:Riflessi
Rasentano piano gli specchi invisibili
avvolti di nebbia,
non lasciano traccia nell’ombra,
gli specchi non hanno riflessi,
non cade su loro dell’ombra una macchia,
neppure la macchia dell’oro.
Un raggio vien fuori dal centro
di luce giallastra.
Sul raggio rimangono lievi, impalpabili,
impronte sfumate di luci, di nebbie: riflessi.
Appaiono spaiono lenti,
si fanno ora vivi ora smorti,
appaiono spaiono lenti.
Dei volti talora vi appaiono,
dei volti bianchissimi,
appena il pallore la luce ne scopre.
Talaltra vi passan dei manti fioriti,
vi passano lenti, cangianti, splendenti.
S’arrestano i volti,
s’arrestan, più chiari si fanno,
vi splende d’un tra o uno sguardo,
due occhi che corron cercando pungenti,
o in fondo confusi v’appaion languenti, morenti.
Vi passa pian piano la nebbia e ricopre,
confonde gli sguardi con luci di gemme.
In basso,
si segue la ridda
dei piccoli puntip p
di dadi danzanti.
Due dadi grandissimi, in fondo,
rimangono fermi,
ne splendono i punti nerissimi intenti.
Vi passano lievi davanti
le impronte sfumate di luci, di nebbie: riflessi.
Appaiono spaiono lenti,
si fanno ora vivi ora smorti,
appaiono spaiono lenti.
Aldo Palazzeschi
Guardo lo specchio grande mi vedo, riflesso, un selfie
per un volto ora lontano,
gli occhi stanchi vedono...
La poesia descrive specchi "invisibili avvolti di nebbia" che non riflettono immagini, ma solo "impronte sfumate di luce"
Il tema centrale è l'evanescenza
e l'assenza di concretezza.
Gli specchi non hanno riflessi nitidi,
simboleggiando un'anima o una realtà che fatica a manifestarsi
chiaramente, tipica della sensibilità crepuscolare.
:Riflessi (1908), poi noto come Allegoria di novembre, è anche il primo romanzo di Aldo Palazzeschi, un'opera decadentista e ambigua che esplora l'identità attraverso un percorso di auto-analisi e disperazione del protagonista Valentino Kore.
Il concetto centrale ruota attorno alla ricerca dell'io tramite uno "specchio" interiore, tra solitudine, estetismo e un'ironia finale che sovverte il dramma.
(dalla rete)