Specchio può essere letta come una poesia di rinascita. Lo sguardo del poeta si concentra sull’incanto dei piccoli germogli che
nascono alla luce del sole facendo risplendere i rami che parevano
secchi e morti. Salvatore Quasimodo descrive la primavera come il compiersi di un
miracolo: è ciò che ridona vita a un paesaggio fermo, congelato nel
lungo inverno, che pareva destinato a una perenne immobilità (dalla rete). Specchio
Ed ecco sul tronco
si rompono le gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.
E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.
Salvatore Quasimodo
Secondo la critica Quasimodo in questi versi fa propria una sensibilità biovegetale (denominata dendromorfismo), rintracciabile nell’immagine delle gemme nascenti, in cui il
ciclo biologico della vita dell’uomo e delle piante viene trasfuso in un
destino comune. L’uomo si fonde con l’immagine dell’albero e i
sentimenti umani vengono assimilati, in una sorta di simbiosi,
all’esistenza naturale.Un inno alla Primavera, ora,
che arriva con colori più densi
carichi di vita di aria, di sole;
poi ancora un giorno di gelo...
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