza. Morti i genitori e terminato il conflitto, Johannes, per non separarsi da Elsa, la inganna facendole credere che sia stata la Germania nazista a vincere la guerra, impedendole così di uscire di casa.
Dal romanzo è liberamente tratto il film Jojo Rabbit (2019) di Taika Waititi

seminiamo nella vita, anche se non ci accorgiamo,
siamo esseri sensienti, eppure ancora animali;
il nostro seme perdura, inquina, feconda, ama,
cosa resterà alfine di me?..