In alto c'è un pino distorto;
sta intento ed ascolta l'abisso
col fusto piegato a balestra.
Rifugio d’uccelli notturni,
nell’ora più alta risuona
d’un battere d’ali veloce.
Ha pure un suo nido il mio cuore
sospeso nel buio, una voce;
sta pure in ascolto, la notte.
Salvatore Quasimodo
Nella poesia, il pino piegato dal vento e teso ad ascoltare l'abisso fa da rifugio agli uccelli notturni che, nell'ora più alta, si alzano in volo.
Il poeta instaura un parallelismo tra questo albero e il proprio cuore, anch'esso descritto come un nido sospeso nel buio e in costante ascolto nella notte.
La poesia evoca un'atmosfera di solitudine e attesa, in cui il pino distorto funge da riparo per gli uccelli prima del buio.
(dalla rete)

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