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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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lunedì 16 gennaio 2023

Panoplia

Panoplia 
(in greco antico: πανοπλία, letteralmente "armatura completa", da πᾶν pan "tutto" e ὅπλον hòplon "arma") era il nome dell'armatura degli opliti e dei soldati pesanti dell'antica Grecia.
Panoplia è il termine usato per indicare l'insieme delle armi di offesa quali spada (ξίφος xìphos), lancia (δóρυ dòry) e di difesa quali elmo (κράνος krànos), scudo (ἀσπίς aspìs), corazza (formata da due pezzi, θώραξ thórax e ἐπιβραξιωνίος epibraxiōníos, i quali proteggevano rispettivamente il petto e il ventre), bracciali (ἐπιπηχύον epipēkhýon), schinieri (κνημίς knēmìs) e le protezioni per le caviglie (ἐπισφύριον episphýrion) e per i piedi (ἐπιποδίον epipodíon) in dotazione agli opliti ellenici. 
Il tutto pesava tra i 22 e i 35 kg.

Dalla miseria degli uomini
Nascono giuste rivolte
E dalla panoplia di parole lucide
Si erge una filza di soli

Mohamed Attaf

E' un immane peso il sole,
nel cuore, nella rabbia e il dolore;
rivoluzioni passate in sordina
imbellettate al cospetto di Dio...

Il termine venne successivamente usato per indicare i trofei e i motivi ornamentali che si trovano nei fregi di diversi monumenti romani di carattere celebrativo di imprese vittoriose e ripresi come motivo ornamentale, posto sui muri, nei secoli successivi. 
Con il termine Panoplia generalmente si intende quindi un insieme di armi, generalmente bianche, o di varie parti di un’armatura, disposte come trofeo, per lo più su pareti o su muri, a scopo decorativo. 
Anche la raffigurazione pittorica o plastica di tale insieme, in uso specialmente nel Rinascimento, e anche nel periodo dell’arte neoclassica, nella decorazione architettonica o in monumenti celebrativi. 
Applicata alle armature di epoche successive, il termine panoplia non venne usato sino alla fine del XVI secolo e all'inizio del XVII secolo, venendo allora usata per descrivere il set completo di armatura a piastre che ricopre l'intero corpo di un soldato. 
Siccome una panoplia è una serie completa di componenti eterogenei e diversi, la parola panoplia ha finito per riferirsi a una qualsiasi collezione completa o molto grande di un sacco di cose.
Si usa, di conseguenza, il termine (la parola) panoplia anche con l'obiettivo di descrivere e tratteggiare un assortimento di cose molto vario e pittoresco.
(da wikipedia)

domenica 15 gennaio 2023

Sciaterica (scioterica)

Il movimento del nostro orologio da polso è meccanico o al quarzo, quello della meridiana è il Sole che con le sue ombre scandisce lo scorrere delle ore sul quadrante. Lo studio delle ombre solari (
Sciaterica o scioterica)  è stato alla base delle prime osservazioni scientifiche e fu applicato in astronomia fin dai suoi inizi (dalla rete).

Del tempo scorgo solo l'ombra

Del tempo scorgo
solo l’ombra,
se mi volto
mi scivola addosso
e mi pesa
quel che pur m’appare
lontano e leggero.
Fermo nell’istante
osservo il futuro
che mi viene incontro,
con un volo
ahimè
basso e breve.

Clirim Muça

 
Nel buio rivedo confini
spesso evasi, sconvolti;
nel senso delle cose individuo
il fare, a volte sconnesso...

La meridiana, detta anche, impropriamente, orologio solare o quadrante solare, è uno strumento di misurazione del tempo basato sul rilevamento della posizione del Sole
In senso stretto, con meridiana si deve intendere unicamente l'indicatore del passaggio del Sole a mezzogiorno, anche se nella sua accezione più generale il termine viene utilizzato per indicare, erroneamente, gli orologi solari presenti sui muri degli edifici. 
Il termine "quadrante solare", che caratterizza 'non' le meridiane bensì gli orologi solari, trae la sua origine dal latino quadrans che indicava nel Rinascimento la quarta parte di cerchio sulla quale veniva generalmente tracciato un orologio solare portatile, denominato appunto quadrante
Tuttavia, il suo significato è stato generalizzato nel linguaggio popolare, in tempi moderni, divenendo sinonimo di meridianae  orologio solare
A differenza dell'orologio solare, la meridiana indica ogni giorno, lungo una linea retta, l'istante in cui il Sole transita sul meridiano del luogo. Gli orologi solari e le meridiane erano già conosciuti nell'antico Egitto e presso altre civiltà, e successivamente tra quella dei Greci e dei Romani. L'origine di questa scienza è tuttavia ancor più antica rispetto alla civiltà egizia e le prime testimonianze risalgono addirittura al Neolitico. Lo studio degli orologi solari è chiamato gnomonica o, meno frequentemente, sciaterica (da wikipedia).

venerdì 13 gennaio 2023

Distanze

 Alba 

Amore mio, nei vapori d’un bar
all’alba, amore mio che inverno
lungo e che brivido attenderti! Qua
dove il marmo nel sangue è gelo, e sa
di rinfresco anche l’occhio, ora nell’ermo
rumore oltre la brina io quale tram
odo, che apre e richiude in eterno
le deserte sue porte?… Amore, io ho fermo
il polso: e se il bicchiere entro il fragore
sottile ha un tremitìo tra i denti, è forse
di tali ruote un’eco. Ma tu, amore,
non dormi, ora che in vece la tua già il sole
sgorga, non dirmi che da quelle porte
qui, col tuo passo, già attendo la morte.

Giorgio Caproni

Infinitesimali distanze esprimono
rimorsi, sensi di colpe, solitudini;
lo spazio circonda i sensi storditi,
la pace, il silenzio, la prece...
 
La distanza è lo spazio che separa fra loro due luoghi, due oggetti, due persone: stava a tre passi di distanza; assol., lontananza: n'apparve una montagna, bruna Per la distanza (Dante); stare a distanza, tanto discosto quanto basta a garantire da un pericolo (dalla rete).

giovedì 12 gennaio 2023

Sciocchezze #40

 

Non può

Non può il respiro
lasciar spazio al desiderio;
come cornici di vecchi dipinti
inquadriamo la vita di sempre...
 
Gujil

mercoledì 11 gennaio 2023

Pioggia!

Il rumore della pioggia…chi lo odia e chi lo ama.
Addirittura c’è chi ne soffre proprio come disturbo, alternando sensazioni di tristezza e malinconia a seconda delle variazione metereologiche. Ma non è sempre così, infatti tantissime frasi sulla pioggia testimoniano che molte persone trovano nella pioggia un’atmosfera rilassante e quasi terapeutica.

Esistenza

E’ notte.
Sul tetto crepita la pioggia.
L’anima fa aprire
gli occhi ad una terra inondata.
Un mare di tempesta
che ruggisce
e poi scorre.
In quel breve momento
si muovono linee e forme
galleggianti
a vista, apertamente.

Prima che il momento passato si incrina
e cade nella malinconia,
una risata risuona
nelle quiete gocce di pioggia.

Thich Nhat Hanh

 

Acqua che dilava perpetue cose,
gli anfratti saturi di umido umore
si alternano ai sogni, irrisori;
eppure la pioggia è vita... 
 
I pensieri sulla pioggia sono molteplici e contrastanti, c’è chi la paragona alla speranza, dopo la pioggia c’è sempre il sole, e chi invece, in termini apocalittici richiamando al Diluvio Universale, la vede come una potentissima  forza distruttrice (dalla rete).

martedì 10 gennaio 2023

Sofferenza (psicologica)

 
L'utilità della sofferenza

(Mentre dormivo ho sognato questi versi)
Una persona che amavo mi ha dato una volta
una scatola piena di buio.

Ci sono voluti anni perché capissi
che anche quello era un dono.

Mary Oliver

 

Quando il sogno non è incubo,
quando il sorriso ritorna e seduce;
ci sono voluti anni per capire,
ci sono voluti libri per accettare... 
 
...La sofferenza psicologica si sprigiona quando non accettiamo il dolore, proprio perché l’individuo si scontra con la propria impotenza nel cambiare ciò che non è modificabile.
Sono momenti in cui percepiamo di non essere più quelli di un tempo poiché abbiamo difficoltà di concentrazione, ci sentiamo stanchi, senza stimoli e incapaci di gestire le normali attività quotidiane. 
Tipicamente, di fronte a questo, l’atteggiamento immediato consiste nel rifuggire il dolore, minimizzando l’evento accaduto fino a cadere in un vortice che altro non è che apatia e in una sorta di appiattimento emozionale... (dalla rete)

lunedì 9 gennaio 2023

Protocollo cittadino #87

 

Flesso

In un istante fletto il sorriso
perchè possa rimanere solo;
vorrei spesso cose impossibili
o forse solo diverse e uniche...
 
Gujil

domenica 8 gennaio 2023

in una notte di Gennaio (dopo un incubo)

Di Quaderno gotico,
la raccolta di cui fa parte Di gennaio, di notte, Mario Luzi scrisse che era
l’album di un amore tanto più esaltante e spiritato, quanto più l’animo ne aveva bisogno
dopo l’aridità, la paura, l’angoscia
.

In questa raccolta di poesie la chiave sta nella doppiezza dell’amore, ovvero forza creatrice e rigeneratrice universale ma al contempo sentimento che ci mette in comunicazione con l’impossibilità di abbracciare tutto, con il vero senso della fine.

 
Di gennaio, di notte
quando lungo le sue vene lo spazio
trepida per un vento inesauribile, ravviva
negli alberi speranze ancora vane
e li sveglia a una vita ancora incerta,
troppo remota oltre le cime
ed oltre le radici;

nei giorni incerti ai crocevia del tempo
nelle ore dopo la passione quando
anche il dolore ha fine
e l’anima si tiene appena
che non frani nel suo vuoto
e si chiede stupita più che ansiosa
s’è quella l’agonia ch’è in ogni inizio
o il termine, il termine di tutto,

e accade che qualcuno
per certezza, per afferrarsi a un segno
mormori il suo tra il nome dei suoi cari
ed è strano come murare lapidi
su case per memoria d’un passaggio,
d’una sosta nel transitare eterno,

viso di molto amata un tempo
che tra pagina e pagina del libro
sfogliato senza termine degli anni
hai la pace che dà l’essere fiochi
e spenti sotto la crudele patina
qualcuno soffia nelle tue fattezze,
t’eccita, ti richiama al mio tormento
quale fosti d’età in età, puerile,
puerile sotto nuvole di marzo,
giovinetta sgusciata da anni informi
tra infanzia e pubertà, donna nel vento.
Frattanto siamo divenuti grigi.

Esco, guardo addossato ai muri alti
la mia patria ventosa e montuosa,
prendo fiato, poi seguo la via crucis.

Mario Luzi

 
Infine il tempo prendera il ricordo
inatteso, come una giovanile sogno;
la porta dell'incubo è socchiusa,
la mente vive una paura antica...
  
E in
Di gennaio, di notte 
il ricordo del viso dell’amata dona al poeta 
una spinta vitale, accompagna l’esperienza del vivere, 
ma accompagnandoci verso il senso la fine. 
La pace sembra svanire ricordando al poeta che la vita purtroppo finirà ugualmente.
(dalla rete)

sabato 7 gennaio 2023

Gennaio

Il silenzio poetico espresso nei versi di Rainer Maria Rilke attraverso il bianco candore della neve e il freddo intenso dei ghiacci invita alla riflessione, al raccoglimento, per cogliere quell’energia necessaria al cambiamento.
Gennaio
invita a guardare oltre, una sorta di portale che apre le strade dell’esistenza ad un mondo nuovo, rinnovato.

 

Gennaio

Respirano lievi gli altissimi abeti
racchiusi nel manto di neve.
Più morbido e folto quel bianco splendore
riveste ogni ramo, via via.
Le candide strade si fanno più zitte:
le stanze raccolte, più intense.
Rintoccano l’ore. Ne viene
percosso ogni bimbo, tremando.

Di sovra gli alari, lo schianto di un ciocco

che in lampi e faville , rovina.

In niveo brillar di lustrini

il candido giorno là fuori s’accresce,

diviene sempiterno, infinito.

Rainer Maria Rilke

 
Ci troveremo là, insieme,
dove tutto finisce e zittisce;
come un coro di voci sopite
sarà quel gelo a coprirci...

Il freddo, la neve, il colore bianco non sono espressione della statica morte, ma la giusta atmosfera per trovare l’energia necessaria ad andare oltre; la vita si può rinnovare, si deve evolvere in un continuo rimando verso un’esistenza migliore.
(dalla rete)

venerdì 6 gennaio 2023

La Befana vien di notte

 

Accadde alla Befana

Mentre andava la befana
nella casa di un bambino,
s’impigliò con la sottana
sopra il bordo del camino.

Per lo strappo il grosso sacco
le sfuggì, cadde di sotto,
non restò nemmeno un pacco
che non fosse tutto rotto.

“Che disastro, che disdetta”
sotto il cielo cupo e bigio,
mormorava la vecchietta.
“Ci vorrebbe un bel prodigio”.

Poi, facendo un gran sorriso,
verso il cielo volse gli occhi
ed il sacco, all’improvviso,
fu ancor pieno di balocchi.

“Che un bambino attenda invano
non sia mai, parola mia”
disse la befana, piano.
Poi riprese la sua via.

Maria Loretta Giraldo

Crescendo di luci riflettono
la fine di tutto, come in sogno;
bambini stupiti rovistano
calze di lana strapiene di doni...