L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.
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martedì 13 dicembre 2022
lunedì 12 dicembre 2022
Lui adesso vive ad Atlantide...
Analisi del testo: Colombre racconta "Atlantide" di Francesco De Gregori
Quando ormai tutto è sommerso nei ricordi e affondato nel rimorso di un amore giovane che non si è saputo aspettare con devota pazienza, non si può fare altro che andare a vivere nell'irrealtà di Atlantide, la città perduta.
"Atlantide" mi ha sempre attratto e affascinato, è una di quelle canzoni che non si riescono ad afferrare facilmente per le sue visioni poetiche mobili ma saldamente ancorate nel messaggio eterno di un amore sfumato.
Credo sia la storia di un uomo che non è stato capace di avere abbastanza coraggio e tenacia nell'inseguire il suo sogno d'amore per una ragazza di Roma e per il suo sorriso e la sua faccia, travolgente e indimenticabile come il crollo di una diga.
A volte crede, forse per vanità o per disperazione, di essere un eroe per il sacrificio compiuto nell'abbandonarla, ma è più che altro quasi un'autogiustificazione per aver tradito quel sogno ed essersi accontentato di vivere nella realtà, simboleggiata dalla California, con Lisa, una donna per cui stravede ma non ama.
La ruga amara sulla guancia sinistra tradisce e rappresenta il rimpianto di chi ha scelto forse male il suo destino nella svolta decisiva.
Ora certo, ha una carriera, è diventato un grande suonatore di chitarra ma vive, aspettando le nuvole, imperscrutabile nel terzo raggio, quello dell'intelligenza secondo i sette raggi teosofici, il raggio dei pensatori e dei filosofi, di chi preferisce allontanarsi dalla realtà che ferisce e buca l'anima, di chi non si può accontentare delle gioie terrene ma che ambisce a qualcosa di sublime, idealizzato, iperuranico e irrimediabilmente perduto, come la ragazza romana, eterna e oramai irraggiungibile.
Quella dolce curiosità di lei, così rara e intoccabile , quella che il vizio dell'amore ha offuscato e confuso per fretta e voglia di vivida gioventù carnale è adesso un ricordo, forse quotidiano, o una specie di dubbio che continua a tormentarlo. Una dolce curiosità legata stretta a una complessità magari difficile da gestire e saper attendere, ma di quelle che si comprendono solo quando si tradiscono o si perdono definitivamente.
Per questo, ciò che resta è un perdono che assomiglia a una consolazione, visto da lontano, da Atlantide, o da un cielo di Napoli.
Con un cappello pieno di ricordi
Ha la faccia di uno che ha capito
E anche un principio di tristezza in fondo all'anima
Nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata
E a volte ritiene di essere un eroe
Da sette anni sotto una veranda ad aspettare le nuvole
È diventato un grosso suonatore di chitarre
E stravede per una donna chiamata Lisa
Quando le dice tu sei quella con cui vivere
Gli si forma una ruga sulla guancia sinistra
Dove ha imparato a non fare più domande del tipo
Conoscete per caso una ragazza di Roma
La cui faccia ricorda il crollo di una diga?
Io la conobbi un giorno ed imparai il suo nome
Ma mi portò lontano il vizio dell'amore
Mentre volava alto nel cielo di Napoli
Rubatele anche i soldi rubatele anche i ricordi
Ma lasciatele sempre la sua dolce curiosità
Ditele che l'ho perduta quando l'ho capita
Ditele che la perdono per averla tradita.
domenica 11 dicembre 2022
Frasi
Poeti
i misteriosi,
gli schietti,
una scatola cranica per elmo,
per scudo un velo di cellofan,
poeti,
queste specie, queste seppie
che si difendono
schizzando inchiostro.
Nina Cassian
sabato 10 dicembre 2022
Protocollo cittadino #84 nel viaggio dello Stregone
The song was written by group member Bernie Leadon, and based around the banjo. For One of These Nights, the Eagles recorded it as a six-minute instrumental piece featuring an orchestra, with brief fiddle solos. The rest of the group, particularly co-founders Don Henley and Glenn Frey, were not keen on it being included on the album, which contributed to the friction in the band and Leadon quitting. It was later described by Rolling Stone as "bluegrass psychedelia". (dalla rete)
venerdì 9 dicembre 2022
Poesia, quadro e riflesso (marina di Courbet)
(Gustave Courbet)
Voglio ignorato , e calmo
perchè ignorato, e proprio
perchè calmo, riempire i miei giorni
di non volere altro da essi.
A quelli che la ricchezza tocca,
l’oro irrita la pelle.
A quelli che la fama seconda,
s’appanna la vita.
A quelli cui la la felicità
è sole, verrà la notte.
Ma , a chi nulla spera,
tutto ciò che viene è gradito
Fernando Pessoa
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| Gustave Courbet (1819- 1897) "Mare calmo" |
giovedì 8 dicembre 2022
Poesia, riflesso e granelo di sabbia
David Probandt, coordinatore della ricerca, ha analizzato dei campioni di sabbia provenienti dal Mare del Nord:
“I batteri – dichiara – riescono a proteggersi dall’azione continua delle onde insidiandosi all’interno degli anfratti e depressioni del granello”.
Probandt ha inoltre aggiunto: “Abbiamo scoperto che ogni granello di sabbia può ospitare migliaia di specie differenti di batteri.
Più della metà è comune a tutti i granelli che abbiamo analizzato, e in ognuno di essi è riuscita a sviluppare le stesse infrastrutture fondamentali“
(dalla rete).
Lo chiamiamo granello di sabbia.
Ma lui non chiama se stesso né granello né sabbia.
Fa a meno di un nome
generale, individuale,
permanente, temporaneo,
scorretto o corretto.
Del nostro sguardo e tocco non gli importa.
Non si sente guardato e toccato.
Ech e sia caduto sul davanzale
È solo un’avventura nostra, non sua.
Per lui è come cadere su una cosa qualunque,
senza la certezza di essere già caduto
o di cadere ancora.
Dalla finestra c’è una bella vista sul lago,
ma quella vista, lei, non si vede.
Senza colore e senza forma,
senza voce, senza odore e senza dolore
è il suo stare in questo mondo.
Wislawa Szymborska
mercoledì 7 dicembre 2022
Ambulance blues
Ambulance blues
The air was magic when we played
The riverboat was rockin' in the rain
Midnight was the time for the raid
They tore you down and plowed you under
You're only real with your make-up on
How could I see you and stay too long?
Burn-outs stub their toes on garbage pails
Waitresses are cryin' in the rain
Will their boyfriends pass this way again?
Shoe ain't happy, neither are the kids
She needs someone that she can scream at
And I'm such a heel for makin' her feel so bad
It's hard to say the meaning of this song
An ambulance can only go so fast
It's easy to get buried in the past
When you try to make a good thing last
There's room at the top for private detection
To mom and dad this just doesn't matter
But it's either that or pay off the kidnapper
You're no better than me for what you've shown
With your stomach pump and your hook and ladder dreams
We could get together for some scenes
And out on the corner it's half past five
But the subways are empty
And so are the cafes
And I still can hear him say
You're all just pissin' in the wind
You don't know it but you are
Who can tell you you're just pissin' in the wind
He had a different story for every set of eyes
How can he remember who he's talking to?
'Cause I know it ain't me, and hope it isn't you
martedì 6 dicembre 2022
Protocollo cittadino #83
lunedì 5 dicembre 2022
Profughi
Ci sono delle pietre come denti canini nei talloni
E sudore incrostato sotto le ascelle
Su cui mosche assetate si appiccicano
Proseguono avanti
A pregare con lo sguardo offuscato
Per almeno una fetta di pane secco
Che poi inzuppano nella pioggia
E la sfregano nel cuore
Per potere continuare avanti
Dove le colombe bianche
Parlano il latino con il cielo.
Andrej Al-Asadu
Profugo
(pro+fugere -fuggire-)
Chiunque sia un profugo è una persona costretta ad abbandonare la sua terra, il suo paese, la sua patria in seguito a eventi bellici, a persecuzioni politiche o razziali, oppure a cataclismi come eruzioni vulcaniche, terremoti, alluvioni, ecc.
(dalla rete)
sabato 3 dicembre 2022
Poesia e riflesso
Nessuno parlerà
nella lingua arcaica dell’anima
con questa musica di cuore che si scortica
e quel mormorio di lacrime che fendono la pietra
Con quelle parole intagliate nelle radici
e il becco ricurvo dell’aquila
Con il tuono che sghignazza
col fuoco che s’inghiotte e risputa
Con il panico
e la promessa di sette flagelli
Con la stella che appare
e il delirio che ha senso
Con la folla in preghiera
e i tiranni che muoiono
di uno strano mal di testa
Ma dove sono i profeti di un tempo?










