Cigola la carrucola del pozzo,
l'acqua sale alla luce e vi si fonde.
Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
nel puro cerchio un'immagine ride.
Accosto il volto a evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchio,
appartiene ad un altro...
l'acqua sale alla luce e vi si fonde.
Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
nel puro cerchio un'immagine ride.
Accosto il volto a evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchio,
appartiene ad un altro...
Ah che già stride
la ruota, ti ridona all'atro fondo,
visione, una distanza ci divide.
Eugenio Montale
Nell’acqua tremolante contenuta nel secchio portato alla luce dalla
profondità di un pozzo il poeta, per un attimo, intravede un volto caro
il cui ricordo emerge dalla profondità della memoria. Ma è un’immagine evanescente che si dissolve appena il poeta vi si avvicina e torna nel passato a cui appartiene, così come il secchio del pozzo ritorna al suo atro fondo (dalla rete).
Nel cigolio il silenzio
si ruppe, cadde un velo;
rimane il rumore, chiudo
i miei occhi, riascolto...
Ricordare è come attingere dal pozzo oscuro della memoria
Il ricordo come il secchio risale con grande difficoltà, cigolando.
Il passato si rivela dai contorni confusi, deformato e subito lontano
perché appartiene a colui che lo ha vissuto e che ora è
irrimediabilmente altro. E’ illusorio cercare di dare consistenza ad un ricordo, la visione
della mente sparisce e si avverte il senso del tempo trascorso
irrimediabilmente. Tutto è dunque un’illusione, tutto è effimero.

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