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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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martedì 2 aprile 2019

Baci, quadro e presente

"Au lit, le baiser"
Henri Toulouse-Lautrec
Au lit, le baiser, un quadro diventato celebre per il soggetto ritratto: questo dipinto, insieme alle altre tele dipinte nello stesso periodo e dal medesimo tema, è stato ideato per decorare gli ambiente del bordello di rue d’Amboise, dove Toulouse-Lautrec era un noto cliente.
Au lit, le baiser, il quadro più famoso di questa serie di tele (in copertina) si caratterizza per le tinte tenui, che non a caso ricordano le ballerine di Degas: oggi, quei dipinti ci sembrano poetici e leggiadri, quasi innocenti raffigurazioni della vita di queste giovani donne parigine.
La nostra mente non li legge come i contemporanei di Degas, che vedevano nelle ballerine un sinonimo delle prostitute: in quell’epoca, le giovanissime donne intraprendevano la carriera di ballerina ma non certo per la passione della danza.
Nella maggior parte dei casi la danza era solo un modo per mostrarsi e guadagnarsi da vivere: ma nelle mente dei suoi contemporanei era chiaro il binomio ballerina-poco di buono, e le sue tele erano segno di un tentativo simile a quello del Lautrec di disegnare personaggi considerati abietti e tutt’altro che adatti ad essere soggetti dell’arte parigina.
Il bacio, tenero e soffuso, è il centro della tela. Non le prostitute, non il sesso, non l’omosessualità.
Il dipinto, acquistato nel 1893 dal pittore Charles Maurin, attraversò diverse collezioni private (inclusa quella del critico d’arte francese Roger Marx) per poi finire in asta da Sotheby’s nel febbraio del 2015: Au lit, le baiser è stato venduto a un collezionista privato per oltre dieci milioni di sterline (circa quattordici milioni di euro). (Marta Merigo per MIfacciodiCultura, dalla rete)


Prima che asciughino quei due o tre baci

Prima che asciughino quei due o tre baci
sulla fronte
          e qui e lì,
ti chinerai per bere
acqua d’argento dallo specchio,
e se nessuno ti starà a guardare
ti toccherai le labbra con la bocca.
 
C’è un tempo in cui più svelto delle dita
che lo scultore passa sulla creta
il sangue impaziente ti modella
il corpo dal di dentro.
 
Forse stringerai tra le mani
i tuoi giovani capelli
e li solleverai sopra le spalle
perché somiglino piuttosto ad ali,
e davanti a loro prontamente correrai

          dove proprio davanti agli occhi
e sul fondo estremo dell’aria
sta il grande, erto, conturbante
e dolce nulla,
          che splende.

Jaroslav Seifert
da "Poesia per dovere d’amore"
traduzione di Sergio Corduas
 
 ne diedi di baci, tanti, ora non più,
le labbra secche d'amore indugiano
su parole e pensieri omessi;
mi sento ancora perduto nel vortice...

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