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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 18 marzo 2026

Profili

Il termine profilo assume significati diversi a seconda del contesto, passando dalla rappresentazione fisica di un volto alla descrizione digitale di un utente (dalla rete)

Al pari di un profilo conosciuto,
O meglio sconosciuto, senza pari
Fra gli altri animali, unica terra
La tua forma casuale quanto amai. 

Sandro Penna

Linea di contorno di un oggetto, di un corpo, di una figura: il profilo del volto; il profilo dei monti lontani; il profilo aerodinamico di un’auto

 
Ermeticamente conciso riesco
 a iterare un contesto, attimo
concluso, liberatorio, unico
che riporta il concetto chiaro...

Linea del volto osservato di fianco, dalla fronte al mento: avere un bel profilo; un profilo regolare, perfetto, delicato; profilo greco.

martedì 17 marzo 2026

Timore

Timore

Timore, ansia, paura
tutto può accadere, importa
una corretta gestione del tempo.

Infiammo il concetto,
riprendo la corsa ancora
timidamente, in silenzio...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
Il termine timore indica un’emozione di forte incertezza o preoccupazione di fronte a un pericolo, un danno o un evento negativo, sia esso reale o solo immaginato. 
Rispetto alla "paura" (che spesso è una reazione istintiva e immediata), il timore tende a essere più intellettuale o prolungato nel tempo (dalla rete).

lunedì 16 marzo 2026

"Ci sono notti che non accadono mai"

"Ci sono notti che non accadono mai" è un celebre verso di Alda Merini che descrive un profondo concetto di attesa, desiderio e sospensione emotiva. Rappresenta momenti intimi, sogni mai realizzati e passioni vissute in un limbo tra realtà e immaginazione, celebrando il valore struggente dell'incompiuto.
(dalla rete)

Ci sono notti
che non accadono mai
e tu le cerchi
muovendo le labbra.
Poi t’immagini seduto
al posto degli dèi.
E non sai dire
dove stia il sacrilegio:
se nel ripudio
dell’età adulta
che nulla perdona
o nella brama
d’essere immortale
per vivere infinite
attese di notti
che non accadono mai.

Alda Merini 

Sono veramente notti e giorni
che vorremmo sempre in arrivo
eppure, ci piace l'attesa, ecco
percorso che porta al nulla... 
 
La frase esprime l'attesa e il desiderio profondo per qualcosa (o qualcuno) che sembra non arrivare mai. Rappresenta una sorta di sospensione della realtà, dove la speranza e l'immaginazione prendono il sopravvento sul tempo reale.

domenica 15 marzo 2026

Incertezza

Incertezza

Pende alla mia finestra
l’erba azzurra del cielo.
Come lungo mille fili
scendono infinite stelle.
L’anima è una spugna
che assorbe le lacrime – lenti
delle stelle – ad una ad una,
bianche lucenti e tremanti.
La lanugine della mia tristezza
si avvolge di notte alla tristezza,
le ciglia di Dio
cadono nel mio calamaio.
Apro il libro: il libro si lamenta.
Cerco il tempo: non c’è tempo.
Vorrei cantare: non canto, esisto,
sembra che io sia e non esisto più.
Il mio pensiero, di chi è pensiero?
In quale racconto o idea
mi viene alla mente che, forse,
ho fatto parte di tutto?
Scrivo qui, curvo, senza memoria
ascoltando la voce strana
dello stagno e del frutteto
e firmo:

Tudor Arghezi

Nostalgia, di cose, persone
il vento del sentire percuote
l'anima, assetata, inquieta;
rimane il respiro del tempo...
 
L'incertezza è uno stato di conoscenza incompleta, dubbio o mancanza di informazioni precise riguardo a eventi futuri o misurazioni, spesso accompagnata da esitazione o insicurezza. 
Può riferirsi a una condizione psicologica di indecisione o a un'imprecisione quantificabile in ambito scientifico/economico, distinguendosi dal rischio per l'impossibilità di assegnare probabilità definite. Si può definire come uno stato di conoscenza incompleta che può derivare da una mancanza di informazioni o dal disaccordo su ciò che è noto o addirittura conoscibile. Può avere molti tipi di fonti, dall'imprecisione nei dati a concetti o terminologia definiti in modo ambiguo, o proiezioni incerte del comportamento umano (dalla rete).

sabato 14 marzo 2026

Log e Ambleteuse

Log, Ambleteuse è una poesia di Mario Benedetti che riflette sulla frammentazione dello spazio e del tempo, dove i luoghi fisici diventano non-luoghi della memoria.
Ambleteuse è un comune francese affacciato sul Canale della Manica. Questo cortocircuito geografico suggerisce che nella lingua e nel ricordo i luoghi perdono la loro connotazione fisica per diventare spazi dell'anima. 
In Slovenia, il termine "Log" (in sloveno significa "bosco" o "prato vicino a un fiume") è presente in diverse località e attrazioni naturali molto note per il turismo ecosostenibile e la storia.

Log, Ambleteuse

Un bianco dove non si mette niente,
di notte
si vede una pagina di Nerval,
il sangue di Esenin, una baita, la strada nuda di una frontiera,
un bungalow sulla costa.

Non è mai tornare se diventa che mi vedi leggero.
La mano attraverso le case è dirti «guarda»
e già ti sporgi sul mare.
E la primavera gira gli occhi nella primavera
se ti dico «guarda quante eriche».

Difendimi, difendi questa notte bianca,
il giorno ripetuto nel pensiero.
Log, Ambleteuse,
colpi dei piedi sulla strada, facce piene di vento scuro,
i nostri visi nelle mani,
il vento negli occhi chiusi per pensarlo.

E un albero di fiori
sale sullo slargo con la marea
perché la mano è così, amore,
lei va alta fra i tuoi capelli. 

Mario Benedetti

Ambleteuse è un villaggio reale nel Pas-de-Calais, noto per le sue maree e il paesaggio pittoresco ma severo. 
Ambleteuse, un villaggio sul mare nel nord della Francia, è descritto come un paesaggio aspro e "vero", teatro di un vissuto intimo e solitario tra maree e storia.
Ambleteuse è un suggestivo comune costiero francese situato sulla Costa d'Opale, nel dipartimento del Passo di Calais (Alta Francia, nord est). 
Celebre per il suo patrimonio storico e naturalistico, è una meta ideale per chi cerca tranquillità, storia militare e passeggiate nella natura.

Pelago, come confine infinito
delle cose, del sentire profondo;
spiagge desolate di vento e freddo
come il mare in inverno, solo...
 
La poesia fa parte di una ricerca poetica dove ogni luogo citato, pur reale, si svuota della sua concretezza per diventare un luogo dell'assenza, una reliquia della memoria. 
Il dialogo con un "tu" femminile, l'idillio apparentemente sospeso, il tempo che si dilata e lo spazio che cortocircuita, creando un'atmosfera di profonda solitudine e introspezione.
(dalla rete)

venerdì 13 marzo 2026

Sospesi come attimi

"Attimi sospesi"
Ciro Palumbo
Come attimi sospesi

Stringere in mano il destino
come un durevole istante
mentre il cuore sobbalza
sospesi spesso indicibili.
 
Sussurrare parole di seta
come stimolo, aiuto, attesa
che avvenga quell'attimo dolce
dove tutto sospira ed appaga.
 
A seguire discorsi, risa, riposo,
e di nuovo risale tensione,
si gonfia di  umori il momento
esplode , contrae, liquefa...

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
L'espressione "come attimi sospesi" evoca una sensazione di pausa e attesa, spesso associata alla poesia, alla fotografia o a momenti di profonda introspezione. In letteratura e nell'arte, il concetto di "attimi sospesi" viene utilizzato per descrivere situazioni in cui il tempo sembra fermarsi, lasciando spazio a un'emozione pura o a una riflessione intima (dalla rete).

giovedì 12 marzo 2026

Spiaggia senza colori

A spiaggia non ci sono colori
la luce quando è intensa uguaglia
la sua assenza
perciò ogni presenza è smemorata e senza trauma
acquisita solitudine
Le parole hanno la sorte dei colori
disteso
sulla sabbia parla un altro
sulla sabbia supino con le mani
dietro la testa le parole vanno in alto
chi le insegue più
bocconi con le mani sotto il mento
le parole scendono rare
chi le collega più
sembra meglio ascoltare
in due
il tuo corpo e tu
ma il suono senza intervento è magma è mare
non ha senso ascoltare
Il mare è discreto il sole
non fa rumore
il mondo orizzontale è senza qualità
La sostanza
è sostanza indifferente
precede
la qualità disuguaglianza.

Elio Pagliarani

Il concetto di "spiaggia senza colori" evoca un forte contrasto visivo e metaforico, spesso associato a solitudine, meditazione o scenari naturali spettacolari. Può riferirsi a paesaggi reali di sabbia vulcanica nera (basalto) che contrastano con l'acqua chiara, o a spiagge bianchissime di origine corallina, rappresentando la purezza o l'estrema rarità naturale (dalla rete).
 
Nel mio mare che attende
la spiaggia riporta sul senso
che la battigia adombra;
si sentono ancora le onde...

L'espressione "spiaggia in bianco e nero" può riferirsi sia a un'estetica fotografica intramontabile che a luoghi reali caratterizzati da sabbia scura e contrasti netti.

mercoledì 11 marzo 2026

Toccare

"Toccare" è un verbo italiano estremamente versatile che può indicare un contatto fisico, un'emozione o un dovere.
(dalla rete)

Tocca
 
Tocca la tua anima triste
con le dita del cuore sotto
l'umido anfratto silente
 atteso con trepida ansia.
 
Tocca il cielo col tuo teso dito
a raggiungere gioie nascoste
poi toccami il teso riscontro
di quando rimanda il pensiero.
 
Tocchiamo le corde del riso
una volta che stanchi del fatto
ripassiamo una vita vissuta
come fosse solo un romanzo...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
  • Contatto fisico: Entrare in contatto con la mano o un'altra parte del corpo ("toccare la superficie").
  • Sentimento: Colpire emotivamente o commuovere ("le tue parole mi hanno toccato").
  • Dovere/Necessità: Spettare a qualcuno come compito o obbligo ("tocca a te lavare i piatti").
  • Raggiungimento: Arrivare a un certo punto o livello ("toccare il fondo", "toccare il cielo con un dito").

martedì 10 marzo 2026

Sonetti a Orfeo

 Sonetti ad Orfeo, XI

Guarda il cielo. Non c’è tra le costellazioni
“il Cavaliere”? Perché questo vanto terreno
è stranamente radicato in noi. E un altro ancora
che lo spinga, lo freni e ne sia tratto.

Non è così, cacciata e poi domata
questa tempra dell’essere, asciutta e forte?
Cammino e svolta. Ma una stretta dice:
nuova distesa. E i due si fanno uno.

Ma lo sono davvero? O non intendono soltanto
il cammino che insieme stanno percorrendo?
Già così tanto la mensa li separa e la pastura.

Anche il legame strale è fuorviante,
ma si creda per poco alla figura,
è un piacere per noi. È sufficiente.

Rainer Maria Rilke

I Sonetti a Orfeo (Die Sonnette an Orpheus) sono una raccolta di 55 componimenti scritti da Rainer Maria Rilke nel febbraio 1922, durante un eccezionale periodo di ispirazione creativa presso il castello di Muzot, in Svizzera. L'opera è considerata, insieme alle Elegie duinesi, il vertice della produzione rilkiana e una delle testimonianze più alte del modernismo poetico.

Ci faremo uno in fondo
all'attesa che brucia i corpi,
si incendia l'orizzonte ancora
sono un uomo, come tale...
 
I Sonetti a Orfeo (Die Sonette an Orpheus) sono uno dei vertici della poesia del XX secolo, scritti da Rainer Maria Rilke nel febbraio 1922 in un eccezionale slancio creativo durato pochi giorni.
L'opera è composta da 55 sonetti divisi in due parti (26 nella prima e 29 nella seconda). Sebbene utilizzino la struttura metrica del sonetto, Rilke ne scardina le forme tradizionali attraverso enjambement e ritmi fluidi che riflettono una tensione spirituale e metafisica. La raccolta nacque quasi contemporaneamente alla conclusione delle Elegie duinesi. Lo stimolo immediato fu la morte prematura di Wera Ouckama Knoop, una giovane ballerina figlia di amici del poeta, la cui figura diventa nel testo un archetipo del mutamento e della grazia. Orfeo, il mitico cantore che scende agli Inferi, non è qui solo un personaggio mitologico ma il simbolo dell'arte che "ammansisce" la morte e trasforma la caducità della vita in canto eterno (dalla rete).

lunedì 9 marzo 2026

Do not disturb

Non disturbare

Uno vive come può.
La stanza della vita
è solita essere disordinata e sporca,
come al risveglio dopo
una notte agitata.

Uno scrive come può.
E se non buddi prima alla porta
corri il rischio di ritrovarti
davanti al poeta nudo,
in abiti da uomo.

Alfonso Brezmes

Cose indicibili tra noi, voci,
movimenti frenetici, brividi;
mani che cercano anfratti,
riposti, ardori, umori, brividi...

In un hotel, il segnale "Non Disturbare" (DND) è una richiesta formale di privacy che comunica al personale di non bussare né entrare nella camera per le consuete operazioni di pulizia o manutenzione (dalla rete).