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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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domenica 16 febbraio 2020

Busta

pubblicità apparsa
sul magazine
Life nel 1941
S'è visto

Non bruciare il bordo alla lettera,
e non parlare d’amore
per pagine e pagine.
Soltanto, mentre chiudi la busta,
calca molto
quelle tue labbra schive.            

Sunay Akin
da "Canti dal Bosforo"
traduzione di Laura Rotta e Giampiero Bellingieri
  
Le buste con la colla da umidificare si sposano molto bene con le macchine automatiche che smistano la posta. Esistono altri metodi, ovviamente, come l’impressione a caldo, che offre anche i vantaggi di non curvare la superficie della busta e dargli un aspetto più solido, ma per ora al settore conviene rimanere all’Ottocento. Che è anche il secolo in cui si riporta l’ultimo (l’unico?) caso di morte di un gentiluomo che si era tagliato col bordo di una busta: il povero Sigmund Fechheimer vide la sua lingua gonfiarsi progressivamente dopo un taglietto che gli aveva causato una seria infezione del sangue (dalla rete).
 
amori passionali ne ho avuto qualcuno,
ricordo lei, mi prese, impeto improvviso;
dove saranno ora le ore passate insieme
ai colori dell'estate, al freddo degli inverni...

sabato 15 febbraio 2020

Haiku

Haiku

 

E' capodanno:
tra il cielo e la terra
inizia l'armonia.

 

Masaoka Shiki
da Poesie, Acquaviva

 


il mondo, le genti, le città e i paesi,
siamo concentrazioni di anime;
trovandoci sempre insieme speriamo
di vivere gli uni degli altri ma soli siamo...

venerdì 14 febbraio 2020

Scadenze

scadènza
sostantivo femminile. [der. di scadere].
- TRECCANI -
 
1.- a. Termine entro il quale dev’essere eseguita un’obbligazione, oppure ha fine un negozio giuridico: una tratta autorizzata con s. a tre mesi; prorogare, rinnovare una cambiale alla s.; il contratto va disdetto due mesi prima della s.; s. breve, media, lunga. In matematica finanziaria, l’epoca stabilita per il pagamento di un capitale. Nel linguaggio banc. e finanz., s. a vista, s. a tempo vista, s. a tempo data, locuz. usate per indicare che la scadenza di un titolo di credito avverrà rispettivamente al momento in cui esso si presenta per il pagamento, o decorso un certo tempo dalla presentazione del titolo all’accettazione o al visto del debitore, o, infine, decorso un certo tempo dalla data di emissione del titolo; a s. fissa, locuz. che indica un vincolo di tempo per l’adempimento di un’obbligazione nascente da un’operazione bancaria (deposito, anticipazione a s. fissa).
b.- Con sign. concr., nel linguaggio corrente, il titolo di credito o l’impegno che scade; anche, il pagamento che dev’essere effettuato a una data prestabilita: bisogna prelevare diecimila euro in contanti per la s. di domani; più spesso al plur.: le s. di fine mese; non possiamo far fronte alle s. della settimana.
 

Protocollo cittadino #9
 
Le scadenze si stanno delineando come sempre,
siamo numeri in ingranaggi potenti, duri;
permeando le nostre vite ci rendiamo insensibili,
sappiamo cogliere attimi, bruciare occasioni,
siamo balia dei fortunali e delle alterne fortune....
 
Gujil

 2.- Per estens., periodo, termine, lasso di tempo in cui avviene, o deve avvenire, un determinato fatto: a breve, a lunga s., entro un termine di tempo breve, o lungo (fissare un incontro a breve s.; il consiglio d’amministrazione ha luogo a s. troppo lunghe); s. o data di s., termine minimo di conservazione di un prodotto alimentare, medicinale e sim., oltre il quale esso potrebbe deteriorarsi; per legge dev’essere indicato sulla confezione del prodotto.
3.- ant. Eredità vacante, che, secondo il diritto romano, spettava al fisco (in qualche luogo ai vescovi, ai poveri o ai luoghi pii) in mancanza di eredi.
(dalla rete)

giovedì 13 febbraio 2020

Alfabetizzazione


A B C D

A Se vuoi conoscere un uomo,
   dagli potere.

B Se mi ami, le tue azioni
   me lo diranno
.

C Nemmeno esiste l’amore,
   puoi solo darne prova.

D Gridare è degno.
 
Joan Brossa
da "La chiave in bocca", 1997


 Il poster dell’alfabeto
(misure 70 x 100)
è un grande alfabetiere degli animali
grazie al quale il bambino
può imparare l’alfabeto
e iniziare a leggere
non solo in stampato maiuscolo e minuscolo
ma anche in corsivo.
(dalla rete)

 
un alfabeto di convinzioni personali,
è la vita che vorremmo vivere sempre;
siamo balia delle intuizioni amorose,
siamo schiavi della paura di soffrire...

mercoledì 12 febbraio 2020

Poesia e riflesso

Primi astronauti

I primi astronauti sulla Luna,
due anni e due mesi prima di Armstrong,
due anni e due mesi prima di Aldrin,
furono una colonia di batteri,
un gruppo del tipo streptococcus mitis,
giunti con il Surveyor 3
il 20 aprile del ’67,
poche ore prima che ad Atene si avviassero
i cingolati dei colonnelli.

Rimasero due anni e mezzo sulla luna
rannicchiati nella videocamera dello scafo,
là dove li aveva scagliati forse
lo starnuto di un tecnico o di un meccanico
raffreddato della NASA,
quando il lancio era ancora in cantiere.

Quando l’Apollo 12 ricondusse
di nuovo il congegno sulla Terra,
alla fine di novembre del ’69,
alcuni streptococchi erano ancora vivi.
Per novecento e rotti giorni
erano sopravvissuti alla temperatura
prossima allo zero assoluto, senza
caschi di protezione o altri mezzi,
tute per difenderli dai raggi,
o un corpo caldo per nutrirsi.
Per novecento e rotti giorni
avevano resistito nel deserto.
Profughi di questo pianeta, divennero
i suoi primi coloni in cielo.

La loro conquista passò sotto silenzio,
non fu notizia da prima pagina,
non provocò scalpore alcuno.
Erano i giorni del massacro di My Lai,
le vittime in Vietnam si moltiplicavano,
Panagulis era nel carcere di Boghiati,
le notizie grondavano di sangue e stragi,
quanta simpatia poteva avanzare
per il nostos di pochi batteri comuni,
per l’odissea di questi microbi,
davvero, chi aveva motivo di occuparsene?

Così la vicenda fu archiviata.
Gli esperti parlarono di un “rebus”,
alcuni dubitarono che fosse avvenuto così,
non fu rispettata la quarantena
quando ricuperarono la videocamera del Surveyor,
accadde sicuramente così, senz’altro
gli streptococchi entrarono lì dopo.
 
Meglio così, forse. Non era giusto
che un evento casuale distogliesse
dalle abbaglianti luci della ribalta
le imprese nostre, degli uomini.
È inglorioso, ingiusto accettare
che semplicemente così, senza fatica
né desiderio, alcuni batteri,
creature tanto insignificanti, fossero diventati,
due anni e due mesi prima di Armstrong,
due anni e due mesi prima di Aldrin,
i primi astronauti sulla Luna,
i primi coloni della Terra sull’Altrove.

2019
Kostas Koutsourelis
Traduzione di Nicola Crocetti
 
 
gli astri, i mondi lontani, il cosmo,
lo tocco con la mente in una nave stellare;
partirei, si credo lo farei per aspera
ad astra, lontano nel tempo, lo spazio...
 

martedì 11 febbraio 2020

Lontananze

Esistono varie forme di lontananza, come la distanza emotiva in amicizia, quella per l’assenza di una persona cara, o ancora quella fisica per un amore a distanza (dalla rete)
 
sostantivo femminile
1 - Situazione spaziale determinata dalla distanza.
"la costa è appena visibile r la l."
2- Assenza più o meno temporanea e dolorosa. "la l. dalla patria"
 
Più felice sono quanto più lontana
porto l’anima mia dalla sua casa di creta
in una notte di vento quando la luna è chiara
e gli occhi vagano tra mondi di luce
 
quando io non sono e nessuno è accanto
né terra, né mare, né limpido cielo
solo spirito che vaga senza confini
nell’immenso infinito.
[febbraio 1838]
 
Emily Brontë
da "Stelle", Via del Vento, 2006
Traduzione di Piera Mattei

Rene Magritte
"Memorie di un viaggio", 1952
 
la lontananza rafforza i sentimenti,
si dice così ma non credo sia vero;
se fossi andato lontano avrei cambiato
la vita, gli affetti, l'amore e le cose...

lunedì 10 febbraio 2020

Amaro animale



Lento amaro animale 
che sono, che sono stato,
amaro per il grumo di polvere, per l'acqua, il vento
che nella prima generazione dell'uomo chiedevo a Dio.

Amaro come quei minerali amari
che nelle notti di perfetta solitudine
– maledetta e rovinosa solitudine
senza eguali –
s'apprendono alla gola
e, croste di silenzio,
soffocano, uccidono, resuscitano.

Amaro come quella voce amara
prenatale, pre-sostanziale, che proferì
il nostro verbo, che percorse il nostro cammino,
che morì la nostra morte,
e che in ogni momento sveliamo.

Amaro da dentro,
da ciò che non sono,
– la mia pelle come la mia lingua –
dal primo essere vivente,
annunciazione e profezia.

Lento da tanti secoli,
remoto – non c'è nulla dapprima –,
distante, lontano, ignoto.

Lento, amaro animale
che sono, che sono stato.
 
Jaime Sabines 
Traduzione di Angela Saliani
 
 
 incredibili eppure nel loro orrore bellissime
creature immaginarie come
il Minotauro o il Cerbero, piuttosto che Sirene o Centauri
ricorrono spesso nella nostra mitologia finendo per fornirci una dimostrazione di quale sia la più grande capacità di ognuno di questi animali: la fiducia, la loro forza consiste da sempre nell’abilità di contare l’uno sull’altro.
(dalla rete)
 
elegie per la vita che siamo, questo vorremmo,
un canto di pace e serena armonia, naturale;
vaghiamo nel folto di un tenebroso uragano,
cerchiamo di essere solo l'animale che siamo...
 
 

domenica 9 febbraio 2020

Early Sunday morning, domenicale di Febbraio


Edward Hopper
"Early Sunday Morning" - Domenica mattina presto , 1930

Domenicale di Febbraio, oggi, ancora buio,
un mattutino di silenzi e di voci dentro
si stempera nel sogno un reprimendo imperante;
le tracce del passato lasciano solchi nell'anima,
siamo pieni di senso e di colpe, siamo esseri umani;
nel folto del bosco manca la neve, il manto
che serve a coprire, a nascondere, a proteggere;
mi sento parte di un tutto eppure, il nesso, la ragione
quello che manca a completare il pensiero
ancora mi fugge, ancora non trovo...
 
Gujil
 
Finestre e porte che si succedono in una mattina assolata a New York.
Sono il tema centrale di questo dipinto che Edward Hopper realizzò nel 1930.
Early Sunday Morning (Domenica mattina presto) è il titolo del dipinto.
In realtà Hopper non dichiarò mai quale giorno rappresentasse.
Non fu lui ad affermare scrivendolo nel titolo, che fosse domenica.
E’ una delle opere più significative che Hopper dipinse in quel periodo.
E’ un dipinto semplice in cui la consequenzialità delle finestre in alto e delle linee orizzontali, viene interrotta dalle insegne dei negozi e dai tendaggi.
"Domenica mattina presto”
(Early Sunday Morning):
un dettaglio del quadro di Edward Hopper
In fondo non c’è nulla di particolare in quest’opera, eppure ne ricaviamo un’impressione strana.
Il quadro emana un fascino non definibile e probabilmente è uno delle tele di Hopper meno facili da interpretare.
Banalità di una giornata normale in cui lo spettatore osserva alle luci del mattino, una strada deserta in cui i negozi e le attività devono ancora aprire.
Sembra che Hopper voglia semplicemente raccontare una strada di New York in un momento particolare. Un momento in cui tutto è calma e tranquillità, dove la luce illumina ogni oggetto prima del via vai quotidiano.
Proprio le linee orizzontali, interrotte dai negozi, portano lo spettatore fuori dalla tela. E gli fanno immaginare che cosa si può trovare oltre il quadro.
Altro mistero è la mancanza di una figura umana che Hopper avrebbe voluto introdurre, ma che alla fine del lavoro decise di non mettere all’interno del quadro Early Sunday Morning.
Hopper definì il quadro una traduzione letteraria della Settima strada. In realtà è uno di quei dipinti privi, secondo me, di una definizione e di una interpretazione. Si osserva il quadro e le sensazioni che si provano dimostrano come la pittura a volte possa sottrarsi ad interpretazioni canoniche ed entrare nel campo misterioso delle cose, che piacciono senza alcun apparente motivo razionale (dalla rete).

sabato 8 febbraio 2020

Casa di riposo


Una casa di riposo
è un alloggio ammobiliato multi-residenza destinato agli anziani almeno parzialmente autosufficienti. Storicamente il termine originario per designare il luogo dove venivano ricoverati i vecchi era quello di "ospizio" dalle caratteristiche così negative che il lemma è stato sostituito con vocaboli meno sgradevoli come «casa di riposo o di ricovero, pensionato, istituto, o più genericamente soggiorno, albergo, residence, ecc., specificando di volta in volta la loro destinazione»
(da Wikipedia)


Casa di riposo
 
Sono un giardiniere in pensione,
conosco ancora
l’orario degli otto venti.
Le mie previsioni
su quando giungeranno le nuvole di pioggia,
sono degne di fiducia.
 
A parte la gotta e l’insaziabile desiderio
di un bicchierino di grappa,
non mi dà fastidio nulla. I miei amici sono morti
e i nemici sono spariti.
 
Questo mondo, che non capisco più,
mi visita sotto forma di giornale
una volta alla settimana
e più volte ogni giorno
svolazza uno stormo di passeri davanti alla mia finestra.
Per avermi dato confidenza, li ho promossi
a fringuelli.
 
Rainer Brambach
 
 asilo del tempo, mi manchi padre,
le tue mani, le carte, i discorsi, la mente,
fresca ancora malgrado gli anni e i giorni;
vorrei tornassi a parlare con me...
 

venerdì 7 febbraio 2020

Offrire


Ciò che ti offro
                     

Nulla di ciò che t’offro
è irraggiungibile:
cieli e solchi d’uccelli, carezze come nubi
– il tuo cuore che batte inimitabile –

Tutto questo è possibile
senza bisogno di fantasticare.

Altro non siamo che argentate tracce
lasciate dalle chiocciole nei luoghi
visitati nei sogni.
E mai nessuno chiederà in che giorno
o in che mese viviamo.

Un lampo che s’incunea dentro il tempo
è quanto ci rimane da salvare.
L’illusione di stare l’un con l’altro.

Nulla di ciò che t’offro
può sembrare impossibile:
pensieri in volo simili ad uccelli,
un ponte teso fra i nostri due mondi.
Francisco Vejar
da "Il saggio e la poesia"
traduzione di Cristina Sparagana
 
offrire per me
rimane comunque dare qualcosa a qualcuno,
col cuore e con la testa,
coi pensieri è meno costoso,
col cuore è più difficoltoso...
 
Gujil
 

ti offrirò mai abbastanza? amore?
cerco di esserti amico, non più amante;
le vicissitudini ci accolgono, sovrastano,
il fiato che mi manca lo lego a te...