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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 10 gennaio 2024

Riflesso animato

 

Giusto per tornare quell'attimo nei
sogni che eravamo, che amammo;
un piccolo andirivieni di amici
completamente disinteressati...
 
Gujil

martedì 9 gennaio 2024

Di piccole cose

Cosa 
 
è un termine generico per indicare nel modo più indeterminato aspetto o parte della realtà materiale o immaginaria, concreta o astratta; designa in genere una realtà inanimata, contrapposta spesso al termine "persona" 
(dalla rete).

 Le piccole cose

Talvolta
(la notte è scesa
con la paura
e il vipistrello sventola
l’ali sue di spettro
che non fanno strepito)
dentro la nostra casa solitaria
sentiamo brevi rumori nell’aria...
Sono le piccole cose che tremano.
Talvolta
(entrando nella stanza
dove l’ombra ha dormito in una bara)
sentiamo una lima
lontanissima limare,
stridere un tarlo...
Sono le piccole cose che gemono.
Talvolta
(l’anima nostra è in pace

e l’occhio svaria
dalla finestra aperta
su la campagna che giace
quieta e solitaria
sotto la luna deserta)
sentiamo nell’aria...
Sono le piccole cose che cantano.

Tito Marrone

Nelle piccole cose i gesti, le gioie
in contesti a volte fugaci e lenti;
poste e riposte ci dicono tanto
di noi, degli altri, di tutti...

lunedì 8 gennaio 2024

Clodia (Lesbia)

Mi chiedi con quanti baci, Lesbia,
tu possa giungere a saziarmi:
quanti sono i granelli di sabbia
che a Cirene assediano i filari di silfio
tra l'oracolo arroventato di Giove
e l'urna sacra dell'antico Batto,
o quante, nel silenzio della notte, le stelle
che vegliano i nostri amori furtivi.
Se tu mi baci con cosí tanti baci
che i curiosi non possano contarli
o le malelingue gettarvi una malia,
allora si placherà il delirio di Catullo.

Publio Valerio Catullo

Nella città di Roma Publio Valerio Catullo conobbe la donna che sarebbe stata il grande amore della sua vita, sì, ma in egual maniera anche il suo tormento.
Il suo nome era Clodia ed era la sorella del tribuno Clodio Pulcro, moglie del proconsole per il territorio cisalpino Metello Celere.
È a Clodia che Catullo canta tutto il suo amore, attribuendole il poetico nome di Lesbia, facendo un implicito paragone con la grande poetessa grega Saffo.
Le cose tra i due sono molto difficili perché la donna è piena di ottime qualità, dalla raffinatezza all’eleganza, ma è anche più grande di lui di dieci anni e di mentalità molto più libera.

La donna, pur amandolo, non risparmierà a Catullo una serie di dolorosi tradimenti fino alla loro separazione (dalla rete).

Nell'amore confusi giacciono
i sensi, stremati e passionali;
eppure ricordo giorno di attese,
luci, fiocchi di neve e vento...

domenica 7 gennaio 2024

Arcimboldo

 Arcimboldo

Eran belle le strade con il vento tagliente, e noi
Coi turisti Maria Teresa girava Schonbrunn, e noi
Comandati da un cicerone colonnello
Che amava i pavimenti del castello
E la carrozza cancellava la realtà.

I cavalli bianchi della scuola spagnola, e noi
E' vero danzano ma sopra hanno un cavaliere, e noi
Anche un grande ballerino può cadere
Anche un marito può picchiare il sedere
Abitava qui Beethoven e sordo morira'.

Come un male che non puoi curare
Come una cancrena, hai deciso tu
Amputare è meglio e razionale
Un taglio netto certo bastera'
Forse a salvare la sua e la tua felicita'
E' facile morire
E' piu' difficile capire.

Sai pregare in tedesco in una chiesa a Vienna e buffa ridi, e noi
Il mercato delle pulci, una torta al cioccolato, i mostri e noi
Suona falso un violino in ungherese
Il goulasch è obbligatorio ma è viennese
E il Bristolone la tua spilla rendera'.

Arcimboldo dipingera' la mia testa per te, e noi
Nei miei occhi il tuo amore, sulla fronte la tua lealta, e noi
Sulle labbra il tuo fiato desiderato
Nella mia gola il tuo palato
Tra le mie rughe la tua sincerita' .

Come un male...
La tua tosse del mattino, uno spazzolino in due, e noi
Fra i miei denti la tua gengivite, una sola in due, e noi
Il tuo corpo che io amo e tu non conosci
E il tuo dolore che mi nascondi
La mia disperazione e mi fai fare l'amore.

Io mi sento bene, sono pronto, è Natale ormai, e noi
Come un albero coi palloncini sorridero' per noi
Non preoccuparti poi se il
sette gennaio
Senza piu' luci ne' radici
Finiro', giu' in cortile o sul solaio.

Come un male che non puoi curare
Come una cancrena, hai deciso tu,
Amputare è meglio, è razionale
Un taglio netto certo bastera'
Forse a salvare, un'altra volta
La sua e la tua felicita'
Non lasciarmi morire
Io voglio ancora capire.

Ricky Gianco

 Vento tagliente e sogni coerenti,
le mie visite all'onirico stremano
quel che di me ancora ripensa
com'eravamo, ma siamo così...

sabato 6 gennaio 2024

Magi(a)

I cosiddetti re magi rappresentano la classe sacerdotale ai tempi dei sovrani achemenidi, parti e sasanidi, che sono stati vittime di un guazzabuglio linguistico, perché in italiano dovevano essere “maghi”, ma, per non peccare di blasfemia, sono rimasti “magi” come nella versione latina del vangelo.
 

I re Magi

“Si misero in viaggio… Ecco la stella
che riappare tutta risplendente,
la grande stella apparsa in Oriente,
in Oriente a dare la Novella.

Si misero in viaggio… Ecco la stella,
la stella che cammina e cammina
e che si ferma su una capannina
che quasi par non debba essere quella, così pia!
E ci son dentro il bove e l’asinello
e c’è Giuseppe avvolto in un mantello

e Gesù fra le braccia di Maria.

Allora s’inginocchiano i tre re
ed offron oro, incenso, mirra…” Resta

pensoso il bimbo e quindi alza la testa:

“Mamma, mamma, la mirra… o cos’è?”.

Marino Moretti

 

Metafora di viaggio, di arrivi
dopo sofferte partenze, di sogni;
la guida cometa si staglia lucente
 affrettano passi, il fiato condensa...

venerdì 5 gennaio 2024

Protocollo cittadino #110 (Errare)... humanum est...

L’espressione tradotta letteralmente significa "commettere errori è umano". In realtà, però, proprio come accadeva per Sant’Agostino, il modo di dire intero prevede un seguito, altrettanto famoso ma meno citato: "perseverare autem diabolicum".

 Errare

"Sbagliando si impara"
recita una datata sentenza popolare;
eppure siamo circondati da errori,
vivamo nell'incertezza dei giudici
e giudichiamo con vigore gli altri.
Tutti sbagliamo,
"errare humanum est!.."

Gujil
 
Nel suo complesso, quindi, la frase completa sarebbe "errare humanum est, perseverare autem diabolicum", che significa: "Commettere errori è umano, ma perseverare è diabolico".
Ancor più se troncata prima della seconda parte, l’espressione è usata per attenuare la gravità della colpa per gli errori commessi: commettiamo errori inevitabilmente, perché sbagliare è umano, fa parte della nostra natura.  
Attenzione, però: continuare a commetterne è diabolico. 
Che l’errore sia tollerato, perché inevitabile e connaturato all’uomo, non significa che si possa continuare a commettere errori gratuitamente, senza porsi scrupoli o assumersene le proprie responsabilità, anzi, ogni sbaglio deve diventare un’occasione per migliorarsi.
(dalla rete)

giovedì 4 gennaio 2024

Infinitesimo

Infinitesimo

L'invisibile insetto tutto verde
che corre felice e ben vivo,
nel luccichio delle sue trasparenti alucce d' angelo,
sulla carta bianca mentre scrivo,
io non lo tocco, per paura che si rompa,
e non riesco a vedere come è fatto e se à gli occhi :
saranno come due punte d'ago
(che sia qualche travestito gigantesco mago?).
E pensare che anche lui mangia,
si servirà d'una sua lunga pompa.
Chissà che cose buone mangerà!
Chissà, il mondo, come lo vedrà !
Forse piccolo e bello
come un grano di pisello.

Corrado Govoni

Infinitèsimo
agg. e s. m. [der. di infinito, col suff. -esimo dei numerali ordinali]. -TRECCANI-
Piccolissimo (in assoluto o relativamente ad altri enti della stessa natura), per lo più con valore iperb.: una parte i. del guadagno; una dose i.; come s. m., un i., una piccolissima parte: mi basterebbe un i. delle sue ricchezze.

Così piccolo che non si crede
eppure penetra il pensiero dritto
affonda nel cuore, fuori è silenzio;
il respiro, lo sento, nel battito...

mercoledì 3 gennaio 2024

Vigilia

Vigilia

Grava su te, o insonne cuore, l'arco
pensoso di tua bianca ultima notte:
corta vigilia che il mistero inghiotte
giungendo, ora per ora, a estremo varco.

Tace ogni sogno e ascolta oppresso, carco
d'un confuso timor, le ininterrotte
voci dell'ombra, le parole rotte
forse da un dubbio, l'ammonire parco.

Nessuna ti racqueta o t'assicura,
anima sbigottita, cuore pieno
d'ansia, che aspetti ad una soglia oscura.

Nessuna sa. Tu sola saprai tutto:
se nettare, se cenere, o veleno
t'offra la vita in suo supremo frutto.

Amalia Guglielminetti 

Vigilia
dal latino vigilia col significato veglia, è un periodo di insonnia volontario, una occasione devozionale, o una osservanza liturgica o tradizionale.

La parola italiana vigilia è divenuta generalista con questi significati e consiste nell'attesa dell'evento che segue il giorno dopo.
(da wikipedia)

Come in tutte le attese fremo
un tremore che prende e stringe
l'anima e il cuore; nel contesto
capisco il bisogno ma soffro...

martedì 2 gennaio 2024

"God bless you..."

Nuovo anno

Cosa posso dirvi per aiutarvi a vivere meglio in questo anno?
Sorridetevi
gli uni gli altri;
sorridete a vostra moglie,
a vostro marito,
ai vostri figli,
alle persone con le quali lavorate,
a chi vi comanda;
sorridetevi a vicenda;
questo vi aiuterà a crescere nell’amore,
perché il sorriso è il frutto dell’amore.
 

Madre Teresa di Calcutta

Strade nuove, laterali di vie
percorse con l'ansia di arrivare;
la deriva ritarda l'ineluttabile?
nessuna deviazione torna indietro... 
 
Ricordo benissimo quando incontrai Madre Teresa, 
fu a Roma negli anni 90 a un Congresso medico.
"God bless you" disse regalandomi
una medaglietta raffigurante la Madonna.
La diedi a mia madre che la portò sempre con sè.
Fu un grande incontro,
non avevo mai visto in una persona così minuta
tanta potenza e gentilezza.
Porto con me questo ricordo ed esempio...
 
Gujil

lunedì 1 gennaio 2024

Proponimento #0, di Gujil

 

Proponimento #0

Un delirante e fumoso passato
stempera le cose di ieri, tarde
come fantasnmi alla deriva e soli
si ripercuote un ennesimo istante.
I suoi occhi velati di acqua chiedono
aiuto, simpatetici gesti e gli sguardi;
non so, mi affiderò alle vele ed ai venti
cercherò di non andare lontano...

Gujil