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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 13 marzo 2026

Sospesi come attimi

"Attimi sospesi"
Ciro Palumbo
Come attimi sospesi

Stringere in mano il destino
come un durevole istante
mentre il cuore sobbalza
sospesi spesso indicibili.
 
Sussurrare parole di seta
come stimolo, aiuto, attesa
che avvenga quell'attimo dolce
dove tutto sospira ed appaga.
 
A seguire discorsi, risa, riposo,
e di nuovo risale tensione,
si gonfia di  umori il momento
esplode , contrae, liquefa...

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
L'espressione "come attimi sospesi" evoca una sensazione di pausa e attesa, spesso associata alla poesia, alla fotografia o a momenti di profonda introspezione. In letteratura e nell'arte, il concetto di "attimi sospesi" viene utilizzato per descrivere situazioni in cui il tempo sembra fermarsi, lasciando spazio a un'emozione pura o a una riflessione intima (dalla rete).

giovedì 18 dicembre 2025

Grigio Dicembre

L'espressione "dicembre grigio" si riferisce comunemente all' atmosfera cupa e malinconica del mese invernale, spesso associata a cielo coperto, pioggia o neve, e alla brevità delle giornate. È un'immagine utilizzata in letteratura e musica per evocare sentimenti di tristezza o introspezione

Dicembre

Il bel tempo è finito. Ecco a torrenti
dal ciel la pioggia; ed ecco, lamentosi,
dal mar, dai monti, i penetranti vènti.
Ecco la bruma dei pensieri ansiosi. 

Questo, o Signore, delle risplendenti
fughe in natura, ove cercai riposi
e n'ebbi invece oscuri stordimenti,
m'avanza solo, nei dì dolorosi. 

Sto inginocchiato con la fronte al suolo,
ma a Te non basta. Anche il mio pentimento
non dà riparo, lacero mantello. 

Nell'antica miseria, al gelo e al duolo
rabbrividisco. Il nuovo smarrimento
lungi dal nembo, è il fuggir d'un uccello. 

Adriano Grande

Visioni costantemente grige
di pioggia sparsa e fredda;
rinnovo pensieri mortiferi, soli
in questo opaco contesto... 
 
L'espressione  "grigio Dicembre" descrive la sensazione di un mese tetro, dove il freddo si fa pungente e la luce del sole è scarsa a causa delle nubi. Questa carenza di luce e calore porta spesso a un senso di malinconia o introspezione (dalla rete).

mercoledì 29 ottobre 2025

Sorriso stanco

Non può il sorriso stanco

 Non può il sorriso stanco
dare impulsi alla gioia,
non riesce a calibrare il senso,
non toglie tempo alla noia.

Non può il sorriso stanco
vedre frasi sconnesse,
non riesce a redigere note,
non può assolvere colpe.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
Un "sorriso stanco" è un'espressione del volto che, pur formando una parvenza di sorriso, trasmette al contempo un senso di fatica, malinconia o rassegnazione. 
È un gesto che maschera una sofferenza interiore o una grande spossatezza e può avere diverse sfumature e significati.
(dalla rete)

mercoledì 30 luglio 2025

C'era una volta

C’era una volta
Quota Centoquarantuno l’1 agosto 1916

Bosco Cappuccio
ha un declivio
di velluto verde
come una dolce
poltrona

Appisolarmi là
solo
in un caffè remoto
con una luce fievole
come questa
di questa luna 

Giuseppe Ungaretti

Insieme ai grandi temi,
vita, morte, sopravvivenze;
recessi di scuola infranti
da conoscenze postume...
 
C'era una volta  
è una tipica espressione utilizzata come introduzione in numerose fiabe. Formule simili risalgono quasi all'origine della scrittura, essendo già utilizzate quattromila anni fa nei racconti babilonesi, e si ritrovano in tutte le lingue del mondo. 
Nella letterature europee, è attestata da Apuleio, che apre la favola di Amore e Psiche nelle Metamorfosi con «Erant in quadam civitate rex et regina…» e diventa canonica nella letteratura italiana con il "Pentamerone" di Giambattista Basile (1634).
(da wikipedia)
L'espressione "c'era una volta" (once upon a time in lingua inglese) è una formula tipica che introduce le fiabe e i racconti, collocando la storia in un passato indeterminato e fantastico. 
È un modo per iniziare un racconto e sottolineare che si tratta di qualcosa che è successo in un tempo passato e non precisamente definito. 
Pur essendo associata alle fiabe, "c'era una volta" può essere utilizzata anche nella vita di tutti i giorni per introdurre un racconto di eventi passati, magari con un tono nostalgico o enfatico.
(dalla rete)

lunedì 30 giugno 2025

Sorrisi

a K.

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d’un greto,
esiguo specchio in cui guardi un’ellera i suoi corimbi;
e su tutto l’abbraccio d’un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s’esprime libera un’anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,
e che il tuo aspetto s’insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima d’una giovinetta palma…

Eugenio Montale

Il sorriso di Falstaff dipinto da von Grützner
Nonostante ci si riferisca propriamente al sorriso pensando alla sola bocca, l'espressione coinvolge anche gli occhi. 
Alcuni sorrisi includono una contrazione dei muscoli all'angolo degli occhi, un'azione nota come sorriso di Duchenne. 
La carica espressiva e comunicativa del sorriso deve proprio allo sguardo la sua profondità. 
Un sorriso sincero e istintivo stira le labbra di netto e rende più vivace e profondo lo sguardo. 
Al contrario, un sorriso forzato o di circostanza non cambia lo sguardo, limitando a contrarre i muscoli della bocca. 
L'espressione comune "sorridere con gli occhi" intende proprio questo aspetto.

Tra i risvolti dell'essere
giace un pensare lontano
di amici, sepolti dal tempo,
di visi che ancora ci sono...
 
Il sorriso è un'espressione facciale formata principalmente dalla flessione dei muscoli ai lati della bocca. 
Il sorriso rappresenta nella cultura comune l'espressione della felicità.
Un sorriso può diventare una risata, ma differisce dal riso nell'essere meno impulsivo e nervoso, quindi più duraturo, più moderato e di maggior profondità emozionale.
(da Wikipedia)