...........................................................................................................................................

L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


...........................................................................................................................................

martedì 10 settembre 2019

Assenza



L'assenza

C'è, scavata nell'aria, la tua dolce

forma di donna: un vuoto
che palpita di te come l'immoto
silenzio dopo una perduta voce.
 
Diego Valeri
 
 
come mancanza, come solitudine,
assenza di tutto, come oblio;
nel silenzio delle parole scosse,
come un cavallo solo al Palio...

 
 
assenza
sostantivo femminile
[dal latino absentia]
-TRECCANI-
 
a.- L’essere assente da un luogo in cui uno dovrebbe trovarsi o si trova abitualmente: assenza dall’ufficio, dal lavoro, da una riunione; tornò dopo lunga assenza; ha fatto parecchie assenze; registro delle assenze, nelle scuole; in assenza del sindaco, fa le sue veci l’assessore anziano; giustificare un’assenza, darne le ragioni (da parte di chi è stato assente) o accertarle e riconoscerle valide (da parte dell’insegnante, del preside, del datore di lavoro); assenza ingiustificata, di alunni o di lavoratori.
b.- Di cose, mancanza: l’assenza dei requisiti necessarî; assenza di volontà; e in senso più concreto: gli anamnî sono i vertebrati caratterizzati dall’assenza dell’amnio.
 

lunedì 9 settembre 2019

Riflesso nell'estate 2019

 
Settembre andiamo... il mese del ripensamento...,
quante cose accadono in fretta e furia,
quanto silenzio nei sospiri ambiti di pene represse;
spesso vorrei tornare, a volte vorrei partire,
incongruenze e ossimori caratterizzano e popolano
la mia incipiente maturità, la mia vecchiaia che arriva...
 
Gujil

 

domenica 8 settembre 2019

Colours so fine

Colours so fine
 
[Intro]
See yourself as a child bathed in golden light
A vision of the heart in your mind’s eye
The elusive mysteries of this life
They are calling as you step inside


[Chorus]
The colours so fine
They will fall from Heaven
In the colours so fine
I will walk upon a new Earth
In the colours so fine
I can see forever
In the colours so fine, the colours so fine


[Verse 1]
Within a kaleidoscope of rainbows
Follow the feeling where it goes
This is the wisdom I only knew in words
These are the energies that create worlds

 
[Chorus]
In the colours so fine
They will fall from Heaven
In the colours so fine
I will walk upon a New Earth
In the colours so fine

I can see forever
In the colours so fine
The colours so fine
Ooooohhh... ooooohhh


[Verse 2]
From your heart, the ocean flows
From your mouth, the wind blows
From your mind, the conscience grows
And as we open new dimensions
We are gaining new perspectives


[Chorus]
In the colours so fine
They will fall from Heaven
In the colours so fine
I will walk upon a new Earth
In the colours so fine
I can see forever
In the colours so fine
The colours so fine

 
Miranda Lee Richards
  
continua la mia west coast infatuation,
lo ammetto questa singer mi ha stregato;
la musica mi vortica intorno,
nelle orecchie, nella mente...
 
 Miranda Lee Richards
è una cantautrice americana di 44 anni nata a San Francisco in California.

La sua uscita nel 2001 The Herethereafter includeva composizioni originali come
"The Beginner" e una cover del singolo "The Dandelion" del 1967 dei Rolling Stones. 
 
Album:
Existential Beast,
Echoes of the Dreamtime,
Light of X,
The Herethereafter,
Colors so Fine,
Early November

sabato 7 settembre 2019

Lifeboat, la mia west coast


Life Boat

Oh amore mio Oh my love
Non fermerai il tuo pianto Woncha' stop your cryin'
La luce del sole sta portando arcobaleni alle tue lacrime The sunlight's bringin' rainbows to your tears
I campi di cotone ondeggianti sono i pilastri della tua tristezza Cotton swayin' fields are the pillars of your sadness
La luce del giorno asciuga le foglie arrugginite The daylight dries the rusted leaves

Ti svegli è un sogno ...  You wake up it's a dream...
Ed è una mattina luminosa e soleggiata And it's a bright, sunny morning
Ogni giorno un nuovo inizio Each day a new beginning
Bene, sta tornando tutto ora Well it's all comin' back now
Naviga attraverso l'oceano, l'oceano profondo e largo Sail across the ocean, the ocean deep and wide
La tempesta ti porterà dall'altra parte The storm will bring you to the other side
La libertà, amore mio, è una moneta a doppia faccia Freedom, my love, is a double-sided coin
Che cosa hai fatto per guadagnare il tuo mantenimento? What have you done to earn your keep?

Non è più un sogno ... It's no longer a dream...
Ogni giorno un nuovo inizio Each day a new beginning
Bene, sta tornando tutto ora Well it's all comin' back now
Beh, sta arrivando tutto 
Well it's all comin'

Quindi percorri queste strade sconnesse So walk these broken roads

Ciò che finge potrebbe anche essere perso What's pretending might as well be lost
E alza il muro i miei unici figli And raise the wall my only sons
Sai che seguirò, sai che potrei seguire You know I will follow, you know I might follow
Ti svegli è un sogno You wake up it's a dream

È una mattina luminosa e soleggiata It's a bright, sunny morning
Ogni giorno un nuovo inizio Each day a new beginning
Beh, sta arrivando tutto intorno ...  Well it's all comin' 'round...

Miranda Lee Richards
  
 
 
un pò come mi sento,
questo sound west coast;
ricordo di tempi passati
ricordo e rimpianto...
 

venerdì 6 settembre 2019

Metropolitana



Il negozietto di caramelle dietro la soprelevata
è lì che per la prima volta
mi innamorai
dell'irrealtà
Gelatine luccicavano nella penombra
di quel pomeriggio di settembre
Sul bancone un gatto si insinuava tra
bastoncini di liquirizia
e barrette al cioccolato
e cicche Oh Boy
 
  Fuori le foglie morivano e cadevano
Il vento aveva spazzato via il sole

 
  Una ragazza entrò di corsa
Aveva i capelli zuppi di pioggia
Il seno ansava nella stanzetta

Fuori le foglie cadevano
e piangendo dicevano
Troppo presto! troppo presto!
 
Lawrence Ferlinghetti
Traduzione di Leopoldo Carra
  
 



metropolitana, come la città immensa,
in un crescendo di traffico e rumore;
ricordo le polverose strade dei campi
e un carro agricolo e un cavallo stanco...

giovedì 5 settembre 2019

Oca e haiku


Oca
è il nome italiano di un numero considerevole di uccelli, appartenenti alla famiglia delle Anatidae. Questa famiglia include anche i cigni, la maggior parte dei quali sono più grandi delle oche, e le anatre, più piccole. Questa voce tratta delle vere oche della tribù Anserini della sottofamiglia Anserinae (da Wikipedia).

Haiku n°21
 
stupide oche vagano
nell'assolata aia, in campagna,
ritorno a quand'ero fanciullo...
 
Anonimo
del XX° Secolo
"Haiku"

mercoledì 4 settembre 2019

Nuvola e haiku

In meteorologia una nuvola (nel linguaggio scientifico chiamata più comunemente nube) è un'idrometeora costituita da minute particelle d'acqua condensata e/o cristalli di ghiaccio, sospesi nell'atmosfera grazie a correnti ascensionali o in stato di galleggiamento e solitamente non a contatto con il suolo.
Dalle nubi si originano le precipitazioni, una delle fasi del ciclo dell'acqua nell'idrosfera assieme alla condensazione del vapore acqueo.
La forma di alcuni tipi di nube è assimilabile ad un frattale con una tipica auto similarità.
La branca della meteorologia che studia le nuvole e i fenomeni ad esse collegati è detta nefologia...
...L'aspetto di una nube è determinato dalla natura, grandezza, numero, distribuzione nello spazio delle particelle e materiale che la costituiscono; dipende anche dall'intensità e dal colore della luce ricevuta dalla nuvola e dalla posizione relativa dell'osservatore e della sorgente di luce.
(da Wikipedia)
 

Eternamente libero
e sensibile,
il gioco della nuvola.
 
John Kerouac
  
come mi sento spesso,
libero, volatile, solo;
cercherei un approdo
se solo fossi barca...

martedì 3 settembre 2019

Poesia e riflesso

Tranquilla e silenziosa
 
Tranquilla candela la luce
nella mano bianca del candelabro,
dolce e in silenzio il sole attraversa
le terre in penombra.
Tante chiacchiere
non cancelleranno la miseria del mondo.
Tranquillo e silenzioso nella terra
il grano diventa pane.
 
Jón úr Vör
  
tranquillità e silenzio, binomio,
è bello sostare nella calma, attimi;
riprendersi dopo un temporale,
nel profondo, nell'anima...
 

lunedì 2 settembre 2019

Perdono

Il perdono

Come ho avuto ciò che mi dai tu. 

 

Avrò amato a sufficienza?
Avrò dato l'acqua ai gerani,
cambiato sempre quella nella ciotola del gatto?
Avrò imparato a memoria i cipressi,
i soldati e i loro fratelli, non una copertina
con l'orlo offeso? Neanche una stagione che si senta
con me risentita? Nessun grazie
è mai stato omesso? Mi ha perdonata il corpo
per il trattamento, e gli uccelli sul davanzale
per l'assenza di briciole, così grande si è estesa
la misericordia? Di quante mie cure
è stato il mondo difettoso? Strappavo
insieme ai giorni i fiori, mal imparavo
a carezzare, ho ignorato nomi, date e tempo,
e il volto unanime dell'uomo,
la forma sua unica degna d'amore,
lasciarla fluire negli scoli per la pioggia:
dunque tutto ad ogni modo mi è rimesso?
Dentro il tuo abbraccio sconfina la grazia.

 
Valeria Cagnazzo
da "Contro la marea"
 
Il perdono è la cessazione del sentimento di risentimento nei confronti di un'altra persona; è quindi un gesto umanitario con cui, vincendo il rancore, si rinuncia a ogni forma di rivalsa di punizione o di vendetta nei confronti di un offensore.
(da Wikipedia)

 Perdono a settembre, strano parlarne,
eppure in qualche riposto anfratto montano
potrebbe qualcuno pensare al perdono
mentre piove su questa città che vivo...

 

domenica 1 settembre 2019

Cetra

Sola cetra
 
Sento che forse i miei occhi
sono estinti dalla troppa luce
e dal troppo fissare il sole,
il cielo alto. Sento
d’essere divenuto un cieco
che si muove per istinto
lungo deserte strade.
E il cuore, sola cetra
capace d’illudermi ancora.

David Maria Turoldo
 
 
cetre, lire, musica del cielo,
io amo un arpa, quella di un amico;
vorrei rivederlo presto, vorrei,
lontano per lidi antichi, come la musica...

 
La cetra (in greco antico: κιθάρα, kithára) era uno strumento musicale dell'antichità classica, appartenente alla famiglia dei cordofoni.
Il termine ha radici antiche e comuni alla chitarra, al sitar indiano e al setar persiano, deriva appunto dal persiano "chahar" (quattro) e "tar" (corde), in quanto i primi liuti arabi avevano appunto quattro corde.
La storia della cetra si perde nei tempi bui dell'antichità.
Dalla lettura della Bibbia in Genesi 4:21 l'inventore di tale strumento fu Iubal discendente di Caino.
E sempre nella Bibbia veniamo a conoscenza che la usò molto Re Davide per i suoi salmi, da noi attualmente chiamati anche inni, tanto che in molti di essi compare il nome di questo strumento musicale.
La cetra era utilizzata anche dai cretesi, per dare la cadenza dei passi ai soldati mentre entravano in battaglia.
La cetra ebbe una notevole diffusione sin dall'antica Grecia dov'era suonata da citaredi professionisti ed era molto spesso utilizzata, sia negli atenei che nelle corti; troviamo tracce di questo strumento anche nella grande tradizione della mitologia.
Il suo uso inoltre prese corpo anche a Roma e in Corsica.
Si sono sviluppate molte varianti fra i popoli, come l'arpa turca, il nebhel egizio, il kinnor ed il dulcimer (ebraici), il salterio (romano), il tar (Persia), l'arpa celtica ed il gusli russo, fino a giungere alla chitarra come la conosciamo oggi. 
Vi sono tracce di strumenti tipo cetre anche nell'impero cinese antico, durante la dinastia Chou.

Anonymous
"Apollo che suona la cetra
su uno sfondo di città"
In particolare la prima cetra asiatica fu il Guqin, una cetra a sette corde.
Nel corso dei secoli la sua struttura venne ulteriormente modificata, fino ad arrivare ad intendere per cetra quella che viene più correttamente chiamata cetera, ossia uno strumento in uso nel Rinascimento dalla cassa di risonanza piatta le cui doppie corde metalliche venivano pizzicate, dotato di un lungo manico e dalla struttura paragonabile a quella di una pera.
L'iconografia greca del V e VI secolo, quella relativa alle pitture sui vasi, ci permette di capire la forma di questo strumento che il più delle volte era raffigurato in mano al dio Apollo mentre era intento a suonare.
La cetra era costruita come la lira ma di dimensioni maggiori, arrivando a essere grande circa la metà di una persona umana.
La cetra aveva una cassa armonica con due bracci, che all'interno erano vuoti, e che collegati tra loro da una traversa; tra questa traversa e la base della cassa erano tese le cinque corde: per aumentare la tensione della corda si usava ripiegarla con un legnetto intorno alla paletta che poi veniva bloccato con un pezzo di ferro o di legno.
Dal punto di vista organologico, la cetra antica non appartiene quindi alla famiglia delle cetre definita nella classificazione Hornbostel-Sachs, ma invece a quella dei liuti a giogo (o lire).
(da Wikipedia)