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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 10 dicembre 2025

Stagioni

Le "stagioni" possono evocare impressioni molto diverse a seconda del contesto: dalla musica di Antonio Vivaldi, che descrive natura e stati d'animo, alla letteratura, come i libri di Mario Rigoni Stern che catturano profumi e luoghi. 
 
La nostra vita
dovrebbe essere semplice
e spontanea come le stagioni,
con il freddo dell’inverno,
il tepore della primavera,
il caldo dell’estate
e la dolcezza dell’autunno.

 Romano Battaglia 

Insieme al tempo vagare
nel cosmo, ogni anno, stagioni
nel vivere quotidiano e duro,
solitari rimandi di senso...
 
Le impressioni  che le stagioni suscitano sono legate alle esperienze sensoriali e alle funzionalità associate a queste interpretazioni del concetto di stagione.
(dalla rete)

martedì 9 dicembre 2025

Dicembre

Il freddo a dicembre è una condizione climatica normale in Italia, poiché segna l'inizio della stagione invernale, anche se il mese statisticamente più freddo è solitamente gennaio. Le temperature variano notevolmente tra le diverse zone del Paese (dalla rete).

Dicembre nella stanza

Dicembre nella stanza
vuota mi inoltra. Duole
agli occhi quel riflesso
di sole che si insinua

dalle persiane. Sole
sul bianco soffitto
due mosche immote stanno.
Ma la vita continua

dicono. Il raggio fruga
inquieto l'ombra, sfiora
il letto intatto. Dentro
lo specchio c'è una fuga

di oggetti che ti ignorano.
Rigermina, all'inganno
del raggio, una precaria
estate. Ed ebbre, adesso,

le mosche in una danza
d'amore e morte vanno.
La vita è così varia.
D'oro per un momento

palpitano nell'aria;
poi giù sul pavimento
scendono a capofitto
come la mia speranza. 

Siro Angeli

Nei mesi del freddo spicca
quel senso di vago torpore;
rimane la noia del battito
nel cuore, arido forse...

lunedì 8 dicembre 2025

Valmorbia

Il luogo è la Valmorbia, piccola frazione e valletta della più estesa Vallarsa, la quale ultima, nomen omen, sembra tagliata su misura per rappresentare in ambiente montano l’arsura che circola abbondante nel tipico ambiente marino degli “Ossi”, quasi che il poeta volesse giustificare l’ unica eccezione presente nella sua prima raccolta, attenuando lo stacco geografico di portarci lontano dall’estremo levante ligure.
(dalla rete)

Valmorbia

Valmorbia, discorrevano il tuo fondo
fioriti nuvoli di piante agli àsoli.
Nasceva in noi, volti dal cieco caso,
oblio del mondo.

Tacevano gli spari, nel grembo solitario
non dava suono che il Leno roco.
Sbocciava un razzo su lo stelo, fioco
lacrimava nell'aria.

Le notti chiare erano tutte un'alba
e portavano volpi alla mia grotta.
Valmorbia, un nome - e ora nella scialba
memoria, terra dove non annotta. 

Eugenio Montale 

Eugenio Montale si era arruolato volontario e, accolta la sua richiesta di essere mandato al fronte, si ritrova  non ancora ventenne proprio a Valmorbia.

La solitudine di boschi,
delle montagne impervie;
umido abbraccio notturno
freddo, compagno silente... 
 
Eugenio Montale in un’intervista fatta cinquant’anni dopo la stesura della poesia  testimonia: “per me i ricordi più indimenticabili sono quelli di certe notti, nella buona stagione, che passavo sdraiato sull’ingresso della mia grotta. Con la luna sembrava che la valle salpasse[…]. Udivo un trapestio insolito, un odore acre mi pizzicava il naso: erano delle volpi venute a farci visita; così, senza accorgercene, si arrivava all’alba”.

domenica 7 dicembre 2025

Going back

Going back

Tornare, come sempre
in attimi distinti ritrovo
casa, calore, solite cose
mi crogiolo nel nulla...
 
Anonimo
del XX° Secolo
frammenti ritrovati
 
"Tornare indietro" significa annullare un'azione, riportare il sistema a una versione precedente (in Windows), oppure ritornare a un momento, luogo o stato passato, spesso richiamando ricordi o rimpianti. (dalla rete).

sabato 6 dicembre 2025

Catanzaro

 

Catanzaro

Ancora siamo parte di tanto
ancora legati alle cose, al senso,
torneremo a essere soli, insicuri,
domani, sarà domani..

venerdì 5 dicembre 2025

Notte!

Mai ti vinse notte così chiara

Mai ti vinse notte così chiara
se t’apri al riso e par che tutta tocchi
d’astri una scala
che già scese in sogno rotando
a pormi dietro nel tempo.

Era Iddio allora timore di chiusa stanza
dove un morto posa,
centro d’ogni cosa,
del sereno e del vento del mare e della nube.

E quel gettarmi alla terra,
quel gridare alto il nome nel silenzio,
era dolcezza di sentirmi vivo.

Salvatore Quasimodo 

Quasimodo usa la potente immagine della "notte chiara" per descrivere come la luminosità della luna e delle stelle a Tindari superi l'oscurità e la tristezza (simbolicamente la "notte") che spesso accompagnano l'esilio e la distanza dalla propria terra. È un'affermazione di speranza e di pace ritrovata nel rivedere i luoghi d'origine. La poesia esplora la fugacità della vita e la bellezza effimera attraverso il contrasto tra luce e buio, con immagini intense di natura siciliana, senso di isolamento e il richiamo alla mortalità, un tema caro all'Ermetismo di Quasimodo (dalla rete).

Pensando a loro rimane
quel senso di raro abbandono,
l'anima palpita nomi e visi
che premono la porta del cuore...

giovedì 4 dicembre 2025

Poesia e immagine pareidolitica

"La luna sembra un lago" 
 
può riferirsi a diversi concetti: l'illusione lunare, in cui la luna appare più grande vicino all'orizzonte per un'illusione ottica; la pareidolia, che porta a vedere forme note in oggetti casuali; o l'esistenza reale di luoghi chiamati "Lago della Luna", come un'oasi nel deserto del Gobi.
(dalla rete).

Abitudini

Sull’asfalto del viale la luna fa un lago
silenzioso e l’amico ricorda altri tempi.
Gli bastava in quei tempi un incontro improvviso
e non era piú solo. Guardando la luna,
respirava la notte. Ma piú fresco l’odore
della donna incontrata, della breve avventura
per le scale malcerte. La stanza tranquilla
e la rapida voglia di viverci sempre,
gli riempivano il cuore. Poi, sotto la luna,
a gran passi intontiti tornava, contento.

A quei tempi era un grande compagno di sé.
Si svegliava al mattino e saltava dal letto,
ritrovando il suo corpo e i suoi vecchi pensieri.
Gli piaceva uscir fuori prendendo la pioggia
o anche il sole, godeva a guardare le strade,
a parlare con gente improvvisa. Credeva
di saper cominciare cambiando mestiere
fino all’ultimo giorno, ogni nuovo mattino.
Dopo grandi fatiche sedeva fumando.
Il piacere piú forte era starsene solo.

È invecchiato l’amico e vorrebbe una casa
che gli fosse piú cara, e uscir fuori la notte
e fermarsi sul viale a guardare la luna,
ma trovare al ritorno una donna sommessa,
una donna tranquilla, in attesa paziente.
È invecchiato l’amico e non basta piú a sé.
I passanti son sempre gli stessi; la pioggia
e anche il sole, gli stessi; e il mattino, un deserto.
Faticare non vale la pena. E uscir fuori alla luna,
se nessuno l’aspetti, non vale la pena.
[maggio-agosto 1936]

Cesare Pavese

Abitudine, un sogno, ricorre
nell'anima e nel cuore abita
attimi di sole e poi piogge
in attesa ritorni il sereno...

mercoledì 3 dicembre 2025

Siamo piccole attese

"Piccole attese"
significa letteralmente "brevi attese" o "piccoli momenti di aspettativa" e viene spesso usato in senso figurato per descrivere sia momenti spiacevoli e provanti che quei piacevoli e brevi momenti di anticipazione che scandiscono la vita quotidiana, come l'attesa del Natale o una pausa caffè.
 
 Siamo piccole attese
 
Sempre le attese si tingono
di un colore vicino al cuore,
intirizziti e bagnati, la pioggio
un amore passato, ballerino.
 
Ancora le attese affiorano
e pesano il petto di greve,
fuori si aspetta arrivi la neve
il fiato lo dice e disegna l'aria.
 
 Come le attese gravano occhi
pieni di speme, lucidi a volte
di un pianto soffocato in gola,
il vento scompiglia i capelli...
 
Anonimo
del XX° Secolo 
poesie ritrovate

martedì 2 dicembre 2025

Dicembre buio

Dicembre nella stanza

Dicembre nella stanza
vuota mi inoltra. Duole
agli occhi quel riflesso
di sole che si insinua

dalle persiane. Sole
sul bianco soffitto
due mosche immote stanno.
Ma la vita continua

dicono. Il raggio fruga
inquieto l'ombra, sfiora
il letto intatto. Dentro
lo specchio c'è una fuga

di oggetti che ti ignorano.
Rigermina, all'inganno
del raggio, una precaria
estate. Ed ebbre, adesso,

le mosche in una danza
d'amore e morte vanno.
La vita è così varia.
D'oro per un momento

palpitano nell'aria;
poi giù sul pavimento
scendono a capofitto
come la mia speranza.

Siro Angeli

Il riferimento ad un Dicembre "buio" è probabilmente legato alla realtà astronomica del mese, che nell'emisfero boreale è caratterizzato da giornate molto corte e poche ore di luce.
Il 21 o 22 dicembre si verifica infatti il solstizio d'inverno, il giorno con il minor numero di ore di luce dell'anno.
Tradizionalmente, in Italia si dice anche: "Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia" (13 dicembre), sebbene in realtà il primato spetti al solstizio, ma dal 13 dicembre il sole inizia a tramontare più tardi, dando l'impressione che le giornate si allunghino.

Nel freddo abbraccio arriva
sensazione di neve, di gelo;
rinfodero le armi e i bagagli
è attesa, di nuovo, ancora...

Se l'espressione non fa riferimento a questo fenomeno naturale, potrebbe avere un significato metaforico profondamente intimo e molto personale, come trovarsi in un periodo difficile oppure assai triste e quindi malinconico.
(dalla rete)

lunedì 1 dicembre 2025

Oggi

Primo Dicembre

Piove oggi, primo Dicembre,
quella pioggia che sa ora d'inverno,
fredda quanto basta e minima
ma in gardo di bagnare e intirizzire.

Piove il primo di Dicembre,
l'anima è ancora scossa e sembra
non guardare alle cose, alla gente;
si scopre quell'attimo ingenuo
di candido ottimismo, ma piove...
 
Anonimo
del XX° Secolo 
poesie ritrovate

La giornata di oggi è caratterizzata da cieli molto nuvolosi o coperti con deboli piogge, e si prevede che le precipitazioni continuino anche nelle ore notturne (dalla rete).