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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 19 maggio 2017

Vento...


Vento

Le parole scintillano
nella foresta del sonno
e il loro rumore
di cerbiatte inseguite
agile e schivo
come il vento
parla d'amore
e solitudine:
chi vi ferisce
non ferisce invano,
parole. 

Carlos de Oliveira
L'ostinato rigore
traduzione di Giulia Lanciani
 
“Soffia forte e impetuoso il vento, rami e foglie spazza in un sol momento. Attento signore, il tuo cappello e’ volato e fin sulla cima il vento l’ha portato… Ma molte volte il vento soffia debole e lento e un piccolo fruscio si ode tra le foglie a stento”. La filastrocca fa capire che il vento può presentarsi con intensità diverse che possono cambiare anche nella stessa giornata.
Può essere debole, forte e moderato, esiste per la “forza” o intensità del vento, una classificazione chiamata scala dei venti di Beaufort che spiega bene l’intensità del vento osservando il movimento dei rami sulle cime degli alberi, il fumo dei camini e lo spostamento delle foglie per terra.
I venti che si creano sulla Terra sono legati a due elementi: le massa d’aria e la pressione atmosferica (dalla rete).
 
nei capelli, sulla faccia...
il vento ed i pensieri cupi,
vengono spazzati a volte stanno;
il vento e le nubi che vanno...

giovedì 18 maggio 2017

Mare calmo


In riva al mare
 
Il sole in un raggiro
Di nuvoli s’e spento,
Un vapor grigio e lento
Intenebra l’empiro.
 
Livido, sonnolento,
Il mar si stende in giro;
Muore come un sospiro
Sull’onde pigro il vento.
 
Fra mare e ciel smarrito
Un bastimento anela
A sconosciuto porto.
 
Io guardo l’infinito
Spazio e la stanca vela,
E mi rincresce di non esser morto.
 
Arturo Graf

quando è calmo, presto la mattina,
piccole onde e battige deserte,
l'odore di salsedine, di alghe;
e il sole, sempre il sole...
 
empireo
(ant. empìrio, ant. e poet. empiro)
aggettivo e sostantivo maschile 
[dal lat. tardo empyrius, gr. ἐμπύριος «infiammato, ardente», der. di πῦρ «fuoco»]. 
- TRECCANI - 

Cielo empireo, [...] ciel per padre eletto (Dante); regina santissima dell’Empireo (Segneri); Tu sei: del vasto empiro Non ti comprende il giro (Manzoni). Talora, come agg., dell’empireo: l’empireo   

mercoledì 17 maggio 2017

Plenilunio

Gli astri d'intorno alla leggiadra luna
nascondono l'immagine lucente,
quando piena più risplende, bianca
sopra la terra.


Saffo
  
 
luna piena, vampiri, licantropi, amori,
plenilunio e sospiri nascosti, celati,
agli sguardi dei tanti, dei più;
torno ad essere inguaribile romantico...
 
 

martedì 16 maggio 2017

Giorni di Minime #54 ...primo sole


Il primo sole, quello piacevole sulla pelle, che non brucia.
Quello atteso per tutto l'inverno, considerato "buono" e per cui in tanti, quindi, pensano di non dover mettere nemmeno la crema solare.
Esporsi al sole senza protezione, però, può essere dannoso, anche quando si trascorre solo qualche ora al caldo primaverile del giardino di casa.
Nonostante l'aria sia più fresca, infatti, i raggi UV sono al massimo proprio a maggio e giugno.

 anche qui, ora, nel primo sole,
i tetti rilanciano luce, voci,
soffusi ricordi, impressi, indelebili;
sono qui, sempre, ancora,
ripenso e rivedo ma non rimpiango,
almeno per ora.
 
Gujil
 
 

lunedì 15 maggio 2017

O


“... O stella possente che cali a occidente!
O ombre della notte
– o malinconica notte di lacrime!
O grande stella scomparsa – o nera tenebra
     che la nascondi!
O mani crudeli che mi trattenete impotente –
     o anima mia indifesa!
O nuvola severa che mi circondi e non vuoi
     liberare la mia anima ...”

 
Walt Whitman
"O capitano Mio capitano"
traduzione di Antonio Troiano
 
 
La O è la tredicesima lettera dell'alfabeto italiano e la quindicesima dell'alfabeto latino.
Si può leggere sia aperta, come nella parola italiana "però", in cui è una vocale posteriore semiaperta arrotondata (translitterazione IPA: /ɔ/), sia chiusa, come nella parola "pero", in cui è una vocale posteriore semichiusa arrotondata (transl. IPA: /o/).
Nell'alfabeto greco le due valenze venivano scritte con due caratteri diversi: rispettivamente le lettere omega (maiuscolo Ω, minuscolo ω) e omicron (maiuscolo O, minuscolo o).
Il simbolo O è inoltre la traslitterazione del kana o e, infine, della vocale posteriore medio-alta nell'alfabeto fonetico internazionale.
Anche se il semitico ''en (occhio) e la fenicia ayin venivano usati in alcuni alfabeti per trascrivere [o], il suono era di solito consonantico (come per la lettera araba ع chiamata ʿAyn) e trascrivevano la consonante fricativa faringale sonora.
L'estrema semplicità della sua forma la preservò da sostanziali modifiche, così sia la greca omicron (che era usata solo per la versione breve della O), sia la O etrusca e latina rappresentavano la vocale [o] (da Wikipedia).

o... invochiamo, oppure,
completando quadri indistinti,
cercando rapide soluzioni;
o... quante volte lo diciamo...
 
oppure
cong. [comp. di o e pure] - TRECCANI -
Forma rafforzata della cong. o, con più forte valore disgiuntivo: lo compri subito, oppure vuoi ripensarci?; spesso col senso di «se no; in caso contrario»: dovrà smettere di dare fastidio, oppure se ne pentirà; anche in principio di frase, per introdurre un’ipotesi diversa, per affacciare un’altra proposta, e sim.: oppure, sai come si potrebbe fare? Nello scritto, è spesso adoperato al posto del semplice o per evitare confusioni, secondo i casi, con l’o vocativo, col nome della lettera o, col segno del numero zero, o anche per evitare l’incontro con un’altra o iniziale di parola (spec. oggi che la forma eufonica od è pressoché uscita dall’uso) .
 

domenica 14 maggio 2017

Vulci


Le lamine di Vulci

Configurare uno spazio
          non occuparlo
uno spazio che uomini e cose,
passi e pesi di ogni tragitto,
possano attraversare senza sosta
in una successione da guardare
         alla finestra
mentre arrivano e fuggono
come pietre rollanti senza tempo
da uno dei sette colli
          di Istanbul, di Roma
i visi amati della cronaca nostra
parole che lanciarono il segno
          dalla pagina
le pallide res gestæ
i chiodi, i grandi chiodi
          le lamine di Vulci
gli inganni per voce
          le fedi perdute
i rossi miraggi della carne
nei tagli sfrontati della luce d’agosto
e guerre raccontate
          sorrisi noia musica
poi la conquista degli ultimi silenzi.
Dal varco guardare sugli annali
quello spazio cosí configurato
come farebbe un pesco fiorito
indifferente al novero dei frutti.


Lucio Mariani
Parola estrema
 
 
 Il castello di Vulci venne edificato a ridosso del ponte del Diavolo ardita costruzione realizzata dai romani su una analoga struttura risalente ad epoca etrusca.
In origine questo ponte rimasto in uso sino agli inizi degli anni '60 del secolo scorso, oltre a permettere di superare il fiume Fiora, sorreggeva un acquedotto con il quale veniva condotta acqua alla città di Vulci.
Il castello costruito nel corso del XII secolo dai monaci cistercensi a difesa del ponte, fu impostato sui resti di un'antica abbazia realizzata nel IX sec. e dedicata a san Mamiliano che era stata fortemente danneggiata dalle incursioni dei saraceni. Il maniero divenne dal XIII sec. un importante centro di assistenza ed accoglienza per i pellegrini ed ospitò anche i templari.
Nel XVI sec. passò nelle proprietà di Alessandro Farnese, il futuro papa Paolo III, che vi operò alcuni interventi.
Successivamente divenne una dogana dello Stato Pontificio, in quanto situato ai confini con il Granducato di Toscana. Passò poi ai Bonaparte, nel 1859 ai Torlonia e infine fu acquistato dallo Stato Italiano.
Vulci è un'antica città etrusca nel territorio di Canino e di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, nella Maremma laziale.
Sorta su un pianoro di circa 120 ha e lambita dal fiume Fiora, fu una delle più grandi città-stato dell'Etruria, con un forte sviluppo marinaro e commerciale.
Grazie all'importante emporio commerciale di Regisvilla affluirono dalla Grecia e dalle regioni orientali del Mediterraneo splendidi oggetti che, le ricerche archeologiche susseguitesi nel corso di oltre due secoli, hanno permesso di riportare alla luce.
Questi materiali attualmente sono il vanto dei più importanti musei del mondo.
Le necropoli che circondano la città sono situate nelle località di Poggio Maremma, Cavalupo, Ponte Rotto, Polledrara, Osteria, Campo Maggio e Camposcala. Vi si trovano migliaia di tombe, con forme e tipologie diverse.
Tra le più note sono il grandioso tumulo della Cuccumella (alto 18 metri e con un diametro di 70 metri), la Cuccumelletta, la tomba François, quelle dei Tori, delle Iscrizioni e dei Due Ingressi.
Recentemente nella necropoli dell' Osteria è stata riportata alla luce e resa fruibile dopo un lungo restauro, l'imponente Tomba della Sfinge.
Oltre a queste testimonianze che testimoniano della grande importanza che ebbe Vulci in epoca etrusca, nell'area compresa nel Parco Naturalistico ed Archeologico sono presenti altri monumenti assai suggestivi fra cui il maestoso ponte del Diavolo (III sec. a.C.) che con i suoi oltre 20 metri di altezza domina il fiume Fiora di fronte al castello medievale dell'Abbadia (XII sec.) (da Wikipedia).
  
Un posto, un luogo qualunque,
l'ansia che la notte è venuta e fatica
ad andare a lasciare lo stomaco;
un posto, un luogo, qualcuno...

sabato 13 maggio 2017

Chi era?

Chi era
 
Lo seppi un giorno: or presso ed or lontano
me seguiva e la sua triste follia
l'uomo che amore flagellava invano.
 
Lo vidi ormare la mia stessa via,
sostare alle mie soste, con il volto
duro, e lo sguardo acuto di chi spia.

Egli andava col suo cuore sconvolto
pel desiderio fatto a sè tortura,
nulla godendo e disperando molto.

E non sapeva che la vana arsura
me pur struggeva, che un'angoscia eguale
fustigava la mia anima oscura,

ch'io pur morivo dello stesso male.
 
Amalia Guglielminetti
   

amori passati, solo sfiorati,
quelli avuti, quelli voluti;
lo stesso male, lo stesso
un punto fermo, orizzonte sfocato...
 

venerdì 12 maggio 2017

Mani

Le mie mani
ricordando che tu le trovasti belle,
io accorata le bacio,
mani, tu dicesti,
a scrivere condannate crudelmente,
mani fatte per più dolci opere,
per carezze lunghe,
dicesti, e fra le tue le tenevi
leggere tremanti,
ora ricordando te
lontano
che le mani soltanto mi baciasti,
io la mia bocca piano accarezzo.
 
Sibilla Aleramo
da “Poesie”,
Milano, Mondadori, 1929
  
“Le mani non sono vere, non sono reali…
sono misteri che abitano la nostra vita…
A volte quando fisso le mani ho paura di Dio…”
(Fernando Pessoa)
 
L’uomo sarebbe l’unico essere vivente a possedere le mani pensanti.
 
“La scimmia, per esempio, possiede degli organi prensili, ma non possiede le mani”.
“Solo un essere che parla, cioè pensa, può avere la mano e compiere nella manipolazione opere della mano”
(dalla rete).
 
 
le mani, come fare, come usarle,
sanno tutto di noi, sono nostre
propaggini sul mondo di fuori;
le mani, le mani...

giovedì 11 maggio 2017

Passione


La passione mi divorò giustamente
la passione mi divise fortemente
la passione mi ricondusse saggiamente
io saggiamente mi ricondussi
alla passione saggistica, principiante
nell’oscuro bosco d’un noioso
dovere, e la passione che bruciava
nel sedere a tavola con i grandi
senza passione o volendola dimenticare
io che bruciavo di passione
estinta la passione nel bruciare
io che bruciavo di dolore nel
vedere la passione così estinta.

Estinguere la passione bramosa!
Distinguere la passione dal
vero bramare la passione estinta
estinguere tutto quel che è
estinguere tutto ciò che rima
con è: estinguere me, la passione
la passione fortemente bruciante
che si estinse da sé:

 Estinguere la passione del sé!
estinguere il verso che rima
da sé: estinguere perfino me
estinguere tutte le rime in
“e”: forse vinse la passione
estinguendo la rima in “e”.
 
Amelia Rosselli
 
 
Grande sofferenza, pena; sentimento intenso e perturbante; ardente amore erotico; inclinazione viva, grande interesse.
La passione è un sentimento impetuoso, basato sui piaceri procurati dai nostri sensi e che può impedire il controllo della ragione.
La causa scatenante è una forte attrazione.
Caratterizzato da un desiderio vivo per qualcuno, il termine passione può essere interpretato col termine di amore violento e sensuale oppure, più brevemente, di amore ardente o amore intenso.
La psicoanalisi ha introdotto un nuovo punto di vista, non più filosofico, sulle passioni considerandole nell'ambito di un meccanismo di repressione-liberazione delle pulsioni.
In ambito psicoanalitico, secondo Freud la passione basilare da cui dipende l'azione dell'uomo prende il nome di libido.
Il significato che l'etimo ci racconta, ancora presente in riferimenti culturali cristallizzati (pensiamo alla passione di Cristo), è quello di sofferenza, di pena, di grande dolore.
L'intensità di questa dolorosa condizione interiore e il suo peso primario fra le affezioni dell'animo ha fatto sì che diventasse un'antonomasia con cui indicare una quantità di forti sentimenti, di sensazioni perturbanti - spesso definiti in contrapposizione alla ragione.
Lo spirito del condottiero è incendiato da passioni indomabili, la collega maliziosa ci racconta della passione del suo ganzo, e le passioni spesso obnubilano la capacità di giudizio.
A parte la specie erotica, che si è ricavata una nicchia di significato piuttosto netta, questo significato di passione sacrifica la precisione della descrizione del sentimento in favore del vigore: è troppo turbolento per poter essere osservato in maniera definita.
Usata estensione di significato è poi quella che trova nella passione l'inclinazione accesa, il vivissimo interesse - proiezione su un'attività o su un oggetto esterno di quell'energico sentimento di cui dicevamo testé. 
Seguire con determinazione la passione per la musica trasforma il rockettaro quindicenne in un musicista capace, dopo essermi scagliato sul buffet mi giustifico con la bocca piena dicendo che i pomodori secchi sono la mia passione, e la cura posata del giardiniere cela una disciplinata passione (dalla rete).

 
passione, quanta, negli anni, sempre,
ancora, adesso, sempre, continua;
surrogati solitari prevalgono, dominano,
io, per me, sogno ancora amori impetuosi...

mercoledì 10 maggio 2017

Invocazione


Invocazione

Che altre vite più profonde soffochino la mia
nostalgia
e che il dono del coraggio mi sia concesso.
Che l’amore s’ingrandisca e sia fedele e duri
e che estranei paesaggi impediscano la tristezza.
Che l’oblio e la morte, che il tempo e il dolore
si schierino per questa volta nella fazione dei vinti.
Che le luci si spengano, e nella notte del cinema
una breve menzogna ci renda più vivi.


Carlos Marzal
Oltre l’Esperienza
traduzione di Matteo Re
 
 
Invocazione
Sostantivo femminile
- Sabatini Coletti -
 
  • 1.- Richiesta in forma di supplica, di preghiera: invocazione di aiuto
  • 2.- Parte iniziale di un poema in cui si chiede l'ispirazione e la protezione della divinità
  • 3.- Nei documenti medievali, formula o simbolo (spesso una croce) posti in apertura a indicare che si operava nel nome di Dio
 
ho invocato, pregato, chiamato,
mi sono prostrato e rialzato;
la vita, le cose, i minuti
passaggi, passati e presenti...