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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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martedì 9 febbraio 2016

Invernale #3


indecisi, attimi, molecole,
le strane sensazioni approdano
in lunghi, lunghissimi istanti;
le gocce di pioggia,
i vetri bagnati,
il freddo e sottile pensare...
 
Gujil

lunedì 8 febbraio 2016

Profondo


Alessandro Andreuccetti
 Nel-profondo-della-foresta
Nel profondo
 
Dentro l’anima mia, dove ruina
Il fondo e il cieco abisso si spalanca,
Quando la notte in ciel siede regina

Suona una voce dolorosa e stanca;

E un vasto e sordo fremere di pianti
Sale pel bujo che s’addensa quivi;
Come un fiotto d’ignude anime erranti.

Come un lamento di sepolti vivi;

E sospiri pel negro aer travolti,
E fioche voci dai singhiozzi rotte:
Son l’anime dei morti e dei sepolti

Che si destan piangendo a mezzanotte.
 
Arturo Graf
 
 
profondo
[pro-fón-do] - dizionario Hoepli
 
A aggettivo
1 - Caratterizzato da una notevole distanza tra la superficie e il fondo: mare profondo; una cavità profonda
2 - estens. Che penetra molto all'interno sia in verticale, sia in orizzontale: un taglio profondo; un'insenatura profonda || Respiro profondo, con cui si immette nei polmoni una notevole quantità di aria || Sguardo profondo, penetrante o rivelatore di un'intensa vita interiore || Voce profonda, di tono grave
3 - fig. Molto intenso: sonno profondo; blu profondo; buio profondo. || Di sentimento molto radicato e intenso: amore profondp; profondo rispetto || Silenzio profondo, assoluto
4 - Della parte più interna o più meridionale di un territorio: le profonde steppe dell'impero russo; il profondo sud
5 - fig. Non superficiale, approfondito; vasto, articolato: profonda cultura
6 - Musica: Di tono grave: basso profondo
7 - ant. Difficilmente comprensibile, oscuro.
B avverbio
raro, lett. In modo profondo: scavare profondo; parlare profondo.
C sostantivo maschile
1 - La parte più interna e più fonda di qualcosa: nel prosondo del mare; nel profondo della giungla; fig. Dal profondo del cuore || raro Nel suo profondo, nell'intimo.
2 - Psicologia. Inconscio: gli impulsi del profondo.   
 
dentro di me, di noi,
qualcosa, qualcuno;
dentro di noi, di me si fa strada,
rassegnata condizione,
io so, noi sappiamo...

domenica 7 febbraio 2016

Estasi

Michelangelo Merisi "Il Caravaggio"
Maddalena in estasi
 

Estasi
 
Nei tuoi pensieri tutto il giorno, tu nei miei.
Gli uccelli cantano al riparo di un albero.
Sopra la preghiera della pioggia, un blu sterminato,
non il paradiso, che non va da nessuna parte, senza fine.
Perché mai le nostre vite si allontanano
da noi stesse, mentre rimaniamo intrappolate nel tempo,
in fila verso la morte? Sembra che nulla possa mutare
lo schema dei nostri giorni, alterare la rima
data da lutto in assonanza con diletto.
Poi sopraggiunge l’amore come un volo lesto di uccelli
dalla terra al paradiso dopo la pioggia. Un tuo bacio,
rievocato, sfila, come fossero perle, questa catena di parole.
Cieli immensi ci congiungono, unendo qui a lì.
Desiderio e passione nell’aria che pensa.
 
Carol Ann Duffy
Lo splendore del tempio. Poesie d’amore
Traduzione di Floriana Marinzuli e Bernardino Nera

 

Salvatore Rizzuti
Estasi 2
quante estasi, quante gioie!
liberi nel giovanile impeto,
soli con la propria persona;
infine un suono, sempre...
 

estasi 

Nel significato più generico, stato di isolamento e d’innalzamento mentale dell’individuo assorbito in un’idea unica o in un’emozione particolare; più propriamente, nella mistica, il rapimento dell’anima in diretta comunicazione con il soprannaturale.
Come esperienza mistico-religiosa, l’estasi si ritrova in tutti gli stadi culturali; nelle società tribali può avere parte nelle cerimonie d’iniziazione e viene per lo più provocata con mezzi fisici e meccanici.

filosofia
Un ruolo importante assume l’estasi nella filosofia alessandrina e nella filosofia neoplatonica, soprattutto in Plotino, per il quale l’estasi è l’atto semplice e intuitivo con cui l’anima, abbandonati le forme e gli intelligibili che ha in sé, ritorna alla ‘patria celeste’ e si unisce all’Uno, uscendo da sé.
Attraverso le opere di Dionigi l’Areopagita, la concezione neoplatonica dell’estasi, cristianizzata e identificata con il più alto grado dell’ascesa mistica a Dio, si ritrova nei mistici medievali (s. Bernardo, Ugo e Riccardo di S. Vittore, s. Bonaventura, Eckhart Hochheim e J. Tauler), e in autori rinascimentali, come G. Bruno che fa dell’estasi la meta ultima del processo filosofico ed etico (➔ misticismo).

psicologia
In psichiatria, più o meno impropriamente, spesso sono denominate estasi, per la similitudine dei loro caratteri esteriori, manifestazioni accessionali stuporose che possono osservarsi in soggetti nevrotici (isterici, mitomani) o psicotici (schizofrenici, paranoici).
enciclopedia TRECCANI

sabato 6 febbraio 2016

San Paolo Miki e compagni

Paolo Miki è il primo martire giapponese, o meglio il primo giapponese caduto martire per la propria fede cristiana. Va chiarito infatti che non si tratta di un missionario caduto in Giappone, ma di un cristiano del Giappone, esemplare nella vita ed esemplare soprattutto nella morte.
La sua vita del resto fu molto semplice, lineare. Egli appartenne allo stuolo, veramente imponente, dei primi convertiti giapponesi dopo il più antico tentativo di evangelizzazione di quel lontanissimo paese, legato, come si sa, alla storia e alla gloria del grande San Francesco Saverio.
Francesco Saverio era stato in Giappone verso il 1550, e vi aveva gettato i primi fertili semi dell'apostolato cristiano. Dopo di lui, l'opera venne proseguita dai suoi confratelli della Compagnia di Gesù, con successo davvero sorprendente, se si pensa alle difficoltà di quell'ambiente e di quella mentalità così diversa dall'occidentale, e anche alla complicatissima lingua giapponese.
Meno di trent'anni dopo, nel 1587, si contavano in Giappone più di duecentomila cristiani. Uno di questi era il giovane Paolo Miki, nato a Kioto - la capitale dell'arte e della cultura nel paese del Sol Levante - nel 1556. Battezzato a cinque anni, Paolo Miki era entrato ventenne nel seminario dei Gesuiti, ad Anzuciana. Presto era diventato novizio nella Compagnia, aggregandosi poi, con i voti solenni, al manipolo dei seguaci di Sant'Ignazio.
Per lui, giapponese di lingua e di cultura, lo studio del latino fu, comprensibilmente, irto di difficoltà. In compenso divenne un ottimo conoscitore delle dottrine e delle usanze buddiste, e ciò gli permise di sostenere utilmente le discussioni con i dotti del luogo, ottenendo numerose conversioni.
Il Padre Miki, gesuita giapponese, fu infatti ottimo e suadente predicatore. Venne considerato il migliore del proprio tempo, e fu scritto di lui che «mostrava il suo zelo più con i sentimenti affettuosi che con le parole».
Fino al 1590, i missionari cristiani furono circondati, in Giappone, da un clima di tolleranza e spesso di benevolenza. Ma improvvisamente, per diversi e complessi motivi, lo shagun Taicosama decretò l'espulsione dai suoi stati dei missionari gesuiti. Gran parte dei religiosi restò, nascondendosi e proseguendo la loro opera di apostolato in modo semiclandestino. Ma l'arrivo di nuovi missionari e il loro troppo clamoroso preselitismo urtò Taicosama il quale, nel 1596, decretò l'arresto di tutti i missionari.
Paolo Miki venne catturato ad Osaka, con due compagni. Trasferito in carcere a Meaco, vi trovò altri cristiani e missionari, ventisei in tutto: 6 francescani, 3 gesuiti giapponesi e 17 laici giapponesi, tra i quali due ragazzi di 11 e 13 anni. Subirono tutti raffinate e umilianti torture, tra le quali il taglio dell'orecchio sinistro, e l'esposizione allo scherno della popolazione. I persecutori tentarono anche di farli rinnegare, ma nessuno dei ventisei disertò.
Finalmente, il 5 febbraio 1597, vennero messi a morte su una collina presso Nagasaki, chiamata poi «la santa collina». Legati con funi sulle croci, vennero trafitti da due lance incrociate, trapassanti il cuore.
Il ragazzo di 13 anni intonò, sulla croce, l'inno Laudate pueri Dominum; Paolo Miki, prima di morire, parlò un'ultima volta con eloquenza divinamente ispirata, perdonando i propri carnefici. Sulla croce eretta sopra la collina di Nagasaki, il primo martire giapponese apparve veramente come un vessillo, non di sconfitta, ma di perenne vittoria (dalla rete).
 
 
sconosciuti, umili,
qualche Santo in Paradiso è così,
qualcuno forse lo conosce,
non i più, non i più...
 
Gujil

venerdì 5 febbraio 2016

Voci


La voce è il suono emesso dall'essere umano parlando o cantando oppure urlando (la voce viene prodotta dall'aria che, spinta verso l'esterno della bocca  stimola le corde vocali facendole vibrare a produrre il suono che viene poi modulato da altre strutture anatomiche a formare suoni diversi che possono poi formare suoni indistinti o ad imitare versi di animali oppure le parole con le quali interloquiamo con gli altri).
 
Il termine può altresì indicare, per estensione, il verso emesso da un animale, il suono di uno strumento musicale oppure il prodotto di una manifestazione naturale.

 
Una voce
 
Una voce nell'ombra ha qualche volta
la morbidezza calda d'una cosa
tangibile. Non s'ode, non s'ascolta,
ma sul cuor che l'accoglie quasi posa
le sue parole ad una ad una, come,
quando langue, le sue
foglie una rosa.

Se invoca piano, in ansia, un caro nome
par che vi tremi il mal represso ardore
d'un bacio non osato fra le chiome.

E di soverchia intensità essa muore
soffocata ed il pianto che l'assale
sembra il principio dolce dell'amore,
ed è l'inizio acerbo del suo male.
 
Amalia Guglielminetti
da "La seduzione delle vergini"
 
 
 
In musica la voce è lo "strumento musicale" primo e imprescindibile, il più istintivo. Essa è stata fin dalle origini fondamento dell'espressione musicale, e ha ispirato la creazione di numerosi strumenti musicali. Termini come "cantabilità" e "cantando" vengono spesso utilizzati anche nella pratica strumentale per indicare comportamenti timbrici e di fraseggio analoghi a quelli impiegati nella pratica vocale, e in alcune tradizioni musicali la voce è il modello espressivo a cui tende la musica strumentale (ad es. nella musica classica indiana). 
La voce di alcuni animali è determinata dalla conformazione interna della laringe, con corde vocali semplici e poco sporgenti, dalla disposizione delle cavità di risonanza.
In particolare, negli uccelli è l'organo detto siringe a permettere i tipici canti delle varie specie. Le specie animali hanno voci così differenti da giustificare un numero notevole di denominazioni diverse (nitrito, miagolio, raglio, ruggito, ecc.) (da Wikipedia).
 
 
voci dentro di noi, calde,
a volte suadenti e plastiche;
voci nell'anima, dure,
rimpianti scanditi da frasi...

giovedì 4 febbraio 2016

Panic in Detroit

Detroit, una fabbrica abbandonata
 
I cancelli incatenati, la recinzione di filo spinato è lì
 come un'autorità di metallo contro la neve
 e questo grigio monumento al senso comune
 resiste alle stagioni. Ancora carica questa recinzione
 delle paure di sciopero, di protesta, di uomini uniti
 e della lenta corrosione delle loro menti.
 
 Al di là, attraverso le finestre rotte, si vede
 dove le grandi presse si sono fermate fra un colpo e l'altro
 e così, sospese nell'aria, restano prese
 al margine certo dell'eternità.
 Le ruote di ghisa sono ferme; si contano i raggi
che il movimento sfuocava, i montanti che l'inerzia
                       combatteva,
 
 e si calcola la perdita del potere del potere umano,
 lento ed esperto, la perdita di anni,
 il graduale declino della dignità.
 Uomini vivevano in queste fonderie, ora dopo ora;
 nulla di ciò che hanno forgiato è sopravvissuto agli
ingranaggi arrugginiti
 che sarebbero potuti servire a macinare il loro elogio.

Philip Levine
Una semplice verità
Traduzione di Claudio Bellinzona
 
 
 
Panic in Detroit,
una via di rottami negli USA;
quanto vento, quanto tempo,
assiomi sconfitti, distrutti
da ruggine e polvere...

 
 
 
"Panic In Detroit"

He looked a lot like Che Guevara,
 drove a diesel van
 Kept his gun in quiet seclusion,
 such a humble man
 The only survivor of the National People's Gang
 Panic in Detroit, I asked for an autograph
 He wanted to stay home, I wish someone would phone
 Panic in Detroit
 He laughed at accidental sirens that broke the evening
 gloom
 The police had warned of repercussions
 They followed none too soon
 A trickle of strangers were all that were left alive
 Panic in Detroit, I asked for an autograph
 He wanted to stay home, I wish someone would phone
 Panic in Detroit
 Putting on some clothes I made my way to school
 And I found my teacher
 crouching in his overalls
 I screamed and ran to smash my favorite slot machine
 And jumped the silent cars that slept at traffic lights
 Having scored a trillion dollars,
 made a run back home
 Found him slumped across the table.
 A gun and me alone
 I ran to the window. Looked for a plane or two
 Panic in Detroit.
 He'd left me an autograph
 "Let me collect dust."
 I wish someone would phone
 Panic in Detroit
 
David Bowie

mercoledì 3 febbraio 2016

Il Mare del Nord

Mare del Nord
Tale è infatti nelle nostre rappresentazioni il sapere: scuro, salmastro,
limpido, in continuo movimento, profondamente libero...
Elizabeth Bishop
 
Ma forse facevamo soltanto finta di non sapere niente.
Forse così era più facile, di fronte all'enormità
          dell'esperienza,
di fronte alle sofferenze (sofferenze altrui, in generale).

Forse c'era in questo addirittura un po' di pigrizia
e un briciolo di indifferenza ostentata. Forse pensavamo:
meglio essere un tardo epigono di Socrate
piuttosto che riconoscere che qualcosa tuttavia sappiamo.

Forse nelle lunghe passeggiate, quando ci si disvelavano
la terra e gli alberi, quando cominciavamo a capire
          qualcosa,
avevamo paura del nostro coraggio.

Forse il nostro sapere è amaro, troppo amaro,
come le grigie fredde onde del Mare del Nord,
che ha risucchiato già così tante navi,
ma continua ad essere affamato.

Adam Zagajewski
L'inventario e l'enigma
Traduzione di Marco Bruno
 
  

Nord, Mare del (fr. Mer du Nord; ingl. North Sea; ted. Nordsee) Mare dell’Europa nord-occidentale (ca. 575.000 km2), compreso tra la Gran Bretagna a O, le coste della Francia settentrionale, delle Fiandre, dei Paesi Bassi e della Frisia a S, le coste occidentali dello Jylland (Danimarca) e della Scandinavia (Norvegia) a E. Si apre ampiamente a N verso l’Oceano Atlantico, con cui comunica tra le coste della Scozia e le isole Orcadi (Stretto di Pentland) e tra le isole Orcadi e le isole Shetland e tra queste ultime e la costa norvegese. È unito all’Oceano Atlantico anche a SO mediante la Manica (Passo di Calais). A Est lo Skagerrak lo apre verso il Mar Baltico.
I suoi fondali sono poco profondi: in media tra i 90 e i 100 m; maggiori profondità si hanno lungo le coste della Norvegia, dove si superano i 600 m. Le maree hanno escursione variabile da 2,4 a 4 m sulle coste meridionali e occidentali; sono più ridotte invece lungo le coste norvegesi. La temperatura delle sue acque, nella zona centrale, varia in media dai 6 °C nei mesi più freddi ai 14 °C nei mesi più caldi; in prossimità delle coste l’escursione termica è maggiore. Anche la salinità varia da luogo a luogo; passa dal 35‰ nella zona centrale e occidentale al 20‰ in prossimità delle foci dei grandi fiumi, numerose in particolare sulle coste sud-orientali (Schelda, Mosa, Reno, Ems, Weser, Elba). Numerose le isole o i gruppi di isole (le maggiori sono le Orcadi e le Shetland al N e le Frisone a SE); molto frastagliate le coste, dove si trovano diversi porti, tra i maggiori del mondo (Amburgo, Brema, Amsterdam, Rotterdam, Anversa, Londra).
Il Mare del N. ha ricchi giacimenti di petrolio e di gas naturale (fig.); il primo rinvenimento importante si ebbe nel 1965, al largo delle coste orientali inglesi: a circa 70 miglia dalla foce del fiume Humber fu individuato un giacimento di gas naturale a circa 3000 m sotto il fondale marino.
Nel 1969 venne scoperto il primo giacimento di petrolio e nel 1975 ebbe inizio lo sfruttamento dei giacimenti situati in gran parte nei settori britannico (petrolio di Forties e Brent; gas naturale di Leman Bank e Indefatigable) e norvegese (gas naturale e petrolio di Ekofisk, petrolio di Statfjord). 
Economicamente il Mare del N. è importante  anche per la pesca industriale (soprattutto dell’aringa e del merluzzo).
TRECCANI 

 

noi siamo mare,
quando agitati onduliamo,
mare freddo se è arido
in noi il sentimento,
Mare del Nord...

martedì 2 febbraio 2016

Invernale #2

 
corrono pensieri distratti,
la grande paura è solitudine,
corrono voci di corridoi bui,
la grande paura è vivere...
 
Gujil

lunedì 1 febbraio 2016

Alla vita!

 
Alla Vita! Cirque du Soleil a Expo in un viaggio onirico.
Alla vita! (di cui pubblichiamo il video del trailer) racconta la storia di Leonardo, un ragazzino, a cui viene regalato un seme magico dalla nonna.
Da questo seme nasce Farro, suo amico immaginario, che lo guida in un viaggio onirico colmo di speranza.
Facile immaginare come la trama di questo spettacolo in quattordici atti (per la durata complessiva di un’ora) sia stata ispirata dal tema di Expo 2015 Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita (dalla rete).


Alba. Il canto del gallo

Salve, o vita! dal cielo illuminato
dai primi raggi del sorgente sole
all'azzurra campagna!
 
Salve, o vita! potenza misteriosa
fiume selvaggio, poderoso eterno
ragione e forza a tutto l'universo
salve o superba!
 
Te nel silenzio gravido di suoni
te nel piano profondo o palpitante

cui nuovi germi agitano il seno
te nel canto lontano degli uccelli
nel frusciar delle nascenti piante;
te nell'astro che sorge trionfante
ed in fra muti sconsolati avelli
sento vibrare
 
E ribollir ti sento nel mio sangue
mentre il sole m'illumina la faccia
e dalle labbra mi prorompe il grido:
 
viva la vita!

 Carlo Michelstaedter
1° giugno 1905
 

vivere, senza rimpianti,
senza malinconie...possibile?
spazio precluso ai molti,
la vita si anima, zampilla,
poi infine si ferma...
 

domenica 31 gennaio 2016

Invernale #1 con cane


abbaiare di cane,
nel silenzioso mattinale,
inverno non freddo;
impalpabile nebbia seduce
pochi sprazzi di luce,
è certo il latrato,
unico suono...
 
Gujil


 
I cani abbaiano in modo diverso per comunicare le loro intenzioni ma anche per esprimere degli stati d’animo, di seguito vedremo quali sono le principali motivazioni per cui i cani abbaiano.


• Attenzione/Domanda:
Il cane può desiderare di mangiare, di andare fuori o vuole la vostra attenzione. 
• Noia/Frustrazione:

Il cane potrebbe essere stato lasciato fuori il giorno e la notte, o confinato in una stanza per un lungo periodo di tempo.
• Paura:

Il cane può avere paura di oggetti, persone, luoghi, altri animali, o rumori forti, come il tuono e fuochi d'artificio.
In questi casi la postura del vostro cane può suggerire se sta abbaiando per paura o meno.
Tipicamente le orecchie sono poste indietro, e la coda tenuta bassa. 
• Territorialità/protettivo:

Il cane abbaia in presenza di "intrusi", che possono includere persone e altri cani. Suggerimento: Se il vostro cane è territoriale, la sua postura appare minacciosa, con la coda alta e le orecchie e in avanti. 
• Giocosità/Eccitazione: Il cane è molto giocoso e eccitato quando saluta le persone. 
• Problemi di salute: Il cane può avere una disfunzione cognitiva o sordità, e abbaia perché non è in grado di sentire la sua stessa voce. 
• Genetica: alcune razze, per esempio i terriers, sono più inclini ad abbaiare. 
• Bisogni fisici: Il cane ha caldo, freddo, fame o sete oppure fa insufficiente esercizio fisico e ha molta energia repressa che poi sfoga attraverso l’abbaiare.
 
• Difesa territoriale: I cani possono abbaiare eccessivamente in risposta a persone, cani o altri animali all'interno o che si avvicinano al loro territorio.

Il territorio del cane comprende la zona circostante l’abitazione del proprietario o comunque tutti i luoghi a cui ha facile accesso e che frequenta spesso. 
• Abbaio di allarme: si verifica quando il cane abbaia per un rumore o per qualsiasi altro stimolo che lo fa allarmare.

In questo cane il cane vuole comunicare la presenza di qualcosa che a suo avviso risulta minaccioso. 
• Abbaio di saluto: Il cane può abbaiare in segno di saluto, questo succede anche se abbaia quando vede persone o altri cani e il suo corpo è rilassato, è eccitato e la sua coda è scodinzolante. A
volte questo abbaio risulta un po’ “lamentoso”.