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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.
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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.
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venerdì 1 novembre 2019
giovedì 31 ottobre 2019
Casa
Dalla mia idea sferica delle cose,
nascono le inquietudini e i miei mali,
io geometricamente penso uguali
il grande e il piccolo, perché, essendo,
hanno uguale rilevanza; esistendo,
i volumi non hanno proporzioni,
né si misurano per dimensioni
e contano solo perché totali,
se anche sfericamente disuguali.
nascono le inquietudini e i miei mali,
io geometricamente penso uguali
il grande e il piccolo, perché, essendo,
hanno uguale rilevanza; esistendo,
i volumi non hanno proporzioni,
né si misurano per dimensioni
e contano solo perché totali,
se anche sfericamente disuguali.
Pita Amor
da "Io sono la mia casa"
Per Casa si intende una qualunque struttura utilizzata da uomini e donne per ripararsi dagli agenti atmosferici.
Essa generalmente ospita uno o più nuclei familiari e talvolta anche animali domestici.
Può anche corrispondere al concetto di unità abitativa coniato dal Movimento Moderno in architettura ed è stato nella storia il primo elemento fabbricato, che è andato ad incidere sull'ambiente naturale realizzando l'ambiente costruito proprio dei paesi e delle città.
La casa può essere anche considerata un luogo di ritrovo e di familiarità tra più persone.
(da Wikipedia)
impazziti voli nel cielo di ottobre,
in casa, arriva, il freddo, la bruma;
nei campi madidi spuntano funghi,
il mio passeggiare ricerca la quiete...
mercoledì 30 ottobre 2019
Balcone e farfalle

41
La farfalla
Contento proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando mi hanno liberato
in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.
Tonino Guerra
da "Il polverone"
è bello vederla sul mio balcone,
qualche imbecille sorride maligno
e, come può, sopravvive alla vita...
il mondo è fatto anche da stupidi individui,
quelli incolori, ignoranti e saccenti;
loro credono che la vita sia la sola maestra
snobbano la cultura e lo studio...
si capisce e si vede...
si capisce e si vede...
martedì 29 ottobre 2019
Sogni #0
ho visto mia madre cercare la sua,
nel sogno, pelliccia di opossum, scale in discesa,
la casa degli zii, in fondo la stalla;
sulla soglia un dondolo e una figlia,
seduta cullava la mamma, in braccio...
Gujil
lunedì 28 ottobre 2019
Tenebre e luce
S’è avvolto nelle tenebre il mondo, non temere.Non credere durevole tutto ciò ch’è oscuro.
Sei vicino ai piaceri, amico, alle valli, ai fiori:
osa, non ti fermare. Ecco, già sorge l’alba!
Solo una nebbia lieve il tuo sguardo intimorisce.
La natura benevola prepara sotto il velo
ghirlande di rose e di viole, di nobili narcisi
per te, profumate ricompense ai tuoi canti.
1886
Costantino Kavafis
da "Poesie segrete"
traduzione di Nicola Crocetti
domenica 27 ottobre 2019
Mura e città
IX, 153
O città, dove sono le tue mura,
i ricchi templi, le teste dei buoi
sacrificati? E il peplo tutto d’oro,
gli alabastri di Pafo? Dov’è più
il simulacro di Atena? Ogni cosa
ti fu tolta dalla guerra, dal lungo
scorrere del tempo e dalla potente
Moira, mutando così la tua sorte.
L’invidia vinse anche te: solo il nome
e la tua gloria non riuscì a oscurare.
Agazia lo Scolastico
Le mura (o cinta muraria) indicano generalmente le fortificazioni estese intorno ad un centro abitato: in opposizione a castello o fortezza, le mura sono quindi la fortificazione
urbana.
Come per le altre fortificazioni, si debbono distinguere
sostanzialmente due tipi di mura: quelle erette prima dell'introduzione
delle artiglierie e quelle che, per difendersi dalle nuove armi, seguono i principi della fortificazione alla moderna (da Wikipedia).
città che affondano nel tempo,
come la mia di longobardi miti
ridonda e sopperisce al fato
murato in un impianto di sensi...
sabato 26 ottobre 2019
Amore e poesia
Poesia d'amore
Non sei più qui
ora tu ami altrove
dopo diverse trasfusioni di sangue
mi hai dimenticata
per un cambiamento
che tu solo definisci.
Lui deve allontanarsi per qualche giorno
e io sono di nuovo da te.
Mangiamo mele e
ci baciamo sotto i meli.
Ognuno vede l'amore negli occhi nostri.
Abbiamo occasione di dormire e
ammirare il nostro sentimento.
Non è solo piacere, è amore.
Finché ci riconosciamo, fa bel
tempo nelle tue stanze.
Coroniamo questi giorni con le nostre
prestazioni, senza nemmeno pensare
che dovremo vivere tra i libri e la gente.
Nicolas Born
da "Tra bagliori e abbagli"
traduzione di Gio Batta Bucciol
traduzione di Gio Batta Bucciol
un binomio che il tempo ha promosso;
da sempre l'amore,
spesso diventa poesia.
qualcuna l'ho scritta anch'io, tempo fa,
la gioventù foriera di irruenti pulsioni;
ora rifletto, arranco, mi arrangio,
come posso, potrei eppure ancora sono...
venerdì 25 ottobre 2019
giovedì 24 ottobre 2019
Villaggi
Villaggio di pescatori:
al chiaro di luna si balla
nel profumo del pesce crudo
al chiaro di luna si balla
nel profumo del pesce crudo
Masaoka Shiki
flash anche qui infinito,
si riorganizzano visioni perdute;
in un attimo riponiamo noi stessi,
nella teca, nell'urna del siamo...
mercoledì 23 ottobre 2019
Poesia e riflesso
Oggi – vedi – l'arcano dell'impero
è il franare dell'arco, il ponte rotto
e il confine sbarrato e il campanile.
Certo, l'ordine è austero – tasca nostra –
però il soldo è di carta – resta zoppo.
Il metallo è ormai piombo, il trono falso:
il consenso rimane disperato
in assenza di meglio – il meno peggio
ha da tempo esaurito le cartucce:
non però per le stragi, a quanto sembra.
Ci rimane del resto la provincia –
non però di conquista: di regresso.
L'anarchia da signori della guerra
ce l'abbiamo anche noi – non c'è che dire –
con i poveri cristi giù in dogana
con i barbari tutti fede e mitra.
Resta il crollo del limite, del solo
limite da serbarsi: la decenza.
Nell'età disgustea l'aurora è fosca:
di autorevole c'è rimasto il cuoco.
è il franare dell'arco, il ponte rotto
e il confine sbarrato e il campanile.
Certo, l'ordine è austero – tasca nostra –
però il soldo è di carta – resta zoppo.
Il metallo è ormai piombo, il trono falso:
il consenso rimane disperato
in assenza di meglio – il meno peggio
ha da tempo esaurito le cartucce:
non però per le stragi, a quanto sembra.
Ci rimane del resto la provincia –
non però di conquista: di regresso.
L'anarchia da signori della guerra
ce l'abbiamo anche noi – non c'è che dire –
con i poveri cristi giù in dogana
con i barbari tutti fede e mitra.
Resta il crollo del limite, del solo
limite da serbarsi: la decenza.
Nell'età disgustea l'aurora è fosca:
di autorevole c'è rimasto il cuoco.
Daniele Ventre
da "Nuga - Remake"
sensazioni si affannano nel cuore,
il cervello impazzisce di timori;
paure ancestrali fanno confusione,
si stagliano come austere torri...
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