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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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lunedì 20 aprile 2020

Quarantena #7

Quarantena #7

flebili proteste ora si levano dal cuore, è l'ansia,
spinge nel petto e non esce, comprime, sottace;
i riscontri usuali non reggono, le parole si sprecano,
noi si rimane in balia di questi marosi possenti...
si stanno placando, l'anima un poco si acquieta,
la realtà di oggi ancora la ricordano i morti...

Gujil



domenica 19 aprile 2020

Momento




Sonetto del breve momento

Piume di nidi sui tuoi seni; urne
di rossi fiori sul tuo ventre; fiori
lungo tutto il tuo corpo, terso dai dolori
di primavere pazze e notturne.

Pantani vegetali sulle tue gambe
che fremono di serpenti e di sauri
itineranti nei multivari
fiumi di acque statiche ed eterne.

Belve che ululano nelle steppe fredde
delle tue bianche natiche vuote
come un deserto tramutato in neve.

E nel mezzo di quella inumana fauna e flora
io, nudo e solo, ascolto l’Uomo che piange
la vita e la morte nel momento breve.

Belo Horizonte, 31 marzo 1952

Vinicio de Moraes
da "Libro di sonetti", 1967



un momento non sempre è così breve,
a volte perdura, nei sensi, nell'immaginario;
per quanto si viva di istanti loro sanno che sono
importanti flashes nelle nostre piccole vite...

Questo istante è tutto ciò che hai.
Questo momento è il solo che esiste.
Non occuparti a pensare troppo al futuro a pianificare ciò che non c’è, fai piazza pulita dei fantasmi, almeno per oggi, e trasforma il presente, l’istante, l’adesso, in un regalo che farai al tuo futuro.
Sì, perché ciò che fai oggi è il seme che sboccerà nel domani.
E se non agisci non semini.”
(Stephen Littleword)

sabato 18 aprile 2020

Diluvio (di parole)

Nei testi mesopotamici si dice a chiare lettere che ci fu una spaventosa inondazione causata da Tigri ed Eufrate e che l’evento interessò “i quattro angoli della Terra”.
Si trattò dunque di un momento cruciale, un vero spartiacque nella preistoria della Mesopotamia.

I
                  
E se fosse proprio il diluvio quel che,
onda dopo onda, giorno dopo giorno,
spinge fino in fondo le vecchie carte
i vecchi amori, i volti, le luci
le case sui loro tetti, balene insabbiate;
se fosse proprio lui, questo lungo brivido
come un corridoio che ci attraversa

quando lo squillo del pescivendolo
risuona nell'aria umida,
resteremmo noi come una barca vuota
nell'ombra e senza muoverci
in attesa che il battelliere assopito
rinsaldi le due rive?

Guy Goffette
da "Alla ricerca delle parole definitive"
traduzione di Gio Batta Bucciol

Quindi il Diluvio Universale altro non sarebbe che una delle consuete inondazioni annuali della piana dove scorrono il Tigri e l’Eufrate, un’inondazione particolarmente violenta che sommerse campi e città, uomini e animali; e i popoli primitivi, vedendo in essa una punizione divina, cominciarono a diffondere la leggenda del Diluvio (dalla rete).

parole definitive ne diciamo tante, troppe,
siamo un diluvio di frasi e sentenze, sempre;
non mi sottraggo al giudizio, alla gogna,
sono un essere di sensazioni, tattile...

venerdì 17 aprile 2020

Quarantena #6 a Luis Sepùlveda


Quarantena #6
(a Luis Sepùlveda)

se ne va, in silenzio assordando, un pezzo di me,
uomo tra gli uomini direi, eppure, un bagliore residuo,
come questo blog, come Borges o Neruda, o altri...
Mi piange il cuore stamani, dopo incredulità e dolore

Gujil

giovedì 16 aprile 2020

Penelope

La Penelope Vaticana,  marmo romano,
metà del V secolo a.C.,
Musei Vaticani
Penelope
(gr. Πηνελόπεια, -ας, poi Πηνελόπη, -ης; lat. Pēnĕlŏpe, -es)
è una figura della mitologia greca, figlia di Icario e di Policaste (o di Peribea), moglie di Ulisse, madre di Telemaco, Poliporte e Arcesilao. Discendeva da parte di padre dal grande eroe Perseo (Icario era suo nipote) ed era cugina di Elena.
Prende il nome da un mito riguardante la sua infanzia: quando nacque fu gettata in mare per ordine del padre e fu salvata da alcune anatre che, tenendola a galla, la portarono verso la spiaggia più vicina. Dopo questo evento, i genitori la ripresero con loro e le diedero il nome di Penelope (che significa appunto "anatra").
Tuttavia per alcuni il nome è connesso all'evento della tela che la vide protagonista nell'Odissea (dal gr. pēné, tela).
Attese per vent'anni il ritorno di Ulisse, partito per la guerra di Troia, crescendo da sola il piccolo Telemaco e evitando di scegliere uno tra i proci, nobili pretendenti alla sua mano, anche grazie al famoso stratagemma della tela: di giorno tesseva il sudario per Laerte, padre di Ulisse, mentre di notte lo disfaceva. Avendo promesso ai proci che avrebbe scelto il futuro marito al termine del lavoro, rimandava all'infinito il momento della scelta. L'astuzia di Penelope, tuttavia, durò meno di quattro anni a causa di un'ancella traditrice che riferì ai proci l'inganno della regina. Alla fine, Ulisse tornò, uccise i proci e si ricongiunse con la moglie. Penelope è il simbolo per antonomasia della fedeltà coniugale femminile. Tornato nuovamente a casa dopo l'estremo viaggio, Ulisse poté nuovamente godere della moglie e secondo una versione la rese incinta di altri due figli: Poliporte e Arcesilao.
(da Wikipedia)

Francesco Primaticcio
 "Penelope ed Ulisse nel talamo nuziale"



Penelope

 
La notte disfo il mio percorso
tutto quanto ho tessuto non è vero,
ma solo tempo, per occupare i tempi morti,
e ogni giorno mi avvicino e ogni notte mi allontano
 
Sophia De Mello Breyner Andresen
(da Coral, 1951)
 

la tela che poi è non è altro che la vita,
come le parche preparano e finiscono
cerco di vivere come meglio riesco;
ogni tanto un dolore passa, una gioia arriva...
 
John William Waterhouse
"Penelope and the Suitors" 

mercoledì 15 aprile 2020

Quarantena #5

 
 
Quarantena #5
 
non sapremo mai di che cosa, quando,
ci mancano i contatti sociali, gli abbracci;
un'isola sola rimane nel cuore, è l'aninma,
che vive, che spera, che vola...
 
Gujil

lunedì 13 aprile 2020

Miele e sale

Sale rosa e miele è uno dei metodi più naturali per aiutarci a dormire meglio. Infatti l'insonnia è un problema che colpisce 9 milioni di italiani oltre il 45% della popolazione e soprattutto le donne di mezza età. Quando l'insonnia ci colpisce anche solo per qualche notte diventa tutto più difficile da affrontare durante la giornata; I nervi possono saltare, il buon umore cala, la salute fisica ne risente e ovviamente la nostra creatività e voglia di fare diminuisce notevolmente.
 
Miele e sale 
 
(...)
Esiste un modo per misurare l’amore?
Sì ma non per molto dopo
che il tuo cuore ha smesso di palpitare
molte miglia, lassù fra i grandi numeri.
La chiave dell’amore è nella passione, nella conoscenza,
nell’affetto?
Tutti e tre – insieme al chiaro di luna, alle rose, alle cibarie,
a ciò che si dà e si perdona, a ciò che si prende e si dimentica,
ricordi e locazioni,
perle di memoria insieme a uova e prosciutto.
L’amore si può tenere nascosto e sotto chiave? 

Sì e accumula polvere e muffa
e raggrinzisce nel buio
a meno che non scopra che il sole può servire,
la neve, la pioggia, le tempeste possono servire –

gli uccelli nei loro nidi di una stanza
scossi da venti crudeli e folli –
tutto può servire:
non mettere sotto chiave l’amore e non tenerlo nascosto.
(...)
 
Carl Sandburg
traduzione di Franco Lonati
 
 dolce e salato, come la vita, l'essere,
istanti che si contrappongono e completano;
siamo imperfezioni del creato, dello stesso Dio,
ci rivolgiamo a Lui quando la morte temiamo...

Le funzioni cognitive si abbassano e secondo alcuni studi aumenta il rischio di sviluppare tumori oltre ad avere un indebolimento del sistema immunitario che avviene molto rapidamente.
Inoltre come tutti sappiamo quando non dormiamo o dormiamo male il corpo invecchia più velocemente perché aumenta lo stress ossidativo e l'acidosi del corpo.
Vi sono diversi rimedi dal mondo delle erbe per combattere l'insonnia ma il più efficace e veloce da preparare e assumere è il sale rosa con il miele.
Per preparare questa ricetta servono 1 cucchiaio di sale rosa dell'Himalaya e 6 cucchiai di miele da mescolare insieme per poi invasare in un contenitore in vetro, pulito e chiuso.
Questo rimedio è conservabile per molto tempo essendo entrambi questi ingredienti delle sostanze conservanti in modo naturale.
Potrai anche aumentare la quantità prodotta mantenendo le stesse proporzioni con una parte di sale rosa e sei parti di miele.
In caso il miele sia un po’ troppo solido sarà sufficiente sciogliere il tutto a bagnomaria sempre con l'uso del vasetto di vetro.
La conservazione potrà durare anche un anno e non serve metterlo in frigorifero anzi è meglio la temperatura ambiente che mantiene il miele più liquido.
La quantità di rimedio per combattere l'insonnia consiste in 2 cucchiaini prima di andare a dormire.
In caso di risvegli notturni puoi assumere nuovamente questo rimedio di sale rosa e miele anche più volte nella stessa nottata.
La posizione perfetta per assumere questo rimedio è di metterlo sotto la lingua che è una zona irrorata dai capillari ed entra in circola rapidamente e in modo molto equilibrato.
L'effetto di questi due ingredienti, sale rosa e miele è quello di stimolare la serotonina, ridurre lo stress e migliorare anche l'umore.
(Mira Tonioni, dalla rete)

domenica 12 aprile 2020

Pasqua in quarantena

  Gianni Rodari mi sembra adatto,
questa è una strana Pasqua, silenziosa;
non so se sentiremo campane a festa,
forse solo rintocchi tristi, a martello...

sabato 11 aprile 2020

Il linguaggio

 
Il linguaggio è un dispositivo specifico.
Esso serve a elaborare, organizzare e trasmettere conoscenze fra i partecipanti all’interno di una data comunità.
Esso assume quindi una funzione proposizionale, poiché le conoscenze non rimangono a uno stato indeterminato e vago ma sono raccolte, organizzate e veicolate sotto forma di proposizioni.
In questo senso il linguaggio consente di organizzare e di comunicare il pensiero, poiché gli fornisce una forma comprensibile da parte degli altri.
(dalla rete)

In una lingua che no so più dire
 
Nessuno più mi chiama in una lingua
che mia madre fa bionda, azzurra e sveva,
dal Nord al seguito di Federico,
o ai miei occhi nera e appassita in pugno
come oliva che è reliquia e ruga.


 O in una lingua dove avanza, oscilla
col suo passo di danza che si cuoce
al fuoco della gioventù per sfida,
sposata a forma d’anfora, a quartara.


 O in una lingua che alla pece affida
l’orma sua, l’inoltra a sera nell’estate,

in un basso alitare la decanta:
è movenza d’Aragona e Castiglia,
sillaba è cannadindia, stormire.


 O in una lingua che le pone in capo
una corona, un cercine di piume,
un nido di pensieri in cima in cima.

 O in quella lingua che la mormora
sul fiume ventilato di papiri,
su una foglia o sul palmo della mano.


 O in una lingua che risale in sonno
coi primi venti precoci d’Africa,
che nel suo cuore albeggia, in sabbia e sale,
nel verso tenebroso della quaglia.


 O in una lingua che non so più dire.
 
Stefano D'Arrigo
 

forse non parliamo più la stessa lingua,
probabilmente questo clima ci sovrasta;
passano giorni uguali e contigui, siamo
perfetti in una prigione mentale continua...
 
Il linguaggio si presenta come un sistema di simboli in grado di generare un numero illimitato di parole, di frasi e di discorsi.
Si tratta di simboli arbitrari e convenzionali, prodotti all’interno di una certa comunità di parlanti.
Su questa base si forma nel tempo una data lingua naturale intesa come un sistema di differenze di suoni combinati a un sistema di differenze di significati.
Il linguaggio, in quanto tale, è caratterizzato dalla composizionalità, ossia dal fatto di essere costituito in modo ricorsivo grazie a unità componibili Per quanto concerne i suoni, abbiamo i fonemi, ossia i suoni che hanno un valore linguistico e che svolgono una funzione distintiva (o diacritica come /b/ e /p/ in bere e pere).
Stringhe di fonemi formano i morfemi che sono le unità linguistiche minime dotate di significato (come tavol- che è la radice di parole come tavolo, intavolare ecc.) (dalla rete).

 

venerdì 10 aprile 2020

Poesia e riflesso

Non gridate più
 
Cessate d’uccidere i morti,
Non gridate più, non gridate
 Se li volete ancora udire,
Se sperate di non perire.
Hanno l’impercettibile sussurro,
 Non fanno più rumore
Del crescere dell’erba,
Lieta dove non passa l’uomo.
 
Giuseppe Ungaretti



di questi tempi passano a carri,
verso le cremazione, quasi tutti;
siamo basiti che anonimi resti
ci passino attorno, in silenzio...