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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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domenica 15 novembre 2020

La pacchia

 Una pacchia

Non c'è altra parola. Perché proprio quello è stata. Una pacchia.
Una pacchia, questi ultimi dieci anni.
Vivo, sobrio, ha lavorato, ha amato,
riamato, una brava donna. Undici anni
fa gli avevano detto che aveva solo sei mesi da vivere
se continuava così. E non poteva che
peggiorare. Così cambiò vita,
in qualche modo. Smise di bere! E per il resto?
Dopo, fu tutta una pacchia, ogni minuto,
fino a quando e anche quando gli dissero che,
be', c'era qualcosa che non andava e qualcosa
che gli cresceva dentro la testa. "Non piangete per me",
disse ai suoi amici. "Sono un uomo fortunato.
Ho campato dieci anni di più di quanto io o chiunque altro
si aspettasse. Una vera pacchia. Non ve lo scordate".

Raymond Carver

La pacchia è una condizione di vita facile, piacevole, senza responsabilità e preoccupazioni, in cui ci sia abbondanza di mangiare e bere; cuccagna: che pacchia vivere cosi!; che pacchia, amici miei! | (estensione) circostanza fortunata: incontrare proprio lui è stata una vera pacchia. La parola è una deverbale del verbo pacchiare che significa "mangiare con ingordigia" ed ha probabilmente qualche connessione con pabulum cioè "pascolo, foraggio", usato per indicare una condizione di vita facile e spensierata. L’etimo di pacchiare è dal latino patulare "spalancare" (la bocca), da cui discendono anche alcune voci dialettali di area settentrionale (il veneto paciar «muovere le mascelle», il milanese pacià e il piemontese pacè «mangiare abbondantemente e con avidità»). L’espressione familiare «è finita la pacchia», quindi, indica la cessazione, provocata da accadimenti negativi e non voluti, di una condizione di vita favorevole e senza problemi, soprattutto materiali, e l’inizio di una condizione meno fortunata in cui non si può far a meno di faticare ed avere preoccupazioni, annoiarsi, provare noia, essere annoiato (dalla rete).

raro pensarla così, trovarsi sommersi,
sfuriare di gioia per insperati successi;
o trovarsi pieni di cose inutili ma appaganti
in fondo siamo fatti di pensieri e omissioni...


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