Necromanzia (Origine Greca): Deriva da nekrós (morto) e manteía (indovino). In origine indicava strettamente la divinazione attraverso il dialogo con le anime dei defunti.
Negromanzia (Evoluzione Latina): Durante il Medioevo, l'assonanza con il latino niger (nero) ha trasformato il termine in "negromanzia", legando indissolubilmente la figura del negromante alla magia nera, all'occultismo e all'evocazione di entità demoniache
Che locanda è mai questa
dove la notte si ferma
lo strano viaggiatore?
Chi è il Padrone?
Dove le serve?
Guarda, che stanze curiose!
Dove sui focolari non bruciano fuochi vermigli –
E i boccali non traboccano fino agli orli –
Negromante! Padrone!
Chi sono quelli laggiù?
Emily Dickinson
Il negromante (o necromante) è, nel
significato storico e letterario, un mago o indovino che evoca gli
spiriti dei defunti per predire il futuro o manipolare forze occulte. Nel tempo, il termine ha subito una profonda evoluzione etimologica e
culturale, trasformandosi da pratica divinatoria a pilastro del genere
fantasy.
Le tante domande arruffate
poste in cassetti strapieni
di lettere, polvere, sogni;
restio, catatonico, incredulo...
Necromanzia, divinazione antichissima, che deriva a sua volta dalla Nekya,
ovvero l’interrogazione dei morti (talvolta effettuata con una discesa
vera e propria nel sottosuolo, come fanno alcuni eroi mitologici), che a
sua volta deriva da una forma di contatto con l’Aldilà e con i defunti.
Il Negromante è una celebre commedia in cinque atti scritta da Ludovico Ariosto, composta originariamente nel 1520 e successivamente revisionata nel 1528 per la prima rappresentazione a Ferrara. L'opera è una delle prime e più importanti commedie regolari in volgare della letteratura italiana, caratterizzata da una forte satira sociale e morale.
(dalla rete)


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