Poeti
i misteriosi,
gli schietti,
una scatola cranica per elmo,
per scudo un velo di cellofan,
poeti,
queste specie, queste seppie
che si difendono
schizzando inchiostro.
Poeti
i misteriosi,
gli schietti,
una scatola cranica per elmo,
per scudo un velo di cellofan,
poeti,
queste specie, queste seppie
che si difendono
schizzando inchiostro.
The song was written by group member Bernie Leadon, and based around the banjo. For One of These Nights, the Eagles recorded it as a six-minute instrumental piece featuring an orchestra, with brief fiddle solos. The rest of the group, particularly co-founders Don Henley and Glenn Frey, were not keen on it being included on the album, which contributed to the friction in the band and Leadon quitting. It was later described by Rolling Stone as "bluegrass psychedelia". (dalla rete)
Voglio ignorato , e calmo
perchè ignorato, e proprio
perchè calmo, riempire i miei giorni
di non volere altro da essi.
A quelli che la ricchezza tocca,
l’oro irrita la pelle.
A quelli che la fama seconda,
s’appanna la vita.
A quelli cui la la felicità
è sole, verrà la notte.
Ma , a chi nulla spera,
tutto ciò che viene è gradito
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| Gustave Courbet (1819- 1897) "Mare calmo" |
Lo chiamiamo granello di sabbia.
Ma lui non chiama se stesso né granello né sabbia.
Fa a meno di un nome
generale, individuale,
permanente, temporaneo,
scorretto o corretto.
Del nostro sguardo e tocco non gli importa.
Non si sente guardato e toccato.
Ech e sia caduto sul davanzale
È solo un’avventura nostra, non sua.
Per lui è come cadere su una cosa qualunque,
senza la certezza di essere già caduto
o di cadere ancora.
Dalla finestra c’è una bella vista sul lago,
ma quella vista, lei, non si vede.
Senza colore e senza forma,
senza voce, senza odore e senza dolore
è il suo stare in questo mondo.
Ambulance blues
Ci sono delle pietre come denti canini nei talloni
E sudore incrostato sotto le ascelle
Su cui mosche assetate si appiccicano
Proseguono avanti
A pregare con lo sguardo offuscato
Per almeno una fetta di pane secco
Che poi inzuppano nella pioggia
E la sfregano nel cuore
Per potere continuare avanti
Dove le colombe bianche
Parlano il latino con il cielo.
Nessuno parlerà
nella lingua arcaica dell’anima
con questa musica di cuore che si scortica
e quel mormorio di lacrime che fendono la pietra
Con quelle parole intagliate nelle radici
e il becco ricurvo dell’aquila
Con il tuono che sghignazza
col fuoco che s’inghiotte e risputa
Con il panico
e la promessa di sette flagelli
Con la stella che appare
e il delirio che ha senso
Con la folla in preghiera
e i tiranni che muoiono
di uno strano mal di testa
Ma dove sono i profeti di un tempo?
Distruggere il biancore
della carta
poche non tremi la mano
e il sogno non parli:
come?
Distrrugere questo deserto
transformatosi in giorno
non e semplicene facile.