Nel maggio 1943 Antoine de Saint-Exupéry, autore de Il Piccolo Principe si recò ad Algeri per ricongiungersi al suo reparto francese.
Ad Algeri, su un
treno, conobbe una ragazza di 23 anni, un’ufficiale e autista della
Croce Rossa.
Sebbene fosse sposata, lo scrittore se ne innamorò, la
frequentò e le scrisse per circa un anno.
La corrispondenza intima nata da questo fugace e tormentato incontro ad Algeri è di fondamentale importanza storica e letteraria.
“Scopro con malinconia che il mio egoismo non è poi così grande,
visto che ho dato ad altri il potere di farmi soffrire.
Signorinella,
dare questo potere è dolce.
Vederlo usare è malinconico.
Le favole sono
fatte così.
Una mattina ti svegli e dici: «Era solo una favola».
Sorridi
di te.
Ma nel profondo non sorridi affatto.
Sai bene che le favole sono
l’unica verità della vita”.
Antoine de Saint-Exupéry
Scrivere è darsi a qualcuno,
lettere intrise di noi ora mancano:
non è facile esporsi, mai
Questa giovane donna, la cui identità è rimasta protetta dal mistero, divenne l'ultimo grande amore romantico dell'autore e fu da lui affettuosamente soprannominata "petite fille" (bambina / ragazzina) o "l'inconnue" (la sconosciuta).
Saint-Exupéry scrisse all'amata nove lettere intime. Molte di esse erano arricchite da splendidi schizzi ad acquerello e disegni.
Queste preziose carte sono rimaste segrete per oltre sessant'anni. Sono riemerse pubblicamente soltanto nel novembre 2007 durante un'asta parigina.
(dalla rete)


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