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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 20 aprile 2019

Veneziano

Credo veneziano
10
 


Non sappiamo più dire sì e no,
perché non siamo più certi della meta.
E se lo diciamo, siamo come un bambino
che ha imparato soltanto a dar risposte gradite

alle domande dei grandi, senza capire
ciò che sta dicendo e a chi fa pro.
E quando sembravate esercitare opposizione,
ciò non avveniva senza veder dietro di voi

un suggeritore. Poiché, ah, da soli
siete paralizzati fino al midollo nell’anima
e infervorati attendete nuovi ordini

per essere, come voi pensate, forti e protetti.
La piazza era il vostro posto, la felicità la folla.
La libertà, però, languiva nell’angustia.

                
Rudolf Hagelstange
da " Credo veneziano"
        traduzione di Albero Noceti e Carlo Vita
 
 
Il veneto lagunare o veneziano (in veneziano venesian) è la variante del veneto parlata nella città di Venezia e nei territori limitrofi della laguna e della terraferma.
La lingua Veneziana impropriamente detto dialetto è diffuso nella maggior parte dei centri della laguna veneta e dell'estuario (Venezia centro storico, Murano, Lido, Malamocco), ma anche nelle località di terraferma facenti parte del comune di Venezia (Mestre, Marghera e dintorni,) oltre che nei comuni di Cavallino-Treporti e di Caorle (quest'ultimo costituisce una sorta di isola linguistica nella Venezia Orientale). Come quasi tutti gli altri dialetti parlati nella penisola italiana, il dialetto veneziano nacque dall'evoluzione del latino volgare, sviluppatosi a sua volta sulla base del substrato linguistico parlato nella zona prima della romanizzazione. In particolare, il dialetto veneziano si diffuse assieme alla presenza veneziana nelle colonie dell'Adriatico e del Mediterraneo orientale nei secoli XI e XIII, arricchendosi di apporti di altre lingue e continuando la sua evoluzione (da Wikipedia).  

quando cantavo, menestrello pazzo,
cantautore dicevo, suoni grezzi, sgraziati,
imitazione di tanti, di troppi;
h cantato l'amore, anch'io come altri...

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