Nella Grecia e nella Roma antica, l'asfodelo era considerato il fiore dei morti e del sottomondo (creduto come il tramite per parlare con loro).
Omero, nell'Odissea, descrive il regno dei morti come una distesa infinita di "prati di asfodelo" (i Campi Elisi). Il prato di asfodeli non è un luogo di punizione né di beatitudine.
Nella concezione omerica, le anime vi conducono un'esistenza pallida,
senza forza, quasi un'eco della vita. La pianta che vi cresce rispecchia
questa condizione: un fiore chiaro, sobrio, che fiorisce in luoghi
spogli. Era l'erba dell'oblio, piantata sulle tombe sia come tributo per le anime dei defunti, sia come simbolo di immortalità.
Asfodeli
Madonna, se il cuore v’offersi,
il cuore giovine e scarlatto,
e se voi, con un magnifico atto,
lo accettaste insieme a` miei versi
di fanciullo poeta, e se voi
con l’olio del vostro amore
teneste vivo il suo splendore
e lo appagaste de` suoi
capricci assiduamente,
perché ieri lo faceste
sanguinare, lo faceste
lagrimare dolorosamente?
Tutte le sue gocce rosse
caddero a terra, mute,
poi che furono cadute
in ognuna fiorí un asfodelo,
il triste giglio del cielo
da l’eterno ammonimento.
Sergio Corazzini
L'asfodelo (Asphodelus) è un genere di piante erbacee perenni appartenente alla famiglia delle Asphodelaceae, tipico della macchia mediterranea e noto fin dall'antichità per il suo profondo valore simbolico e la sua straordinaria resistenza al fuoco (dalla rete).














