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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 20 gennaio 2016

Scritti


scritto
[scrìt-to] aggettivo, scritto (forma con i prostetica iscritto)
Sabatini - Coletti
 
• aggettivo.
1- Espresso, effettuato attraverso la scrittura: discorso scritto; esami scritti || lingua scritta, quella usata nella scrittura, che in genere rispetta norme più rigide di quelle che regolano la lingua parlata
2- Che mostra la presenza della scrittura: pagina scritta
3- fig. Impresso: avere qualcosa scritto nella mente
4- fig. Destinato, decretato: era scritto che avrei fatto tale fine

sostantivo maschile
1- La forma scritta della comunicazione linguistica; la lingua usata nella scrittura: lo scritto e il parlato || mettere per scritto, per iscritto, scrivere, formalizzare
2- Nel lessico scolastico, prova scritta d'esame o la parte non orale di una materia: gli scritti della maturità
3- Qualsiasi cosa scritta; in particolare, testo scritto, soprattutto di natura letteraria: scritti filosofici di Cicerone.
 
 
Scritto
 
Scritto dovunque,
segno le strade che so,
le marco su un foglio
riposto nel cuore.
 
Son desto di voci,
preghiere interminabili
verso cieli improbabili
rivolgo, prego!
 
Nel quid imprevisto
sostengo tesi difficili,
poi volgo lo sguardo
e ritrovo sorrisi...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 

martedì 19 gennaio 2016

Pardon my heart!


Ofelia di John Everett Millais
Come salvarti, dimmelo, cuor mio,
quando ti aggraffa lei tra grinfie adunche,
quando si svela a te, che ne vacilli,
odorosa di molli ombre muschiate,

come sottrarti alla sue rose nere?
 
Ma io mi lascio scorrere dal fiume:
ricordi Ofelia? Sposa alla corrente?
Mi lascio risucchiare dalla luna
per sciogliermi, ed entrar nelle tue notti
scendendo a benedirle in raggi d'oro.
 
Donata Berra
 
 
Questo straordinario dipinto in olio su tela è diventato un pò l’embema della Confraternita (i Preraffaelliti), un pò perchè racchiude in sé i tratti, i colori, la cura dei dettagli ma anche per il soggetto che è tratto dall’Amleto di William Shakespeare, scrittore amatissimo dai Preraffaelliti.
Il quadro immortala Ofelia che, appena caduta nel ruscello mentre coglie fiori, continua a cantare nonostante stia cominciando ad annegare.
L’artista dipinse in due diversi tempi l’Ofelia e il ruscello: infatti per meglio rendere l’ambientazione naturale del dipinto, John Everett Millais si trasferì per un certo tempo in campagna, lungo le rive dell’Hogsmill River, dove poté studiare la vegetazione per dipingerla con rigore scientifico. La resa realistica della giovane donna nell’acqua venne ispirata al pittore dalla modella Elizabeth Siddal, che fu fatta posare vestita dentro una vasca d’acqua riscaldata per ore, in pieno inverno.
La diciannovenne si ammalò e il padre chiese un rimborso al pittore per le spese mediche (Chiara GP dalla rete).
 

 "Pardon My Heart"

It's a fallen situation
 When all eyes are turned in
 And a love isn't flowing
 The way it could have been.
 You brought it all on
 Oh, but it feels so wrong
 You brought it all on
 No, no, no,
 I don't believe this song
 You brought it all on.
 It's a sad communication
 With little reason to believe
 When one isn't giving
 And one pretends to receive.
 You brought it all on
 Oh, but it feels so wrong
 You brought it all on
 No, no, no,
 I don't believe this song
 You brought it all on.
 Pardon my heart
 If I showed that I cared
 But I love you
 more than moments
 We have or have not shared.
 You brought it all on
 Oh, and it feels so good
 You brought it all on
 When love flows
 the way that it should
 You brought it all on.
 It feels so good
 It feels so good
 You feel good.
 
Neil Young
 
 
Pardon my heart,
if I show what I care...,
questo è il punto,
la trasparenza traspira...

lunedì 18 gennaio 2016

Difesa

 
[di-fé-sa]
sostantivo femminile
Dizionario Sabatini Coletti
 
1- Opera volta a respingere azioni ostili o dannose contro persone o cose: difesa accanita, a oltranza; difesa dell'ambiente, del suolo; in particolare con riferimento ad azioni belliche: la difesa dello Stato è affidata alle forze armate || Ministero della Difesa, quello che sovrintende alle forze armate dello stato | nel proverbiale la miglior difesa è l'attacco

 2- estensivo. Qualsiasi cosa valga a proteggere, a salvaguardare da un danno o pericolo SIN protezione, riparo: colpire le difese nemiche; le difese dell'organismo

3- direzione. Azione di tutela, di assistenza, di rappresentanza svolta dall'avvocato nei confronti di una parte in giudizio SIN patrocinio: assumere la difesa di un imputato; legittima difesa; estensivo l'avvocato o il collegio di avvocati difensori e il loro modo di presentare le ragioni dell'imputato: la parola alla difesa.

4- sport. Nel pugilato, coefficiente di quattro punti assegnato al pugile che si sia rivelato superiore nell'evitare o nel parare i colpi dell'avversario; negli sport di squadra, azione di contenimento dell'attacco portato dalla squadra avversaria e gruppo di giocatori a ciò preposto: giocare in difesa || difesa a uomo, nel calcio, quella in cui ogni attaccante della squadra avversaria è controllato da un difensore | difesa a zona, quella in cui ogni giocatore deve controllare una data parte di campo

 
Difesa
 
Che giurai? che promisi? Allor che il petto
La forsennata passïon ti morse,
Fors’io ti lusingai? ti diss’io forse:
T’amo; l’amor che prima m’offri accetto?

Tacqui: ricordi? al labbro mio non corse
La vigliacca menzogna: il novo affetto
T’ingombrava la mente, ed il sospetto
Del ver ch’io non celava in te non sorse.

Or perché piangi, e te tradita stimi,
E me sleal? guardami un tratto in volto,
Le mie parole nella mente imprimi:

Lungi da te, sott’altro ciel, nel folto
D’una selva, una tomba infra sublimi
Cipressi albeggia: — Ivi è il mio cor sepolto.
 
Arturo Graf
 
 
difendere anche l'indifendibile,
negare l'evidenza, vivere;
contesti complessi ed asurdi
e la voglia di andare via...
 

domenica 17 gennaio 2016

Le tentazioni di Sant' Antonio Abate

 

 
 
 

Il Trittico delle
Tentazioni di sant'Antonio
è un dipinto a olio su tavola (aperto 131x238 cm)
di Hieronymus Bosch,
databile al 1501 circa e conservato nel
Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona.
(Wikipedia)

 
 
 
Anta sinistra

Nello sportello sinistro è il Volo e caduta di sant'Antonio.
In alto nel cielo il santo a mani giunte è trascinato da un nugolo di demoni; più in basso una grotta, probabilmente un bordello piuttosto che l'antro del santo, sotto una collinetta formata da un albero a forma di uomo carponi il cui posteriore forma l'ingresso, a cui è diretta una processione sacrilega guidata da un demone che indossa paramenti sacri e un cervo, di solito figura cristologica ma qui usato in senso sacrilego; in primo piano il santo sorretto dopo la caduta, esausto, da due monaci e un laico, nel quale si è voluto vedere un autoritratto dell'artista; sotto il ponte del lago ghiacciato tre figure, una delle quali in veste di monaco che legge una lettera; sul lago un demone uccello con pattini che reca sul becco un cartiglio con la scritta «grasso»: il riferimento può alludere allo scandalo della vendita delle indulgenze, la figura pattinatrice potrebbe derivare dai grylloi dell'arte di epoca alessandrina.
 
 
Pannello centrale

Nel pannello centrale è la scena con le Tentazioni di sant'Antonio.
Al centro si vede il santo in meditazione, che con la mano benedicente indica la piccola cella ricavata da un torrione diroccato, dov'è l'apparizione del Cristo che indica il Crocifisso vero sacrificio e non quello che stanno svolgendo i demoni alla sua sinistra: una messa sacrilega celebrata da sacerdotesse, tra cui una nera che porta un vassoio su cui un rospo, simbolo di stregoneria ma anche di lussuria, regge un uovo, e con un suonatore vestito di nero, con faccia di maiale e civetta sulla testa, simbolo di eresia, e uno storpio, che si apprestano a fare la comunione, sulla sfondo a sinistra una città in fiamme, legata al fuoco di sant'Antonio e alla protezione del santo dalle fiamme.
Nel gruppo di demoni a sinistra, quello con la donna che indossa un cimiero a forma di albero cavo, sarebbe simboleggiata la violenza sanguinaria; in quello nell'acqua a destra si svolgerebbe una parodia diabolica della fuga in Egitto o dell'adorazione dei Magi; un terzo gruppo demoniaco è quello che esce dal frutto rosso in primo piano, tra cui un diavolo che suona un'arpa ed è a cavalcioni di un pollo spennato e con ai piedi due zoccoli, e un quarto si muove attorno alla barca-pesce al centro.
Il cielo è solcato da un uccello-nave, pesci volanti e imbarcazioni alate. Appoggiato al muro in secondo piano è un uomo con la barba e con cilindro, probabilmente il mago direttore di tutta la visione.
 


 
Anta destra
 
Nel pannello di destra è la Meditazione di sant'Antonio: in cielo due figure volano sopra un pesce che, secondo la credenza, avevano ricevuto dal diavolo la facoltà di volare per raggiungere i sabba alle streghe; in primo piano una donna nuda, simbolo della lussuria, si affaccia da un tronco cavo attraverso una tenda scostata da un rospo, ed offre il suo corpo tentatore al santo, sulla destra, intento alla meditazione, che si rivolge allo spettatore con uno sguardo sconsolato.
Vicino a lui un nano con un mantello rosso con girello e girandola è simbolo dell'incoscienza dell'umanità; in primo piano una tavola con il pane e la brocca di vino, ultima tentazione del santo, è sostenuta da demoni nudi.
Nello sfondo una città turrita, mulini a vento e un lago.

 
"Sant’Antoni dalla barba bianca
famm trua’ quel che ma manca,
Sant’Antoni dul purscel fam truva’ propri quel"
(Sant’Antonio dalla barba bianca fammi trovare quello che mi manca,
Sant’Antonio del porcello fammi trovare proprio quello)
 

sabato 16 gennaio 2016

Un Frammento ancora



Nicola Piscopo, "Frammento"
Frammento
 
Nuvole s'inerpicano come animali sul monte
del cielo, le sere diventano troppo presto buie
e da tutti i lumi gocciola l'autunno.
 
Lo sai, è novembre,
lontani sono i prati e gli odori del bosco.

Quando eri molto piccolo, catturavi farfalle.
 
Tutto trascorse come un respiro pieno di vento.
In mezzo ai giorni scorrono eternità.
Senti un bambino suonare sotto la pioggia un'armonica

               a bocca.
 
Gli alberi arrugginiscono e
come un volo d'anatre selvatiche si mostrano nel canneto
stormi di stelle.

 
Günter Eich
L'inventario e l'enigma
Traduzione di Gio Batta Bucciol
 
 
framménto
(antico fragménto) sostantivo maschile
[dal latino fragmentum, derivazione di frangĕre «rompere»]
-TRECCANI-
 
1.- Ciascuno dei pezzi in cui s’è rotto un oggetto, o, più genericamente, piccola parte staccatasi o tolta da un oggetto: un frammento di vetro, di ceramica; un frammento d’osso; un frammento del frontone del Partenone; esaminare al microscopio un frammento di tessuto; frammenti di fissione nucleare, i due, o più, nuclei leggeri che si originano dalla fissione di un nucleo atomico pesante.
 
2.-
a.- Parte di opera letteraria pervenutaci mutila: i frammenti degli storici greci; i frammenti di Saffo, di Alceo; anche, singolo brano di un’opera concepita frammentariamente e che, per ragioni artistiche o per altro motivo, non abbia avuto una sua esteriore unità: i frammenti delle «Grazie» del Foscolo.
b.- Denominazione usata dagli studiosi del diritto romano per designare ogni singolo passo di cui si compone il Digesto.
c.- Nella letteratura moderna, breve componimento lirico, in prosa o in versi, caratteristico del frammentismo.
 
◆ Diminutivo frammentino, frammentùccio, frammentuzzo; peggiorativo frammentàccio.

 
frammenti ne ho tanti,
in mente, nella pelle;
le impossibili vie, lunghe,
le estasi e i tormenti...

venerdì 15 gennaio 2016

Adda

Su l'Adda

Corri, tra' rosei fuochi del vespero,
corri, Addua cerulo: Lidia su 'l placido
fiume, e il tenero amore,
al sole occiduo naviga.

Ecco, ed il memore ponte dilungasi:
cede l'aereo de gli archi slancio,
e al liquido s'agguaglia
pian che allargasi e mormora.

Le mura dirute di Lodi fuggono
arrampicandosi nere al declivio
verde e al docile colle.
Addio, storia de gli uomini.

Quando il romuleo marte ed il barbaro
ruggîr ne' ferrei cozzi, e qui vindice
la rabbia di Milano
arse in itali incendii,

 
tu ancor dal Lario verso l'Eridano
scendevi, o Addua, con desio placido,
con murmure solenne,
giú pe' taciti pascoli.

Quando su 'l dubbio ponte tra i folgori
passava il pallido còrso, recandosi
di due secoli il fato
ne l'esile man giovine,


tu il molto celtico sangue ed il teutono
lavavi, o Addua, via: su le tremule
acque il nitrico fumo
putrido disperdeasi.

Moriano gli ultimi tuon de la folgore
franca ne i concavi seni: volgeasi
da i limpidi lavacri
il bue candido, attonito.

Ov'è or l'aquila di Pompeo? l'aquila
ov'è de l'ispido sir di Soavia
e del pallido còrso?
Tu corri, o Addua cerulo.

Corri tra' rosei fuochi del vespero,
corri, Addua cerulo: Lidia su 'l placido
fiume, e il tenero amore,
al sole occiduo naviga.

Sotto l'olimpico riso de l'aere
la terra palpita: ogni onda accendesi
e trepida risalta
di fulgidi amor turgida.

Molle de' giovani prati l'effluvio
va sopra l'umido pian: l'acque a' margini
di gemiti e sorrisi
un suon morbido frangono.

 

E il legno scivola lieve: tra le uberi
sponde lo splendido fiume devolvesi:
trascorrono de' campi
i grandi alberi, e accennano,

e giú da gli alberi, su da le floride
siepi, per l'auree strisce e le rosee,
s'inseguono gli augelli
e amore ilari mescono.

Corri tra' rosei fuochi del vespero,
corri, Addua cerulo: Lidia su 'l placido
fiume naviga, e amore
d'ambrosia irriga l'aure.

Tra' pingui pascoli sotto il sole aureo
tu con Eridano scendi a confonderti:
precipita a l'occaso
il sole infaticabile.

O sole, o Addua corrente, l'anima
per un elisio dietro voi naviga:
ove ella e il mutuo amore,
o Lidia, perderannosi?

Non so; ma perdermi lungi da gli uomini
amo or di Lidia nel guardo languido,
ove nuotano ignoti
desiderii e misterii.
 
Giosué Carducci
dalle Odi Barbare
 
 

un fiume amato e visto scorrere,
dai monti al piano, sempre,
uguale e diverso in ogni stagione,
un passo dietro l'altro, insieme...

giovedì 14 gennaio 2016

Parole e parole

Invece di parole
 
Il mio amore ha una veste bianca e lunghissima,
di sonno, d'insonnia e di nozze,
va a sedersi la sera a un tavolino,
sopra cui posa un pettine, due fiale,
una spazzola, invece di parole.
Dagli abissi della chioma pesca
molte forcine e poi le mette in bocca, invece di parole.
 
La scompiglio, lei si pettina
nuovamente scompiglio. Poi che resta?
Lei si addormenta invece di parole,
e il suo sonno ormai mi conosce,
scodinzola con la sua coda di sogni lanosi,
il suo ventre s'è impregnato facilmente
di tutte le funeste profezie
della fine dei tempi.
 
Io la sveglio: siamo gli umili
strumenti di un difficile amore.

Yehuda Amichai
Poesie
Traduzione di Ariel Rathaus
 
 
 
In linguistica, la parole (in francese, letteralmente, "parola") è l'atto linguistico individuale e irripetibile del parlante.
Quale atto individuale, la parole si contrappone così alla langue, standard sociale costituito dal sistema di segni che formano il codice di un idioma.
Il concetto è stato introdotto dal linguista svizzero Ferdinand de Saussure nel suo Corso di linguistica generale (1916) - (Wikipedia).
 

quanto tempo passò da quella volta,
eravamo indicibilmente vitrei,
il cielo emanava quello strano tepore,
piovevano parole e parole,
le vie, i percorsi, l'amore...

mercoledì 13 gennaio 2016

Grief!

Vincent van Gogh,
Sorrow  ("Tristezza")
 litografia del 1882
La sofferenza è una condizione di dolore, che può riguardare il corpo e/o il vissuto emotivo del soggetto.
Essa può derivare direttamente da un trauma, fisico o emotivo, oppure può essere espressione di una afflizione interiore più profonda, di cui può essere difficile o impossibile individuare un fondamento oggettivo.
In particolare quando la sofferenza è legata a una condizione interiore del soggetto ed è prolungata nel tempo, ovvero la sua intensità è tale da inibire o danneggiare la normale attività emotiva e pratica del soggetto, essa costituisce sintomo di un disturbo psicologico, ad esempio nell'ambito patologico della depressione.
La sofferenza è anche un insieme di sensazioni corporali anomale.
Nella malattia mentale, che disturba la mente, è un dolore fisico.
(da Wikipedia)


quando il dolore è forte,
ti toglie il pensare,
la vita,
sia esso fisico,
sia morale;

il dolore,
un ponte sull'anima...
 
 
Andrea Tosa
Dolore e dispiacere
Poiché il dolore l'animo m'infranse
per me non ebbe più la vita un fiore...
e pure inconscio iva cercando amore
l'animo offeso.
Ahi ti vidi e a te il pensier rivolsi
a te che pura sei siccome un giglio...
... Le lacrime mi sgorgano dal ciglio
invirilmente.
Oh mia fanciulla, oh tu non hai compreso
di quanto amore io t'ami. Ed un dolore
nuovo, più intenso mi attanaglia il cuore

che tu feristi.
Se m'ami Elsa a che mi fai soffrire?
Tu della vita mia unico raggio
tu che sola m'infondi quel coraggio
che mi fa vivo!
Lo sguardo mio non t'ha saputo dire
non t'han saputo dir le mie parole
quello che dice all'universo il sole,
amore! amore
!?
 
Carlo Michelstaedter
3 aprile 1905



martedì 12 gennaio 2016

Destino

destino
(ant. distino)
sostantivo maschile [der. di destinare].
- TRECCANI -
 
1.- La predeterminazione fatale dell’accadere; il succedersi degli eventi ritenuto come preordinato e necessario, al disopra dell’umana capacità di volere e di potere: subire il d.; rassegnarsi al d.; seguire il proprio d.; predire il d.; leggere nel libro del d.; avere un brutto destino. Nel linguaggio fam., è destino, era destino, seguìto o no da prop. soggettiva, è (o era) destinato, fatale, irrevocabilmente stabilito da una volontà superiore o dal succedersi degli eventi: perché prendersela? si vede che era destino!; era d. che non dovessero più incontrarsi; è d. che io ci debba sempre rimettere. Talora personificato e inteso come una superiore potenza che opera secondo leggi immutabili: essere perseguitato dal d.; prendersela col d.; non si può sfuggire al destino. Con sign. più generico, sorte, anche al plur.: i d. della patria, dell’umanità.
 
2.- Con uso improprio, destinazione: l’impiegato attendeva di conoscere il suo d.; spec. nella pratica mercantile: la nave ha raggiunto il proprio d.; merce spedita franco destino.
 
 

Viviamo giorni difficili, angelo mio
                                          (Sigfrido, Gerusalemme)
 
Un tempo difficile è questo:
e proprio su di noi
si schiude il riparo;
ma respiriamo come sulla terra l'erba,
e vedrai, ce ne andremo presto
con vele verdi, angelo mio.
 
Ma perché non ci siamo amati fino adesso?
Com'è successo? Ci pensi,
perché tu non lui, perché lui non te,
e perché amò proprio quella?
 
Sarà stato soprattutto il destino?
O un disegno che trascende
pure il destino? E poi il fatto
che il passato
fu imprevedibile?
 
Ma non occupiamoci di questo adesso,
l'amore è buono se amato,
il passato se sepolto
ti amo; nel cielo pasquale
o sul prato
emerge
una nave intrecciata di erbe e di
astri.
 
Szócs Géza
Traduzione di Tomaso Kemeny
 
 
stare insieme è difficile,
a volte indispensabilmente utile;
così viviamo riflessi e ombre,
ci sediamo a finestre di dolore
e guardiamo il mondo passare...

lunedì 11 gennaio 2016

Cavalieri neri

 
Anni
 
Anni e anni,
passano e sbiadiscono,
qualcuno si imprime, con forza;
le vie precluse si fondono
ai paesaggi di ieri,
ricompiono imprese
i neri cavalieri.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

 
 

I cavalieri neri sono le persone negative, che minano la tua attività bombardandoti di preoccupazioni e rendendoti insicuro.
Ognuno di noi ha attorno a se persone diverse, alcune più positive altre difficili da gestire. Quando sei vicino a qualcuno timoroso o che ti causa preoccupazioni, non riesci a motivarti abbastanza per gestire al meglio la tua attività. Quando ti accorgi che qualcuno a te vicino risucchia la tua energia, ti “gestisce”, stai attento: è il momento di cambiare e frequentare persone più positive (altrimenti tu stesso cambierai atteggiamento verso gli altri, diventando via via più grigio). Scegli al meglio le persone che vuoi al tuo fianco, anche perché ricordati che ogni individuo è la sommatoria delle 6 persone che frequenta più spesso.
Non farti mettere sotto scacco: solitamente quando non riesci a influenzare qualcuno questa persona ti causerà turbamenti costanti nella tua mente e tratterai peggio anche le altre persone... (dalla rete).