...........................................................................................................................................

L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


...........................................................................................................................................

mercoledì 10 luglio 2013

Terra in bocca



Ecco una cosa
 a cui tengo davvero,
un lavoro unico
che mi porta nel tempo
lontano,
lontano...
chi mi darà la mano?

martedì 9 luglio 2013

Sento respiro..., di Anonimo


Sento respiro
sento sospiro
rivedo
e ritrovo

Anonimo
del XX° secolo
frammenti ritrovati

lunedì 8 luglio 2013

Cicale

Le Cicadidi (Cicadidae Westwood, 1840) sono una Famiglia di insetti dell'ordine dei Rhynchota (sottordine Homoptera Auchenorrhyncha, Infraordine Cicadomorpha). Appartengono a questa famiglia la maggior parte delle specie di insetti comunemente noti come cicale. Il periodo in cui risuona il canto delle cicale è l'estate. Alla cicala australiana spetta il titolo della più rumorosa, visto che riesce a emettere ben 100 decibel alla frequenza di 4,3 kHz; dato che le femmine sono tutt'altro che sorde, e riescono a percepire suoni al di sopra dei 30 decibel, varie altre spiegazioni sono state addotte per giustificare questi suoni: è possibile che la femmina scelga il maschio in base anche alla intensità del suono, oppure che lo scopo sia quello di spaventare o stordire gli eventuali predatori, o invece che il territorio da coprire sia in effetti molto ampio. I due muscoli che con la loro contrazione iniziano la catena di eventi che produce l'impulso acustico, realizzano un suono avente una modulazione di 240 Hz. L'energia elastica rilasciata durante questi movimenti genera uno schiocco acustico, ma data la rapidità dei movimenti, lo schiocco si accoda ad un trenino di vibrazioni caratterizzate da una frequenza di 4,3 kHz. Lo schiocco realizza pressioni notevolissime, sfiorando i 160 decibel. La regione addominale, abitualmente, contiene una sacca aerea, oltre ad una coppia di timpani che fungono da casse armoniche, che collegano la sacca con l'esterno e riescono ad amplificare il suono di circa 20 volte. L'apparato addominale è abilitato a correggere il sistema acustico per ottimizzare la qualità del suono (da wikipedia).

Canto di cicale

Talora nell’arsura della via
un canto di cicale mi sorprende.
E subito ecco m’empie la visione
di campagne prostrate nella luce…
E stupisco che ancora al mondo sian
gli alberi e l’acque
tutte le cose buone della terra
che bastavano un giorno a smemorarmi…
Con questo stupor sciocco l’ubbriaco
riceve in viso l’aria della notte.
Ma poi che sento l’anima aderire
ad ogni pietra della città sorda
com’albero con tutte le radici,
sorrido a me indicibilmente e come
per uno sforzo d’ali i gomiti alzo…

Camillo Sbarbaro

da Pianissimo


ricordo,
bambino nel fieno,
stelo d'erba,
odore di sole
e loro a frinire...

domenica 7 luglio 2013

Frammento



Silenzi perfetti
animano spazi
e vuoti a rendere,
la mente inciampa
e cade...

Anonimo
del XX° secolo
frammenti ritrovati

sabato 6 luglio 2013

Sempre Emily

Frequently the woods are pink -
Frequently are brown.
Frequently the hills undress
Behind my native town.
Oft a head is crested
I was wont to see -
And as oft a cranny
Where it used to be -
And the Earth - they tell me -
On it's axis turned!
Wonderful Rotation!
By but twelve performed!

Emily Dickinson
   
Sovente i boschi sono rosa -
Sovente sono bruni.
Sovente le colline si spogliano
Dietro il mio paese natio.
Spesso è coronata una testa
Che ero solita visitare -
E altrettanto spesso un recesso
Dove usava stare -
E la Terra - mi dicono -
Sul suo asse ha girato!
Prodigiosa Rotazione!
Da appena dodici compiuta!



La descrizione del ciclo della natura come "prodigiosa rotazione"
che ha bisogno soltanto dei suoi dodici mesi per compiersi ogni volta.
I versi 5-8 si riferiscono probabilmente alla fioritura, che corona le teste di fiori, o anche di rami o alberi, e al suo contrario, a quel recesso spoglio dove le stesse cose risiedono, come se fossero nascoste, nei mesi invernali
(dalla rete).

venerdì 5 luglio 2013

Comete

Comete

Scie di infinito
striano neri profondi
illuminano angoli
di sconosciuti universi.
Così siamo noi,
piccole luci del nulla.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate


Il Mago delle comete

Una volta un mago inventò una macchina per fare le comete.
Somigliava un tantino alla macchina per tagliare il brodo, ma non era la stessa e serviva per fabbricare comete a volontà, grandi o piccole, con la coda semplice o doppia, con la luce gialla o rossa.
Il mago girava paesi e città, non mancava mai ad un mercato, si presentava anche alla Fiera di Milano e alla fiera dei cavalli a Verona, e dappertutto mostrava la sua macchina e spiegava com'era facile farla funzionare.
Le comete uscivano piccole, con un filo per tenerle, poi man mano che salivano in alto diventavano della grandezza voluta, ed anche le più grandi non erano più difficili da governare di un aquilone.
La gente si affollava intorno al mago, come si affolla sempre intorno a quelli che mostrano una macchina al mercato, per fare gli spaghetti più fini o per pelare le patate, ma non comprava mai neanche una cometina piccola così.
"Se era un palloncino, magari" diceva una buona donna. "Ma se gli compro una cometa il mio bambino chissà che guai combina."
E il mago: " Ma fatevi coraggio! I vostri bambini andranno sulle stelle, cominciate ad abituarli da piccoli."
"No, no grazie. Sulle stelle ci andrà qualcun'altro, mio figlio no di sicuro."
"Comete! Comete vere! Chi ne vuole?"
Ma non le voleva nessuno.
Il povero mago, a furia di saltar pasti, perché non rimediava una lira, era ridotto pelle ed ossa.
Una sera che aveva più fame del solito, trasformò la sua macchina per fare le comete in una caciottella toscana e se la mangiò.

da Favole al telefono di Gianni Rodari

Le comete

Le comete sono tra i corpi celesti più caratteristici e affascinanti, grazie alla loro lunga coda luminosa. Esse hanno sempre affascinato e intimorito l'uomo per il loro aspetto e la loro improvvisa apparizione in cielo. Secondo le antiche credenze popolari, le comete erano portatrici di sventure, pestilenze e guerre.
In realtà, esse non sono altro che innocue "palle di neve sporca", composte da rocce mescolate a gas congelati, acqua, metano, ammoniaca e polvere.


 
La cometa Hyakutake, apparsa nella primavera del
1996. (H. Mikuz)
 
Le comete provengono da un insieme di milioni e milioni di corpi rocciosi, detto "nube di Oort". Questa nube, a forma di guscio sferico, si trova ai confini del Sistema Solare e si estende fino a cinquantamila volte la distanza Terra-Sole.
Le comete si trovano nella nube di Oort fin da quando il Sistema Solare si è formato e si sono conservate uguali ad allora, come in un grande "frigorifero cosmico". Ogni tanto, quando qualche cosa disturba la loro orbita, uno di questi pezzi di roccia ghiacciata sfugge dalla nube e si avvicina al Sole a grande velocità. Esso entra in un'orbita molto allungata e diventa una cometa.
Alcune comete percorrono un'orbita chiusa, di forma ellittica, perciò si ripresentano periodicamente, mentre altre percorrono un'orbita aperta e quindi passano solo una volta in prossimità del Sole.

I diversi tipi di orbita di una cometa.
Non appena la cometa si avvicina a poche centinaia di milioni di chilometri dal Sole, il ghiaccio che contiene incomincia a vaporizzare, formando attorno al nucleo roccioso una nube sferoidale di gas e polveri, detta chioma.
In effetti, il nome "cometa" deriva dal latino "coma" che significa chioma. Quando la cometa si avvicina a meno di due-trecento milioni di Km dal Sole, la radiazione solare incide sulle particelle di polvere della chioma, esercita su di esse una pressione e le spinge via lungo la direzione opposta al Sole. La polvere forma dunque una coda, rivolta dalla parte opposta del Sole.
La combinazione del moto della cometa e della spinta della radiazione fa sì che la coda assuma una forma leggermente arcuata.
La radiazione del Sole ionizza il gas della chioma, cioè strappa agli atomi del gas i loro elettroni. Il gas diventa quindi un plasma, cioè un insieme di nuclei atomici e di elettroni liberi. Anch'esso viene spinto via dalla pressione della radiazione solare, nella direzione opposta al Sole, e forma una coda di ioni. Tuttavia, essendo più leggero della polvere, non "resta indietro" mentre la cometa si sposta: la coda di ioni dunque è rettilinea. È questo il motivo per il quale si osservano due code separate nelle comete.
Il diverso aspetto della coda di una cometa mentre si muove lungo l'orbita. Man mano che la cometa si avvicina al Sole, l'intensità e la pressione della radiazione solare aumentano: la quantità di gas e polveri che vaporizzano aumenta, così la coda si allunga.
 
Le comete non sono così luminose solo perché emettono luce propria, ma soprattutto perché le particelle che compong ono la chioma e la coda diffondono la luce del Sole. La coda di una cometa può raggiungere i 150 milioni di chilometri, pari alla distanza Terra - Sole! Ma mano che la cometa si allontana, la coda si accorcia sempre più fino a non essere più visibile. La cometa ritorna nel buio profondo da dove è venuta.
Il nucleo di una cometa ha dimensioni di pochi chilometri, ma ad ogni successivo passaggio nelle vicinanze del Sole, una buona parte del materiale di cui è composta va dispersa nello spazio. Le comete quindi si "consumano": non sono eterne, ma dopo un certo numero di passaggi si disgregano (dalla rete).

giovedì 4 luglio 2013

Confini


Confini

Confini incerti
dove vagano anime
perdute nel loro incedere
stanco, perenne,
mesto corteo si staglia
nel pallido cielo lunare.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate




confine[con-fì-ne]
s.m. (pl. -ni)

1 Linea reale o immaginaria che segna i termini di una proprietà privata oppure di un territorio, di una regione, di uno Stato: il c. tra Francia e Italia; i confini dello Stato; dispose una siepe lungo il c. del giardino
Confine amministrativo, tra Comuni o Regioni
Confine fondiario, quello che delimita una proprietà fondiaria
Confine naturale, segnato da elementi geografici naturali
Confine politico, stabilito convenzionalmente, tra uno Stato e l'altro
Oltre confine, all'estero
Varcare il confine, passare da uno Stato all'altro
2 Pietra, cippo, sbarra e sim. posti a delimitare un terreno di proprietà privata: porre, rimuovere, spostare il c.
3 estens., fig. Termine, estremo limite: giungere sino ai confini del mondo; i confini della mente, del sapere, della scienza; il c. tra la vita e la morte; varcare, oltrepassare i confini del lecito, del giusto
I confini naturali, i termini imposti dalla natura
Passare i confini, esagerare, eccedere
Senza confini, sterminato, illimitato
4 spec. al pl. ant. Confino: mandare ai confini.
Il confine è una curva immateriale, frontiera della superficie controllata da un soggetto, che sia una persona, nel caso di proprietà privata, o autorità locali e statali in altri casi, e che la separa perciò da quelle controllate da altri enti (dalla rete).

mercoledì 3 luglio 2013

Sasso


Ci sono dei fiori che vogliono uscir fuori
tra i sassi.
Basterebbe forse una piccola scossa
per farli spuntare.
So che la Gioia esiste.

Paul Claudel

sassi nel cuore,
contro il sole,
nell'acqua
a fare rumore...

“…Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore.
Altri movimenti invisibili si propagano in profondità...
Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta, suoni, immagini, analogie, ricordi, significati e sogni”.
Gianni Rodari, La Grammatica della Fantasia, Einaudi, 1997 (dalla rete).

martedì 2 luglio 2013

Poesia e riflesso

Canta il sogno del mondo
Ama
saluta la gente
dona
perdona
ama ancora e saluta
(nessuno saluta
del condominio,
ma neppure per via).
Dai la mano
aiuta
comprendi
dimentica
e ricorda
solo il bene.
E del bene degli altri
godi e fai
godere.
Godi del nulla che hai
del poco che basta
giorno dopo giorno:
e pure quel poco
-se necessario-
dividi.
E vai,
vai leggero
dietro il vento
e il sole
e canta.
Vai di paese in paese
e saluta
saluta tutti
il nero, l'olivastro
e perfino il bianco.
Canta il sogno del mondo:
che tutti i paesi si contendano
d'averti generato

David Maria Turoldo


di canto
in canto,
la melodia espande
poi torna
e giace
dentro
di noi...

lunedì 1 luglio 2013

Canto indiano

Fanciulle del grano maturo,
qui nei campi,
macchie di fagioli in fiore,
campi tutti fioriti
acqua che brilla dopo la pioggia,
nubi azzurre che appaiono in alto.
Ora guarda!
fra splendenti grappoli di fiori,
farfalle gialle
si inseguono giocando
e fra i fagioli fioriti
farfalle azzurre
si inseguono giocando.

Canto indiano