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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 12 febbraio 2021

Nessun tiepido posto

"l'anima ha bisogno di musica,
nella terra dei destini incrociati,
lungo le cornici degli assurdi dipinti,
le immagini cristallizzano i sogni in noi..."
  
 
Nowhere warm

Non vado in alto
in nessun posto tiepido
Fino a quando vedo il tuo sorriso e sento la tua calma
E io lecco un centesimo
Bramo per te ragazzo
Sei come un paracadute che scende dal cielo
Ma sono sicura che sei sul tuo percorso
Sì Sono sicura che sei sulla strada
Non vado in alto
in nessun posto tiepido
Fino a quando non sei al mio fianco
La tua mano nella mia
E ho sempre saputo
tu sei come una piuma
Vai dove il vento e fuoco si fondono
Ma sono sicura che sei sulla via di casa
Sì Sono sicura che sei sulla strada
Ma sono sicura che sei sul tuo percorso
Sì, lo so che sei sulla strada
E sono sicura che sei più veloce di prima
Sì, lo so che sei da qualche parte sulla strada
E suppongo non ci sia niente più da dire

Kate Havnevik

giovedì 11 febbraio 2021

Maria Teresa Wilms Montt de las Mercedes

Sono Teresa Wilms Montt
e anche se sono nata cento anni prima di te,
la mia vita non è stata tanto diversa dalla tua.
Anche io ho avuto il privilegio d’essere donna.
E’ difficile essere donne in questo mondo.
Tu lo sai meglio di tutti.
Ho vissuto intensamente ogni respiro e ogni istante della mia vita.
Ho distillato una donna.
Hanno cercato di reprimermi ma non ci sono riusciti con me.
Quando mi hanno voltato le spalle, io ci ho messo la faccia.
Quando mi hanno lasciato sola, ho dato compagnia
Quando hanno voluto uccidermi, ho dato vita.
Quando hanno voluto rinchiudermi, ho cercato la libertà.
Quando mi amavano senza amore, ho dato ancora più amore.
Quando hanno cercato di zittirmi, ho urlato.
Quando mi hanno picchiato, ho risposto.
Sono stata crocefissa, morta e sepolta,
dalla mia famiglia e la società.
Sono nata cento anni prima di te
comunque ti vedo uguale a me.
Sono Teresa Wilms Montt,
e non sono adatta per le signorine.

 
come sirene siamo attratti
da ciò che riteniamo unico e grande;
gli occhi dell'anima guardano
ritoccando, contorni e segreti angoli...
 
 
Maria Teresa Wilms Montt de las Mercedes 
 
(Viña del Mar, Cile, 8 settembre 1893 - Parigi, Francia, 24 dicembre 1921) è stata una scrittrice, poeta e anarchica cilena.
 
È considerata un'antesignana del femminismo-anarchico.
Seconda fra sette sorelle nate dal matrimonio tra Federico Guillermo Wilms Montt y Brieba e Luz Victoria Montt y Montt, Teresa Wilms Montt respira sin da bambina gli ambienti aristocratici cileni.
Manifestando un carattere ribelle sin da ragazza, a 17 anni si sposa contro il parere della sua famiglia con Gustavo Balmaceda Valdés.
Il matrimonio non è felice principalmente per colpa dell'alcolismo del marito, ma dalla loro unione nasceranno comunque due bambine: Elisa, detta "Chita", e Sylvia Luz.
Tra il 1912 e il 1915 risiede ad Iquique, una città allora in piena espansione.
La gelosia del marito e il maschilismo imperante negli ambienti intellettuali la spingono verso una vita errabonda, ma comunque ricca e stimolante.
Mantiene una stretta amicizia con artisti e intellettuali influenti, come il poeta Victor Domingo Silva.
Pubblica i suoi primi testi con lo pseudonimo di Iquique Tebal o Tebal.
In questa fase incontra donne e sindacalisti del nascente movimento operaio e aderisce agli ideali femministi e anarchici, grazie all'influenza esercitata dalla spagnola femminista Zarraga Betlemme e del lavoro dell'attivista cileno Luis Emilio Recabarren
In questa fase è anche vicina agli ambienti della massoneria. 
Tornata a Santiago, il marito scopre la sua relazione extraconiugale con Vicente Zañartu Balmaceda e spinge la sua famiglia per rinchiuderla in convento.
Depressa per la situazione, Maria Teresa mette in atto il suo primo tentativo di suicidio il 29 marzo 1916.
Nel mese di giugno del 1916, Vicente Huidobro l'aiuta a fuggire dal convento e con lei ripara a Buenos Aires.
Il suo soggiorno in questa città gli permette di incontrare un cosmopolita circolo intellettuale che avrà su di lei una grande influenza.
Nel 1917 pubblica Inquietudes Sentimentales e Los Tres Cantos.
Emigrata a New York, vorrebbe lavorare per la Croce Rossa, ma le autorità statunitensi la bloccano ad Ellis Island perché sospettano possa essere una spia tedesca (la sua famiglia è di origine tedesca).
Si trasferisce in seguito in Spagna, a Madrid, dove vive da bohèmien e incontra numerosi scrittori.
Celandosi dietro lo pseudonimo di Teresa Cruz pubblica diverse sue opere: En la Quietud del Mármol e Mi destino es errar.
Nel 1920 si stabilisce a Parigi, dove in seguito viene raggiunta dalle sue figlie che non vedeva da cinque anni.
Dopo la loro partenza per il Cile, Maria Teresa cade preda di una forte crisi depressiva.
La notte di Natale del 1921, muore suicida per overdose di Véronal.
Aveva soli 28 anni.
(dalla rete)


mercoledì 10 febbraio 2021

Poesia, quadro e riflesso

Ascolta la voce del maestro

Ascolta la voce del Maestro
La domanda che resta senza risposta
Ecco il gesso, ecco l'unghia che stride
E scrive un nome sulla lavagna.
Sembrano voci di un altro regno
Le dolci voci dei compagni.
Il ragazzo è solo nascosto
Tra le ortiche delle tombe.
Spreme in pugno il veleno di ogni foglia.
Ha voglia di morire. E uno squillo
Di tromba lo accarezza, un richiamo
Forte come un nitrito.
Riassapora l'inchiostro sulle dita:
È il Maestro che suona?

Leonardo Sinisgalli 

Jan Steen
"Il maestro di scuola"

Il maestro di scuola
L’arcigno maestro ha appena punito il piccolo allievo
e lo sta ancora sgridando 
(solo così si affrontavano gli sbagli, con le punizioni, anche corporali)… 
gli altri piccoli sembrano terrorizzati!
Il Realismo fiammingo
fedele fino al dettaglio alla verità, 
non lascia adito a dubbi. Le cose andavano proprio così (dalla rete).
 
fatica la luce del mattino
a dare chiarezza ai contorni,
un pensiero, la mente, il sospeso,
soppesare gli sbagli è un gran peso...

 
Oggi è molto diverso e così  spesso 
gli sbagli, gli errori da matita rossa 
rimangono con noi per parte della vita.
Io ho i miei, con me, in una tasca del cuore,
qualcuno avrà fatto del male, qualcuno del bene,
 a me fanno da ancora a molti ricordi
 e da monito ai futuri possibili.
Ad altri allarmano il cuore.
 Gujil

martedì 9 febbraio 2021

Aggiustacuori

La sindrome tako-tsubo chiamata anche cardiomiopatia da stress, oppure nota come sindrome del cuore infranto è una entità clinica caratterizzata da una disfunzione del ventricolo sinistro, di solito transitoria, che si manifesta con sintomi che possono simulare una sindrome coronarica acuta: dolore toracico, dispnea, alterazioni elettrocardiografiche e alterazioni degli enzimi di necrosi.
  
si aggiustano cuori nei sogni?
il mio mostra crepe profonde
sono i percorsi di pagine infinite
come momenti sospesi nel tempo...

Aggiustacuori

“Si riparano cuori infranti”.

Così recitava la piccola insegna seminascosta che campeggiava sull’uscio.
Ormai si faceva fatica anche a scorgerla eppure il viavai di persone testimoniava il continuo passaggio di anime in pena alla ricerca di soluzioni difficili, a volte impossibili.
L’ingresso era costituito da una porta di legno laccato con una maniglia di ferro battuto abbassando la quale la porta si apriva e permetteva l’accesso ad un corridoio che, dopo pochi passi, sfociava in una piccola sala d’attesa con un paio di poltroncine di velluto porpora addossate ad un tavolino pieno di riviste patinate.
Uscì dalla porta a vetri che conduceva in uno studio ordinato, chiuse con delicatezza ed in breve si trovò nella via trafficata.

La sera, la sera pesava, dopo una giornata di lavoro, dopo miriadi di storie raccontate tra urla e singhiozzi.

La sera arrivava e si trovava nella condizione costretta e ineluttabile di pensare a sé.
Un aggiustacuori così efficace nel suo lavoro, così loquace e dai guadagni stratosferici.
Così professionale insomma che l’agenda faticava a trovare nuovi spazi per gli appuntamenti richiesti. 
“Aggiustacuori così non se ne trovano più” circolava sulla bocca della gente che di parola in parola non faceva che aumentarne la fama e la clientela.
Le sue giornate erano piene di racconti strappalacrime ma la coda interminabile di incontri affaticava a tal punto che diventava sempre più difficile mantenere il controllo della situazione ed il giusto senso dell’obiettività professionale.
Ma la sera crollava di fronte alla solitudine di una consolidata routine che pure amava e gli dava tanto ma non era mai comunque stata in grado di riempire la vastità della sua anima.
Il suo cuore la sera mostrava allo specchio le crepe profonde,crepacci che lo solcavano come strade tracciate da una vita intera spesa alla ricerca di qualcosa che si poteva solo pensare indefinibilmente unico.
Ogni volta provava su di sè le tecniche risapute efficaci, perfino sperimentava le nuove, le più all'avanguardia.
Nulla da fare, sapeva aggiustare il cuore degli altri ma non fu mai capace di riparare il suo.
 

lunedì 8 febbraio 2021

Brezza di mare

Sopra: brezza di mare (diurna)
In basso: brezza di terra (notturna).

La brezza marina
è un vento diurno che spira nelle zone costiere dal mare verso terra.

È causato dal minimo depressionario che si forma sopra la terraferma a causa del diverso calore specifico.

 

Fragranza di brezza marina

Nel volo di gabbiani il rumore
del mare invernale, un sottofondo
continuo, tranquillo, calmante;
barche rimessate su
lunghissime spiagge
tendono alberi spogliati di vele al cielo

ho in mente la tenerezza di un volto
disegno tra nubi scomposte un ritratto
che è come fragranza di brezza marina

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

  

L'acqua ha un maggiore calore specifico rispetto al terreno,
per cui si riscalda e si raffredda più lentamente rispetto al suolo che, invece,
tende a cedere il calore all'aria
con una maggiore velocità di scambio.

Il terreno, quindi, di giorno si scalda,
e riscalda l'aria che lo sovrasta e questa tende ad innalzarsi.

Questo comporta un abbassamento della pressione
al livello della superficie terrestre,
di conseguenza
l'aria che si trova sopra la superficie del mare,
più fresca e in una zona a pressione maggiore
si sposta quindi verso la debole depressione
generatasi sopra la terraferma inducendo un vento debole.

(da wikipedia).

domenica 7 febbraio 2021

Abbandono

L'abbandono, nell'ambito della psicologia, può essere visto come un sentimento che è causa di disagio emotivo e, in certi casi, di eventuali disturbi psichici che si possono manifestare attraverso l'angoscia e la solitudine.

 Abbandono

Volata sei, fuggita
come una colomba
e ti sei persa là, verso oriente.
Ma son rimasti i luoghi che ti videro
e l'ore dei nostri incontri.
Ore deserte,
luoghi per me divenuti un sepolcro
a cui faccio la guardia.

Vincenzo Cardarelli

Infatti, se un rapporto affettivo (inteso in senso esteso) tra un individuo e uno o più componenti del mondo esterno si spezza, può minare alla base una situazione di stabilità psicologica derivante in parte anche da questo legame.
La situazione è ovviamente variabile a seconda di molti fattori; innanzitutto, essa dipende dal modo con il quale si è verificata la risoluzione del legame: tanto più la rottura è imprevista, brusca e di difficile risanamento (subentra il timore che non si torni più allo stato precedente), tanto più potrebbe essere grave il danno psichico che ne può conseguire.

Potrebbe anche darsi che l’abbandono sia una forma di rivincita verso una difficoltà
del passato che non è stata del tutto risolta tra due persone.

si sgretola il sogno?
alte si profilano vette di monti
la speme si tinge di colori accesi
sono balia di venti, di forti correnti...

Nell'età adulta la psicopatologia dell'abbandono si verifica, ad esempio, a fronte della scomparsa di persone amate (ad es. per lutto), una condizione che, in alcuni, casi può portare a vissuti depressivi come alla non rassegnazione della fine del rapporto, con il desiderio, più o meno celato, di voler cercare ancora un "contatto".
(dalla rete)

sabato 6 febbraio 2021

Leggere un ritorno

una cosa è certa, noi riceviamo esattamente quello che diamo.
Niente di più e niente di meno.
E' importante comprendere gli altri, metterci nei loro panni, affinchè possiamo capire cosa provano realmente 
ed evitare di ferirli...
esiste ancora qualcuno che ama dare e ricevere

(dalla rete)
...

 luci del mattino sfiorano il senso,
ansie ritrovate costellano il battito...
perdonami cuore mio, ancora,
per cose che dico, che faccio...

“Non andartene,
non lasciare
l’eclisse di te
nella mia stanza.
Chi ti cerca è il sole,
non ha pietà della tua assenza
il sole, ti trova anche nei luoghi
casuali
dove sei passata,
nei posti che hai lasciato
e in quelli dove sei
inavvertitamente andata
brucia
ed equipara
al nulla tutta quanta
la tua fervida giornata.
Eppure è stata,
è stata,
nessuna ora
sua è vanificata."
 
Mario Luzi

venerdì 5 febbraio 2021

Una mia infinita pagina...

Una mia infinita pagina...

Sono convinto di avere pagine infinite (non finite) nella processione di questa mia piccola vita.
Sono riposte, custodite dall’anima che le tiene protette in angoli della mente, nei recessi reconditi del mio essere umano, per quello che sono, nel bene e nel male.
Sono lì, presenti e difficili da scorgere, non importa la loro lunghezza nè cosa contengano, importa che siano infinite, incompiute, ribattute dal cuore, nel cuore, per questo mio cuore.
Non so quali siano in realtà, solo so che ci sono, delicate, piccole cose nel mare del tempo navigato, presenze importanti care e grandi; non sono relitti trasportati dalle onde del vivere, dello scorrere quotidiano, sono parti di me, di questo uomo che sono ancora salienti e vitali.
Senza che me lo aspettassi o lo volessi una di loro si è aperta, improvvisa e prorompente come la marea in Cornovaglia, carica di calore come un sole mai spento.
E si è inondato il mio mondo di luce e chiarore, la musica, costante di sempre, ha ripreso vigore, il cuore a pompare con un ritmo che avevo dimenticato.
Manca solo la penna che ora è sostituita da una tastiera o la chitarra scordata in un angolo della mia camera.
Sto cercando di riprendere il filo di una pagina lontana, non è facile ma è incredibilmente possente e il presente assorbe l'inchiostro del mio dire, le parole ritornano ancora, coi ricordi, le immagini, gli umori e le voci che sono le stesse di sempre, solo imbrigliate, quasi imprigionate dal tempo trascorso.
Una pagina infinita che spero solo di riuscire a condividere con chi ne fa parte giuro, senza pretese, senza aspettativa se non quella di poterla riprendere, di continuare a scriverla con le parole che mi rimangono in gola.
Come una carezza, un discorso gentile.
Già, le parole, mi sono reso conto che quello che mancò furono  il parlare, le parole, non i gesti, di quelli ce ne sono stati  fin tanti, solo parole che allora non potevano, non sapevano uscire o forse, più semplicemente, non trovarono spazi adeguati.
Cercherò quelle parole non dette, riempirò il silenzio di significati inespressi, farò quello che posso e che potrò e che mi sarà lasciato fare.
Ho solo bisogno di aiuto per questo, da solo non posso che impostare un soliloquio senza senso alcuno. 
Ecco perchè ho richiesto quel poco di spazio, per riprendere il filo, per completare qualcosa di volontariamente interrotto che però ora sento rimasto infinito, inconcluso.
Non dipende solo da me, ho paura lo ammetto, provo sentimenti nuovi, mestizie inconsapevoli inutili e stupide come un'insensata gelosia che mi prende il respiro e di cui non mi so spiegare nè tantomeno approvare (cose care all'amore diceva Buzzati) .
Questa pagina infinita mi rimescola da giorni, mi ribatte il cuore.
Ho ancora paura e paura, un timore insondabile che mi stimola la bocca dello stomaco che ridesta antichi bagliori, che solleva una polvere che non è pesante nè sporca, una polvere che attende una ventata di aria fresca  che la porti lontano, in un posto migliore dove il sogno possa trovare il reale e un divenire fluente.
Non so come si scriverà questa pagina infinita, sento solo che richiede del tempo e non ne rimane tanto, chiede una possibilità un tentativo per poter ancora brillare nella mia esistenza.
Aiutami pagina infinita, aiutaci a trovare la strada per poterti ancora riempire. 
Grazie, pagina infinita, ancora grazie...
 
Gujil

una notte di sospiri, di attesa al mattino,
quando saranno lette queste parole;
non è stato facile nè dirle nè scriverle,
io faccio ancora quello che posso...
 
Le illustrazione a supporto sona state tratte dal bellissimo "Poema a fumetti" di Dino Buzzati, un autore che amo molto e che spesso mi ha confortato nei momenti più difficili del mio rapportarmi e, fortunatamente, ancora riesce a farlo.

giovedì 4 febbraio 2021

Caos agitato

il tempo collima desideri e presente
ne risente il mio profondo, l'intimo;
io sono una vaga idea che ritorna,
qualcosa, sopito, riaffiora e m'inonda...
 

Ascolteremo nella calma stanca
la musica remota
della nostra tremenda giovinezza
che in un giorno lontano
si curvò su se stessa
e sorrideva come inebriata
dalla troppa dolcezza e dal tremore.
Sarà come ascoltare in una strada
nella divinità della sera
quelle note che salgono slegate
lente come il crepuscolo
dal cuore di una casa solitaria.

Battiti della vita,

spunti senz’armonia,
ma che nell’ansia tesa del tuo amore
ci crearono, o anima,
le tempeste di tutte le armonie.
Ché da tutte le cose
siamo sempre fuggiti
irrequieti e insaziati
sempre portando nel cuore
l’amore disperato
verso tutte le cose.

Cesare Pavese

Cesare Pavese e l'amore disperato verso tutte le cose; nell'impossibilità di avere il sogno è un rifugio prepotente, l'immaginazione è un bene potente, una forza indominabile per le menti aperte. Nessuno ci può rubare completamente ciò che in noi è profondo; ma è bello condividere se qualcuno riesce a comprendere le nostre scarne parole e il nostro agitato caos. Gujil

mercoledì 3 febbraio 2021

Quadro e poesia

Jan Vermeer
"Suonatrice di chitarra"

1672
Kenwood House, Londra,

La Suonatrice di chitarra è un dipinto a olio su tela. È firmato a destra («IVMeer»), sul lato inferiore della tenda. È uno dei migliori dipinti della fase tarda di Vermeer, e si distingue fra tutti per la libertà compositiva ed espressiva. Questo dipinto esprime una gioia luminosa che è veramente difficile spiegare conoscendo le private vicissitudini dell'autore. Negli anni, infatti, in cui quest'immagine è stata dipinta, Vermeer stava affrontando gravi difficoltà economiche (da wikipedia).

 Dipinto fiammingo
(Anna, c'è un ritorno per ogni partenza)

Candelora passata ritorna
un remoto lontano ma vivo
la mia mente il cuore adorna
di Lei, sorriso mai schivo.

Non salii milioni di scale
porgendole il braccio
ma il presente mi assale,
potenti costretti che taccio.

Il freddo che gela il respiro
infiltra nel naso, la gola,
aironi, inverni, sospiri
il senso del tempo, lei sola.

La vita ritorna, potente,
nel sogno ancora la stringo
vacillano gli occhi, la mente
scenario da dipinto fiammingo.

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate