Ottobre deriva il suo nome dal latino “october”, l’ottavo mese del calendario romano che
inizia con il mese di marzo.
(dalla rete)
Poi l’estate svanisce e passa, e arriva ottobre.
Si fiuta l’umidità, si
sente una chiarezza insospettabile,
un brivido nervoso, una veloce
esaltazione,
un senso di tristezza e di partenza.
Thomas Wolfe
Ottobre è il decimo mese dell'anno nei calendari giuliano e gregoriano.
Ha una durata di 31 giorni e rappresenta il cuore dell'autunno
nell'emisfero boreale.
È il mese associato alla vendemmia, alla semina e
allo spettacolare fenomeno del foliage, in cui le foglie degli alberi
assumono calde tonalità calde di giallo, arancione e rosso.
Ottobre
è il mese della transizione per eccellenza, un periodo dell'anno capace
di risvegliare sensazioni intime, contrastanti e profondamente radicate
nei nostri ritmi naturali.
Capire Ottobre è un'alba durante
attimi di vento a scompigliare
pensieri distopici, artefatti urbani;
è ancora silenzio ora il fuori...
Da un lato evoca la malinconia per la fine definitiva dell'estate, ma dall'altro porta con sé il piacere intimo del rallentare, del calore domestico e di un nuovo inizio progettuale.
Le "sensazioni di ottobre" non sono solo suggestioni poetiche, ma riflettono una reale trasformazione dell'ambiente, dell'umore e del nostro organismo. Dal punto di vista fisico, ottobre porta spesso una netta sensazione di stanchezza, sonnolenza e pigrizia. Non si tratta di una sensazione immaginaria: la riduzione delle ore di luce solare altera i nostri ritmi biologici, provocando un aumento della melatonina (che induce il sonno) e una riduzione della serotonina (l'ormone del buonumore); è normale avvertire anche rigidità muscolare al risveglio o piccoli fastidi di adattamento termico.
Nessun commento:
Posta un commento