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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 17 marzo 2018

Ingannevole

Immagine ingannevole
 
Mai stato chi volevi essere,
chi pensavi di essere.
L’abito sbagliato
in un mondo alla rovescia.

Sempre andato avanti a menzogne,
la prima fidanzata, non hai mai creduto
che le frasi più semplici

fossero le più intime. A te l’apparenza
era più familiare
del primo pensiero,

avevi troppo mondo, troppo muschio
sulla tua statua, ti ergevi
con il libro che nemmeno desideravi leggere, 
un uomo di carne divenuto stucco,
un angelo d’ombra, solo,
e avvolto nella vuota professione
del tuo nome
.

Cees Nooteboom
da "Poesia come meditazione"
traduzione di Fulvio Ferrari

 

ingannevole

[in-gan-né-vo-le] agg. - Sabatini Coletti -

1.- Di cosa, falso, menzognero, illusorio: parole ingannevoli; miglioramento ingannevole.
2 .-Di persona, che trae in inganno, in errore
 
avverbio ingannevolmente, in modo ingannevole
 
 
le false prospettive, le visioni,
ciò che si crede e invece è altro;
ingannato dai sensi spesso sbagliai
ora ci vedo meno e sbaglio ancora...

venerdì 16 marzo 2018

Riflesso

 
 
 
 
modesti pensieri stipano
i cassetti della memoria,
io ripenso e rivivo;
dove quando come?

Gujil

giovedì 15 marzo 2018

Maschere

La maschera
 è un apparecchio che, applicato sul viso, si presta a ottenerne una contraffazione o a renderne impossibile il riconoscimento.
La maschera
 è di solito fatta di cartapesta, stoffa o altro materiale plastico ed è impiegato a scopo magico o rituale (per es. per raffigurare con efficacia antropomorfica l'essenza divina o demoniaca), bellico (per incutere terrore al nemico), scenico (per sottolineare con materiale evidenza il carattere e la funzione di un personaggio), di divertimento (come quelli per lo più grotteschi e spesso molto semplificati che si usano per il carnevale)
 (dalla rete)


Oh, fatemi una maschera e un muro per nascondere alle spie
Dei vostri occhi aguzzi e laccati e degli artigli occhialuti
Lo stupro e la rivolta degli asili infantili del mio volto,
Mordacchia d’albero ammutito per bloccare contro i nemici scoperti
La lingua baionetta in questo indifeso pezzo da preghiera
(Questa bocca) e la tromba delle bugie soavemente sonata,
Espressione di tonto scolpita in quercia e in antica armatura
Per proteggere il cervello corrusco e smussare gli ispettori,
E un vedovile dolore unto di lacrime languente dal ciglio
Per velare la belladonna e lasciare che gli occhi asciutti
Scorgano gli altri tradire le lagnose bugie delle loro sconfitte
Con la curva della bocca nuda e il sorriso sopra i baffi.
 
Dylan Thomas
 
 
Risultato immagine per maschere


maschere a volti imperscrutabili,
coprono, nascondono, cambiano;
spezzando i rimorsi affiorano cose
ritenute scomparse e lontane...

mercoledì 14 marzo 2018

Riflesso

 
 
 
alla ricerca di delucidazioni provo
a scuotere il contenitore vuoto;
sono io, solo, imperterrito,
così fragile a volte e stupido...
 
Gujil

martedì 13 marzo 2018

Dove cadere

 
Prima o poi ti capiterà di cadere.
Aspettatelo.
Accettalo.
Sei solo un essere umano.
Va bene così.
Perdonati.
 
(Kimberly Willis)
 
L’errore è insito nella natura dell’essere umano; a tutti prima o poi capiterà di mettere un piede in fallo, magari andando a sbattere contro un insuccesso o deludendo un amico o facendo del male a qualcuno a cui vogliamo bene o prendendo una decisione che può rivelarsi sbagliata…
Imparando a perdonare noi stessi per gli errori che commettiamo, impariamo allo stesso modo anche a perdonare gli altri…

Nessuno di noi sarà mai perfetto…
Siamo esseri umani, imperfetti di natura…
E va bene così…
(Simona Baiocco, psicologa, dalla rete)
 

Si deve cadere e non si può scegliere dove.
Ma c'è una forma del vento nei capelli,
una pausa del colpo,
un certo angolo del braccio
che possiamo piegare mentre cadiamo.

È
soltanto l'estremo di un segno,
la punta impreveduta di un pensiero.
Ma basta ad evitare il fondo avaro di alcune mani
e la miseria azzurra di un Dio deserto.


Si tratta di piegare un po' di più una virgola
in un testo che non possiamo correggere
.


Roberto Juarroz
da " Poesia verticale"
traduzione di Stefano Bernardinelli


  caduto... quante volte, dappertutto,
ho pianto, mi hanno deluso, tanto;
in un insieme di fogli lascerò me stesso
gli critti, i pensieri, le frasi...
 

lunedì 12 marzo 2018

Invidia

Angelo Bronzino
"Invidia"
L’invidia nasce da un confronto tra noi e gli altri ed è sgradevole sia per chi la “prova” che per chi la “riceve”.
Nel sociale, il pubblico non la gradisce ed è quasi sempre negata.
E’ inconfessabile. E’ ripugnante. E’ vissuta in solitudine.
Per questo è così importante avere uno spazio per parlarne e capirla meglio.
L’invidia è un sentimento molto comune e presente a tutte le latitudini. Le neuroscienze provano che è qualcosa di simile ad un dolore fisico.
Per il cattolicesimo è uno dei 7 peccati capitali.
Per il buddismo è il fattore mentale che porta all’odio.
Infine, per l’islam appartiene a chi non professa l’islam.
Spesso l’invidia è confusa con la gelosia, l’avidità e il rancore ma è un’emozione ben precisa e va studiata da più punti di vista.
Secondo una possibile interpretazione l’invidia colpisce: “L’inferiore che non vuole stare al suo posto”, il “subalterno” per status o per possibilità che ambisce a migliorare ma incanala questo desiderio nel modo errato.
Esiste una forma di invidia definita patologica o maligna che comporta la regressione del sentimento al suo stato primordiale cioè uno stato fatto di ostilità, odio intenso, avversione e aggressività molto esplicita.
Chi ne soffre considera l’oggetto desiderato/invidiato come qualcosa che gli è stato rubato.
È una visione distorta della realtà che conduce a reazioni aggressive non necessariamente sul piano fisico, bensì sul piano psicologico.
È patologica quando occupa gran parte dei pensieri (dalla rete).



Non invidio in alcun modo
il vuoto opprimente della nobile rabbia,
il cardellino nato nella gabbia
che non ha mai conosciuto i boschi estivi.
Non invidio l'animale che si prende la sua libertà nel tempo,
senza essere toccato dal senso di colpa,
e la cui coscienza non viene mai risvegliata.
E neppure, sebbene esso possa ritenersi beato,
il cuore che non ha mai fatto una promessa di matrimonio,
ma resta lì, a stagnare, nell'indolenza.
E non voglio alcun riposo del desiderio.
E tengo per certo, qualunque cosa accada,
e lo confermo proprio quando soffro di più: 
è meglio aver amato e perso che non aver amato mai.
 
Alfred Tennyson

 
 

sentimento strano l'invidia,
a volte è solo un po' di un qualcosa
che  difficile definire a parole;
io, per me, invidio senza cattiveria
 
Il termine invidia
(dal latino in - avversativo - e videre, guardare contro, ostilmente, biecamente o genericamente guardare male, quindi "gettare il malocchio") si riferisce a uno stato d'animo o sentimento per cui, in relazione a un bene o una qualità posseduta da un altro, si prova spesso astio e un risentimento.
(da Wikipedia)

domenica 11 marzo 2018

Riflesso

 
sarà la pioggia,
o questa tosse che opprime,
sarà il pensiero
oppure un sentimento alla fine;
vorrei prendere tempo, al tempo...
 
Gujil
 

sabato 10 marzo 2018

Gocce e frammento

Gocce di pioggia, diamanti
sul vetro, finestra sul mondo,
asciugo lacrime di tristezza.
 
Anonimo
del XX° Secolo
frammenti ritrovati
 

Goccia

Una goccia è un piccolo volume di liquido, limitato completamente o quasi completamente da superfici libere. Il modo più semplice per formare una goccia è permettere al liquido di scorrere lentamente dalla parte inferiore di un tubo di piccolo diametro. Quando la goccia pendente supera una certa dimensione non è più stabile e si stacca (da Wikipedia).

venerdì 9 marzo 2018

Amanti

 

Non c'è più nessun nome. Dopo di te
mi destinarono solo nomi che non amai,
volti sui quali non volli posare gli occhi per paura
di fissarli, mani che erano sempre l'ombra
delle tue mani sotto le lenzuola. Mai neanche le vidi

né toccai quelle dita che, nel buio, celebravano
nella mia la tua carne – se un altro motivo le portò,
per quanto vago, anche non volli udirlo, mai
lo seppi. Dopo di te, dopo gli altri uomini,
è ancora il tuo nome che dico, e nessun altro.


Maria Do Rosário Pedreira
Traduzione di Mirella Abriani


  


Alessandro Venturi
"Gli amanti"
Amante
[a-màn-te] aggettivo, sostantivo.
aggettivo.
Che ama, predilige qlcu. o qlco. SIN se riferito a persona,
appassionato: una persona a. degli animali; pianta a. dell'umido
sostantivo maschile e femminile
1.- Chi dimostra passione per qlcu. o qlco.: è un a. della natura
2.- Chi ha una relazione amorosa non ufficiale, spec. extraconiugale
SIN eufem. amico: il suo a. è un medico

Essere amanti significa avere accesso a qualcosa di diverso del rapporto coniugale: si coglie solo il bello della relazione minimizzandone al massimo le controindicazioni, quindi non c’è proprio nulla da invidiare alla propria “controparte” legittima. Non bisogna mai cadere nell’errore di pensare che essere contenti della propria condizione di amante significhi, in alcun modo, accontentarsi... (dalla rete)
 
svaniscono i nomi, come i volti, nel tempo,
il passato riemerge qualche volta
ci ispira lunghe riflessioni in silenzio;
qualche sospiro, poi si torna a viaggiare...
 

giovedì 8 marzo 2018

Ancora un ricordo


Un ricordo
 
Stavamo chiacchierando,
siamo ammutoliti d’improvviso.
Sulla terrazza appare una ragazza,
ah, bella,
troppo bella
per il nostro tranquillo soggiorno.

Basia ha sbirciato in preda al panico il marito.
Krystyna ha posato d’istinto la sua mano
su quella di Zbyszek.
Io ho pensato: ti telefonerò,
ti dirò – non venire ancora,
è prevista pioggia per qualche giorno.

Solo Agnieszka, una vedova,
ha accolto la bella con un sorriso.
 
Wisława Szymborska
da "Attimo", 2002
traduzione di Pietro Marchesani
 
 
le cose, stemperate dal tempo,
io, così diverso da ieri,
vecchio, impervio e solitario;
le dissonanze armonizzano nel tono
di una scala musicale stonata...
Gujil
 
 
 sembra fatta apposta, strano,
il ricordo si affaccia sempre
anche stanotte, Tilde, lontana,
zia di passate cose perdute...