...........................................................................................................................................

L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


...........................................................................................................................................

lunedì 15 gennaio 2024

Illusioni

Povero Catullo, basta con le illusioni:
se muore, credimi, ogni cosa è perduta.
Una fiammata di gioia i tuoi giorni
quando correvi dove lei, l'anima tua voleva,
amata come amata non sarà nessuna:
nascevano allora tutti i giochi d'amore
che tu volevi e lei non si negava.
Una fiammata di gioia quei giorni.
Ora non vuole piú: e tu, coraggio, non volere,
non inseguirla, come un miserabile, se fugge,
ma con tutta la tua volontà resisti, non cedere.
Addio, anima mia. Catullo non cede piú,
non verrà a cercarti, non ti vorrà per forza:
ma tu soffrirai di non essere desiderata.
Guardati, dunque: cosa può darti la vita?
Chi ti vorrà? a chi sembrerai bella?
chi amerai? da chi sarai amata?
E chi bacerai? a chi morderai le labbra?
Ma tu, Catullo, resisti, non cedere.

Publio Valerio Catullo

Illudersi è vivere e realizzarsi in sogno,
credere che accadano cose fa bene al cuore;
noi umani siamo fatti di folate ventose
che sfiorano l'anima con tiepidi abbracci... 
 
Un'illusione è una distorsione di una percezione sensoriale o cognitiva, causata dal modo in cui il cervello è solito organizzare ed interpretare le informazioni che riceve.
Le illusioni possono coinvolgere tutti i sensi, ma quelle ottiche sono le più emblematiche e conosciute, dal momento che la vista spesso prevarica gli altri sensi (da wikipedia).

domenica 14 gennaio 2024

Velario sul silenzio

Nell’antica Roma,  il velario era un sistema di teli usato per ombreggiare anfiteatri e simili luoghi aperti; sipario, tenda, velo, sistema di veli, anche in senso figurato. Questa parola ha un significato generale di grande respiro, che segue per ampiezza il velo da cui nasce. Però, sul suo equilibrio, pesa l’ingombro di un significato molto particolare, che in quanto a potenza immaginifica è davvero notevole, per quanto semplice.

 Il silenzio

Ogni pensosa vergine si cinge
del suo silenzio, come d'un velario,
e d'ombre un ondeggiar tenue e vario
con fantasia sottile vi dipinge.

O vi s'impietra, irrigidita sfinge
in muto enigma. O al suo cuor solitario
ne tesse inviolabile sudario,
fra aròmati d'oblio ve lo costringe.

Grave è il sudario del silenzio, e il cuore
che vi si avvolge desiosamente
più non si desta da quel suo sopore.

Pur, se a scoprirlo, con ben caute dita,
ella s'attenti, ancor vede il dormente
gemere sangue dalla sua ferita. 

Amalia Guglielminetti

Gemiti di ferite antiche colano
da occhi disillusi, umani;
nel silenzio le molte risposte
attendono, non fanno rumore... 
 
Si può parlare del velario che definisce il perimetro di un palco in mezzo al prato, dei velari di nebbia che escludono dalla nostra vista isole o montagne, dell’intimità che nel bosco ci dà il velario della canopia o dei rami fitti e bassi — ma anche del velario retorico di un discorso dietro a cui intuiamo un’intenzione occulta, del nulla che c’è dietro il velario delle chiacchiere (dalla rete).

sabato 13 gennaio 2024

Nuvole

In meteorologia, una nuvola è una massa visibile costituita inizialmente da una grande quantità di goccioline d’acqua. La formazione delle nubi è dovuta dalla condensazione o dalla sublimazione del vapore acqueo sotto forma di acqua liquida, cristalli di ghiaccio e vapore acqueo su piccole particelle solide, note come nuclei di condensazione o di sublimazione. Si distingue dalla nebbia perché non ha alcun contatto con la terra. All’interno del nostro sistema solare, qualsiasi pianeta con atmosfera possiede le proprie nubi. Le nuvole di Venere sono formate da gocce di acido solforico. Marte presenta nubi sotto forma di sottili d’acqua ghiacciata. Sia Giove che Saturno hanno uno strato esterno composto da nubi di ammoniaca, uno strato intermedio di nubi di idrousolfuro di ammoniaca. Urano e Nettuno hanno atmosfere nuvolose dove predomina il metano.
 Divisi per la loro altezza nel cielo, i dieci tipi di nuvole sono:
di basso livello (cumulo, strato, stratocumulo) che giacciono al di sotto di 2.000 metri;

centrali
(altocumuli, nimbostrati, altostrati) che si formano tra 2.000 e 6.000 metri;

di alto livello (cirri, cirrocumuli, cirrostrati) che si formano sopra i 6.000 metri d’altezza;

cumulonembo
che attraversa l’atmosfera bassa, media e alta.

 Spettacolo in cielo

Bieche nubi, dense e torbe,
Volano nell’aria;
Volan ratte innanzi all’orbe
Bella luna solitaria.

Come uccelli smisurati,
Come larve spente,
Per gli spazii sconfinati,
Volan via tacitamente.

Volan ratte, e mentre l’una
Passa, l’altra appare;
Volan via sotto la luna
E discendono nel mare.

E laggiù, nella profonda,
Nella vota scena,
Sopra il baratro dell’onda
Il ciel livido balena.

Arturo Graf

Le nuvole si evolvono continuamente e appaiono in un’infinita varietà di forme. Tuttavia, esiste un numero limitato di forme caratteristiche frequentemente osservate in tutto il mondo, in cui le nuvole possono essere raggruppate in modo ampio in uno schema di classificazione che utilizza generi, specie e varietà (dalla rete).

Occhi nel cielo scutano a cercare
segni celati dell'esistenza di un Dio;
lampi fugaci occhieggiano buio di nubi 
scure e l'orizzonte tende all'infinito...

venerdì 12 gennaio 2024

Salite

Salgo
(nello spazio, fuori del tempo)

L'acqua il vento
La sanità delle prime cose —
Il lavoro umano sull'elemento
Liquido — la natura che conduce
Strati di rocce su strati — il vento
Che scherza nella valle — ed ombra del vento
La nuvola — il lontano ammonimento
Del fiume nella valle —
E la rovina del contrafforte — la frana
La vittoria dell'elemento — il vento
Che scherza nella valle.
Su la lunghissima valle che sale in scale
La casetta di sasso sul faticoso verde:
La bianca immagine dell'elemento.

Dino Campana

 
 
Non starò più a cercare indizi
che portino a conclusioni affrettate;
nel computo dell'interpretare cose
si salgono monti scoscesi di idee...
 
Salire significa andare verso un punto più in alto
sia in senso figurato che non.
Si salgono in modo fisico scale, montagne dislivelli, 
ma si sale anche anche in modo concettuale: 
una posizioni sociale, religiosa etc.

giovedì 11 gennaio 2024

Neonati

I neonati sono grandi poeti,
in una lingua imperfetta,
emettono versi perfetti.

Bing Xino 

Il termine neonato, letteralmente nuovo nato, a cui ci si riferisce occasionalmente con la parola bebè, è un termine ibrido mutuato dal greco e dal latino.
Si può riferire a bambini e a cuccioli di tutti gli animali, nel periodo di tempo vario e proporzionale ai differenti sviluppi fisiologici nelle diverse specie, comunque compreso, per i mammiferi, entro il periodo dello svezzamento. Nel bambino questo periodo corrisponde ai primi ventotto giorni di vita. Dall'inizio del secondo mese allo svezzamento, riferendosi al regime alimentare dominante, il bambino viene definito "lattante" (da wikipedia).

Versi ancora da scrivere stanno
nei solitari cuori di tutti i poeti;
nel vanto di rime baciate, studiate
ritrovo contesti passati, volati...

 

 

mercoledì 10 gennaio 2024

Riflesso animato

 

Giusto per tornare quell'attimo nei
sogni che eravamo, che amammo;
un piccolo andirivieni di amici
completamente disinteressati...
 
Gujil

martedì 9 gennaio 2024

Di piccole cose

Cosa 
 
è un termine generico per indicare nel modo più indeterminato aspetto o parte della realtà materiale o immaginaria, concreta o astratta; designa in genere una realtà inanimata, contrapposta spesso al termine "persona" 
(dalla rete).

 Le piccole cose

Talvolta
(la notte è scesa
con la paura
e il vipistrello sventola
l’ali sue di spettro
che non fanno strepito)
dentro la nostra casa solitaria
sentiamo brevi rumori nell’aria...
Sono le piccole cose che tremano.
Talvolta
(entrando nella stanza
dove l’ombra ha dormito in una bara)
sentiamo una lima
lontanissima limare,
stridere un tarlo...
Sono le piccole cose che gemono.
Talvolta
(l’anima nostra è in pace

e l’occhio svaria
dalla finestra aperta
su la campagna che giace
quieta e solitaria
sotto la luna deserta)
sentiamo nell’aria...
Sono le piccole cose che cantano.

Tito Marrone

Nelle piccole cose i gesti, le gioie
in contesti a volte fugaci e lenti;
poste e riposte ci dicono tanto
di noi, degli altri, di tutti...

lunedì 8 gennaio 2024

Clodia (Lesbia)

Mi chiedi con quanti baci, Lesbia,
tu possa giungere a saziarmi:
quanti sono i granelli di sabbia
che a Cirene assediano i filari di silfio
tra l'oracolo arroventato di Giove
e l'urna sacra dell'antico Batto,
o quante, nel silenzio della notte, le stelle
che vegliano i nostri amori furtivi.
Se tu mi baci con cosí tanti baci
che i curiosi non possano contarli
o le malelingue gettarvi una malia,
allora si placherà il delirio di Catullo.

Publio Valerio Catullo

Nella città di Roma Publio Valerio Catullo conobbe la donna che sarebbe stata il grande amore della sua vita, sì, ma in egual maniera anche il suo tormento.
Il suo nome era Clodia ed era la sorella del tribuno Clodio Pulcro, moglie del proconsole per il territorio cisalpino Metello Celere.
È a Clodia che Catullo canta tutto il suo amore, attribuendole il poetico nome di Lesbia, facendo un implicito paragone con la grande poetessa grega Saffo.
Le cose tra i due sono molto difficili perché la donna è piena di ottime qualità, dalla raffinatezza all’eleganza, ma è anche più grande di lui di dieci anni e di mentalità molto più libera.

La donna, pur amandolo, non risparmierà a Catullo una serie di dolorosi tradimenti fino alla loro separazione (dalla rete).

Nell'amore confusi giacciono
i sensi, stremati e passionali;
eppure ricordo giorno di attese,
luci, fiocchi di neve e vento...

domenica 7 gennaio 2024

Arcimboldo

 Arcimboldo

Eran belle le strade con il vento tagliente, e noi
Coi turisti Maria Teresa girava Schonbrunn, e noi
Comandati da un cicerone colonnello
Che amava i pavimenti del castello
E la carrozza cancellava la realtà.

I cavalli bianchi della scuola spagnola, e noi
E' vero danzano ma sopra hanno un cavaliere, e noi
Anche un grande ballerino può cadere
Anche un marito può picchiare il sedere
Abitava qui Beethoven e sordo morira'.

Come un male che non puoi curare
Come una cancrena, hai deciso tu
Amputare è meglio e razionale
Un taglio netto certo bastera'
Forse a salvare la sua e la tua felicita'
E' facile morire
E' piu' difficile capire.

Sai pregare in tedesco in una chiesa a Vienna e buffa ridi, e noi
Il mercato delle pulci, una torta al cioccolato, i mostri e noi
Suona falso un violino in ungherese
Il goulasch è obbligatorio ma è viennese
E il Bristolone la tua spilla rendera'.

Arcimboldo dipingera' la mia testa per te, e noi
Nei miei occhi il tuo amore, sulla fronte la tua lealta, e noi
Sulle labbra il tuo fiato desiderato
Nella mia gola il tuo palato
Tra le mie rughe la tua sincerita' .

Come un male...
La tua tosse del mattino, uno spazzolino in due, e noi
Fra i miei denti la tua gengivite, una sola in due, e noi
Il tuo corpo che io amo e tu non conosci
E il tuo dolore che mi nascondi
La mia disperazione e mi fai fare l'amore.

Io mi sento bene, sono pronto, è Natale ormai, e noi
Come un albero coi palloncini sorridero' per noi
Non preoccuparti poi se il
sette gennaio
Senza piu' luci ne' radici
Finiro', giu' in cortile o sul solaio.

Come un male che non puoi curare
Come una cancrena, hai deciso tu,
Amputare è meglio, è razionale
Un taglio netto certo bastera'
Forse a salvare, un'altra volta
La sua e la tua felicita'
Non lasciarmi morire
Io voglio ancora capire.

Ricky Gianco

 Vento tagliente e sogni coerenti,
le mie visite all'onirico stremano
quel che di me ancora ripensa
com'eravamo, ma siamo così...

sabato 6 gennaio 2024

Magi(a)

I cosiddetti re magi rappresentano la classe sacerdotale ai tempi dei sovrani achemenidi, parti e sasanidi, che sono stati vittime di un guazzabuglio linguistico, perché in italiano dovevano essere “maghi”, ma, per non peccare di blasfemia, sono rimasti “magi” come nella versione latina del vangelo.
 

I re Magi

“Si misero in viaggio… Ecco la stella
che riappare tutta risplendente,
la grande stella apparsa in Oriente,
in Oriente a dare la Novella.

Si misero in viaggio… Ecco la stella,
la stella che cammina e cammina
e che si ferma su una capannina
che quasi par non debba essere quella, così pia!
E ci son dentro il bove e l’asinello
e c’è Giuseppe avvolto in un mantello

e Gesù fra le braccia di Maria.

Allora s’inginocchiano i tre re
ed offron oro, incenso, mirra…” Resta

pensoso il bimbo e quindi alza la testa:

“Mamma, mamma, la mirra… o cos’è?”.

Marino Moretti

 

Metafora di viaggio, di arrivi
dopo sofferte partenze, di sogni;
la guida cometa si staglia lucente
 affrettano passi, il fiato condensa...