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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 6 giugno 2026

Danza

La poesia che segue è un inno alla femminilità sensuale della donna amata, una donna ambivalente, dalla sensualità provocante e infantile (“tête d’enfant”) al tempo stesso, che non si rivela al poeta e che non gli si dona pienamente (“Ses yeux où rien ne se révèle”). Egli può avere il suo corpo, ma non può possedere la sua anima.

Il serpente che danza

Quanto mi piace, cara indolente,
del tuo corpo splendido
veder, come stoffa ondeggiante,
brillar l’epidermide!

Sopra la tua chioma profonda,
pregna d’acri profumi,
mare d’odore forte e vagabondo,
flutti cerulei e bruni,

come una nave che si ridesta
al vento del mattino
sognante l’anima s’appresta
per un cielo lontano.

Dai tuoi occhi nulla traspare
né di dolce né d’amaro,
algide gioie ove son mischiati
il ferro e l’oro.

E nel vederti andare in cadenza,
splendida d’abbandono,
mi sembri un serpente che danza
in alto a un bastone.

Sotto il peso della tua pigrizia
la tua testa d’infante
languida dondola, con pari grazia
d’un giovane elefante,

il tuo corpo si piega e si tende
come naviglio esile
che fila inclinato rituffando
nell’acqua l’albero.

Come fonte gonfia per l’alimento
di ghiacciai mugghianti
se la saliva in bocca ti rimonta
fino all’orlo dei denti,

mi sembra di bere un vino boemo,
amaro e vincitore,
liquido cielo che mi sparge seme
di stelle nel cuore.

Charles Baudelaire

Il poeta si rivolge a una donna con la quale si può dedurre che abbia una relazione molto intima e passionale; i versi della poesia esprimono un’aperta, intensa dichiarazione d’amore, un amore carico di sensualità, erotismo e passione profonda.
La donna fu la compagna e la musa ispiratrice di Charles Baudelaire, Jeanne Duval; il legame tra Baudelaire e Jeanne fu lungo e tempestoso, segnato da passsioni, convivenze, separazioni e continue riconciliazioni.

In quelle sfrenate passioni ho smarrito
innocenti, disincantati occhi cerulei;
infilato nel cuore un sospeso rimembra
cose passate, irrisolti momenti e catarsi... 
 
Il poeta, vive una sorta di dipendenza amorosa da lei, come da una droga, per il fascino che da lei promana, per i suoi baci da cui sgorga un amaro e forte vin de bohème. La danza di Jeanne ipnotizza il poeta e la donna viene rappresentata con l’immagine del serpente, animale tentatore e malefico, simbolo del male e del peccato, del piacere e del pericolo.
(dalla rete)

mercoledì 20 maggio 2026

Femme fatale

Ti porteresti a letto l’universo,
tu, donna impura, annoiata, perversa.
per aguzzare i denti in questo gioco
devi mettere un cuore al giorno al fuoco.
Gli occhi, come vetrine luminosi,
come fuochi d’artificio festosi,
usano il gran potere e alteri modi
ignorano della bellezza il codice.

Cieco strumento, in crudeltà fecondo,
tu, salutare vampira del mondo,
lo sfiorare negli specchi non cogli
delle tue forme, e neppur ti vergogni?
Il gran male in cui ti credi sapiente
non t’ha trasmesso un poco di spavento,
quando natura, in suo nascosto fine,
di te si serve, o animale vile,
madre del vizio, perché un genio viva?

Sublime fango, ignominiosa diva!

Charles Baudelaire

La femme fatale (tradotta letteralmente in italiano come donna fatale) indica un archetipo di personaggio femminile caratterizzato da un fascino misterioso, seducente e irresistibile, capace di ammaliare gli uomini per trascinarli in situazioni pericolose, compromettenti o distruttive.
(dalla rete)

Passioni incentrate sul tempo
attimi di gioie susblimate;
nell'infinito perdurare del sogno
ricordo solitarie evasioni...

giovedì 2 aprile 2026

I ricordi... cigolando

Cigola la carrucola del pozzo,
l'acqua sale alla luce e vi si fonde.
Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
nel puro cerchio un'immagine ride.
Accosto il volto a evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchio,
appartiene ad un altro...

Ah che già stride
la ruota, ti ridona all'atro fondo,
visione, una distanza ci divide. 

Eugenio Montale 

Nell’acqua tremolante contenuta nel secchio portato alla luce dalla profondità di un pozzo il poeta, per un attimo, intravede un volto caro il cui ricordo emerge dalla profondità della memoria.
Ma è un’immagine evanescente che si dissolve appena il poeta vi si avvicina e torna nel passato a cui appartiene, così come il secchio del pozzo ritorna al suo atro fondo (dalla rete).

Nel cigolio il silenzio
si ruppe, cadde un velo;
rimane il rumore, chiudo
i miei occhi, riascolto... 
 
Ricordare è come attingere dal pozzo oscuro della memoria 
Il ricordo come il secchio risale con grande difficoltà, cigolando.
Il passato si rivela dai contorni confusi, deformato e subito lontano perché appartiene a colui che lo ha vissuto e che ora è irrimediabilmente altro. E’ illusorio cercare di dare consistenza ad un ricordo, la visione della mente sparisce e si avverte il senso del tempo trascorso irrimediabilmente. Tutto è dunque un’illusione, tutto è effimero.

martedì 3 marzo 2026

Attesa (Vana?)

L'espressione "attesa vana" indica un periodo di tempo trascorso aspettando qualcosa che non accadrà o qualcuno che non arriverà, rendendo il tempo speso inutile e privo di scopo.
(dalla rete)

Attesa

Oggi che t’aspettavo
non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice,
la tua assenza che tumultuava
nel vuoto che hai lasciato,
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
s’annuncia e poi s’allontana,
cosí ti sei negata alla mia sete.
L’amore, sul nascere,
ha di questi improvvisi pentimenti.
Silenziosamente
ci siamo intesi.
Amore, amore, come sempre,
vorrei coprirti di fiori e d’insulti.

Vincenzo Cardarelli  

Anche Vincenzo Cardarelli, in quella che è tra le più belle poesie d’amore del Novecento italiano, non si sottrae alla condizione antica e moderna dell’assenza dell’amata. 
A questa condanna ad un canto che si regge su un vuoto da riempire.
No, non arriva la donna, oggi che il poeta l’attende e coglie solo un silenzio bianco.

Come nei giorni di pioggia
come col sole e le nubi;
l'attesa si stempera e muore
in rivoli di ansia cocente...
 
L'attesa vana rappresenta un tempo sospeso e inutile, caratterizzato da speranze disilluse e un desiderio di cambiamento che non si realizza, spesso paragonato alla solitudine di un naufrago.
Simboleggia il contrasto tra l'immobilità della realtà e la brama di evasione, culminando nella constatazione dell'inutilità del tempo trascorso.
Il concetto di "vana attesa" si contrappone all'arte di saper aspettare, evidenziando la dolorosa consapevolezza di un tempo perso invano.

venerdì 27 febbraio 2026

Lontana... lontana (human touch)

 
Il desiderio mi brucia
il desiderio di cose belle
che ho viste e non vissute.
Il desiderio mi brucia
ed impera ardente e solo
nel mio cuore e nel mio cervello.
Desidero tante cose
che ho viste in trasparenza
di musica fiori e profumi.
Di luci e di brusii strani
che avvicinano l'anima alla poesia.
 Che è questa voce?

È il mio violino che canta
(Strano. Eppure io non ci sono!)
E questa vertigine insolita?
È quella che provo quando La vedo.
Tutto pare uno strano capogiro di febbre
pieno di tanti frantumi di cristallo
che scintillano e tintinnano
tintinnano, tintinnano e scintillano ...

... ed in questa vertiginosa ridda
ancora la vedo, bella e quasi assente
immensamente bella
ma lontana...
... lontana...

lontana...
... come la musica...
... come l'inebriante profumo...

... come le luci che ora sono
nel silenzio spente.
8 marzo 1929

Cesare Pavese

Il contatto umano non è solo un’interazione fisica, ma un bisogno biologico e psicologico primordiale.
Nonostante viviamo in un'era iperconnessa, la tecnologia può paradossalmente alimentare un senso di isolamento.
La mancanza di "human touch" fisico e diretto può portare a stress, insonnia e difficoltà relazionali.
(dalla rete)

Impossibilità concreta affina
idee che paiono stolide e vane;
alla ricerca di modo, contatto
fosse solo silente ma intenso...

martedì 24 febbraio 2026

Cuori che piangono

Lasciate Piangere il mio cuore

Lasciate piangere il mio cuore tra le vostre mani refrattarie,
il cielo scolorito fa appassire lentamente
il fiore dei vostri occhi chiari che quietamente
abbassa sul mio cuore le sue corolle affascinate.

Che le vostre ginocchia mi siano pacifico giaciglio,
vestito dei vostri sguardi avrò caldo per la notte
e, sorvegliante magico, il vostro afflato terrà lontano
tutto ciò che insudicia e ciò che schernisce e ciò che nuoce.

Il porto e i campi sono neri; dopo il giorno beffardo
la consolante notte viene intrisa di lacrime
e permeando di dolcezza la nebbia dispersa
i fuochi del desiderio di te si accendono nel mio cuore.

Marcel Proust

  Questo dissesto che sono urla
impotenza e disappunto, cuori
in eterno subbuglio e ritmi
che sanno di ansie e ritardi...

Un cuore che piange è un'immagine potente che simboleggia tristezza profonda, solitudine o il dolore di una perdita amorosa.

 Laissez pleurer mon cœur

Laissez pleurer mon cœur entre vos mains fermées
Le ciel décoloré se fane lentement
La fleur de vos yeux clairs comme un apaisement
Abaisse sur mon cœur ses corolles charmées.

Que vos genoux me soient la couche pacifique,
Vêtu de vos regards, j’aurai chaud pour la nuit
Et votre souffle écartera veilleur magique
Tout ce qui souille et ce qui raille et ce qui nuit.

Le port, les champs sont noirs; après le jour moqueur
La consolante nuit vient de larmes trempée
Et fondant de douceur la brume dissipée
Les feux de ton désir s’allument dans mon cœur.

Marcel Proust  

La penosa immagine di un cuore piangente richiama sensazioni di tristezza, di pena, di grande malinconia. 
Il tutto associato ad una colpa o ad una promessa che non si è riusciti a mantenere, i cuori che piangono vengono associati a qualcosa che non si è riusciti a realizzare o di cui ci si pente di aver fatto. 

Il pianto è una manifestazione fisiologica che ci permette di riequilibrare l'umore, è per questo che piangere fa bene al nostro organismo.
Secondo William Shakespeare infatti il nostro corpo è come un giardino e la mente è il suo giardiniere.
(dalla rete)

domenica 22 febbraio 2026

Amari amori impossibili...

Un amore impossibile è un sentimento che, per ragioni esterne o interne, non può tradursi in una relazione reale e quotidiana.

“È un amore impossibile” – mi dici.
“È un amore impossibile” – ti dico.
Ma scopri che sorridi se mi guardi,
e scopro che sorrido se ti vedo.
“Di notte” – tu confessi – “io ti penso…
Ti penso giorno e notte,
e mi domando se stai pensando a me,
mentre ti penso.
… La società, le regole, i doveri…
ma tremi quando stringo le tue mani.”
“Meglio felici o meglio allineati?”
– Ti chiedo. –
E il tuo sorriso accende il giorno,
cambiando veste ad ogni mio pensiero.
“Questo amore è possibile” – ti dico.
“Questo amore è possibile” – mi dici.

Sesto Aurelio Properzio

Spesso viene descritto come quello che "non finisce mai" proprio perché rimane sospeso nell'idealizzazione, nutrendosi di ciò che sarebbe potuto essere anziché della realtà.
L'amore impossibile è un classico intramontabile, un qualcosa che è un misto di fascino e tortura che ha alimentato secoli di passionale letteratura e di struggenti canzoni.

Spesso non è la persona a essere "sbagliata", ma l'incastro: il tempo, la distanza o le circostanze che remano contro
(dalla rete).

Amori, amari passionali
contratte membra assorbono
potere di abbracci e baci,
poi rimane tristezza a volte...

"Amore amaro" è un'espressione che descrive un sentimento contrastante, spesso associato a una relazione tormentata, non corrisposta o finita, che lascia un retrogusto di sofferenza nonostante l'affetto provato.

mercoledì 5 novembre 2025

Torna amore...

"Torna amore" è un' espressione che esprime un forte desiderio di riconciliazione o il ritorno di una persona amata che si è allontanata. È una supplica affettiva, un'invocazione a far rivivere un legame sentimentale o a superare una separazione.
L'espressione può anche indicare una richiesta affettuosa, il titolo di un'opera artistica, o un tema ricorrente nella cultura popolare legato al ritorno dell'amore.  (dalla rete).

Torna amore

Torna amore
vela delicata e libera
che occupi
il pensiero della mia terra
sto morendo sulla grandiosità di un fiume
che è rosso di desiderio
e vorrebbe
travolgere il tuo amore

Alda Merini

 

Quale dei tanti andati?
Il primo? La passione? Il sesso?
Quale dei troppi sofferti?
L'ultimo?..

venerdì 24 ottobre 2025

Prima colazione

Colazione del mattino

Lui ha messo
Il caffè nella tazza
Lui ha messo
Il latte nel caffè
Lui ha messo
Lo zucchero nel caffellatte
Ha girato
Il cucchiaino
Ha bevuto il caffellatte
Ha posato la tazza
Senza parlarmi
S'è acceso
Una sigaretta
Ha fatto
Dei cerchi di fumo
Ha messo la cenere
Nel portacenere
Senza parlarmi
Senza guardarmi

S'è alzato
S'è messo
Sulla testa il cappello
S'è messo
L'impermeabile
Perché pioveva
E se n'è andato
Sotto la pioggia
Senza parlare

Senza guardarmi,
E io mi son presa
La testa fra le mani
E ho pianto.

Jacques Prevert

La poesia di Jacques Prévert intitolata Colazione del mattino (titolo originale: Déjeuner du Matin) descrive una scena quotidiana e banale che, attraverso una narrazione scarna ed essenziale, rivela la profonda solitudine e l'indifferenza che segnano la fine di una relazione (dalla rete).
 
Addii, tristi, bagnati, autunnali,
quasi sempre sospesi nel tempo;
grigiori intrisi di lacrime e brume,
a volte protagonisti, spesso no...

sabato 12 luglio 2025

Piante di Lago (una poesia a T.)

Le piante che si trovano intorno ai laghi sono molto varie, e includono sia specie acquatiche che terrestri.
Lungo le rive di un lago, è comune vedere alberi di alto fusto e tra queste i salici, i pioppi, gli ontani e, in alcune zone, anche olivi, viti e agrumi.
 
Imperfetti circoli viziosi
riportano il tempo "ab libitum";
in uno scenario contestuale
reimmergo la bocca nel sale..
 
Le piante del lago
ti hanno vista un mattino.

I sassi le capre il sudore
sono fuori dei giorni,
come l’acqua del lago.
Il dolore e il tumulto dei giorni
non scalfiscono il lago.
Passeranno i mattini,
passeranno le angosce,
altri sassi e sudore
ti morderanno il sangue
 non sarà cosí sempre.
 Ritroverai qualcosa.
 Ritornerà un mattino
che, di là dal tumulto,
sarai sola sul lago.
[metà giugno 1946]. 

Cesare Pavese

Tra le principali piante di lago troviamo canneti, giuncheti e cariceti, con piante come il carice maggiore, il carice delle sponde e il giunco comune.
Nelle acque, si possono trovare ninfee, fior di loto e altre piante galleggianti o sommerse.
(dalla rete)

martedì 17 giugno 2025

"Amori delusi"

 "Amori delusi" 
 
in italiano si traduce come "disappointed loves" in inglese, e si riferisce a situazioni in cui le aspettative amorose non vengono soddisfatte, causando dolore e sofferenza. 
Questa delusione può manifestarsi in diverse forme, come amori non corrisposti, rotture dolorose, o tradimenti.
 
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Nessuna donna potrà dire 'sono stata amata'
piú di quanto io ti ho amato, Lesbia mia.
Nessun legame avrà mai quella fedeltà
che nel mio amore io ti ho portato.

Publio Valerio Catullo

Amori grandi, delusi, andati
perpetrando il mistero respiro
la fatica del primo mattino;
più non devo retrarre dolori...
 
Quando l'amore si trasforma in una delusione, il corpo reagisce in modi sorprendenti. 
Il primo sintomo è noto con il nome di “cuore spezzato“ (sindrome del cuore spezzato), risultato delle reazioni del corpo allo stress emotivo: un dolore fisico al torace, a volte descritto come una sensazione di oppressione o peso.
La guarigione emotiva non segue un calendario predefinito e il percorso verso la ripresa è profondamente intimo e personale.
(dalla rete)

sabato 1 marzo 2025

Disamore

Potremmo definire disamore quella terrificante vertigine che fa crollare l’idealizzazione della persona (o della situazione o cosa) amata, è un logoramento del sentimento d'amore, perdita d'interesse, di slancio per qualcuno.

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Cosí per colpa tua, mia Lesbia,
mi è caduto il cuore
e cosí si è logorato nella sua fedeltà,
che ormai non potrebbe piú volerti bene
anche se fossi migliore
o cessare d'amarti
per quanto tu faccia.

Publio Valerio Cattullo

Il disamore crea una vertigine dovuta al fatto che il partner precipita dall’alto della perduta felicità, senza che possiamo fare nulla per impedirlo. 

Rimane il disamore ancorato
a tutti quei ricordi passati;
chissà se viene vissuto uguale,
pegno di amati, sfumate visioni...
 
Non ci sono barriere o paracaduti per mantenere intatta la sensazione di pace ed equilibrio ormai lontana.
Viene smontata ogni sicurezza della relazione, facendoci perdere l’equilibrio.
Il disamore sostanzialmente è una mancanza d’amore, di attaccamento; indifferenza: disamore per la famiglia; mostrare disamore allo studio.
(dalla rete)