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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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lunedì 21 novembre 2016

Assunzione


Assunzioni esemplari

L'alchimia è eresia

la chimica, al contrario, è religiosa
ammirate nelle ascensioni
la competenza che i ministri della chiesa
ebbero in fatto di gas.

Le depressioni della gravità
sono avverse
ad ogni elevazione morale.

Invano agguantanuvole
annaspano in aria
per aprire un varco al miracolo.
 
Valentino Zeichen
L'epigrammista surreale
  
 
L'Assunzione della Vergine
"Palma il Vecchio"
 galleria dell'Accademia a Venezia
 In religione, l'assunzione è l'elevazione al cielo di qualcuno, in corpo e anima prima o dopo della morte; in particolare: assunzione della Vergine; l'Assunzione, la festa religiosa che ne celebra l'evento.
 
 
sembra a tema con oggi,
parlerò, chiederò, spiegherò;
eppure mi sento lontano,
molto lontano

domenica 20 novembre 2016

Elogi

Elogi
                                                      a Jole

Loderò la tua mano delicata
come un petalo bianco di magnolia,
languidetta gardenia che sfoglia
la sua fragrante grazia malata;
 
loderò la tua bocca dissanguata
come un fiore reciso, mesta foglia
d'Autunno, fonte placido che invoglia
ad una calma lenta e angelicata;
 
loderò i tuoi capelli, fini spilli
d' ambra orientale : lunghi ed innocenti
capelli d'una santa bisantina;
 
ed i tuoi occhi, languidi pistilli
d' ortensia celeste : pazienti
occhi di qualche morta serafina.
 
Corrado Govoni

 
sperticate lodi disseminano
molte vite, esistenze esigue;
si cerca la gloria, ad ogni costo,
io, devo dire, ho cercato l'amore...

 
 elògio
sostantivo maschile [dal lat. elogium,
che indicò originariamente una breve iscrizione o epitaffio].
- TRECCANI -
 
 1.- Discorso o scritto più o meno solenne in cui si esaltano i meriti o le virtù di una persona: elogio funebre; recitare, scrivere, tessere un elogio; l’elogio di San Francesco nel canto XI del Paradiso; Elogio degli uccelli, titolo di una delle Operette morali del Leopardi; anche di cose astratte: elogio della povertà, della modestia.
2.- estensivamente. Parole di lode, di approvazione: merita un elogio per la sua costanza; spesso al plurale: ne ebbe meritati elogi; profondersi in elogi; fare gli elogi di qualcuno; la stampa dedica grandi elogi alla sua opera.
 
 
 

sabato 19 novembre 2016

Fotografia


Fotografia

Che miseria, questa fotografia!
Un colore volgare sfigura
Questa bocca, questi occhi. Burlarsi della vita
Con il colore, allora era consueto.

Ma ho conosciuto colui di cui si è preso
In queste reti il volto. Credo di vederlo
Scendere nella barca. Con già
L'obolo in mano, come quando si muore.

Che un vento s'alzi nell'immagine, che la sua pioggia
La stemperi, la cancelli! Che si scoprano
Sotto il colore gli scalini grondanti!

Chi fu? Che avrà sperato? Non odo
Che il suo passo che s'arrischia, nella notte,
Goffamente, verso il basso, senza mano che aiuti.

 
Yves Bonnefoy
"Il qui in cui sono e amo vivere"
traduzione di Fabio Scotto

 

fotografia

[fo-to-gra-fì-a] sostantivo femminile,

 anche abbreviato: foto

 Sabatini Coletti

 
  • 1.- La tecnica e l'arte di ottenere immagini durature mediante l'azione esercitata dalla luce su determinati materiali, spec. su lastra, pellicola o carta opportunamente trattate.

2.- estens. Immagine fotografica

SINONIMO istantanea: scattare una fotografia; sviluppare le fotografie.; in un filmato, insieme degli aspetti relativi all'inquadratura, alla luce, agli effetti particolari eccetera: un film premiato per la splendida fotografia.
 
3 .- fig. Descrizione minuziosa e precisa.


fermata, in un'istantanea, la vita;
questo è una fotografia, è un attimo,
è bloccare il tempo, la corsa,
poi pian piano ogni cosa sbiadisce...

venerdì 18 novembre 2016

Giorni di minime #29 con foglie secche

 
consuetudini leggere affossano
pensieri lunghi interminabili,
come una folata di vento ripongo
le foglie secche in un angolo;
assorto rimugino cose passate
ritengo, riparto, risiedo,
fino a quando la pioggia mi sveglia
finché il respiro mi anima...
 
Gujil
 
 
Per qualsiasi fai da te con le foglie, assicuratevi di usare foglie abbastanza secche ma non troppo rigide. Raccogliete più foglie perché molte potrebbero spezzarsi durante i lavori. Se le foglie si rompono, niente di grave, potete impiegarle in un fai da te come quello mostrato nella foto in alto.
La tecnica del decoupage è molto utile per chi vuole decorare con le foglie secche. Per il decoupage con le foglie secche vi serviranno: foglie essiccate, un vassoio o altri supporti da decorare, carta di riso, colla vinilica, un vetrificante a base d’acqua per fissare il lavoro.
Consigli: usate la tecnica del decoupage con foglie secche per decorare un vassoio o un piatto di vetro. Le foglie, poste sul retro del vassoio decoreranno il fondo sfruttandone la trasparenza. Iniziate a lavorare sul retro del piatto o del vassoio di vetro(dalla rete).   

Decorare una candela con foglie secche
Con qualche precauzione, le foglie secche possono essere usate per decorare le candele di cera. Per questo fai da te vi servirà un cero avorio, della cera bianca opaca, delle foglie secche, un cucchiaio di legno e, se gradite, dell’olio per candele profumato.
1.- Fate sciogliere la cera opaca a bagnomaria, in un pentolino che non destinerete più all’uso alimentare. Fate sciogliere la cera in modo uniforme. Se avete preso dell’olio profumato è il momento di usarlo.
2.- Intingente, una alla volta, le foglie secche nella cera opaca.
3.- Fate aderire alla superficie del cero bianco le vostre foglie: sarà la stessa cera a fare da collante e unire le foglie al cero. Se la foglia è molto grande, avvolgetela con entrambe le mani fino a stenderla e coprire la circonferenza del cero.

giovedì 17 novembre 2016

Imeneo, Epitalamio e canto nuziale



Imeneo
/ime'nɛo/sostantivo maschile
[dal lat. hymenaeus, gr. hyménaios]
- TRECCANI -
  
- 1. (crit.) [canto nuziale che, presso gli antichi Greci, si cantava in coro mentre si conduceva la sposa in casa dello sposo] ≈ epitalamio. 
-2. (fig., lett.) [al plur., rito matrimoniale] ≈ [→ IMENE].

 Epitalamio
 Serenata che gli antichi Greci cantavano presso la stanza nuziale la sera delle nozze. I primi epitalamio letterari si trovano in Saffo; in età ellenistica ne composero Callimaco, Eratostene, Partenio, ma l’unico epitalamio greco giunto intero è l’idillio 18 di Teocrito per le nozze di Menelao ed Elena

 
Ultimo canto nuziale

Ma se infine vieni, spoglia
dei tuoi fiori nuziali, nell’ora
in cui tutto il mondo si disfiora
e lo sguardo di cenere si copre;

se allora, con la bocca gelata
dal tramonto postumo che divora
ogni illusione e fatalmente incorona,
se mi dici all’orecchio: sono il nulla,

ti dirò grazie di lasciarti vedere
e abbracciarti nuda, d’essere mia
seppure nell’istante che ti perdo;

e dormirò nel letto che il mio cuore
ha fatto, sognando che la morte
è il tuo ultimo velo, poesia.

 
Cintio Vitier
La sposa poesia
Traduzione di Nicola Licciardello
 
  
e convolammo insieme,
felicità raggiunta? soddisfazione?
ora si vive nel mondo, per mano,
semplicemente per mano...
 

mercoledì 16 novembre 2016

Orecchio

 
 Io non ho prova della mia esistenza
se non per questo 
dolore continuo dell'orecchio,
una lettera d'amico,

il gusto denso della birra
contro le gengive.
Fuori del sigillo
della paura ininterrotta
non ho altro indizio
della mia continuità.

Giorgio Manganelli

L'officina dell'alchimista
 

L'otite è un processo infiammatorio, solitamente di natura infettiva, che interessa l'orecchio. Prende il nome di otite esterna quando interessa il condotto uditivo esterno, con o senza coinvolgimento della membrana timpanica, di miringite quando coinvolge soltanto la membrana timpanica, e di otite media ed interna se coinvolge, rispettivamente, l'orecchio medio o quello interno. Il sintomo caratteristico dell'otite è l'otalgia, ovvero il mal di orecchio, che può essere più o meno intenso ed accompagnato da sintomi che dipendono d all'area di orecchio interessata dal processo infiammatorio.
L'otite esterna, nota anche come "otite del nuotatore" si caratterizza per la comparsa di dolore quando l'orecchio viene toccato o tirato; spesso, l'agente eziologico è un microrganismo, ad esempio i batteri o i funghi presenti nelle piscine e nel mare, che proliferano più facilmente in ambiente umido.
Nell'otite media, invece, l'eziologia è sempre infettiva, per cui spesso si accompagna allo scolo di materiale purulento dal canale auricolare esterno, dolore spontaneo all'orecchio (aggravato dalla digitopressione) e - tipicamente nelle otiti acute - a sintomi aspecifici come rinorrea, naso chiuso, mal di gola, febbre o febbricola, tosse. La presenza di pus, che in casi estremi può perforare il timpano compromettendo la capacità uditiva, determina sintomi come riduzione dell’udito (ipoacusia), percezione di fastidiosi ronzii (acufeni) e prurito all'orecchio.
Nell'otite interna, nota come labirintite, il coinvolgimento delle stretture coinvolte nelle capacità di equilibrio ed udito, determina la comparsa di vertigini e perdita di equilibrio, con nausea e vomito (dalla rete).
Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/Sintomi/Otite

bere a volte,
fino all'annullamento
fino al sonno,
il dolore permane...

martedì 15 novembre 2016

Siccità

Siccità
 
Quando la siccità sopra la terra avrà disteso
la sua pelle d'asina e cementato l'argilla bianca
intorno alla sorgente, il sale rosa delle saline
annuncerà la rossa fine degli imperi, e la femmina
grigia del tafano, spettro dagli occhi di fosforo,
si lancerà come ninfomane sugli uomini svestiti
delle spiagge... Fango scarlatto del linguaggio,
basta con la tua infatuazione!
 
Saint-John Perse
I Poemi Provenzali
traduzione di Giorgio Cittadini



le mia labbra riarse, secche,
il ginocchio dolorante e teso,
mi muovo prono nel mondo
in un deserto di sentimenti ho sete...

 
 
siccità
sostantivo femminile
[dal lat. siccĭtas -atis, der. di siccus «secco»]
- TRECCANI -
 
Mancanza o scarsezza di pioggia, che si protrae per un periodo di tempo eccezionalmente lungo: se continua questa siccità il raccolto sarà dimezzato; l’uva, per la siccità, è poca e stentata.
Con significato più particolareggiato, scarsezza di umidità: la siccità dell’aria, del terreno.

lunedì 14 novembre 2016

Baciare


Senza baci
 
A diciott' anni, non aver baciato
mai una donna sopra i labri ardenti
non avere le sue treccie attorcenti
in una fonda alcova scompigliato!
 
Non aver su d'un seno immacolato
mai morduto con dei morsi furenti,
ed avere soltanto nei frequenti
miei disinganni sognato, sognato...
 
È troppo crudo non avere mai
gustato, a diciott' anni, la lentezza
di carezze e d'amplessi pertinaci!
 
O voi, poeti, che tutti i rosai
mieteste de l'amore, la dolcezza
ditemi del sapore che àpno i baci!
 
Corrado Govoni
da "poesie scelte"
 
 
William Cane  (dalla rete) autore del manuale: L'arte di baciare: Tutti i segreti del più dolce piacere della vita (Bur 6,29 euro)
l'autore  afferma che baciare è come mangiare il tuo cibo preferito, è cioè una forma di piacere orale.
In questo caso però il piacere non è solo tuo, come se mangiassi un cup cake tutto per te, ma lo è per la coppia e, sostiene Cane, non può ridursi alla sola tecnica: in ballo ci sono le emozioni, le sensazioni e i sentimenti di entrambi che giocano un ruolo fondamentale nella riuscita di un bacio.
Aldilà della tecnica, ognuno bacia a modo proprio e per baciare bene parti da una semplice domanda: perché baci? Se lo fai per piacere, perché ti piace la persona che stai baciando allora verrà naturale baciare con trasporto e passione anche se non ti senti così sicura di te.
   
quanti baci, tanti allora,
labbra tumide e assetate,
poi la maturità inquina, controlla,
diventiamo affetti invece che amori...
 

domenica 13 novembre 2016

Ancora radici


Viste dagli angeli le cime dei monti
sono forse radici che bevono i cieli;
e nel sole, le radici profonde del faggio
sembrano loro tacite vette.

Per loro, la terra non sta trasparente
davanti a un cielo pieno come un corpo?
Leva un lamento, in questa terra ardente
l’oblio dei morti presso le fonti.


Rainer Maria Rilke
Traduzione di Roberto Carifi
 
 
 

La chiusura di Radici (canzone di Francesco Guccini, pubblicata nell'album omonimo del 1972) è permeata di una struggente e consolante malinconia. La chiosa della canzone, semplice e al tempo stesso ferma e immutabile proprio come la stessa casa che il testo descrive, è un motto che si sprigiona con la lunghezza della “a” finale di “dolcezza”, cantata come una lunga eco conclusiva:
 
“la casa è come un punto di memoria,
le sue radici danno la saggezza,
 e proprio questa forse è la risposta
e provi un grande senso di dolcezza”
(dalla rete).


inseguire le radici, trovarle,
qualcuno ha cantato,
molti hanno perso la cerca;
io, per me, un filo di speme...

 

sabato 12 novembre 2016

Gocce

(gocce)

L'inverno e la sua fine
escono da quei monti
nel cielo
          alla battaglia,
esitano l'uno
e l'altra, essi, rapiti
          a quella luce
di politissimo cristallo,
alla flagranza delle valli,
          e ora
un poco si osservano a distanza,
un poco si mischiano e si azzuffano
finché grandine o vento non sbaraglia
l'incertezza dello scontro.

Ci ottenebra, noi stille
          sorprese in medio campo

un infittito scroscio,
          ci affoga
l'uragano, sgombra
poi il sole
          i celesti rimasugli
del furente nubifragio.
È inverno o primavera? Non lo sappiamo,
          siamo
e non siamo niente
nella molteplicità delle apparenze,
però dentro la vita, dentro
il meraviglioso istante. 

               
Mario Luzi

da "il lessico della luna nascente"


goccia
/'gotʃ:a/ sostantivo femminile
[der. di gocciare] (pl. -ce)
-TRECCANI - 
 
1.- [piccolissima quantità di liquido che si distacca dalla massa del liquido stesso: una goccia d'acqua, di sangue] ≈ gocciola, (non com.) lacrima, (lett.) stilla.
● Prov.: la goccia scava la pietra [un'azione lenta ma continua è efficace]
≈ acqua cheta logora i ponti, chi la dura la vince.
▲ Locuz. prep.: a gocce [una goccia dopo l'altra: il liquido cola a gocce]
≈ (a) goccia a goccia, lentamente, un po' alla volta.
↔ a profusione, copiosamente, tutto insieme (o in una volta).
2.- (iperb.) [scarsa quantità di liquido: versami una goccia di vino] ≈ [→ GOCCIO].

le notti, fredde, insonni,
la luna a volte, il buio;
tessere sparse di mosaici
perduti, infiniti, incompleti...