2.- (fig) sensazione piacevole, ricordo piacevole: she basked in the afterglows of her success si cullava nei piacevoli ricordi dei suoi successi passati.
3.- (El) bagliore residuo, postluminescenza.
4.- (of radar) persistenza dell'immagine.
Il sole dei vecchi
è un sole stanco.
Trema come una stella
e non si fa vedere,
ma solca le acque d'argento
dei notturni favori.
E tu che hai le mani piene
d'amore per i vecchi
sappi che sono fanciulli
attenti al loro pudore.
Alda Merini
Enda Bardell "Afterglow" acquarello
è un sole al tramonto, immagino, il nostro,
poco importa il forte bagliore residuo, "afterglow" la luce ancora illumina volti, momenti, scene, ma scema di un lento languore nei nostri intimi...
La
sensazione di non avere tempo è spesso causa di valutazioni errate; si
crede di essere in ritardo sul mondo e, spesso non è così, bisogna
procedre per priorità e già questo molte volte risolve il problema.
Altro discorso è quando la sensazione di non avere tempo ha risvolti
sulla psiche; molti non si accorgono di invecchiare e non percepiscono
che il tempo si consuma e consuma. Il più delle volte si rifiuta il
concetto di fine tempo e ci si convince di averne all'nfinito. Non è
così. Non è proprio così. Siamo bombe ad orologeria con un timer tarato a casaccio, spero
solo che al mio sia stata data una buona carica.
Gujil
È da un suono remoto
dalla casa, dalla stanza in fondo,
o è un mio tremito interno
o è quel giovane ailanto
che s’agita là fuori, all’imbocco del parco,
il selvatico che alligna dappertutto
senza riguardi.
Di dove viene che non la vedo,
questa speranza
io non so in che cosa,
questa gioia improvvisa
fuori del cuore,
quest’aliena che canta
la sua infinita ragione d’esistere?
Anna Maria Carpi da "Quando avrò tempo"
È l'errore che facciamo tutti, pensare di avere tempo.
Gianrico Carofiglio
le nostre gioie appese ai muri fotogrammmi di vita passata; cerchiamo stralci di pensieri futuri, il tempo incalza, la ragione lo sà...
un improbabile fauno insegue una ninfa bellezza raccolta, musicata, resa viva; il tempo che scorre non cancella un carattere stanco ma ancora orgoglioso
-4-
Claude Debussy e il suo fauno, una ninfa che sfugge.
Il poema di Stéphane Mallarmé è reso suono, diventa visione e concretizza una possibile storia. Ancora la musica spiega, racconta; il mondo è quello fantastico di un'ellade percorsa da mitici esseri, i protagonisti sono un passionale fauno ed una bellissima ninfa; il tempo probabilmente l'estate, sicuramente il primo pomeriggio di una luminosa giornata assolata.
La ninfa scappa ma non si sottrae, il fauno insegue, lusinga, insiste, ma non raggiunge.
La metafora della vita scorre nel filo di note suadenti, i miei occhi si chiudono, assaporo gli istanti, i fotogrammi nella mia anima si sgranano e sfociano in visioni confuse, sfuocate.
I sensi esplodono e l'anima non contiene la mente che vaga, lontano, su crinali proibiti e nascosti, su colline isolate.
L'animale prevale, la passione rovina atmosfere, da sempre.
Rifletto e la musica continua, mi prende in un vortice che non riesco a domare, la mente vacilla mentre forze ancestrali prevalgono e vincono, il corpo risponde.
La musica ancora prosegue, ora è più calma ed il sole prorompe.
Nei mille vorrei mancano quelli dovuti, richiesti.
Calmo a fatica gli ardori di un tempo, la gioventù scompare davanti allo specchio, mi guardo macchiato da un attimo di folle passione e provo vergogna, cerco ristoro nell'acqua.
Il satiro ora è triste e la musica continua e spiega il contesto.
Ritorno in me stesso sommerso da mille domande e nessuna risposta.
Rispetto?
Ragione?
Lo spazio così angusto?
O solo il tempo che avanza?
Dov'è la mia musa? Con chi giace stanotte?
Ricaccio i pensieri in un angolo nascosto della mia psiche e riprovo attenzione alla musica.
In un solitario soliloquio mi dico le troppe motivazioni al mio gesto, "sei solo", "il tempo incombe", "non durerà", "sei vecchio", "carpe diem", "ob torto collo", domande, risposte, incisi superflui e sciocchi...
Sopravvivo anche a me stesso, a quella parte animale che emerge e sovrasta le cose che scrivo e anche quelle che spesso io dico.
Un'inguaribile sensazione di tenerezza per quello che sono mi prende, vorrei essere forte, presente, sempre sotto controllo, ma non ci riesco.
La musica è finita ma non ho voglia di ascoltare altro.
segna la fine di una giorno e l'inizio della notte.
È un momento di passaggio, dove si saluta l'oggi e ci si prepara ad accogliere il domani. La lenta discesa del sole all'orizzonte crea un'immagine unica, a seconda di dove avviene. Tuttavia, sia che la "nostra" stella discenda sul mare sia che lo faccia in città o in montagna, l'ora del tramonto tocca tutti, senza mai lasciare indifferenti. Negli anni, è diventato l'attimo per eccellenza delle riflessioni più intime e del sogno ad occhi aperti, quando tutto sembra possibile.
La nostra anima ha bisogno di sensazioni piacevoli e serene, il tramonto sicuramente è una di queste.
Nessuno può rimanere indifferente a un tramonto: con i suoi giochi di
luce e di colori, è un momento della giornata che provoca riflessioni,
suggestioni e fascino(dalla rete).
potenza di una poesia è collimare, descrivere, quando calza perfettamente ad una situazione stringe la morsa dell'immaginario che siamo struggente vicessitudine del quotidiano...
Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto…
Tienimi per mano…
portami dove il tempo non esiste…
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano…
nei giorni in cui mi sento disorientato…
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano,
e stringila forte prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…
Tienimi per mano e non lasciarmi andare…
mai…
Il mondo interiore è tanto reale quanto quello esterno.
Bisogna esserne consapevoli. Anch’esso ha i suoi paesaggi, i suoi
contorni, le sue possibilità, i suoi terreni sconfinati. E l’uomo stesso
è il suo piccolo centro nel quale mondo interiore e mondo esterno si
incontrano. I due mondi si nutrono l’uno dell’altro: non si deve
trascurarne l’uno a spese dell’altro o considerare l’uno più importante
dell’altro, altrimenti si rischia di impoverire la propria personalità. (dalla rete)
Sempre assorto in me stesso e nel mio mondo come in sonno tra gli uomini mi muovo. Di chi m'utra col braccio non m'accorgo, e se ogni cosa guardo acutamente quasi sempre non vedo ciò che guardo. Stizza mi prende contro chi mi toglie a me stesso. Ogni voce m'importuna. Amo solo la voce delle cose. M'irrita tutto ciò che è necessario e consueto, tutto ciò che è vita, m'irrita come il fuscello la lumaca e com'essa in me stesso mi ritiro.
Chè la vita che basta agli altri uomini non basterebbe a me. E veramente se un altro mondo non avessi, mio, nel quale dalla vita rifugiarmi, se oltre le miserie e le tristezze e le necessità e le consuetudini a me stesso non rimanessi io stesso, oh come non esistere vorrei! Ma un'impressione strana m'accompagna sempre in ogni mio passo e mi conforta: mi pare di passare come per caso da questo mondo...
Camillo Sbarbaro
Il nostro mondo interiore difficilmente è aperto al pubblico; in realtà noi lasciamo entrare solo chi vogliamo, le persone a cui teniamo. Il vero problema è che molto spesso chi ci entra non percepisce, non capisce; si aggira come un visitatore in uno zoo, cerca, guarda, a volte sorride, ma spesso non raggiunge quella sintonia che vorremmo e ci delude. Pochi ci riescono. Queste persone sono per noi così importanti che ci schiacciano e maltrattano senza volerlo, e direi che, comunque, ci piace naufragare in questo mare...
Gujil
cosa c'è di più bello e sicuro di un mondo interiore, ma non sempre basta, non sempre è sufficiente; fortunatamente la vita incrocia, trama infinite vie, siamo balia delle correnti, piccole barche...
Gli occhi tu apristi in una buia sera afferrata da un torbido sgomento, mentre il viale di tigli del convento piegava urlando sotto la bufera.
Quasi un'anima nuova, prigioniera in te, gemeva un fievole lamento, si lagnava d'un male ignoto e lento, e un gran pianto piangea la notte nera.
Su le bianche dormenti la fiammella vegliava, come un occhio appassionato sotto una fronte virilmente bella.
L'adolescente in quel fulgor s'affise marmorea, ostil. Poi, l'angelo svegliato raccolse l'ali e al sogno umano rise.
Amalia Guglielminetti
i sogni, la realtà, le stringenti contingenze, ci arrabattiamo in contesti lucidi e lineari; vorrei la mia anima libera di esprimersi, vorrei volare senza alcuna pregiudiziale...
risveglio
/ri·ṣvé·glio/ -sostantivo maschile (dalla rete)
Ritorno della sensibilità al termine del sonno ( al suo r. non ricordava più nulla ); fig., può implicare dolorosa sorpresa nel contatto con la realtà ( improvviso r. da un'illusione ), ripresa vivace di un desiderio o di un impulso ( r. dell'appetito, della gelosia ), rinnovata forza morale o fervore di attività, dopo lunga inerzia ( il r. della coscienza ; r. delle arti, delle scienze ; il r. della Borsa )
Mary Cassatt "Risveglio mattutino. Eva Gonzales"
risvegliarsi è sempre come rinascere, il ritorno al quotidiano ridà al nostro cervello la capacità di coagire col mondo che ci circonda, di riprendere la nostra vita per quella che è, ci piaccia o meno.
Il sistema bervoso centrale riprende il sopravvento sulle funzioni vitali minime che si attivano col sonno (grazie al sistema parasimpatico che ci porta in una sorta di tempo sospeso), ci riproietta nel nostro mondo reale.
Non è detto che questo lo si viva sempre positivamente.
1.-Sofferenza
fisica o spirituale: nel primo senso sopravvive solo con riferimento al
sacrificio di Cristo e a quello dei primi martiri della fede cristiana;
nel secondo si associa all'idea di una profonda e tormentosa
afflizione."una bellezza velata e offuscata, ma non guasta, da una grande passione"
Sacra rappresentazione (sul modello del fr. passion ).
In musica, componimento musicale che ha per tema la passione e morte di Gesù.
Inquietudini sentimentali VII
Due seni pallidi e inquietanti insieme; occhi rapiti di lubricità, e una carezza impudica e carnale, di traverso al mio passo e al mio cammino. E una voce dal suono indefinibile, come il duro singhiozzo di un bambino, che mi sussurra: Vieni! Io sono l’eros. Ed io andavo seguendo questa menade folle, come un lembo d’acciaio segue la calamita. Avanzavo sospinta dal mistero… S’eran fatte di ghiaccio le mie labbra, chiusa la gola da sbarre di ferro. Il mio sguardo era lucido d’umore, gli occhi raggianti come pietre alcoliche… E ritornai, le labbra insonnolite, gli occhi accecati e trepide le mani contro se stesse in orrido conflitto, assetate di scempio e, nel mio cuore, una sorta di marchio rosso fuoco, denso della più amara delusione. Ma io non ero lì: non mi porgeva, la baccante folle, alcun rimedio per il mio mal d’amore.
Teresa Wilms Montt traduzione di Cristina Sparagana
Fiore della passione, passiflora.
Frutto della passione, granadiglia
2.- Momento
o motivo della vita affettiva caratterizzato da uno stato di violenta e persistente emozione, specificatamente in quanto riconducibile a un ambito
erotico-sentimentale o in contrasto con le esigenze della razionalità e
dell'obiettività: essere schiavo delle passioni; è stata la sua prima passione; le
passioni politiche; spogliarsi delle umane passioni.
nel contesto di cose insondabili rimane un alone di misteriosa condizione; in noi si perpetuano risapute alchimie siamo preda di passionali riscontri...
(in greco antico: Πλειαδες, Pleiades) sono sette sorelle e personaggi della mitologia greca. I loro nomi sonoAlcione, Celeno, Elettra, Maia, Merope, Sterope (o Asterope) e Taigete. Pleiadi (peleiades) significa "colombe" oppure secondo un'altra versione
l'origine del nome è legato al termine "plein" (navigare) e questo
perché le stelle venivano utilizzate come riferimento dai naviganti.
Figlie di Atlante e Peione (secondo un'altra versione però sono figlie di una regina delle Amazzoni) sono nate sul monte Cillene in Arcadia,
sei di loro erano visibili ed una invisibile. Alcuni autori scrivono
che l'invisibile sia Sterope e che questo avvenne per sua vergogna,
altri che sia invece Elettra che fu coinvolta nella distruzione della
casa di Dardano. Ma il discorso dell'invisibilità può riferirsi al fatto che una
della sette stelle delle Pleiadi sia poco visibile rispetto alle altre
sei e tra i vari miti esiste anche quello in cui Merope, l'unica ad aver sposato un mortale, per la vergogna decise di allontanarsi dalle altre. Fanciulle di una bellezza incredibile secondo un'altra versione del mito vennero rapite da un egiziano e liberate da Eracle. Esiste anche una versione in cui erano le compagne vergini di Artemide e dove Orione le inseguì per tutta la terra costringendole a nascondersi nei campi della Beozia
fino a quando gli dei, presi dalla compassione, le trasformarono in
colombe ed immortalarono in seguito la loro figura nelle stelle.
Una volta divenute stelle manifestarono la loro simpatia ad Atreo modificando il loro corso. Infine, secondo un'ulteriore versione, dopo la morte delle loro sorelle, le Iadi, si uccisero. In tutte le versioni il destino delle Pleiadi è sempre quello di diventare stelle. (da wikipedia)
Elihu Vedder "Le Pleiadi"
Tramontata è la luna e le Pleiadi:
a mezzo è la notte:
il tempo trascorre;
e io dormo sola.
Saffo
il buio della notte è rischiarato a volte, stelle, luna, sogni e fantasticherie; gli attimi di serenità danno percezioni diverse, il buio, per convenzione, nasconde tutto...
LePleiadi
(conosciute anche come le Sette sorelle, gallinelle, la Chioccetta o con la sigla M45 del catalogo di Charles Messier) sono un ammasso aperto visibile nella costellazione del Toro. Questo ammasso, piuttosto vicino (440 anni luce),conta diverse stelle visibili a occhio nudo;
anche se dagli ambienti cittadini solo quattro o cinque delle stelle
più brillanti sono visibili, da un luogo più buio se ne possono contare
già dodici. Tutte le sue componenti sono circondate da leggere nebulose a riflessione, osservabili specialmente in fotografie a lunga esposizione prese con telescopi di dimensioni ragguardevoli. (da wikipedia)
E’ incredibile come icolori influiscano non solo sulle emozioni e le sensazioni che proviamo, ma anche sul tempo
che scorre. Spesso dopo aver trascorso alcune ore al chiuso ci
accorgiamo del passare del tempo solamente grazie ai colori che vediamo
all’esterno; ma ciò non potrebbe mai essere sorprendente quanto
apprendere come un unico colore influisca sulle attività che facciamo
tutti i giorni, cambiandone la percezione del tempo. (dalla rete).
Colorenel tempo
Silenzio interrotto dal vento un profumo nuovo, nell'aria, ascolte, finalmente risento
il mio corpo, direzione contraria.
Un solo confuso è un istante che penetra dentro, sconquassa l'umore di questo continuo e costante rimedio del tempo, assaporo il colore.
Distante, lungo il corso del senso si consuma quel dramma che siamo, mi eccito, scalpito, ripenso che ieri è passato veloce, è lontano.
Anonimo del XX° Secolo da "Le implicazioni sentimentali"
tantissimi ricercatori hanno fatto molti esperimenti riguardo all'impatto ed alla dicersità dei colori ed hanno constatato, per prima cosa, la assoluta differenza sostanzialeesistentefra il colore blued il colorerosso.
I risultati delle ricerche hanno dimostrato che persino sessanta
secondi si percepiscono in modo differente se li si trascorrere in una
stanza blu o in una rossa.
La differenza non è nemmeno “piccola” se così
si può dire: sembra proprio che un minuto trascorra più velocemente se
si è circondati dal rossodove sessanta secondi sembrano durarne ben undici di meno, rispetto al tempo che si percepisce in un
ambiente blu!
Questo succede perchéil blu infonde una certa calma e tranquillità; è un colore in un qualche modo rilassante e che non disturba alla vista, mentre il rosso riesce ad innescare un meccanismo in grado di renderci vigilie attenti ad ogni più piccolo spostamento, quasi come in uno stato di irrequietezza (dalla rete).
Ho raggirato ancora il mio cuore, ho mentito alla mente, ai sogni, sono rimasto in silenziosa attesa. La musica ancora, la vera costante, ricerca, assonanza, distinguo previsto; lenisce il dolore la musica, accarezza. Manco di una fisicità imprevista, mi torco in labirinti scoscesi, (patetica imitazione del gelo) ma prevale la bruma, il mondo è ancora in inverno la mia anima no...